martedì 26 maggio 2020

Il mariomichelegiarrusso che è in lui




Finita la scempiaggine dell'"unovaleuno", messa in cantina la scellerata consuetudine del "chiunquetusiavaibeneinparlamento" ecco il mariomichelegiarrusso che è in lui a confermare quanto sopra prendendo il proscenio col voto salva Cazzaro; si proprio lui, l'espulso per non aver redicontato le proprie spese, attratto dalla sirena della vita qualunque di un parlamentare gozzovigliante a fin di bene, non comune e non nostro. 
Il Movimento 5 Stelle imparerà da questi anomali mini coacervi? 
Per due, c'è anche tale Ricciardi anch'ella fuoriuscita dal movimento, che conglomerati alla normalità politichese, in realtà anormalità filosofica, vi sono ancora decine di normopensanti perennemente combattenti le incrostazioni di decenni di amoralità. 
Il mariomichelegiarrusso che è in lui, probabilmente, farà entrare la sagoma cartonata del reietto, nel simposio leghista per futuri anni beati di lieta e beneficiante opera politica pro lui, tra un raglio cazzaro e l'altro. Come una cometa che finita la sua corsa attorno al Sole, allontanandosi si raffredda ghiacciandosi, così il mariomichelegiarrusso che è in lui porterà cotanto esempio di sagacia a disperdersi in quel dorato anonimato costellato da ricerche spasmodiche di visibilità e quant'altro, dove quant'altro apre e lascia l'immaginazione fantasticare con tutto quanto fa spettacolo. Circense, naturalmente.   

Inamovibili


Potremmo definirla una navigazione, ammesso di constatarne la scia, questa vita comune incastonata in quest'anno bastardo e maledetto. Molti però sono in balia delle correnti, chi romba sui mari lo fa al solito pacchianamente. Pochi indomiti usano remi per movimentarsi. Al di là del procedere o meno vi sono due, per ora ne scorgo solo due, colonne d'Ercole che, oramai mitridatizzate, non sembrano avvertire vibrazioni tali da far presupporre un loro vicino abbattimento sociale: 1400 miliardi di euro depositati nei conti correnti italiani e oltre 100 miliardi evasi annualmente. Di chi saranno quei soldi stipati nelle banche visto che tutti, ma proprio tutti stanno piangendo miseria e povertà? Chi ha ammassato ricchezze capaci di far loro attraversare in beltà questo post Covid? Da sottolineare che in questo caso la statistica del pollo, se siamo in due e tu te lo mangi interamente ed io rimango a bocca asciutta per i grafici figura che ce ne siamo pappati metà a testa, non conta una minchia. Se dividessi la cifra accatastata per il numero di abitanti, figurerebbe che ogni italico possiede quasi 25mila euro. Follia, baggianata. La verità è che pochi, al solito, hanno tantissimo; molti quasi nulla. 
Ma il piagnisteo è globale da Scilla a Trepalle! Guardate programmi tv, evitate mi raccomando i rintronanti alla uominiedonne, gustate il lamento, osservate le sopracciglia arcuate onnicomprensiva, i latrati all'unisono, le prefiche ululanti, il lutto nazionale di chi annuncia di non poter ripartire se non arriverà l'aiuto di stato. Intendiamoci: moltissimi dicono il vero, purtroppo! Ma assieme a loro, mascherati, grondano lacrime anche chi, pregno d'inverecondia, potrebbe rialzarsi autonomamente attingendo alle risorse grondanti tigna e livore, ma non lo fa per quel mefitico dna che porta tanti, troppi, a gozzovigliare da tempo immemore sulle spalle gravate di tanti sciagurati, babbei del nuovo millennio edulcorati da pseudo filosofie solo in apparenza benigne, celanti quel torpore di mente responsabile dell'attuale situazione sociale, refrattaria a qualunque sano sollevamento popolare.
E non mi frega nulla di passare per visionario, per populista, per terrapiattista o seguace delle strisce chimiche, che è la difesa psicologica eretta da lor signori nei riguardi dei pochi, m'incenso, che ancora avvertono questa sonora ed eclatante presaperilculo. 
Vado avanti: tra i molti commedianti addolorati vi sono celati anche i briganti che non partecipano alle spese comuni, che evitano di dare il giusto a Cesare, irridendo il sacrificio di chi, alla fonte, viene depredato ingiustamente per il dovere comune di mettere lo stato in grado di assolvere alle proprie spese, stipendi compresi.
Queste colonne inamovibili rimangono marmoree, statiche, sbeffeggianti, condannando inequivocabilmente la ragione comune allo sbeffeggiamento. Mi chiedo: fino a quando permetteremo tutto questo? Il post pandemico lo immaginavo come una primavera in cui ghiri e marmotte beatamente riposanti all'ombra di una qualsiasi barbaradurso, trovassero linfa e vitamine capaci di rialzargli busto e collo agevolando il grido possente del "adesso basta, avete rotto i coglioni!"
Probabilmente mi sono sbagliato, come sempre. Tra le risate degli empi ridanciani comuni.            

Tanti auguri a teeee....



E così alle 5:28 del 26 maggio 2010 nasceva questo blog!! 
Da dieci anni sul far dell'alba scrivo, posto, trascrivo rompendo zebedei e quant'altro. 
Gustiamoci questo genetliaco, senza presupporre nulla. 
Grazie a voi e alla vostra pazienza!!
Cin cin!  

domenica 24 maggio 2020

Ansia mattutina


Il Frullato mattutino, l’ansiogena rassegna stampa, Scalfari che parla dell’Ulisse di Joyce, ho cercato sempre di affrontarlo ma non ho mai avuto con me la necessaria passiflora, Avvenire che scrive giustamente come un tempo l’Unità, quella vera, il Fatto che si prepara da martedì al nuovo Fatto, il Big Jim del paese dell’Imbianchino, assieme agli altri tre definiti “frugali” e non bastardi che dettano le regole per la ripartenza europea, non sapendo che prima o poi li relegheremo alle loro nebbie tra kottbullar, sacher, tulipani a contemplare le proprie rigidità specchio del mefitico clima inducente ad assumere il tipico carattere di merda; le richieste di prestiti Fca e dei signori del Casello innestanti rivolte intestinali, e poi Gallera, miniaturizzante i fratelli Marx. La domenica della fase due volteggia anche così!

A ognuno il suo



Precisazione