mercoledì 29 aprile 2020

Alto insegnamento



L'esimio Professor Rigonfio Bulletto, virologo di fama internazionale.

L'Isola Mento - giorno 47



Non foss'altro perché i morti, già tantissimi, sarebbero aumentati a dismisura; ma quanto mi sarebbe piaciuto vedere al comando quei due, il Ruttologo e la Sora Cicoria con il loro sapiente agire, la squisitezza del pensiero, l'immediatezza della risposta ai drammi attuali, mai operanti per scopi elettorali, ci mancherebbe, solo per il bene del paese, quello mai classista o divaricatore di socialità. 
M'immagino le scelte, la finitezza delle conferenze stampa, magari assieme al Bulletto, sicuro sul loro carro, con gli oramai rantolanti "Signori miei" di corredo.
La Sora Cicoria che manifesta davanti al parlamento col cartello "il Silenzio degli Innocenti" corrobora in tanti la certezza dello scampato pericolo, quasi ci spinge a cercar Bonaccini per stampargli in fronte un commovente bacio per la sua vittoria in Emilia-Romagna, la diga che ha permesso di evitare di ritrovarci tra i coglioni il barbuto indietreggiante, e la fascio cicoria, portatori insani dei miasmi fascioleghisti.

(47. continua ... Tourmalet permettendo...)

martedì 28 aprile 2020

Ancora!



Passi che il Cazzaro, la Sora Giorgia e il Pregiudicato ululino alla Luna, facendo opposizione. Ma costui, oramai vicino a gradimenti vicino allo zero seguito dalla virgola, che fa parte della maggioranza, è quanto di più triste, cupo ed inverecondo ci possa essere in circolazione, con tanto elio compresso addosso saziante lo smisurato ego, da gonfiare un migliaio di palloncini.

Dixit



“In questo tempo, nel quale si incomincia ad avere disposizioni per uscire dalla quarantena, preghiamo il Signore perché dia al suo popolo, a tutti noi, la grazia della prudenza e della obbedienza alle disposizioni, perché la pandemia non torni.”
(Papa Francesco- S.Marta 28/04/20)
(Ruiniani rosicate pure)

L'Isola Mento - giorno 46



Sua Eccellenza Il Visconte di Vodafone


Il suo nome già incuteva paura, Colao, "era il megadirettore galattico Vittorio Colao Visconte Vodafone" per dirla fantozzianamente (quanto ci manchi Sommo Paolo!). Si diceva negli ambienti che contano che a diciannove anni fosse già in grado di tramutare acqua in chinotto, che sin da bambino avesse una divina e spiccata predisposizione organizzativa tanto che, quando giocava a nascondino era routine che lo andassero a cercare per tutta la notte con cani lupo e personale del Cai. 
Giuseppe Conte immerso nella tragedia pandemica un giorno, preso dallo sgomento, si rivolse ai suoi fidi discepoli, anch'essi frastornati oltremodo. tranne Casalino, abituato sin dal Grande Fratello a gustarsi quarantene senza batter ciglio, chiedendo spassionatamente un aiuto provvidenziale, disse tra l'altro "contattate la Cei nel caso avessero un canale preferenziale con l'Altissimo, in modo da poter ricevere consigli inappuntabili!"; ma Speranza gli disse che no, la Cei non possedeva un canale diretto con l'alto dei cieli e nel caso ci fosse stato, sarebbe stato sicuramente a pagamento con prezzi folli e fuori della loro portata. 
"E allora?" disse il Presidente, infilandosi per diletto una pochette nel taschino con diciannove punte, record mondiale certificato e verificato dalla giuria Guiness. 
"Non rimane che affidarsi a Celao!" disse Boccia e a quel punto miagolarono all'unisono tutti i randagi del quartiere, come Frau Blucher insegna. 
"Celao! Ecce Homo!" proruppe Giuseppe abbracciando a distanza i presenti, grazie ad un congegno consigliato da Gigino, frutto dell'inventiva di amici ed in grado di allungare gli arti di oltre un metro, ottimo per attività particolari sui lungomare. 
Colao Visconte Vodafone fu contattato immediatamente ma per due giorni non rispose dato che si era immerso nell'ascetica, propria di questi elevati, una full immersion atta a disprezzare la vil moneta accumulata nelle missioni di vita precedenti, e Colao ne aveva tanto, purtroppo, di sterco del demonio, basti pensare ai 48 milioni che il destino infame gli recapitò ai tempi della Vodafone, e poi come non far menzione di altri elevati tipo il signor Ikea che viveva miseramente con una Billy scassata nella sua insalubre bicocca o il filantropone Bill Gates che se ci avesse pensato prima, regalando all'umanità le sue creature Windows e Office, ci avrebbe dispensato dall'ansimare nel ricercare il tarocco delle innumerevoli revisioni. 
Terminata l'aurea meditazione Celao rispose al Presidente e in brevissimo tempo, accettò la proposta con qualche piccola condizione, per lui essenziale: non voleva in nessun modo essere disturbato da chicchessia, e chiese per sé una camera arredata in modalità convento circestense comprensiva di pitale e cilicio. Avrebbe lui stesso formato la task force, la quindicesima in campo per combattere la pandemia, scegliendo personalità ascetiche e quasi immateriali. Arrivò a Palazzo Chigi di notte, come la Befana, e da quel momento si mise al lavoro, alternando preghiera e digiuno, come le più famose regole dei padri del cattolicesimo insegnano. 
Il Presidente assieme ai ministri, silenti e riverenti, non lo videro praticamente mai, a volte Gigino passava davanti alla stanza del Visconte con passo moviolato per cercare di carpire frasi o rumori in grado di rilevare l'avanzamento delle attività, ma nulla trapelava dai locali off limits per tutti, al punto che Franceschini, irritatosi oltremodo, suggerì di gridare "al fuoco!" per poter finalmente vedere Colao e i suoi conventuali e capire cosa stessero facendo là dentro. 
Mentre il Presidente subiva i soliti attacchi scellerati da parte degli Scapestrati guidati dal Cazzaro e dalla Sora Giorgia, che contribuirono a fargli battere il precedente record grazie a venti, diconsi venti, punte pochette, il tempo infame trascorreva senza un barlume di novità proveniente dalla cella spirituale di Colao. Finalmente il primo giorno dopo il sabato Colao entrò a porte chiuse dentro la Pandemic Room e, dirigendosi verso Giuseppe, intento tra l'altro a sperimentare un nuovo balsamo "Libera e bella" per la sua invidiabile chioma, a detta di molti pittata, gli porse, senza proferir favella, il frutto dell'estenuante ritiro spirituale vissuto con la sua task force. 
Giuseppe una volta avuto tra le mani l'opera omnia, proruppe in un lacerante grido "ma cazzo! Sono solo due paginette di merda!" facendo rammentare agli storici, presenti in abbondanza nella XII task force, che era dal 1983 che il Presidente non emanava una doppietta sconcia (pare che in quell'anno gli cadde la pochette, a quel tempo con solo due punte, in una pozzanghera e l'evento fu commentato con un roboante "porca troia") 
All'udire tale sconcezza, Colao divenne color verde evidenziatore, fece due passi indietro e disse:"E' un diagramma di flusso!" rivelando finalmente agli astanti il proprio timbro vocale, che molti equipararono a quello di Lady Gaga.
"Diagramma di Flusso?" disse Gigino, pensando quasi istantaneamente a qualcosa di musicale, ma Boccia che s'accorse della probabile cantonata lo stoppò immediatamente "Gigino quello è pentagramma!" 
Nello stesso momento Conte agguantò la pochette del record e per evitare di piombar nella blasfemia, si soffiò esageratamente il naso, provocando un rumore equiparabile agli assoli dell'indimenticabile Louis. 
"Un diagramma di flusso? Ma si rende conto, caro Colao, con chi abbiamo a che fare noi? Chi glielo spiega a Salvini un diagramma di flusso? Nemmeno con trentacinque insegnanti di sostegno riusciremmo nell'impresa! E la Meloni? Se parliamo di flusso quella ci etichetterà subito come misogini! E alla massaia del Testaccio chi cazzo ( e tre! Altro record!) glielo spiegherà il diagramma di flusso? Diventeremo oggetto di goliardia, di scherni, di sfottò! Già li sento i Sallusti, la pia donna della canonica di Rete 4, Sgarbi, e il per semper alticcio Vittorio! 
Colao, almeno mi dica come ci consiglia di usare questo diagramma!"
Ritornato pallido, Colao riparlò e disse: "Questo sarà il cuore pulsante del prossimo DPCM Fase due! Consiglierei di metterlo tra gli allegati, magari al numero dieci. Molti penseranno così che si tratti di un refuso, di una sbadataggine del tipografo. Ma sarà il cuore pulsante e deciderà del prossimo futuro della nazione, contenendo delle terribili e claustrali azioni di rimedio ad eventi molto probabili." 
Detto questo sparì.
Allora Gigino roteando tra le mani i due foglietti, con fare molto timoroso disse:"Mannaggia! Qualcosa di simile me lo inviano gli amici per farmi sollazzare un po'. Sai quegli incastri dove parti da una domanda tipo "ti ritieni un trombatore?" e poi seguendo le risposte arrivi alla classica frase finale "Mi spiace! Solo pippe"? 
Lo guardarono tutti, tranne Giuseppe intento a scegliere il pettine adatto per rivitalizzare l'oramai esausta chioma. 
Finisce qui questa storia, chiaramente frutto di fantasia, ehm... fantasia... si tutto è fantasia qui... tranne una cosa...il famigerato Allegato 10 che ... scusate il gioco... vi allego. Buona fortuna!

Simbiosi Travagliata


Siamo i simbiosi, ma lui è molto meglio!

Virus, governo ladro

di Marco Travaglio | 28 APRILE 2020

Domenica sera su La7, nel nuovo programma di Massimo Giletti “Non è l’Arena: è Salvini”, è andato in onda il prototipo del nuovo talk show modello governissimo. Dopo tre mesi di teledibattiti luttuosi e pallosi che issavano sul podio il virologo di turno all’insegna del “ricordati che devi morire” e del “noi siamo scienza, non fantascienza”, si è deciso che il virus non esiste più, i contagiati neppure, i morti sono un trascurabile effetto collaterale e il diritto costituzionale alla salute è un optional, anzi la fisima di un premier dittatore che ci dice di tenere le distanze ed evitare assembramenti per loschi scopi di potere. Il dibattito sulla fase 2 al netto del virus funziona così. Il conduttore strilla, tutto sudato come l’ossessa de L’Esorcista, che i negozi devono riaprire, le scuole pure, le fabbriche (quasi tutte aperte) pure (e lui ne sa qualcosa perché “ho un’azienda”), le chiese (mai chiuse) pure (e anche noti mangiapreti, puttanieri e mignottoni anelano a tutti e sette i sacramenti). E gli ospiti, fra cui manca purtroppo Panzironi, rimpiazzato però dalla Chirico che ha il pregio di parlare di tutto senza mai sapere nulla (ora vuole assolutamente “fare la messa”), hanno due opzioni: unirsi agli alti lai e dunque parlare liberamente; oppure, come il rassegnato Pregliasco, obiettare che riaprire tutto mentre si festeggiano “solo” 260 morti (più di quanti se ne piangevano l’11 marzo, giorno del lockdown), coi contagi in aumento in Piemonte e Lombardia, è un filino azzardato, e dunque venire subissati dalle urla belluine del conduttore e dei riaperturisti.

Giletti deve dimostrare che la gente sta organizzando la sommossa e trasmette, per la seconda domenica consecutiva, lo stesso video delinquenziale di un “imprenditore” che minaccia in veneto stretto i “pezzi di merda” al governo: “Veniamo a prendervi a casa, vi buttiamo fuori di lì, pezzi di merda!”. E lo spaccia per l’emblema di milioni di italiani arrabbiati, senza spiegare perché manda in onda sempre quello. Sallusti commenta che Conte non riapre non perché morti e contagi a Nord-Ovest restano altissimi, ma “per evitare che la gente scenda in piazza contro di lui”. La Chirico, che pensa sempre quel che pensano i due Matteo ma un minuto dopo, innesta la modalità indignazione sull’occhio vitreo: “Mica possiamo chiuderci in casa per il virus”. Giletti, per riequilibrare, chiede alla redazione se Salvini non stia per caso parlando: guardacaso Salvini sta parlando e per combinazione – essendo un giorno pari – vuole riaprire tutto con lo stesso cipiglio con cui, nei giorni dispari e con meno morti, voleva chiudere tutto.

Poi si volta pagina: Feltri e i meridionali. Sallusti spiega che Littorio non è razzista, anzi adora i meridionali perché “da 50 anni ha la stessa moglie e un solo amico: un prete”. Ah beh. La Chirico, fissando un punto nel vuoto, trova che ’sti meridionali sono “un popolo debole che vive di reddito di cittadinanza e non fa intrapresa”, ergo “moralmente inferiori”. Giletti fa il piromane-pompiere, come quando invita Sgarbi e finge di stupirsi se quello fa Sgarbi: “Inferiori non te lo permetto!”. Telese ricorda alla vitrea che lei è pugliese: quella non l’aveva considerato e ci rimane male. Fin qui però il programma si attesta sugli standard d’ignominia degli ultimi due mesi: per battere il record mondiale di tutti i tempi ci vuole uno scatto di reni. Giletti infatti si collega con un pm napoletano e annuncia con labbro tremante che dopo la pubblicità dirà “cose molto forti sui boss scarcerati”, perché ha “perso tanti amici per mano della mafia”, fra cui “un carabiniere che metteva una cimice tramite una scogliera”. Ce l’ha col capo del Dap Francesco Basentini, a suo dire responsabile della scarcerazione del boss Zagaria perché i giudici di Sassari che l’han messo fuori “scrivono nella sentenza (che poi è un’ordinanza, ndr) che il Dap non ha mai risposto”.

Basentini chiama in diretta per dire che il Dap ha risposto, e comunque la scarcerazione è avvenuta per altri motivi, ma c’è un’ispezione a Sassari e non può fornire dettagli. Senza contare che da un paio di secoli (Tocqueville, la separazione dei poteri, quelle cose lì), arresti e scarcerazioni li decidono i giudici, non i governi. Il Dap ha gestito il caso Zagaria troppo burocraticamente. Ma Giletti e il pm interrompono Basentini senza fargli finire una frase e lo scherniscono perché non ha Skype e non si mostra in video. Come se la legge obbligasse il capo del Dap (che gestisce i 41-bis ed è piuttosto a rischio) a mettere la faccia in tv la domenica a mezzanotte. Giletti, occhi fuori dalle orbite e bava alla bocca, gli legge la lista dei boss scarcerati, compreso Cutolo (mai uscito), come se li avesse scarcerati lui. Il pm, da “uomo delle istituzioni”, deride il funzionario perché “è facile scaricare tutto sui giudici di sorveglianza” (cioè sui responsabili delle scarcerazioni). Giletti conclude che “qualcuno non dice la verità” e (indovinate chi). La Chirico, che fino all’altroieri voleva fuori pure il mostro di Rostov, si associa allo sdegno generale. E Mastella assicura che, quando al posto di Bonafede c’era lui, certe cose non succedevano (a parte l’indulto Mastella che scarcerò 30mila delinquenti). Da TeleSalvini è tutto: a domenica prossima.f