Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
domenica 15 marzo 2020
Prova serale
Potrebbe essere un validissimo modo per aumentare le nostre difese immunitarie. Naturalmente solo i più forti, quelli che riusciranno a vedere la puntata per intero, possono sperare di irrobustirsi contro il virus. Cecchi Paone, la Chirico, il Minzo Cartastrusciante e poi la Nunzia e per concludere l'intervista alla Meloni!!!! Se ci fossero anche il Bomba, il Cazzaro, Johnson e Darth Sidious anche l'ISS approverebbe il metodo!
Ecco la Rubrica!
Giorno 2
In casa sono arrivate due entità, senza ch'io avessi richiesto nulla: Mister Ozyo e Madame Laboriositè.
Ne è scaturita la solita diatriba tra bene e male che oramai, lo confesso, mi ha stancato oltremodo.
Ne è scaturita la solita diatriba tra bene e male che oramai, lo confesso, mi ha stancato oltremodo.
Mister Ozyo assomiglia molto alla figura di Papà Goriot del libro di Balzac, come me lo raffiguro io naturalmente.
Madame Laboriositè invece pare la gemella della mai rimpianta Margaret Thatcher. Senza chiedermi nulla si è messa ad ispezionare la casa facendosi più volte il segno della croce.
Madame Laboriositè invece pare la gemella della mai rimpianta Margaret Thatcher. Senza chiedermi nulla si è messa ad ispezionare la casa facendosi più volte il segno della croce.
Il signor Ozyo invece, spaparanzato in poltrona, ha subito approfittato per spararsi una micro-pennica, sono un suo devoto discepolo in merito e ne riconosco le bellezze intrinseche.
"Questa casa sembra essere stata svaligiata - ha tuonato Margaret/Laboriositè - ci sono bicchieri su ogni ripiano, il bagno sembra un mercato marocchino, la sala è ridotta come se avesse ospitato una convention di ipovedenti, la cucina ricorda quelle da campo del periodo bellico!"
"Signora, mi scusi. A parte che non l'ho invitata. Tengo a precisare, e Mister Ozyo non può che confermarlo, che in determinati periodi quello che conforta anime contorte quale sono io è l'attuazione del celebre "Metodo Brado", lasciarsi andare facendo quello che più aggrada: tv, libri, spuntini/spuntoni, penniche, mega penniche, rimirar soffitti, sbadigli tipo ippopotamo, musica, beveraggio bovino, mega navigate in versione Costa Crociere sul web."
"Ma perché non imbianca almeno la casa che sembra un'antica cappella annerita dalle candele dei fedeli?"
"Ci sono le ditte apposta per questo" bofonchia lo zio Ozyo.
"La smetta lei di contraddirmi e si alzi che sembra colpito da ictus!"
"C'è tempo, con calma. Ora sonnecchio ancora un po'"
Li ho lasciati alle loro diatribe e mi sono messo a pensare ad un fatto che reputo veramente incredibile: non troppo lontano da noi infatti vive, respira, parla e, ahimè, comanda, uno degli imbecilli più colossali di tutta la storia dell'umanità, quell'ipo cerebrale con della saggina scompigliata in testa attualmente primo ministro albionico che non nomino per disprezzo, il quale con quella cazzo e strampalata idea del gregge, di far cioè entrare in autostrada Covid-19 dentro ogni meandro isolano, annunciando pure che se ne andranno molti deboli, principalmente anziani, mentre l'economia, che non possono rallentare avendo scelto di uscire, per fortuna, dall'Europa, deve continuare a generare lucro, altrimenti i sudditi di Betty saranno spacciati.
A questo babbano della malora auguro di campare, di arrivare al 2034 almeno, quando avrà compiuto settant'anni e che magari in quell'anno arrivi un parente di quello che ora abbiamo tra i coglioni, che so UltraCovidMegaRaptor e che il premier di quei tempi, avvisando Boris, decida di imitare le scelte attuali dell'idiota in saggina, con il demente, oramai in dentiera, che supplicandolo, lo pregherà di fermare lo scempio al grido "no, non lo fare! Scherzavo, ahahaha, ma non hai capito che allora scherzavo?" di frankesteiniana memoria. E naturalmente nel 2034 ci sarà sempre Betty che sghignazzerà alla grande, intenta come sarà a preparare il duecentesimo compleanno!
A questo babbano della malora auguro di campare, di arrivare al 2034 almeno, quando avrà compiuto settant'anni e che magari in quell'anno arrivi un parente di quello che ora abbiamo tra i coglioni, che so UltraCovidMegaRaptor e che il premier di quei tempi, avvisando Boris, decida di imitare le scelte attuali dell'idiota in saggina, con il demente, oramai in dentiera, che supplicandolo, lo pregherà di fermare lo scempio al grido "no, non lo fare! Scherzavo, ahahaha, ma non hai capito che allora scherzavo?" di frankesteiniana memoria. E naturalmente nel 2034 ci sarà sempre Betty che sghignazzerà alla grande, intenta come sarà a preparare il duecentesimo compleanno!
Verso le 12, visto che qualcuno aveva proposto la flash mob con tanto di sacrosanto applauso dai balconi in onore del personale medico e paramedico che sta soffrendo per noi, ho aperto la finestra, dimenticando l'arcigna filosofia tanto cara agli spezzini, riassunta nel motto "amenbattoerbelin!"
Ho agito e per un momento ho temuto che una signora in piazza, vedendomi applaudire da solo, stesse per chiamare il 118 per un ricovero d'urgenza con conseguente TSO.
Ho agito e per un momento ho temuto che una signora in piazza, vedendomi applaudire da solo, stesse per chiamare il 118 per un ricovero d'urgenza con conseguente TSO.
Nel pomeriggio ho constatato di essere caduto nella modalità d'apprendimento "Orogel", nel senso di minestrone in cervice: mancandomi dei paletti, essendo allo stato brado, ho iniziato a guardare alla Tv un "Terminator" per poi interrompere e andare su Rai Play alla ricerca delle vecchie produzioni, scegliendo "I Promessi Sposi" di Sandro Bolchi, col risultato di miscelare inopinatamente, aspettandomi l'arrivo dal futuro, condito da fulmini e rumori cupi, del cyber sul viottolo ciottoloso su cui Don Abbondio incontra i Bravi.
Un altro aspetto da sottolineare è quello delle fake: ci sono cialtroni sul web che accalappiano tenere cervici promettendo vittorie sul virus trangugiando mega spremute di arance, minimo dieci, vitamine in compresse ingurgitate senza decenza. Nel mio condominio gira voce che un altro metodo infallibile sia quello di mangiare gli spaghetti in piedi su una gamba sola cantando, dopo ogni forchettata "ambarabacicicocò tre civette sul comò.."
Un signora anziana mi ha chiesto se la potevo aiutare, visto che usando il bastone ha difficoltà a seguire la regola.
Un signora anziana mi ha chiesto se la potevo aiutare, visto che usando il bastone ha difficoltà a seguire la regola.
Un'ultima cosa: non so se ve ne siete accorti, ma abbiamo tra noi anche il Coniglio Sarcofago, ma si quello che un tempo per farsi i propri interessi aveva sedotto quasi tutta la penisola, ma dai! Il Puttaniere, il Pregiudicato, quello che fece credere a tanti, troppi, che Ruby fosse la nipote del mai rimpianto Mubarak!
Ebbene è scappato in una delle sue innumerevoli villone che gli abbiamo permesso di depredare. E' in Costa Azzurra che dice ai soliti babbani che l'ascoltano "che è un periodo buio e che ce la faremo" dove per faremo intende al solito la pollastrella di turno. A proposito: ha lasciato la Pascale e si è messo insieme a tale Marta Fascina, alla quale il mondo scientifico, una volta superata l'attuale crisi virale, ha promesso di aiutarla nell'affannosa ricerca di almeno un neurone, attività sponsorizzata naturalmente da Acqua Lete.
Ebbene è scappato in una delle sue innumerevoli villone che gli abbiamo permesso di depredare. E' in Costa Azzurra che dice ai soliti babbani che l'ascoltano "che è un periodo buio e che ce la faremo" dove per faremo intende al solito la pollastrella di turno. A proposito: ha lasciato la Pascale e si è messo insieme a tale Marta Fascina, alla quale il mondo scientifico, una volta superata l'attuale crisi virale, ha promesso di aiutarla nell'affannosa ricerca di almeno un neurone, attività sponsorizzata naturalmente da Acqua Lete.
Mi astengo, è domenica tutto è chiuso e non saprei dove andarmi a confessare, di dire la mia sul gioco lombardo di Fontana che continua ad ombrare, sminuire l'attività del nostro grande Premier.
L'arrivo di Bertolaso invece lo commento domani. A volte, si sa, ritornano.
L'arrivo di Bertolaso invece lo commento domani. A volte, si sa, ritornano.
(2-continua)
Selvaggia!!!
Chiedo scusa se posto articoli che andrebbero letti comprando il Fatto, e mi raccomando se a voi piace un'informazione corretta acquistatelo, mentre invece se preferite umorismo comprate altri giornaletti, non faccio nomi ma sei LIBERO di acquistare già che vuoi!
Siccome restiamo a casa, dai non vi incazzate amici. Ecco Selvaggia di oggi, al solito insufflante ilarità. E di questi tempi è merce rara. Rarissima!
Cibo, pulizie e lacrime facili. I nuovi mostri ai domiciliari
Nevrosi - Fenomenologia da quarantena
Nevrosi - Fenomenologia da quarantena
di Selvaggia Lucarelli | 15 MARZO 2020
Sei cose con cui abbiamo a che fare tutti, in questi giorni.
La bulimia da quarantena. È marzo, ma noia e domiciliari forzati istigano a un consumo di cibo da vigilia di Natale. Ieri sera, a mezzanotte il mio fidanzato è uscito dalla cucina con la colomba pasquale e una cioccolata calda. Due giorni fa, con diciotto gradi e l’albero di pesco fiorito davanti casa, mangiavamo polenta con gli osei. Finito il coronavirus arriverà la pandemia successiva: il coronarie-virus
Il supermercato. Le file fuori dai supermercati sono tra le cose più inquietanti e spettrali di questi giorni. Ieri sono passata davanti all’Esselunga, c’erano 4 persone con le mascherine e una tuta bianca in attesa di entrare dentro e sembrava l’ingresso del Ris nella villetta di Cogne. All’interno dei supermercati poi è ancora peggio. Ci si guarda tutti con una nota di feroce diffidenza, si sbirciano gli acquisti dell’altro, si teme che tutto presto finirà, che le navi ricolme di ananas verranno rimandate indietro e che le fabbriche di penne rigate verrano convertite in ospedali da campo. L’altro giorno il mio fidanzato è tornato col fertilizzante per oleandri, quando gli ho chiesto perché lo avesse comprato visto che non abbiamo né giardino né oleandri, mi ha risposto con aria scaltra: “Era l’ultimo dello scaffale, non si sa mai”.
Le pulizie compulsive. Nei lunghi giorni di inerzia le pulizie domestiche sono diventate il principale passatempo degli italiani, con due varianti: quella di chi le ha sempre fatte con costanza e quindi è passato al livello successivo, quello della guerra allo sporco nascosto, e in questi giorni sta lucidando anche le grondaie del terrazzo e il circuito elettronico interno del telecomando. Poi c’è chi non le aveva mai fatte perché ci pensava la donna delle pulizie oppure perché in casa ora ci si dividono i compiti e tocca anche a chi non aveva mai preso una scopa in mano. Per esempio mio figlio di 15 anni che, in ordine sparso, è stato capace di fare le seguenti cose: asciugare i piatti con lo Swiffer. Pulire i fornelli col detersivo per i piatti. Spruzzare un po’ di acqua sul bonsai con lo spruzzino dell’anticalcare. Far partire la lavatrice “scarpe” col programma “90 gradi”, per cui ieri io sono andata al supermercato con le ciabatte giapponesi di legno comprate a Kyoto nel 2014. L’altro giorno gli ho chiesto di aspirare un po’ di peli del cane in sala e l’ho trovato in sala, per terra, che passava il miniaspirapolvere da cucina sul dorso del cane, che non opponeva resistenza.
L’ipersensibilità. Si piange per tutto. Per gli inni nazionali alla finestra, per i fratelli che salutano dal balcone, per i nipotini che lasciano i bigliettini davanti alle porte degli zii, per i nonni che imparano a videochiamare pure se sai che prima di videochiamare te hanno fatto partire almeno sedici chiamate per l’Australia, per le immagini dagli ospedali, per i fidanzati lontani, per i figli all’estero. Io l’altra sera ho pianto perché a DiMartedì non partiva il grafico di Nando Pagnoncelli e non riuscivo a calmarmi.
Attenti al contagio. Siamo passati dal leccarci le dita dopo che avevamo stretto la mano a scaccolatori seriali a ritenere infetta ogni cosa. Ed è giusto, per carità, solo che la vita è diventata complicata. Quando torno dal supermercato il mio fidanzato mi costringe a una decontaminazione che neanche quelli tornati dal controllo del reattore 4 di Chernobyl. Prima devo togliere le scarpe e lasciarle sul pianerottolo, poi anche le calze perché non sia mai che sia una scarpa che respira e respira senza mascherina. Poi devo mettere la mascherina usa e getta in un’apposita busta, poi devo togliere la giacca e lui ci passa su un disinfettante spray. Poi io devo passarmi l’amuchina su mani e polsi prima di andare a lavarli. Allora io chiedo perché, visto che devo andare a lavarli, quindi lui mi dice che potrei infettare la maniglia del rubinetto. Poi finalmente provo a dargli un bacio e “prima fatti una doccia”. Morale: se non passa la pandemia subirò una rapida mutazione in specie ermafrodita, come le meduse.
I flashmob alle finestre. Belli eh, per carità, però a me questa cosa che le terrazze siano diventate il palco di Italia’s got talent comincia a disturbare un po’. Cioè, uno non può aprire la finestra per far entrare un po’ d’aria che qualcuno ti chiede di applaudire agli ospedali, di cantare per il Paese, di battere il cucchiaio sulle pentole, di esibire il tricolore, di scrivere “andrà tutto bene” su un lenzuolo, di appenderti alla ringhiera per il dorso dei piedi come i pipistrelli, di farti un piercing con le mollette della stesa e così via, tant’è che ormai anche a detta dei più stimati virologi, gli unici che sopravviveranno a questa pandemia, quelli che sono destinati a ripopolare il mondo non sono né i bambini né gli adolescenti, né gli immuni dalla malattia: sono quelli che non hanno un terrazzo.
Trrrravaglio!!!
Normalità si fa per dire
di Marco Travaglio | 15 MARZO 2020
Quando sarà tutto finito, si spera che nessuno voglia “tornare alla normalità”. Perché prima non eravamo mica normali. Anzi.
Normalità vuol dire mettere in salvo la sanità pubblica, cioè la nostra salute, levandola alle Regioni, cioè sottraendola alle grinfie di satrapi e mitomani che si fan chiamare governatori (o, come De Luca, trovano “terapeutiche” le fucilazioni cinesi) e riportandola sotto il ferreo controllo dello Stato. Possibilmente di un prefetto. Tedesco.
Normalità è stabilire che la sanità privata se la pagano i privati con i loro soldi: tutta. Ciascuno è liberissimo di costruirsi una clinica e di ospitarvi chi se la può permettere, ma deve sapere che non avrà un euro dallo Stato. Perché lo Stato deve curare tutti i malati, ricchi e poveri, bisognosi di terapie più o meno complesse e costose, e non indebolire le strutture pubbliche per spianare la strada ai privati “convenzionati”, che poi privati non sono perché i soldi che intascano sono i nostri. Normalità, se proprio non vogliamo abolire le Regioni, è dare almeno al governo più poteri ordinari per commissariarle appena è necessario. Ora i presidenti di quelle meridionali confessano serafici, praticamente a una sola voce, di non essere in grado di affrontare l’emergenza coronavirus perché i loro ospedali hanno pochissimi posti di terapia intensiva. E a chi lo dicono, a noi? Siccome non sono piovuti dalla luna, ma rappresentano partiti che governano quelle regioni ininterrottamente o con qualche intervallo da decenni, dovrebbero spiegare dove sono finiti i soldi (anche se lo sappiamo bene) che ogni anno ricevono dallo Stato (115 miliardi a botta). E poi passare le consegne al governo centrale per manifesto fallimento. A partire dalla Calabria, dove il centrodestra che ha vinto le elezioni 50 giorni fa non riesce nemmeno a formare una giunta, figurarsi a gestire pandemie.
Normalità è non ripetere mai più (né accettare che si ripeta) la frottola della “sanità lombarda migliore del mondo”. Certo, ha medici, infermieri e strutture di eccellenza, ma anche una distribuzione delle risorse a dir poco criminale. Chi non l’avesse ancora capito dovrebbe essere obbligato per decreto a leggersi la sentenza Formigoni, il sedicente “governatore” condannato a 5 anni e 10 mesi (di cui appena 5 mesi scontati in carcere) per associazione a delinquere e corruzione per avere incassato almeno 6,6 milioni di tangenti in cambio di almeno 200 milioni di euro prelevati dalle casse della sanità regionale e dirottati alle cliniche e agli istituti privati, tipo il San Raffaele e la Maugeri.
Quanti posti di rianimazione si creano con 200 milioni? Quanti respiratori, quanti tamponi, quante mascherine si comprano?
Normalità è pagare le tasse e stangare senza pietà chi non le paga. Non ora che vanno sospese e rinviate per chi non può pagarle. Ma dopo sì, cazzo. Se la Germania ha 28mila posti di terapia intensiva e noi 5mila, se ci mancano medici, infermieri e macchinari, non è solo per gli sprechi e le tangenti, ma soprattutto per lo spread dell’evasione impunita.
Normalità è pagare le tasse e stangare senza pietà chi non le paga. Non ora che vanno sospese e rinviate per chi non può pagarle. Ma dopo sì, cazzo. Se la Germania ha 28mila posti di terapia intensiva e noi 5mila, se ci mancano medici, infermieri e macchinari, non è solo per gli sprechi e le tangenti, ma soprattutto per lo spread dell’evasione impunita.
Normalità è finirla col mantra “sblocca-cantieri” e richiamare in servizio al ministero dei Trasporti il comitato per l’analisi costi-benefici delle grandi opere, istituito (e purtroppo ignorato) da Toninelli, per decidere quali ci servono davvero e quali vanno cancellate prima di fare altri danni all’ambiente e al bilancio dello Stato, e dirottare le risorse verso destinazioni più urgenti e utili: nuovi ospedali, scuole, strade e ferrovie ordinarie.
Normalità è costruire nuove carceri, per ospitare in condizioni sicure e dignitose chi deve andarci e restarci, e finirla con la lagna dell’indulto&amnistia (termini pressoché ignoti all’estero) a ogni rivolta o emergenza.
Normalità è distinguere i politici che amano davvero l’Italia (da premiare) da quelli che odiano tutti tranne se stessi (da trombare): il virus è un’ottima cartina al tornasole per riconoscerli.
Normalità è distinguere i politici che amano davvero l’Italia (da premiare) da quelli che odiano tutti tranne se stessi (da trombare): il virus è un’ottima cartina al tornasole per riconoscerli.
Normalità è piantarla col cosiddetto “infotainment” televisivo, dove non si capisce chi sia l’esperta fra Ilaria Capua e Barbara D’Urso. E invitare Vittorio Sgarbi e quelli come lui a parlare solo di ciò che sanno (nel caso di Sgarbi, l’arte del ’500), lasciando il resto a chi ha almeno una vaga idea di quel che dice (che non è il caso di Sgarbi sulle faccende giudiziarie, né tantomeno sul Covid-19, da lui autorevolmente definito “virus del buco del culo”, con annessa profilassi da manicomio: “Andate in giro e non vi succederà niente”).
Normalità è fare tesoro di queste settimane di arresti domiciliari e coprifuoco che ci hanno insegnato a valorizzare l’essenziale e a tagliare il superfluo (inclusi il Cazzaro Verde e l’Innominabile).
Normalità è alzare gli occhi dallo smartphone e guardare in faccia gli altri (che cominciano a mancarci proprio ora che ci mancano). Darsi appuntamenti per vedersi di persona, chiacchierare de visu o al telefono. Fare cose insieme anziché inseguirsi con messaggi vocali senza mai trovarsi.
Normalità è smetterla di affollare i divani e i centri commerciali e correre in musei, teatri, cinema, concerti, librerie, siti artistici e archeologici, ora che la loro mancanza ce li fa sentire vitali ed essenziali come mai prima. Infatti cerchiamo di surrogarli con le cantatine dai balconi e dalle finestre. Io, per esempio, appena finirà l’emergenza e uscirà il nuovo film di Carlo Verdone, avrò così tanta voglia di ridere che me lo vedrò dieci volte per dieci sere di seguito.
Normalità è ascoltare Lucio Dalla: “Ma l’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale”.
sabato 14 marzo 2020
Nuova Rubrica!!!
Da oggi inizio una rubrica quotidiana dal titolo "L'Isola Mento" allo scopo di trasmettervi le sensazioni solitarie che avvolgono questo periodo incredibile che solo certi film hanno descritto (in "Io sono Leggenda" Will aveva almeno un cane, io manco quello)
Giorno 1
Sveglia ore 3:45
L'ipocondria la sta facendo da padrona: ho già avuto almeno una dozzina di sintomi che naturalmente ho interiorizzato e fatti miei.
Registro la prima vittima in casa: il termometro. Si è tolto il mercurio, era anziano e quindi, ci stanno dicendo così da giorni, per fortuna che se ne è andato lui. Alzi la mano chi ogniqualvolta i vari TG snocciolano i morti della giornata, evidenziando il fatto che si trattavano di ultra ottantenni, non tira un sospiro di sollievo. Fiuuuu!
Ho cercato l'altro marcatore di temperatura, quello elettronico, che nel frattempo si era già travestito da portachiavi. Smascheratolo l'ho stressato come l'ipocondria consiglia, con un controllo ogni 30 mn. Non è detto che entro sera non decida di usarlo in modalità rettale, nonostante i recalcitranti tentativi di dissuadermi in merito dello stesso.
Sveglia ore 3:45
L'ipocondria la sta facendo da padrona: ho già avuto almeno una dozzina di sintomi che naturalmente ho interiorizzato e fatti miei.
Registro la prima vittima in casa: il termometro. Si è tolto il mercurio, era anziano e quindi, ci stanno dicendo così da giorni, per fortuna che se ne è andato lui. Alzi la mano chi ogniqualvolta i vari TG snocciolano i morti della giornata, evidenziando il fatto che si trattavano di ultra ottantenni, non tira un sospiro di sollievo. Fiuuuu!
Ho cercato l'altro marcatore di temperatura, quello elettronico, che nel frattempo si era già travestito da portachiavi. Smascheratolo l'ho stressato come l'ipocondria consiglia, con un controllo ogni 30 mn. Non è detto che entro sera non decida di usarlo in modalità rettale, nonostante i recalcitranti tentativi di dissuadermi in merito dello stesso.
Non so chi o cosa mi abbia insufflato la malsana idea che 3/4 di gin ed 1/4 di Martini Rosso, costituiscano un ottimo baluardo contro il nemico. Sta di fatto che da ieri sera ho il naso che lampeggia come un arcigno faro del Mare del Nord.
Dalle 23 indosso una delle migliori invenzioni delle umanità: le cuffie senza fili. La musica è spudoratamente rock e ne ho così tanta da poter sfanculare anche il prossimo e probabile cugino di questo bastardo, Covid-25
Nella foto potete vedere il divano di casa che sta sommessamente piangendo da più di tre ore, avendo capito cosa dovrà sopportare nei prossimi giorni. L'ho sentito anche nitidamente dire delle giaculatorie curiose tipo "San Gioberto manda tutti di nuovo all'aperto!"
Ho da leggere libri per almeno due lustri ma non so da dove iniziare. Probabilmente riprenderò in mano la Recherce ma anche Saggezza di Michel Onfray m'attizza oltremodo.
Film: consiglio tutta la serie di Terminator, Mel Brooks, Woody, la trilogia del Padrino, Sergio Leone, i tre di Attacco al Potere (mi fanno troppo ridere, nemmeno la Marvel avrebbe potuto rendere così invincibile un eroe). Moretti lo eviterei pur convinto che "La Stanza del Figlio" farebbe piangere pure Covid-19 rendendolo impotente. Stessa cosa per Nuovo Cinema Paradiso.
Serie TV: Breaking Bad sopra tutte (sarebbe la terza volta) il Trono di Spade, Fargo, The Crown, Walking Dead.
Per i momenti cupi e bui: Milan Manchester del 2/5/2007 (3-0 Bimbo d'Oro - Clarence - Gila)
Tutti i gol del Cigno.
Tutti i gol del Cigno.
Progetti di giornata: sto cercando dal terrazzo un cane randagio per accalappiarlo e poter andare alla Morin a fumarmi una paglia solitaria. A proposito del fumo: tutti mi stanno consigliando di smettere ed hanno ragione. Purtroppo però avendo la macchinetta del caffè in casa, oramai incandescente, non riesco proprio ad eludere il magico connubio. E poi quando fumo una sigaretta mi trasformo in Humphrey, con tanto di cappello, relegando madame Ipocondria al ruolo di figurante in un teatro di paese disabitato.
Ho già letto tre quotidiani.
Notizie da evidenziare: quella specie di Big Jim austriaco che ha chiuso la frontiera creando code di 80 km! Deve avere ancora dei rimasugli genetici del suo avo Imbianchino, questo signorotto impomatato. Comunque non c'è problema: arriverà l'estate, arriveranno da noi i suoi connazionali! Sto già affilando il punteruolo con cui accoglierò fraternamente i le gomme dei camper osterreichiani con tutta la loro ruttologia di cui sono portatori insani!
Notizie da evidenziare: quella specie di Big Jim austriaco che ha chiuso la frontiera creando code di 80 km! Deve avere ancora dei rimasugli genetici del suo avo Imbianchino, questo signorotto impomatato. Comunque non c'è problema: arriverà l'estate, arriveranno da noi i suoi connazionali! Sto già affilando il punteruolo con cui accoglierò fraternamente i le gomme dei camper osterreichiani con tutta la loro ruttologia di cui sono portatori insani!
Per fortuna che è ancora tra noi: guardatevi il video del Bomba fatto dalla CNN, in cui l’oramai anonimo bullo spara merda contro il governo, di cui fa parte, incolpandolo di fantomatici ritardi! Splendido! Unico nel suo genere, avanspettacolo.
L'ex pifferaio parla in uno sbellicante slang albionico- rignanese, convincendomi che sarebbe pronto a parlare della riproduzione dello gnu pur di apparire, di credersi ancora tra i viventi, politicamente parlando. Uno spasso imperdibile!
L'ex pifferaio parla in uno sbellicante slang albionico- rignanese, convincendomi che sarebbe pronto a parlare della riproduzione dello gnu pur di apparire, di credersi ancora tra i viventi, politicamente parlando. Uno spasso imperdibile!
Angela Merkel: assieme al Tonton d'oltralpe con zia al seguito, pare che abbia bloccato l'invio di mascherine nel nostro paese, volendosene tenere tutte per sé. Ci può stare, soprattuto dal punto di vista dell'Unione. Anche in questo caso non vedo problemi. Ci sediamo sulla riva del fiume, aspettando con serenità, italica naturalmente.
Il Babbeo biondo e suo cugino con la zazzera incolta, sembra che facciano di tutto per intrattenere allegramente noi comuni mortali rintanati nelle proprie magioni: il cowboy con scoiattolo fino all'altro ieri sfanculava il virus, ieri sera ha dichiarato lo stato di emergenza. Che poi da loro, tanto decantati democraticamente, non avverrà mai il collasso della sanità: se hai l'assicurazione entri, altrimenti ciao ciao e salutami gli antenati!
L'idiota albionico invece sta informando i transfughi dell'Europa connazionali sul fatto che si dovranno preparare a perdere parenti stretti. La loro logica è di lasciar espandere il virus senza troppe restrizioni, con buona pace e riposo eterno per i deboli. Chissà se Josef "Angelo della Morte" approverebbe questa gestione pandemica!
L'idiota albionico invece sta informando i transfughi dell'Europa connazionali sul fatto che si dovranno preparare a perdere parenti stretti. La loro logica è di lasciar espandere il virus senza troppe restrizioni, con buona pace e riposo eterno per i deboli. Chissà se Josef "Angelo della Morte" approverebbe questa gestione pandemica!
E come non poter parlare del Piromane Fascistone Brasilero? Sembrava che Covid lo fosse andato a trovare, ed invece sembrerebbe di no! Ha pubblicato una foto facendo il gestaccio con l'avambraccio, dichiarandosi negativo al tampone. Speriamo (nei due sensi... ops!)
L'angolo del "non me ne frega una mazza"
I due principi rifugiatisi in Canada sono tornati nel loro quasi ex Regno per terminare gli impegni di corte, li chiamano impegni in realtà sono cazzeggio allo stato brado. Megan ha un'aria perennemente gaudente come se si fosse inceppato l'interruttore del toys, Harry quella di uno a cui viene in mente di aver lasciato aperto il rubinetto della vasca nel bagno.
I due principi rifugiatisi in Canada sono tornati nel loro quasi ex Regno per terminare gli impegni di corte, li chiamano impegni in realtà sono cazzeggio allo stato brado. Megan ha un'aria perennemente gaudente come se si fosse inceppato l'interruttore del toys, Harry quella di uno a cui viene in mente di aver lasciato aperto il rubinetto della vasca nel bagno.
Ma la notizia più drammaticamente sfanculante ragione e sentimenti è questa: Edoardo Mapelli Mozzi e Beatrice di York probabilmente dovranno rinviare le nozze, anzi: la fiera campionaria dei mostruosi cappelli alla cazzo&campana chiamata oltremanica royal wedding.
Propongo per le ore 18 un'uscita generale sui balconi. Col megafono vi sollazzerò al grido di "Sapete che Beatrice di York dovrà probabilmente rimandare le nozze???"
Propongo per le ore 18 un'uscita generale sui balconi. Col megafono vi sollazzerò al grido di "Sapete che Beatrice di York dovrà probabilmente rimandare le nozze???"
E voi, quale sfiatatoio sociale, risponderete "e a noi che c.. ce ne frega???"
Per adesso passo e chiudo!
Besos en la nuca!
(1-continua)
venerdì 13 marzo 2020
Trrrrravaglio!!!
venerdì 13/03/2020
Vogliamo il Maresciallo
di Marco Travaglio
C’è un tizio, in Italia, che ha “passato tutta la notte a leggere il decreto” (l’ultimo firmato da Conte) e ne ha dedotto che “non basta” perché gli è parso di capire che “restano aperte le profumerie e i gioiellieri” e non se ne dà pace. Posto che si tratta del decreto più leggibile mai varato nella storia repubblicana e anche monarchica, un testo di due pagine e mezza insolitamente chiaro e comprensibile da chiunque, alieno da quell’idioma iniziatico leguleio-burocratese solitamente usato dai legislatori italiani, provate a immaginare chi è il tizio. Indovinato! È il Cazzaro Verde. Il quale, sia detto a suo onore, non perde occasione per restituirci il buonumore al pensiero che non è più ministro né vicepremier e abbiamo pure scampato il pericolo che diventasse premier, per giunta con pieni poteri. Cioè: le flatulenze che gli escono ogni giorno dall’orifizio superiore non possono tradursi – almeno per ora – in legge, ma si disperdono nell’atmosfera, fortunatamente meno inquinata per il coprifuoco. Già il fatto che il leader del primo partito italiano sia costretto a trascorrere un’intera notte insonne per leggere due paginette in italiano e che, alla fine di cotanto sforzo, non ci abbia capito una mazza dovrebbe indurre a qualche riflessione quel 28% di elettori che ancora si fidano di lui. E quell’esercito di opinionisti che lo rivorrebbero subito al governo (l’ultimo è Michele Ainis, le cui condizioni preoccupano gli amici dopo che ha invitato Conte a nominare Salvini vicepremier per rafforzare l’esecutivo, come se non fosse bastata la precedente esperienza).
Ma non c’è solo questo. Ieri l’ex Capitano, ormai ridotto a maresciallo, ha sbrodolato per mezz’ora su Facebook col video “Chiudere tutto prima che sia tardi”: non solo l’Italia, ma pure “tutta l’Europa zona rossa”, come del resto “io dico da settimane”. È il terzo e ultimo atto della trilogia umoristica da lui stesso inaugurata il 21 febbraio con l’appello a “Chiudere! Blindare! Proteggere! Controllare! Bloccare!” e proseguita con quello, altrettanto perentorio, del 27 febbraio a “Riaprire! Riaprire tutto quello che si può riaprire. Riaprire per rilanciare fabbriche, negozi, musei, gallerie, palestre, discoteche, bar, ristoranti, centri commerciali!”, seguito l’indomani da quello analogo ad “Aprire, aprire, aprire! Si torni a produrre, a comprare, si torni al sorriso”. Più che un sorriso, se non ci fossero di mezzo i morti, ci vorrebbe proprio una risata rabelaisiana, da rotolarsi per terra, al pensiero di riavere uno così al governo, addirittura come vicepremier secondo gli auspici del prof. Ainis e di altri (gli stessi che poi accusano Conte di tentennare).
Fortuna che – lo dice sempre lui – “mi sto cucendo la bocca per non dire a certi politici quello che penso”, sennò si darebbe del cazzaro da solo. Lo diciamo con la massima simpatia, perché nel video non era più il truce sciacallo di sempre: era un simpatico virologo da bar che dice cose a caso e tenta di socializzare l’ignoranza (“Gli italiani non capiscono chi, perché, come e quando”. Ma parla per te). Grande tenerezza. Domanda perché lasciare aperti i tabaccai, i ferramenta, i negozi di elettronica, le lavanderie-tintorie, gli alberghi, le famigerate profumerie e gioiellerie. Ma benedetto Cazzaro: i tabaccai perché i fumatori in astinenza diventerebbero dei pericoli pubblici e resusciterebbero subito il contrabbando; i ferramenta perché, se ti si allaga il bagno o la cucina o ti si guasta un elettrodomestico o hai la casa sporca, non puoi aspettare la fine della pandemia; i negozi di elettronica perché il telelavoro è bello, ma serve un pc funzionante; le tintorie perché gli indumenti è bene lavarli ogni tanto, visto che i virus si depositano sui tessuti; gli hotel perché c’è gente bloccata lontano da casa e pare brutto farla dormire sotto i ponti; le profumerie perché – basta leggere il Dpcm – non vendono solo Chanel n. 5, ma anche “prodotti per toletta e igiene personale”, raccomandabile sempre ma soprattutto ora; i gioiellieri invece, mai citati nel decreto, se li è inventati lui.
Poi ci sono le imprese e le fabbriche, che il Salvini del terzo tipo vorrebbe ovviamente “sbarrare”, “chiudere tutte” anziché affidarsi la sorte “al buon cuore dei singoli imprenditori” come fa il putribondo Conte. Opinione rispettabile, se non fosse che lui la attribuisce “ai nostri governatori Fontana e Zaia”. Che però hanno chiesto a Conte esattamente l’opposto (cioè quel che lui ha decretato) e per iscritto (il che spiega perché Salvini, con le note carenze di apprendimento, ha capito il contrario): “Per le restanti attività produttive, è già stato raggiunto un accordo con Confindustria che provvederà a regolamentare l’eventuale sospensione o riduzione delle attività lavorative per le imprese”. Ora, noi speriamo che l’emergenza finisca al più presto affinché l’Italia ritorni rapidamente alla normalità. E che nel giorno radioso e festoso della Liberazione chi di dovere conservi la memoria (il coronavirus ha tanti difetti, ma non colpisce le facoltà mentali né quelle mnemoniche). Cioè ricordi chi ha fatto e detto cosa durante l’emergenza, chi si è mostrato serio, competente, coerente, affidabile e chi no. Nel qual caso, vediamo maluccio le carriere politiche non solo del Cazzaro Apri&Chiudi, ma anche di alcuni astri nascenti del “riformismo” nostrano. Tipo l’incredibile Giorgio Gori da Berghem, che ancora il 5 marzo invitava la gente a “uscire, andare al ristorante, farsi una passeggiata, andare nei negozi, vivere la città”, salvo passare tre giorni dopo agli annunci mortuari. O il sindacomico Beppe Spritz Sala, passato dall’hashtag #milanononsiferma con mitico “decalogo” (“Esci a prendere un gelato”, “Sono gli ultimi giorni di saldi, approfittane!”) all’appello “State a casa”, valevole soprattutto per lui. Ma a vita.
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