martedì 10 marzo 2020

Dal Futuro


Dalle “Cronache Lontane” edizione del 2178

“Nell’anno 2020 nella nazione a quel tempo chiamata ancora Italia, si scatenò come nel resto del mondo un’epidemia che creò non pochi problemi alla popolazione, anche perché i ceppi italici del nord i “Ghe pens’mi” scesero al mare nelle loro case dorate, nonostante i divieti, non conoscendo il significato del termine.
Gli “Ingordi” invece rastrellarono ogni tipo di alimento, con accaparramenti folli, tipico il ricordo di un nordico che acquistò 6,5 kg di chupa chups.
Accadde che uno sparuto gruppo di commedianti si rinchiuse in un set televisivo, chiamato “Grande Fratello” prima dell’esplosione della virulenza. Restarono tutto il giorno senza far nulla mentre venivano rimirati da una nutrita schiera di telespettatori, affetti probabilmente da varie patologie sconosciute. Quando uscirono si ritrovarono in un panorama stravolto e formarono dei nuovi gruppi etnici: i Plasticati, gli Inani, i Ridanciani, i Problematici, i Filosofi Domenicali. Transumarono in terre nascoste portandosi con sé soltanto luci, ribalte, cerone e tale Alfonso Signorini.”

Primi permessi



Valutazione




Domandina



Gran bella riflessione!


“Credo che il cosmo abbia il suo modo di riequilibrare le cose e le sue leggi, quando queste vengono stravolte.
Il momento che stiamo vivendo, pieno di anomalie e paradossi, fa pensare...
In una fase in cui il cambiamento climatico causato dai disastri ambientali è arrivato a livelli preoccupanti, la Cina in primis e tanti paesi a seguire, sono costretti al blocco; l'economia collassa, ma l'inquinamento scende in maniera considerevole. L'aria migliora; si usa la mascherina, ma si respira...

In un momento storico in cui certe ideologie e politiche discriminatorie, con forti richiami ad un passato meschino, si stanno riattivando in tutto il mondo, arriva un virus che ci fa sperimentare che, in un attimo, possiamo diventare i discriminati, i segregati, quelli bloccati alla frontiera, quelli che portano le malattie. Anche se non ne abbiamo colpa. Anche se siamo bianchi, occidentali e viaggiamo in business class.

In una società fondata sulla produttività e sul consumo, in cui tutti corriamo 14 ore al giorno dietro a non si sa bene cosa, senza sabati nè domeniche, senza più rossi del calendario, da un momento all'altro, arriva lo stop.
Fermi, a casa, giorni e giorni. A fare i conti con  un tempo di cui abbiamo perso il valore, se non è misurabile in compenso, in denaro.
Sappiamo ancora cosa farcene? 

In una fase in cui la crescita dei propri figli è, per forza di cose, delegata spesso a figure ed istituzioni altre, il virus chiude le scuole e costringe a trovare soluzioni alternative, a rimettere insieme mamme e papà con i propri bimbi. Ci costringe a rifare famiglia.

In una dimensione in cui le relazioni, la comunicazione, la socialità sono giocate prevalentemente nel "non-spazio" del virtuale, del social network, dandoci l'illusione della vicinanza, il virus ci toglie quella vera di vicinanza, quella reale: che nessuno si tocchi, niente baci, niente abbracci, a distanza, nel freddo del non-contatto.
Quanto abbiamo dato per scontato questi gesti ed il loro significato?

In una fase sociale in cui pensare al proprio orto è diventata la regola, il virus ci manda un messaggio chiaro: l'unico modo per uscirne è la reciprocità, il senso di appartenenza, la comunita, il sentire di essere parte di qualcosa di più grande di cui prendersi cura e che si può prendere cura di noi. La responsabilità condivisa, il sentire che dalle tue azioni dipendono le sorti non solo tue, ma di tutti quelli che ti circondano. E che tu dipendi da loro.

Allora, se smettiamo di fare la caccia alle streghe, di domandarci di chi è la colpa o perché è accaduto tutto questo, ma ci domandiamo cosa possiamo imparare da questo, credo che abbiamo tutti molto su cui riflettere ed impegnarci.
Perchè col cosmo e le sue leggi, evidentemente, siamo in debito spinto. 
Ce lo sta spiegando il virus, a caro prezzo."

(Cit. F. MORELLI)

lunedì 9 marzo 2020

Covid non sei solo!



Certo, il Coronavirus è un bastardo senza rivali! Ma anche quello che inizia inoculandoti l’apprezzamento per il Cazzaro e poi degenera  portandoti ad organizzare una festa per 60 persone, mentre persino gli gnu di questi tempi rimangono a casa, fa la sua porca figura!t

Così è anche se non vi pare


Caos, estrema gravità, fobie, paure: ci credevamo nel 2020, in realtà siamo allo stesso livello organizzativo del 1300: l’unica arma in nostro possesso attualmente è trasformarci in eremiti, distanziando l’altro. Tutta la tecnologia in nostro possesso, la ricerca scientifica, il progresso farmacologico non riescono attualmente a consigliarci altro che restare isolati, come appunto nel Medioevo. Certo il bastardo è nuovo, la carogna si è conformata per coabitare negli umani da poco tempo. Sorge però un dubbio, quasi insignificante: mediamente all’anno spendiamo qualcosa come 1800 miliardi di dollari in armi. Chissà che questo efferato rincoglionimento, questa dabbenaggine planetaria, non abbia invogliato Covid-19 a venirci a trovare, per curiosità; difficile infatti trovare babbani peggiori.