sabato 25 gennaio 2020

Auguri Signor G!



Oggi, carissimo Signor G, avresti compiuto 81 anni e, se fossi ancora tra noi, non ti saresti capacitato di come la bassezza morale la stia facendo da padrona in queste lande oramai depredate culturalmente e moralmente. Abbiamo tra le palle un imbecille che suona ai citofoni irridendo sconosciuti; un altro ebetino che tenta di tornare a galla mediante il solito e arcinoto metodo in cui, frenando cambiamenti, il poveretto cerca di farsi notare quale baluardo alle cosiddette ingiustizie, pensa Signor G che questo fenomeno non ha capito ancora che non se lo caga più nessuno e il bello è che pur di rimanere tra le palle, sarebbe pronto a diventar anche destrorso (o forse lo è già stato!) Le ingiustizie sono sempre più sovrane, ognuno sta nel suo orticello impaurito dal cosiddetto diverso. E questo per la gioia di quel Cazzaro che, se tu fossi stato ancora qui, non ne dubito, avrebbe già ricevuto sonori calci in culo, forse, solo metaforicamente! Con la sparizione dell’oramai sarcofago pluri pregiudicato e con la liofilizzazione del Ballista pensavamo di essere arrivati in fondo al barile pronti per la risalita. Ci sbagliavamo. E se domani questa nullità dovesse prendersi la regione rossa per antonomasia, si proprio quella Signor G, vorrà dire che le nostre sofferenze non le conteneva solo un barile, bensì un pozzo senza fine (con tanto di Casellati Vien dal Mare prossimo presidente della Repubblica!!) Tanti auguri Signor G. Mi manchi molto!

Parole curative



E che dire di questa sontuosa, ineguagliabile testadicazzo? Già il cognome, Schmidheiny, idealizza la possibilità che qualcuno abbia pigiato i tasti dell’anagrafe alla “cazzo&campana” per consegnarci uno sterminatore di anime lavoratrici in nome di quel profitto per cui si dovrebbe, speriamo prima o poi, fare una sana, appagante, inebriante, rivoluzione. Sparse l’Eternit nei bronchi di 392 italiani, uccidendoli ed ora, grazie a quella cazzo di prescrizione in nome della quale ancora oggi, bifolchi e comici rigonfi di nulla, stanno lottando affinché rimanga per continuare a salvare dalla giusta galera bastardi senza alcuna gloria, diversamente umani e pii devoti al loro faro di vita, il profitto, ed ora dicevamo questo galeotto mancato trova per così dire il coraggio di vomitare questa dichiarazione:

“Mi sono reso conto di provare dentro di me un odio per gli italiani e che io sono il solo a soffrire per questo. Ho lavorato in modo mirato sulla situazione. E quando oggi penso all’Italia provo solo compassione per tutte le persone buone e oneste che sono costrette a vivere in questo Stato fallito”.

Prendere cervogia e manganello per andarlo a scovare sarebbe un sollievo del cuore, ma non si può come madame democrazia c’insegna. Gli auguriamo di comprendere prima o poi quanto sia stato inverecondo e bieco il suo incespicare, zigzagare scansando, come un eccellente slalomista, i paletti del decoro, della convivenza civile, della cultura sociale che contribuiscono a formare un uomo, allontanandone la modificazione genetica confezionante il tipico sorcio ingordo di risorse comuni. Qual è lui.

giovedì 23 gennaio 2020

Ma tu guarda!




Senza togliere nulla a Jerry Scotti, un professionista serio e capace, la prima puntata di "Chi vuol essere milionario?" parrebbe indurre in cattivi pensieri. Eh si che, come dice il saggio, a pensar male... 
Piccolo riepilogo: la prima puntata di questo format oramai ventennale è partita sfidando le leggi della statistica, mielosamente condite dalla vicenda di questo concorrente che per parteciparvi ha viaggiato per un sacco di ore essendo a lavorare a Singapore. E De Amicis, grande influente della rete ammiraglia di chi sappiamo, per ovvie ragioni legate al rapporto tra lacrime e share, è stato servito. Dicevamo delle probabilità: che percentuale occorrerebbe valutare nel calcolare che il primo partecipante alla nuova serie inanelli una dozzina di risposte giuste e risponda alla penultima da 300mila euro, rischiando di perderne 230mila, positivamente acchiappando il diritto di fronteggiarsi nella puntata di mercoledì prossimo con quella fatidica, clamorosa da un milione di euro? 
Non sono laureato in statistica ma credo che la percentuale in oggetto sia dello 0, e poi una sfilza incredibile di zeri, come se, ad esempio, qualcuno prevedesse un discorso serio e decente da parte del Cazzaro, per intenderci. 
E quindi nei prossimi giorni tutti parleranno di questo appuntamento con la storia dei quiz, basti pensare che in vent'anni si è verificato appena due o tre volte! Guarda un po' il caso: riparte il fortunato quiz ed istantaneamente si verifica l'impensabile! 
A volte il caso è proprio attento alle situazioni, non c'è che dire!  

Vergogna



Stavo guardando Juve Roma quando al termine del quale primo tempo è andata in onda la solita pubblicità e il promo di tal programma vespasiano (nel senso di Vespa ma ci sta pure anche l’altro significato), una clip che pareva un comizio bignami dello Scocciatore di campanelli in modalità geova, un evidente e peripatetico modus operandi del Lecchino al Neo per procrastinare la sua disinformazione al servizio del potente di turno per l’eternità mediatica. Uno spot vergognoso, che solo una nazione infetta televisivamente come la nostra può propinare attraverso un servizio pubblico senza nessuna vergogna di passare per quello che in realtà è da sempre: una meretrice.

Concordo pienamente!



mercoledì 22 gennaio 2020

Incredibile!



Guarda “Uomini e Donne” per un mese di fila e inizia a gridare “mi avete rotto i coglioni!” in svariati dialetti antichi, tra cui uno celtico, meravigliando famosi glottologi.

Giraerigira


Ma guarda come gira e rigira, e a me girano i coglioni: ieri pomeriggio ad una stucchevole trasmissione condotta da un’ex Miss Italia, Caterina Balivo, è stata ospite centrale la figlia del defunto Cinghialone, che molti zombie stanno tentando di riabilitare mentre la storia, la Storia, sono già passati vent’anni, ha oramai decretato ai posteri il suo status di latitante e non di esule al tempo della fuga tunisina. Fin qui nulla di strano anche un contraddittorio non avrebbe stonato, soprattutto per il decoro. Il bello però viene ora: la trasmissione devota al latitante è prodotta per la Rai dalla società Magnolia, fondata anni or sono dal diversamente pidino Giorgio Gori attuale sindaco di Bergamo, anche lui nostalgico del craxismo e, udite udite, di proprietà ora di tal Marco Bassetti marito di... (rullo di tamburi please) Stefania Craxi!!!! Clap clap clap clap! E noi paghiamo il canone... per farci continuare a prendere per il culo! Fanno bene, fanno proprio bene ad approfittarsene, visto che attorno il babbanesimo regna incontrastato. Hammamet ed a-mammeta!