martedì 17 dicembre 2019

Così pare


C'è un aspetto che agghiaccia nel panorama politico di questi giorni: il fatto che le cosiddette Sardine (mi fanno molto imbufalire i quesiti di molti decani politici al riguardo del tipo "cosa pensano le sardine?" - "come si schierano le sardine?" - "come si organizzano le sardine?" ... ma fatevi i cazzi vostri cialtroni che non siete altro e pensate ad ancorarvi ancora di più alla carega) rappresentino "la novità" a discapito dei Cinque Stelle che pare abbiano smarrito lo smalto di un tempo per abbracciare il tanto detestato, una volta, "politichese." 
Lo sprofondo dimaiano ne è la logica conseguenza: dopo aver abbandonato i capisaldi per far invaghire il Cazzaro Verde (mi continuo a fustigarmi interiormente per aver avallato l'orrido anno insieme a cotanto babbeo) la compagine pentastellata non è stata più in grado di fronteggiare l'attacco immondo dei peripatetici mediatici, dei soloni pronti ad intorbidire menti per raccattare qualche gettone di presenza, finendo per apparire più stolti ed inappropriati di quanto in realtà siano. 
Altro problema è l'incapacità di risvegliarsi del PD dopo l'abbandono della compagnia d'avanspettacolo capitanata dal Bomba che finalmente ha raggiunto i suoi veri lidi dal sapore molto centrodestrorso. 
Al solito s'avverte quindi una grande voglia di cambiamento, soprattutto nei giovani scampati al rimbambimento mediatico ad hoc profuso a larghe mani dal Nano Palpeggiatore Seriale, grazie alla sempre e per fortuna ancora valida "vaga idea di socialismo" (cit.)  
Dispiace che nessuno riesca ad incanalare tale sana inquietudine, immagazzinando aria culturalmente fresca in grado di sovvertire questa politica faccendiera. Il dolore s'accentua al pensiero che anche gli araldi dell'"uno vale uno" abbiano imboccato la dorata strada del "io son io e voi non siete un ca.." per colpa della guida politica di uno che prima o poi riprenderà cassetta per distribuire chinotti allo stadio.

lunedì 16 dicembre 2019

Centovent'anni di passione



Il compleanno di uno dei club più titolati al mondo, a cui appartiene la mia fede calcistica, permette di puntualizzare alcuni aspetti: se da una parte è vero che la migliore squadra è la propria, dall'altro tifare Milan è un'appartenenza speciale, molto speciale. 
Gli alti e bassi che hanno costellato i 120 dalla fondazione del club, sono la carta d'identità dei suoi tifosi. Dalla serie B al trono del mondo, dalle giocate del Cigno a quelle di Suso, da Gianni Rivera, il più grande di tutti senza ombra di dubbio, a quelle del turco che non voglio neppure nominare. Dall'incredibile epopea degli Invincibili al pareggio interno col Sassuolo. 
Gloria e mortificazione, spettacolo e vergognose esibizioni. Il Milan ha iniziato a brillare di luce propria nell'ultimo ventennio grazie al sacchismo, alla tenacia di Capello, al trio olandese con quel Van Basten che se non si fosse infortunato avrebbe oscurato persino Pelè e Maradona. 
Passione Milan, anche nei momenti bui come questo. Le Sette Sorelle in bacheca esplicitano più di ogni altro arzigogolare la maestosa potenza dei rossoneri. 
Le gioie irrefrenabili che la compagine ha saputo regalarci non potranno mai essere offuscate da momenti indecenti come il presente. 
La difesa più forte a memoria d'uomo, il Capitano, Paolino e Billy è il simbolo della durezza dell'appartenenza ai colori sociali. 
Essere del Milan è un onore, un piacere, un privilegio. 
Buon compleanno Campioni! Se ponete attenzione udirete il continuo rosicamento di molti che vorrebbero ma non possono. Se in quei tempi magici avessimo avuto con noi pure il Portoghese con il Cerchietto, avrebbe fatto panca. Il resto è confettismo per la miriade di asini raglianti alla luna. 
Vamos! 

Riapertura



Una buona notizia per i tanti appassionati sparsi nel globo: riapre oggi alle 12 “La Corveria” locale specializzato in topici momenti di fraternità finalizzati all’obiettivo comune, la lontananza dal J Stadium della Coppa con le Orecchie.
Appuntamento quindi alle 12. Per entrare è necessario l’abito nero e conoscere a menadito i nomi degli eroi moderni, a cominciare da Felix Magath. All’interno sono organizzati dei Punti d’Incontro, nei quali chiunque potrà dare il suo prezioso contributo. Alcuni titoli dei vari seminari:

“Come mai l’Impomatato col Cerchietto non ha più vinto un cazzo da quando è con i Gobbi?”

“Evidenza del fatto acclarato che da quando il Chiello è infortunato, le operazioni alla rotula si sono ridotte del 67%”

“Preferisci gioire già dagli ottavi o rischiare di arrivare alla sconfitta in semifinale per raggiungere l’estasi paradisiaca?”

“L’antipatia per Cuadrado è simile a quella che riservavi alla Triade?”

“Se viaggiassi in auto nella tundra a -11 gradi e incontrassi Pavel in bermuda oramai ibernato, ti fermeresti per caricarlo a bordo?” (l’eventuale “si” a questo quesito provocherebbe l’immediata espulsione dalla “Corveria”)

Appuntamento quindi a stasera e “Forza Tuttiglialtri!”

domenica 15 dicembre 2019

Paragoni



Che bello ascoltare uno che parla sulle difficoltà della banca Popolare di Bari, manifestando preoccupazione per i poveri correntisti, quando il suo partito ha fatto svanire 49 milioni di euro che rimborseranno in settant’anni! E come mai non ha addosso la divisa degli uscieri della Banca Popolare di Bari?

venerdì 13 dicembre 2019

Strenna




La più bella strenna di questo Natale è l'indifferenza al cicaleggiare alla Luna di questo futuro anonimo, del suo farfugliare di giustizia, di personaggi alla Aldo Moro, irraggiungibili in statura per un nano come lui. Di questo dire e non dire, per sviare, per attirare attenzione oramai svanita, del bisogno malsano di dover obbligatoriamente sfamare il suo ego infinito, alimentato in anni passati, e orribili, da ballismo sfrenato, da fregnacce distribuite ai quattro venti per surrogare la pochezza d'idee, arrivando fino a distruggere un patrimonio culturale tramandatoci da grandi uomini; dal quell'improvvido mescolamento di concetti, d'ingredienti di destra, una volta giustamente combattuti, amalgamati maldestramente ai capisaldi del pensiero una volta chiamato di sinistra (qualcuno ricorda la cancellazione dell'articolo 18, il famigerato jobs act?) 
Questo gracchiare alla Luna con condimento dei tanto detestati "Signori miei", provoca in molti commiserazione, in altri menefreghismo. In me tante risa, visto che il comico in questione è insuperabile, nel suo mestiere d'avanspettacolo! 
Jingle Bells!  

Risultato



Ha vinto, stravinto, grazie al concetto insito nelle loro cervici che li porta a pensare di essere loro il continente e noi una grande isola attorno alla loro unicità, con pollici, libbre e guida a sinistra accluse. Forti del patto con l’altro biondone ebbro di sè, che li privilegerà nei rapporti commerciali, questi albionici devoti ai Windsor, all’Eterna Arzilla, al Cavallo Silente, a breve lasceranno la casa comune per dar sfogo a quella eccentricità tramandata e rafforzata dai soprusi storici coloniali. Non sentiremo la mancanza del loro snobismo, dei parrucconi, delle regole arcaiche, del pacchiano innalzante l’ego britannico alla regale legge del “noi siamo noi e voi non siete un...”