sabato 7 dicembre 2019

Dimmi


Senofonte, Senofonte! Dimmi quale ora intrinseca, scompigliante il tutto, s’arena nei miei ghiacciai, come il vate trasformerà me stesso nel diluvio pregiudiziale! 
Senofonte prendimi per mano e trasportami lassù dove s’odono i rimpianti, dove l’ardire non si confonde con l’eccesso! Cogli quel poco di vitale, di univoco, sparigliante l’effimero, il gretto, la parusia, l’avvento di un nuovo inizio, il soffermarsi su eventi, storture, lancinanti aneddoti tramandati ora che più non ci scuotiamo dinnanzi al pericolo della glaciazione delle idee. 
Senofonte insufflami quel quid in grado di sconvolgermi, attorcigliarmi su me stesso, ancora, ancora! Abbraccio la retorica per sfangare la sopravvivenza, l’opportunismo, la sperequazione culturale, l'inetto revisionismo, il gelo dell’ignavia. Possa il fiume della vita permettermi di accovacciarmi alle sue sponde, gustandone beltà e virtù!

venerdì 6 dicembre 2019

Scempio


Fa ancora, per fortuna, effetto vedere uno stipendiato da un pagatore seriale di tangenti alla mafia mentre parla di diritti, di doveri, di politica. Ieri sera infatti nel tempio del gruberismo, lo stipendiato pelato direttore di un compendio di inesattezze seriali chiamato “il Giornale” ha trovato indecoroso coraggio per puntalizzare, arzigogolare attorno al giovane Santori rappresentante il movimento appena sorto noto come “Sardine”.
Dove volete andare, cosa ne pensate dei grandi problemi nazionali quali Ilva, come pensate di organizzarvi etc.
Siamo sempre al solito punto: il rimbambimento generale causato da anni di Puttanesimo e Ballismo ostacola la riaccensione della ragione, lasciando la facoltà di ragionamento e pensiero nelle mani, nelle menti dei soliti noti, proni ai voleri dei signori del Mefitico, dell’arroganza, del travisamento della realtà, per il bene e la preservazione dell’inamovibilità di casta.

mercoledì 4 dicembre 2019

Bleah!



Mai mi sono permesso di commentare una vicenda tanto oscura come quella di Bibbiano dove necessariamente la magistratura dovrà fare il suo corso. Vedere però questo cavalcatore di aria fritta, contornato da immagini sacre quasi fosse il priore di sta ceppa, mi rivolta lo stomaco, mi attanaglia le interiora, m’infervora oltremodo. Lo squallore di questi personaggetto (cit.) è direttamente proporzionale al declivio culturale di una nazione come la nostra che pare aver già dimenticato, liofilizzato, miniaturizzato il fatto che codesto pio fantoccio per molti anni si è inchinato col suo partito ai voleri dello zar nell’Era del Puttanesimo. E ho detto tutto! (cit.)

Di che meravigliarsi?



Ninnoli



Ogniqualvolta Babbo Apple sforna rennaticamente una gioia per il cuore, vinco le torbide suggestioni del portafoglio e m’addentro nei luccichii tecnologici che solo la stirpe di Steve riesce ad insufflarmi. I nuovi AirPods sgomentano e stordiscono le sinapsi tanto sfiorata è la perfezione. Riesci infatti ad isolarti, a zittire i rumori esterni compresi quelli dei rompicoglioni, la musica ti arriva in modalità attizzacuore; per fare una telefonata hanno deciso di annientare l’obsoleto, vulgo il battito sull’auricolare: è sufficiente dire “ehi Siri” soffusamente, impercettibilmente, e la signorina appleiana non ti risponde nel classico “dimmi” ma con un fantasmagorico “mm mm!”
Insomma, l’ennesimo jingle bells della più bella mela dell’albero della conoscenza. Ops!

martedì 3 dicembre 2019

Dalle nostre parti



Chiudere una galleria del raccordo a dicembre è un grande segno di lungimiranza, come se nella stanza dei bottoni ci fosse un Rubbia, una Gianotti, un Albert dei nostri giorni, che sicuramente avrà chiesto una consulenza tecnica al genio indiscusso dell’organizzazione cantieristica mondiale, il premio Nobel dei salti di corsia, il Da Vinci della cartellonistica segnalante restringimenti, si proprio lui, monsieur Cisa, al quale auguro il solito cagotto nel meriggio natalizio!