martedì 5 novembre 2019

Sfogo


ArcelorMittal Italia: un nome in grado di far rivoltare nei loro sarcofagi grandi pensatori oramai, ahimè, in disuso, come se senza il loro filosofeggiare si andasse alla grande, o meglio: è vero che alcune micro celle stiano andando alla grande, ci mancherebbe, solo che l’abnorme vastità dell’altra parte sta nuotando con la merda appena sotto il mento, quisquilie queste nel coacervo di peripatetici che dovrebbero informarci ma non lo fanno, chini come sono ai voleri dei loro editori per lo più facenti parte attiva delle suddette micro celle benestanti. 

Ma torniamo a questi franco-indiani (l’India la patria assoluta delle disparità con quelle cazzo di caste che se fosse per me escluderebbero tutti questi santoni del nulla fasciati di tessuti preziosi dalla società civile): vogliono l’immunità, ovvero operare senza alcuna spada sulla testa. Vorrebbero ridurre produzione e personale, tagli di 6/8 mila unità. 

Non è questo il problema porcaccia miseria, stiamo al solito guardando il dito! 

Questi babbioni auto convinti dell’immortalità hanno comprato l’Ilva solo per uno scopo, tribale, mefitico: per toglierla alla concorrenza, fregandosene di morti, di bimbi del quartiere Tamburi, di cancro, di polveri e quant’altro, tra l’abboccamento di questa circense classe politica e il disinteresse generale che incensa e riverisce ideali dell’economia globalizzata, regolata dal capitalismo 2.0, vicinissimo a quella oramai non più vaga idea di schiavismo legalizzato, a cui tutti sottostiamo, invaghiti come siamo dagli aurei ninnoli che, bontà loro, pochi diversamente umani elargiscono nella loro magnanimità.

lunedì 4 novembre 2019

Rieccolo!



Non ci mancava, non sentivamo minimamente il distacco per il suo agognato, da noi, pensionamento. Ma lui e la sua nefasta politica cardinalizia hanno riblaterato, con un velo d’arroganza, ricordandoci i fastigi dell’epopea in cui suggellò, quasi beatificandola, l’Era del Puttanesimo, appoggiando quella becera politica ossequiosa, riverente verso un pagatore seriale di tangenti alla mafia dedito al lucro spietato, arricchente la già sterminata cassaforte di famiglia. Non contento ha esternato pure una protezione, un giudizio positivo verso il Cazzaro Verde 

- Non condivido l’immagine tutta negativa di Salvini che viene proposta in alcuni ambienti. Penso che abbia notevoli prospettive davanti a sé; e che però abbia bisogno di maturare sotto vari aspetti. Il dialogo con lui mi sembra pertanto doveroso, anche se personalmente non lo conosco e quindi il mio discorso rimane un po’ astratto.- 

trovando anche lo spazio e il coraggio per giudicare negativamente l’apertura del sinodo verso il sacerdozio agli uomini sposati. Insomma un tentativo di riportare la Chiesa ai tempi oscurantisti dei paraventi creati con i principi non negoziabili, dietro i quali si celavano misfatti d’ogni tipo, minorenni comprese. Speriamo che ritorni nel suo dorato silenzio, i suoi rimbotti oramai attizzano solo rancorosi inalatori di incensi e latinorum!

domenica 3 novembre 2019

E basta!



L’eterno dilemma, Taranto ne fu il punto più alto: in nome dell’occupazione possiamo allentare le strette al disastro ambientale, ai danni immensi alla salute pubblica? Credo proprio di no. Se gli industriali del confezionamento plastico minacciano licenziamenti, calo di produzione ci dispiace ovvio. Ma se dobbiamo ridurre, così ci dicono, la produzione, allora cosa si dovrebbe fare? Se i bambini muoiono nel quartiere Tamburi di Taranto, è giusto continuare con l’Ilva?  No che non è giusto! Come non è corretto continuare ad alimentare la produzione di confezioni per alimenti. Vuoi la mono fettina di gruviera? Paghi 5 euro in più! Altrimenti ti attrezzi. E non rompi i coglioni! E agli industriali: è l’ora di finirla di gracchiare alla crisi perché calano i mastodontici profitti! Non rompeteci i coglioni pure voi! E siate corretti e, possibilmente, umani!

Imbattibile!



Come un grande, secondo me ineguagliabile, comico che si rispetti, il Gran Ciamballista nostrano ha raccolto l’invito dei primordiali riccastri arabi ed ha partecipato alla mega “Future Invsestment Iniziative” ovvero era tra i “cinque presidenti e i capi di alcune delle più grandi banche e industrie di armi del mondo” che si sono ritrovati nella capitale saudita per la terza edizione della cosiddetta “Davos del deserto” 
E per mantenere lo status inattaccabile di Clown Universale è uscito con questa eclatante dichiarazione:

“L’Arabia Saudita è una superpotenza, non solo nell’economia, ma anche nella cultura, nel turismo, nell’innovazione e nella sostenibilità”

Vagli a spiegare che questi riccastri bisunti dal greggio trattano la donna come fosse un cercopiteco e che da anni, grazie anche alle nostre insuperabili bombe, stanno martoriando lo Yemen causando la morte di migliaia di civili!
Ma si sa, l’avanspettacolo non conosce confini né cultura. Avanti così impareggiabile Gran Ciamballista!

Ttttravaglio!


domenica 03/11/2019
Plastic Man

di Marco Travaglio

Non ancora è certo, ma può darsi che M5S e Pd abbiano finalmente capito che devono tenersi stretto il Conte2 che hanno creato due mesi fa. Il Quirinale ha fatto sapere, nelle consuete forme felpate, che questo è l’ultimo governo della legislatura. Perchè, se l’unica maggioranza alternativa a quella giallo-verde sfasciata da Salvini, quella giallo-rosa, non è in grado di sostenere questo, tantomeno potrà farne un altro (come vagheggiano Renzi e altri avventurieri). Ora però 5Stelle e Pd, dopo aver difeso il governo dalle sgangherate sortite del Cazzaro Rosé perfettamente sintonizzato col Cazzaro Verde, devono concentrarsi sulle molte cose su cui concordano e accantonare le poche su cui dissentono. Per capirci: un governo di emergenza deve tenersi alla larga da tutto ciò che divide la maggioranza e compatta l’opposizione salviniana (tipo Ius Soli, decreti Sicurezza, porti aperti a tutti). E smetterla di inseguire le flatulenze quotidiane di Renzi. I suoi ministri hanno il diritto di presentare le proprie richieste e proposte. Il premier Conte ha il dovere di accogliere quelle accettabili e di ignorare tutto ciò che viene detto fuori dai vertici di maggioranza e dai Consigli dei ministri. Tipo il no di Renzi alla microtassa sulla plastica, peraltro già accettata dai suoi in ben cinque vertici.

L’11 marzo 2014 la maggioranza del governo Renzi approvò la delega fiscale che all’art. 15 prevedeva nuove tasse per orientare le aziende verso la “produzione sostenibile” e rivedere le accise. Poi Renzi lasciò decadere il decreto. Il 5 gennaio 2018 lo smemorato di Rignano difese la sua legge sui sacchetti biodegradabili tuonando: “Combatteremo sempre l’inquinamento ambientale da plastica”. Il 27 settembre scorso s’intruppò in contumacia nelle piazze del Friday for Future: “Le immagini dei ragazzi che colorano di verde il pianeta allargano il cuore. Ora tocca alla politica fare sul serio. Presenteremo un progetto concreto e fattibile. Perché non si può applaudire i ragazzi e poi tornare a far finta di nulla”. Ora è diventato Plastic Man, santo patrono delle lobby inquinanti (ieri il sedicente seguace di La Pira era in Arabia Saudita con i maggiori produttori di armi del mondo), che applaude i ragazzi e poi torna a far finta di nulla, anzi annuncia “battaglia in Parlamento” contro la norma anti-plastica del suo governo. Chi continua a rincorrerlo fa il suo gioco: più si parla di lui, più salgono i suoi compensi di conferenziere a gettone. Plastic Man va ignorato e sfidato, in silenzio, a far cadere il governo. Così, se si andrà alle elezioni e le vincerà Salvini, tutti sapranno chi ringraziare. E ci leveremo dai piedi almeno un Matteo su due.

Flash!



Nella foto: la Bergonzoni con due zucche vuote.

sabato 2 novembre 2019

Plastificando


Con nenie asfissianti i giullari del potere contestano l'aumento del costo della plastica, vedendo in essa un ennesimo balzello e non un tentativo di limitarne l'uso. Tra gli appassionati recalcitranti oltre al Cazzaro Verde e la sua corte, mi gusto con molto sollazzo le litanie di Gelmini e Bernini (a proposito di plastica) inorridite da questa nuova tassa in virtù, forse, del fatto che riveriscano uno dei più grandi evasori della storia recente, Al Tappone Erotomane, emerge al solito il Grullo Bomba il quale fino a pochi giorni fa inorridiva, appoggiando totalmente le scelte ambientalistiche alla Greta, al fine di dare, lo disse lui, un mondo migliore ai figli. Nel rispetto della tradizione, la solita becera commedia d'avanspettacolo del dire e contraddire, eccolo oggi scattare contro l'aumento del costo della plastica, come un ebbro risvegliatosi con la borsa del ghiaccio in testa. Personalmente sono favorevole a cc questi rincari: vuoi la confezione mono di formaggio? La paghi di più. Vuoi l'acqua delle alte sorgenti montane in formato 1,5 litri? Consumi plastica, la paghi di più. Spero ritornino pentolini e contenitori con cui ricevere cibo da consumare a casa, perché alla fin fine molti di noi vorrebbero, al solito, farsi belli con il culo degli altri! Pure plastificati.