mercoledì 16 maggio 2018

Genio



Selvaggiamente magistrale


mercoledì 16/05/2018
LA POLEMICA
A furia di parlare di nozze, viene già voglia di divorzio
BUCKINGHAM PALACE - IL MATRIMONIO TRA HARRY E MEGHAN CI PERSEGUITA DA MESI: RESTA IGNOTO SOLO IL GUSTO DEI CONFETTI

di Selvaggia Lucarelli

Parto con una notizia bomba: sabato il principe Harry e la sua fidanzata Meghan Markle si sposano. So che molti di voi erano all’oscuro della faccenda poiché la stampa si è dimostrata omertosa sul tema e a oggi non sappiamo ancora se nei confetti ci sarà la mandorla o il cioccolato, ma grazie ad alcuni insider della Casa reale ho avuto conferma del fatto che in gran segreto i due convoleranno davvero a nozze. Ironia a parte, non so voi, ma io ne ho talmente le balle piene di questi due e di tutto il circo mediatico che circonda la faccenda, che già tifo per il divorzio. Sogno il tramonto dei reportage mielosi sull’infanzia difficile di Meghan e la bellezza di Meghan e gli outfit di Meghan e sogno il giorno in cui arriveranno quei bei titoloni dei tabloid inglesi tipo “La regina non vuole più vedere quella stronza”.

Il primo aspetto insopportabile della narrazione è il susseguirsi di articoli della serie “Meghan e la sua strana famiglia d’origine”, con particolari sulle bizzarrie di madre, padre e fratellastri. Cioè, questa tizia sta sposando uno la cui madre si dice sia stata ammazzata dalla nonna in accordo con i Servizi segreti, uno che si dice sia figlio di un ex ufficiale guarda caso rosso malpelo come lui, uno il cui padre ufficiale tradiva la madre con una a cui diceva “vorrei essere il tuo Tampax”, uno che ha una nonna che ha l’età di una sequoia di Yellowstone e quella che ha la famiglia strana è lei.

Che poi, siamo onesti: tutto questo scandalo perché il padre di Meghan avrebbe concordato con i paparazzi per 100.000 euro il servizio in cui viene fotografato all’Internet point mentre sbircia le foto della figlia con Harry? E che sarà mai. Io per 100.000 euro mi farei fotografare pure mentre sbircio le foto di Malgioglio nudo in una sauna gay. C’è poi tutto il capitolo sugli antenati di Meghan, che sarebbe da parte di madre discendente di schiavi che lavoravano nelle piantagioni di cotone in Georgia, da parte di padre però discendente di qualche parente di Robert I di Scozia. Il risultato è che Meghan dovrà passare l’aspirapolvere in camera della regina ma solo a giorni alterni. Diciamolo: la babbiona reale se l’è fatta andar bene giusto perché Harry è sesto nella linea di successione al trono. Meghan potrebbe diventare regina solo se William, Kate e figli fossero sterminati da un focolaio di tisi, ma è altamente improbabile anche perché Kate sembra avere gravidanze di un mese come le lepri, per cui entro il 2020 Harry sarà almeno il 75esimo nella linea di successione al trono.

Comunque, visto che la ragazza è divorziata, ha uno schiavo nell’albero genealogico ed è più figa di Kate, ha dovuto farsi accettare in famiglia abbracciando la fede anglicana. Per il suo battesimo non si poteva usare l’acqua del rubinetto, ma non era sufficiente manco la Perrier, no, l’acqua è arrivata direttamente dal fiume Giordano, dove fu battezzato Gesù.

Tonnellate di inchiostro anche sull’anello di fidanzamento che Harry ha regalato a Meghan: un brillocco dal valore inestimabile con diamante del Botswana e due anelli appartenuti a Diana, più la tiara (solo prestata per le nozze) che Diana indossò il giorno del matrimonio. Visto quanto quella tiara ha portato bene al matrimonio di Carlo e Diana, io piuttosto in testa mi sarei messa uno zuccotto in lana cotta di Mauro Corona, ma contenta lei…

Harry, per la cronaca, ha rifiutato di firmare il contratto pre-matrimoniale convinto che non ce ne sarà bisogno perché lui e Meghan si ameranno per sempre. Speriamo che almeno il cavallo l’abbia intestato a William perché dopo il divorzio quella gli leverà pure i buoni taxi.

Grandi polemiche anche sugli ospiti al matrimonio: Harry non ha invitato la sua ex per non urtare la sensibilità di Meghan e qui non mi è ben chiaro quale sia la notizia, visto che non bisogna essere promesse spose di un principe per volere le ex del proprio fidanzato fuori dalle palle il giorno delle nozze e possibilmente anche tutti i giorni a venire. Harry non avrebbe invitato neppure la cugina modella Amelia che secondo la stampa sarebbe troppo gnocca e quindi potrebbe oscurare Meghan. Immaginiamo dunque che Pippa sia stata invitata con la clausola di indossare un maglione sotto al sedere per non oscurare le semi-nobili terga della sposa. Naturalmente sono tutte notizie completamente inventate, ma i matrimoni reali hanno il potere di sdoganare le minchiate come solo Diego Fusaro sa fare, per cui nella cronaca di queste nozze vale tutto. Valgono gli articoli (veri, giuro) in cui si racconta che Meghan abbia un “Markle team” che cura la sua bellezza, composto tra gli altri da una facialist e una skincare guru, ovvero delle tizie incaricate di occuparsi del suo viso facendole, per esempio, massaggi all’interno della bocca. “I giorni in cui eseguo la mia ginnastica, gli zigomi e la mandibola sono molto più scolpiti.”, avrebbe dichiarato Meghan. Poi c’è il suo parrucchiere “mago delle onde”, manco cavalcasse muri d’acqua a Honolulu anziché mettere due bigodini, “l’artista degli archi perfetti” ovvero colui che le spinetta le sopracciglia e “il guru della meditazione”, ovvero un ex modello che tiene dei corsi di quattro giorni da 1.000 sterline per imparare a cancellare ogni nube dalla propria esistenza. Insomma, un cazzaro.

Infine, sappiamo che prima del matrimonio Meghan divorerà matcha in gran quantità, “spolverandolo sulle insalate, sui cereali della colazione fino a mescolarlo in acqua calda per una bevanda dissetante, rinfrescante e dai poteri miracolosi”. Una di quelle cose che non potevamo non sapere, un po’ come la nuance del suo smalto preferito, quella del suo fondotinta per coprire le lentiggini, l’olio per la sua lunga chioma all’avocado con cui previene l’effetto crespo e il colore esatto dei suoi capelli già ribattezzato, pensate, “color cioccolato fondente”. Vorrei dire qualche parolaccia ma sto facendo un massaggio all’interno della bocca mentre leggo l’ultima, imperdibile notizia: “Rinoplastica: tutte vogliono il naso di Meghan Markle”.

martedì 15 maggio 2018

Tempo e ricordi


Dieci, forse quindici anni di vicinato, le nostre porte di entrata che si sfiorano. Lei, una signora che viveva in solitudine da tanti anni oggi è spirata, dopo una malattia per fortuna non troppo lunga e che  normalmente, e a ragione, chiamiamo brutta. 
La vedevo praticamente tutti i giorni, la sentivo di sera nella sua camera da letto confinante con la mia sala, luogo deputato alle mie infinite penniche dinnanzi alla tv. Sul far del mattino la udivo nel sonno chiamare la mamma, morta anni fa, in una tonalità tipica di ognuno di noi, nel momento del bisogno, di solitudine.
Simpaticamente fungeva pure da rallegrante del pianerottolo, perché chiamava l'altra vicina, anch'essa sola, con un inconfondibile semiurlo alla Tarzan sfociante in un "Gioooo!". Era la certezza che la giornata sarebbe proseguita secondo il classico canovaccio fatto di chiacchiere, di allegre battute, di ricordi, di proponimenti, di fantasticherie. Il fatto inusuale è che nessuno delle due ospitava l'altra nella rispettiva dimora; stavano infatti entrambe sul pianerottolo con le porte di casa aperte. 
Quando arrivavo al piano mi intrattenevo con simpatia a parlare del tempo, del freddo, del caldo; parevano recitare un copione ben definito: Anna, la defunta, criticava ogni notizia, aveva come una specie di sillabario da cui estraeva una sentenza ad hoc, decretata a voce alta a noi astanti. L'amica invece era ed è tutt'ora permeata di un pessimismo storico, alla Leopardi e tutti i cambiamenti, le alterazioni meteorologiche, la rottura dell'ascensore o il ritardo del ritiro della differenziata, provocavano in lei una specie di collasso psichico che solo le urla di Anna riuscivano a ri-stabilizzare in una normalità traballante. Ho vissuto, se pur lontanamente pur essendole vicino, la sua agonia, il suo spegnimento fisico, i suoi sempre più flebili lamenti, il consumo della pelle, la conseguente crescita esponenziale delle dimensioni degli occhi, l'arrivo sempre più avvertibile della signora in nero che oggi se l'è portata via. 
Quando è uscita nel sacco nero ho avvertito più che un dolore una desolazione, un silenzio provocato dal suo andarsene via, per sempre, uno squillo di tromba annunciante un'eternità, un sempre riempito dall'uscita dal tempo, una speranza di nuova vita, di festa, di abbracci. Resterà in me la mancanza dell'urlo chiamante l'amica, manifestante la voglia innata in tutti noi di andare avanti, assieme. 
Riposa in pace Anna! Non ti dimenticherò. 

Scempiaggini



Certo che da quando si sono sciolti come neve al sole, sono posseduti da un rigurgito di sinistra che, se li avesse pervasi ai tempi del governo, li avrebbe illuminati a tal punto da non commettere le scelleratezze oramai entrate nei libri di storia. 

L'autoreggente (cit.) Martina, cercando di scekerare coscienze ed animi evidenziando nella probabile formazione del governo penta-leghista una delle compagini più a destra della storia recente, tenta l'impossibile, ovvero far dimenticare gli abbracci fatali col Delinquente scaturiti dal mefitico patto del Nazareno, che hanno prodotto leggi vergognose a tal punto da rasentare l'inverecondia: l'abolizione dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori, il jobs act, che tradotto in italiano significa tratta degli schiavi, le decine di miliardi profusi agli imprenditori, a Confindustria, l'enorme denaro pubblico, che pagheremo noi, elargito al sistema bancario e tolto alla realizzazione delle promesse del loro caro amato leader, il  Bomba, sbeffeggiante il decoro democratico nel visitare al tempo scuole tremolanti, con impianti elettrici preistorici, promettendo rifacimenti, manutenzioni, ripristini immediati, come le fandonie evaporanti al sole di cui è portatore insano, o le smargiassate in terra violentata dal terremoto, con assicurazione di una ricostruzione lampo, in realtà ancora tutta da realizzare tenuto conto che vi sono circa il 30% di macerie ancora da rimuovere. 

Che dire di Del Rio e il suo desiderio di ricollegarsi al popolo, al loro popolo tanto bistrattato, reietto e trascurato negli anni di governo pd, come mai nei decenni precedenti, a cominciare dai giovani, lasciati ad aspettare un lavoro divenuto chimera per la soddisfazione degli ultra sessantenni ancora avidi di potere e denari; della scomparsa dello stato da sempre più vaste aree della penisola, della disparità sempre crescente tra i vari strati sociali del paese, dall'inettitudine di molti ministri, a cominciare dalla non laureata, né forse diplomata Valeria Fedeli, collocata incredibilmente al ministero della Pubblica Istruzione, per poi passare dalla Madia Control C, arrivando alla Lorenzin con la maturità classica, diventata miracolosamente ministro della Sanità! Altro discorso per il compare del Pifferaio, l'ex cameriere del Deliquente, trasformato in ministro degli esteri, senza arte né parte. 

Ettore Rosato, ovvero la competenza incompetente per confezionare una legge elettorale tresca per affossare un Movimento ricercante legalità ed onesta, privilegiando le nozze amorose tra un ex pagatore di mafia ed un egoriferito pronto a qualsiasi cosa pur di restare sulla tolda di comando. Ettore Rosato incarna la figura del croupier-baro, dell'ambientalista-disboscatore, del vegano-degustante chianina. Insomma, un ossimoro, un callo democratico. 

Ed infine lui, il pupazzetto Orfini, con la sua sagacia artefatta, i suoi sorrisi più lancinanti di un attacco di calcoli renali. Invece di presentare di giusti saluti di chiusura per un anonimato oramai da molti anni invocato dalle genti, il piccolo Orfini scalpita ed aizza la sua gente, ovvero gli aficionados del quartiere Parioli a Roma dove il pd è il primo partito, controllare in caso di dubbi, per una ripartenza insieme, alla ricerca della soluzione finale, la scomparsa d'ogni sentimento, desiderio, sogno circa l'abbattimento delle disparità sociali, mai come ora così accentuate, innalzate spudoratamente. 
Il piccolo Orfini medita e sogna un mondo perfetto, magari pure con campi di cotone ove portare gli sfortunati non appartenenti alla casta di riferimento di tutti questi signorotti, sedotti ed istruiti da uno che, probabilmente, in qualsiasi altra parte del globo farebbe un altro mestiere: l'intrattenitore alle feste aziendali. E sarebbe pure bravo, il più bravo.

In memoria



Ragogna



Inetta