martedì 13 marzo 2018

Dispiacere



Casualmente ho letto la hit musicale italiana su Sorrisi e Canzoni. E sono stato assalito dallo scoramento. Scorrendo la classifica quello che parrebbe ignoranza musicale, ne conosco solo due, massimo tre, è in realtà vanto, vanto culturale. Non è questione di età, di modernità, neppure di innovazione la buona musica! Ascoltare Ludwig all’alba ad esempio è viatico per uno splendido giorno. E nemmeno la tesi che vorrebbe il rock defunto sta in piedi, perché ci sono brani scolpiti nei riff che non tramonteranno mai e sempre si rinnovano per un’eterna giovinezza. Che dire del blues? Dispiace che nessuno degli infanti s’accorga del patrimonio custodito nei vinili, sempre pronto a far scintillare l’animo. Dispiace tanto; come percepire noia davanti a un’alba magistrale.

Sconquasso



La lettera del papa emerito Benedetto XVI avrà sicuramente portato sconquasso dietro le mura vaticane, assillando non poco gli agiati adoratori di dei, dediti ad un'anomala esteriorità e covanti riprovevolmente astio e odio verso Francesco, colpevole secondo loro di un ridimensionamento della sacralità del Pontefice, in parole povere una perdita dei privilegi affogati in caviali e bella vita mascherati dalla recita di un copione pregno di avepatergloria. 
Vado nei siti dei tradizionalisti ogniqualvolta avverta la necessità di reprimere emozioni ed intelletto, scoprendo rancorosi e fuori dal tempo commenti legati ad una consapevolezza, insufflata dal retrogrado, mefitica di salvezza. Sono appollaiati su trespoli pronti a scagliarsi contro diversi, a loro detta, a sparizione di arcaici simboli, prostatiche funzioni allunganti divinità senza radici, nebbie di incensi per celare la loro lontananza dalla Parola, colori paonazzi ostentati per rivaleggiare sugli altri, anelli e ori per confermare la loro speciale incastonatura nella fede. 
Benedetto XVI ha spazzato via ogni latinismo, ogni traduzione di parte, parlando finalmente chiaro: smettetela stolti di inficiare il pontificato di Francesco! 
Parole sante, parole fredde ed incuneate nei meandri dell'obbrobrioso lusso di monsignori e cardinali amanti della bella vita, alcuni di loro ricercanti saune e massaggi tessenti rapporti con giovani, vomitevoli ricerche di immobilità, di potere, di carriere, antitesi del cattolicesimo. 
Ben venga finalmente la chiarezza che scioglierà come neve al sole il gran nulla portato a rito, arricchente i veri lontani, usciti dal recinto. 

Ciao Luigi!



Un saluto al grande Luigi Necco dei tempi storici di 90° minuto, un’era di radioline, di partite inizianti alla stessa ora, di gol assaporati e desiderati come manna nel deserto, di cui ho inspiegabilmente nostalgia, pur se mancanti della Pedrotti e della Leotta!

L'attenzione



lunedì 12 marzo 2018

Il santo e l’idiota


A volte un profilo non esplica totalmente il personaggio, la sua morale, i suoi convincimenti. Come nel caso di questo Moreno Salvetti, consigliere comunale di Avio e dipendente della Trentino Trasporti, in cui guida i bus. Questo estimatore di S.Giovanni Bosco, protettore dei giovani e degli educatori pare abbia un vizietto alquanto in contrasto con il santo degli oratori, dell’accoglienza: non si ferma con il suo autobus alla fermata vicino al campo profughi di Marco di Rovereto (Trento) lasciando a terra parecchie volte giovani di colore. Una visione particolare della fratellanza insufflata da don Bosco che speriamo evolva nella miglior risposta possibile: lasciare a terra lui e il suo razzismo mascherato da maleodorante buonismo.

Direzione



Oggi è prevista la direzione PD, anche se non sarà facile a certe inclinazioni...

domenica 11 marzo 2018

Sensazioni


La diversità, la centralità degli ultimi, l’amore abbattente le apparenze: difficili spiegarli, ammirarli, palparli, vivificarli meglio di come ha fatto Guillermo del Toro.