martedì 13 marzo 2018

Ciao Luigi!



Un saluto al grande Luigi Necco dei tempi storici di 90° minuto, un’era di radioline, di partite inizianti alla stessa ora, di gol assaporati e desiderati come manna nel deserto, di cui ho inspiegabilmente nostalgia, pur se mancanti della Pedrotti e della Leotta!

L'attenzione



lunedì 12 marzo 2018

Il santo e l’idiota


A volte un profilo non esplica totalmente il personaggio, la sua morale, i suoi convincimenti. Come nel caso di questo Moreno Salvetti, consigliere comunale di Avio e dipendente della Trentino Trasporti, in cui guida i bus. Questo estimatore di S.Giovanni Bosco, protettore dei giovani e degli educatori pare abbia un vizietto alquanto in contrasto con il santo degli oratori, dell’accoglienza: non si ferma con il suo autobus alla fermata vicino al campo profughi di Marco di Rovereto (Trento) lasciando a terra parecchie volte giovani di colore. Una visione particolare della fratellanza insufflata da don Bosco che speriamo evolva nella miglior risposta possibile: lasciare a terra lui e il suo razzismo mascherato da maleodorante buonismo.

Direzione



Oggi è prevista la direzione PD, anche se non sarà facile a certe inclinazioni...

domenica 11 marzo 2018

Sensazioni


La diversità, la centralità degli ultimi, l’amore abbattente le apparenze: difficili spiegarli, ammirarli, palparli, vivificarli meglio di come ha fatto Guillermo del Toro.

Dati evasivi


Che poi per cercare risorse ci dimentichiamo sempre di quei 140 miliardi frutto dell’evasione fiscale. Quanti sono i furbetti evasori? Ci sono dati discordanti. Forza Italia ha preso il 14% ad esempio...

Vicinanza


Inusuale per una come lei, fiera della sua solitudine, gustante indipendenza e ritmi della vita da pensione; amica dell’altra vicina che ha da sempre chiamato in falsetto ad ogni ora del giorno e della sera, non irritandomi quasi mai anzi, godendone per come i cicli s’arrampichino nell’andatura ondivaga di chi non vuol pensare all’appuntamento irrimandabile, tipico di tutti noi. Da un po’ di tempo sul far dell’alba quando le pareti si trasformano in velina la sento pronunciare la parola più dolce, la prima che si declama tra i vagiti identificante la nostra genitrice. La ripete quasi sussurrando, unendola al lamento di una sofferenza frutto, l’ho saputo ieri, dell’inizio della lotta con il male più bastardo, senza pietà, squassante, invadente che esista. Quella parola nel preludio dell’alba mi rimembra il racconto della Passione, con la sua confusione, la nebbia e l’errare “sta chiamando Elia.”

Da vent’anni la saluto, le parlo, scherzando sul divenire, sul tempo, sulla vita. Ora cercherò d’accompagnarla, consapevole che la lotta, questa lotta ha necessariamente bisogno di vicinanza, di calore, d’affetto.