Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
domenica 18 febbraio 2018
venerdì 16 febbraio 2018
Epico
Che aggiungere?
"L’incarnato scamosciato lo fa sembrare appena uscito da una bottega di tassidermia." è da Hall of Fame!
L’ambasciatore del Catonga, ovvero Silvio al pomeriggio
di Daniela Ranieri
Il mistero o il segreto di Pulcinella di questa campagna elettorale è: chissà cosa ha combinato stavolta B. per riscendere in campo nelle condizioni psicofisiche in cui si trova, e chissà quanto deve averla fatta grossa, se i congiunti lasciano che scorrazzi su e giù per l’Italia facendosi le sette chiese per ripetere biascicando le solite squinternate quattro idee in croce, sempre che sia possibile salvarsi per via politica a questo punto della famigerata carriera. Ieri pomeriggio, nell’ora in cui si rassetta la cucina e nelle cliniche si fa il riposino, è apparso a Tagadà su La7. Reduce dalla replica del contratto con gli italiani nel Porta a Porta della sera prima, sempre più uguale a Mao Tse-tung, esordisce: “Sono l’usato sicuro e garantito, io sono un uomo vero!”. In studio scende all’istante quell’aria tesa tipica di quando c’è lui: sospesa tra imbarazzo e sgomento, riso e terrore, come quando al circo entra un clown in piedi sul dorso di una tigre.
La conduttrice Panella gli fa domande a cui lui non risponde. Pare che dorma. Il fondotinta mattone sopra la concia chirurgica vuole citare il sé stesso del ’94 ma finisce per ricordare Nino Taranto ambasciatore del Catonga. “Sono sceso in campo” dichiara “per non lasciare che i Cinquestelle andassero al governo”. Per lui si è già votato e il vincitore è lui. “Ho spostato Forza Italia dal 14 al 18%, la coalizione è al 40%”. Il sorriso Chlorodont accecante, le fotocopie anti-tremore strette nella mano destra, delira: “Porterò la crescita del Pil al 3%”. Brandisce la risma di fogli: “Io sono il Mago Silvio!”. Il pubblico ride, sollevato di ritrovare il solito pagliaccio. L’incarnato scamosciato lo fa sembrare appena uscito da una bottega di tassidermia. Millanta di un fantomatico candidato premier di cui non rivela l’identità perché “prima ha dei problemi da risolvere”. E se è chi pensiamo noi, il problema è bello grosso (perciò bisogna sempre ricordare che sotto il clown c’è la tigre).
giovedì 15 febbraio 2018
Grande Scanzi!
A Renzusconi ho dedicato un libro e dedico uno spettacolo, entrambi (e spero a lungo ancora) di successo grazie ai consigli editoriali di andrearomano e al supporto del poro anzaldi. Di renzusconismo è purtroppo pieno il mondo della politica. Per esempio: il Diversamente Statista di Rignano attacca sempre sotto la cintura il M5S, al punto che persino il suo portavoce gli ha dato stamani più o meno del coglione, ma quando cita il maestro Berlusconi gli attacchi diventano assai più tenui. Chissà perché. Ci sono però tanti altri esempi. Per esempio questo. Cito da Repubblica: “Giacomo Mancini è il candidato del Pd nel collegio uninominale di Cosenza alla Camera. Ma è anche il primo dei non eletti in Regione Calabria per Forza Italia dopo le elezioni del 2014. Così, il prossimo 4 marzo Mancini potrebbe ritrovarsi deputato con Matteo Renzi o consigliere regionale con Silvio Berlusconi, prendendo il posto dell'ex compagno di partito Fausto Orsomarso, oggi capolista per Fratelli d'Italia”. È torcida inesausta.
Pd(R) e Forza Italia, temi etici a parte, sono più o meno la stessa cosa. Ma per gli Staino il Pd è ancora la derivazione del Pci. Gli sia lieve l’inciucio.
Rimedi
L’unico rimedio valido per la deriva culturale scatenatasi qui in Alloccalia. (Foto W. Campbell)
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