Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
venerdì 19 gennaio 2018
giovedì 18 gennaio 2018
Quando c'era lui...
Molti idioti, bovinamente, alcuni di loro con ancora il latte a sporcar mento e labbra, s'avventurano nella più squallida delle frasi allorché, in un conciliabolo, in una riunione esordiscono con la mefitica "Si, ma quando c'era lui però..." riferendosi a quel Pelato senza cervello responsabile di massacri, di nefandezze razziali senza alcuna dignità umana.
E me le attacco ai coglioni le bonifiche delle paludi, della sicurezza nelle strade, dell'ordine!
Lo sciagurato dittatore fascista, amico del demoniaco nazistaccio, che speriamo arda per sempre negli inferi più virulenti, tra le azioni malvagie belliche ne fece una che dovrebbe essere ricordata a questi idioti nostalgici: la Campagna di Russia, iniziata nel 1941. Partirono 230mila nostri giovani di allora, senza adeguati equipaggiamenti, senza alcun sostegno bellico, quasi senza speranza. Morirono a migliaia, a decine di migliaia, spazzati via dal gelo, dalla fame, dai proiettili. Le due divisioni italiane, il CSRI e l'AMIR contavano appunto più soldati che attuali città come la mia, La Spezia, che non raggiunge i 200mila abitanti.
Partirono ed un terzo morì in battaglia, altri di stenti, altri furono imprigionati e alla fine della guerra su 95.000 dispersi ne tornarono a casa solo 10.000.
Questo occorrerebbe evidenziare bene nei libri di storia, ripetendolo ad ogni trimestre, facendovi lezioni dedicate, delucidanti le scellerate e vergognose scelte del Perfido Pelato!
I giovani dovrebbero essere istruiti, alla stregua di una vaccinazione obbligatoria, sulle immani tragedie del fascismo come si rivelò la campagna di Russia.
E se anche dopo questo insegnamento democratico, qualcuno trovasse ancora il coraggio di proferire la frase "Quando c'era lui!" non resterebbe che il suo ricovero coatto in qualche struttura psichiatrica per un reset mentale utile alla collettività!
Sia sempre lodato il sano Antifascismo!
Carlo l’Intellighente
Carlo De Benedetti dalla Gruber ovvero la visualizzazione dell’intellighenzia della sinistra 2.0; quel suo sminuzzare, quasi ridicolizzando le domande circa il suo incontro con il Bomba Soffiante manovre borsistiche con espressioni facciali ricordanti la scena delle polpette del mitico Fantozzi nella clinica per dimagrire, seguito da un mix esplosivo di pacchiane vanterie su incontri con i potenti della terra, mancava solo qualche sua comparsata in qualche conclave, e la certificazione della criticità psichica del suo ex dipendente e direttore di Repubblica, Eugenio Scalfari.
E quell'endorsement al Bomba derivante, forse, dall'enorme risparmio di denari, che all’Ingegnere da sempre piacciono molto, sulla vicenda Sorgenia?
E perché la Gruber non gli ha ricordato le sofferenze da lui provocate al Monte de’ Paschi?
Repubblica è stata sino a pochi anni fa un giornale quasi libero, sempre in prima linea sulle grandi battaglie di civiltà. Poi, improvvisamente, come gran parte della nobile e relativa Intellighenzia, ha virato in modalità epocale verso il Moccioso rignanese, la cui difesa, sfanculando sani principi sociali che permisero in lustri passati di contrastare egregiamente il Puttaniere, è divenuta quasi urticante, scomparsa dell’articolo 18 su tutto.
Ma al grande Ingegnere tutto questo non interessa. Lo ridicolizza dall’alto del suo scranno sacerdotale, di quel centrodestra mascherato da sinistra, vedi la candidatura del padre di tutti gli inamovibili, Perfi Casini.
Oltre il limite
Guardando “Di Martedì” su La 7, ho avuto la sfortuna di vedere l’intervento di Gene Gnocchi che a me personalmente fa ridere solo quando scrive le due righe quotidiane sulla Gazzetta. Gnocchi ha oltrepassato il limite della decenza commentando la foto del maiale a Roma. Posto il bell’articolo di Mattia Feltri oggi sul Secolo XIX che spiega perfettamente l’incresciosa battuta del comico, chiamiamolo così, al tramonto.
mercoledì 17 gennaio 2018
Tempi moderni
Il tempo per lo Ius Soli non c’era più. Quello per il finanziamento delle guerre travestite da missioni di pace invece si, qui ad Alloccalia!
Sala Raggi uguale a Raggi Sala?
Bel dilemma: è una normale Sala Raggi? Non c'entra nulla la radiologia, solo il trattamento mediatico dei sindaci di Milano e Roma. Chi non ricorda infatti la polemica recente su Spelacchio, l'albero natalizio romano posizionato in piazza Venezia? Soloni sparsi ogni dove, esecranti le presunte malefatte compiute dalla dannosa, ai loro occhi, sindaco Raggi!
Nel contempo quello milanese, Beppe Sala, in forza al PD pare stia accumulando non uno ma due richieste di rinvio a giudizio tra l'indifferenza generale dei pennaioli a servizio di lor signori.
Il primo invito a comparire riguarda la famosa piastra della mega fiera gastronomica chiamata anche Expo, su cui avrebbero successivamente poggiato gli stand internazionali; il sindaco è indagato per falso ideologico e materiale avendo, si sospetta, retrodatato la nomina di due membri della commissione di gara, al fine di non invalidare la gara stessa.
La seconda accusa è spiegata grazie all'aritmetica: l'acquisto delle 6000 piante ornamentali fu scorporato dalla gara della Piastra per poi, successivamente, richiedere la suddetta fornitura alla Mantovani in affidamento diretto. La Mantovani acquistò le piante al prezzo di 266 euro l'una (calcolatrice alla mano fanno circa 1,6 milioni di euro) per poi rivenderle ad Expo al prezzo di 716 euro cadauna (fanno quasi 4,3 milioni di euro).
Un bel guadagno, non c'è che dire! Sala per questo non è stato indagato per turbativa d'asta (reato archiviato) bensì per abuso d'ufficio.
Nel silenzio quasi generale, mentre per il povero Spelacchio si è persino mosso l'integerrimo Cantone.
Quando si dice a volte il fato! Solo una oliata Sala Raggi potrebbe evidenziare eventuali diversità di trattamento. Se vivessimo in un paese serio.
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