Nel tempo d’elezioni, anni fa assistevamo alla consueta sceneggiata dei cardinaloni in paonazzo, capitanati da Camillo Ruini, protettore dei protetti; usando il paravento oramai sgualcito dei valori non negoziabili, Camillo ammiccava al prescelto di turno, foss’anche un Erotmane miliardario dedito ad aumentare spudoratamente il forziere di famiglia. Il sodalizio stipulato alla faccia dei Vangeli, permetteva al circolo dei finanzieri pregni di bisso, di spassarsela in perfetta letizia, recitando sia il breviario che le scene peripatetiche, simulando vicinanza ai bisognosi. Ma un uomo venuto dal mondo lontano, per fortuna, ha posto fine a questa ignominiosa realtà d’oltretevere, lasciando lo spazio ad un’altra istituzione, in aggiunta pure tecno, rapto-finanziaria, alias Comunità Europea, la quale, per bocca di un suo navigato profeta, Pierre Moscovici, ha iniziato a spargere terrore, presagi catastrofici nel caso in cui il cosiddetto populismo assuma il potere in Italia al posto della paciosa, serena per molti, alleanza tra la coalizione capeggiata da un evasore pregiudicato e una finta sinistra retta da un egoriferito toscano rigonfio di sè più di una cima genovese, alleanza questa molto probabile ma al momento mascherata da negazioni prodotte da falsi in carriere pluridecennali. Rompere le uova nel paniere: ecco quello che l’ascesa del Movimento 5 Stelle provocherebbe nel sconquassato panorama nazionale, comprensiva di lotta reale a vergognosi sperperi ed indecorosi privilegi di casta. I segnali di tutto quanto asserito? Uno su tutti: la candidatura sicura nel PD di tale Pierferdinando Casini, la Balena Bianca immota per antonomasia.
Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
mercoledì 17 gennaio 2018
Buoi gaudenti
Oh si, è sacrosanta la polemica sia in Regione Liguria che nei comune, compreso quello della Spezia, riguardo ai moti antifascisti, alle richieste di chiusura di sedi di nostalgici pericolosamente fascisti. Giusta l'ira per la bocciatura da parte del centro destra delle relative mozioni. D'accordissimo con le proposte di lotta democratica per allontanare i rigurgiti neri. Viene però da domandarsi: perché proprio ora e non prima, nei decenni in cui la sinistra, chiamiamola così, era al potere? Ora che nella stalla non sono non ci sono più buoi, stanno paciosamente a pascolare in campi verde smeraldo, vien da domandarsi: furono di sinistra le molteplici scelte intraprese negli ultimi anni, tipo porticcioli per miliardari, centri commercial abnormi, piazze con autolavaggi, menefreghismo sulle richieste di dare ordine alla raccolta differenziata, intortare come allocchi la popolazione fingendo di interessarsi al disagio, alla rassegnazione di molti, al degrado, alla mancanza di obiettivi di crescita? E su scala nazionale: fu di sinistra amoreggiare con i vari Mastella, Verdini, Genovese, fino al padre di tutti i flirt, quello con il Puttaniere Pregiudicato? Sfanculare l'articolo 18? E lo schiavismo 2.0 derivante dal Jobs Act?
Questa sollevazione, giusta nella sostanza, ma artefatta nei modi, a noi "inferiori" dona l'idea di un tentativo di ritornare a galla attraverso la difesa dei valori sacrosanti antifascisti, ritrovati in soffitta tra ragnatele e polveri, dimenticati però nei lunghi anni di potere.
Mi sbaglierò... ad ogni buon conto, tanti saluti a tutti dai gaudenti buoi scappati anni luce fa dalla stalla trascurata!
Questa sollevazione, giusta nella sostanza, ma artefatta nei modi, a noi "inferiori" dona l'idea di un tentativo di ritornare a galla attraverso la difesa dei valori sacrosanti antifascisti, ritrovati in soffitta tra ragnatele e polveri, dimenticati però nei lunghi anni di potere.
Mi sbaglierò... ad ogni buon conto, tanti saluti a tutti dai gaudenti buoi scappati anni luce fa dalla stalla trascurata!
martedì 16 gennaio 2018
Che c..!
Senza commenti di sorta, posto l'articolo di Massimo Fini pubblicato oggi sul Fatto.
La colpa è del sedere, non della mano
di Massimo Fini
Je suis Catherine Deneuve. Perché con la sua autorevolezza che le deriva dal- l’appartenenza di genere (il sesso forte, altro che debole), dalla sua bellezza, dalla sua raffinatezza e bravura di attrice (Belle de jour di Buñuel su tutto) mi ha salvato dalla serqua di insulti, massmediatici e no, che mi sono piovuti addosso per quattro articoli che ho scritto sul Fatto post “caso Weinstein” (Il caso Weinstein: le ricattate e il ricattatore, 17/10/2017; Dalle molestie alla caccia alle streghe: difendiamoci, 7/11/2017; Risposta a Claudia Mori, 9/11/2017; La caccia alle streghe, 9/12/ 2017). La cupa Dacia Maraini afferma che “la caccia alle streghe”, maschili, non riguarda “la mano sul ginocchio o una pacca sul sedere”.
Non è così. Il ministro della Difesa britannico Fallon si è dimesso perché accusato di aver messo la mano sul ginocchio di una giornalista che gli sedeva accanto e anche il vecchio Bush che di ben altro dovrebbe essere ritenuto responsabile è stato messo sotto schiaffo perché dalla sua carrozzina ha messo la mano su un sedere che gli stava davanti e alla giusta altezza. Ma chi mai, se è un uomo, può resistere a un bel culo?
Non a caso Venere è Callipigia e nasce in Grecia, nella prima metà del II secolo avanti Cristo, insieme alla grande filosofia e alle matematiche. E pour cause. Perché il culo è innanzitutto una categoria metafisica. Possiede la perfezione geometrica delle figure astratte. E infatti, come forma, si apparenta alla sfera che è la figura geometrica perfetta. Ma la supera perché ha una simmetricità che manca alla sfera. Come la sfera è un corpo finito e infinito allo stesso tempo e, poiché è curvo, il culo è vicinissimo all’essenza stessa della verità (“Ogni verità è curva” scrive Nietzsche). C’è, racchiuso nel culo, l’enigma del rapporto finito/infinito, spazio/tempo, che è l’enigma dell’Universo. Non a caso Salvador Dalì a qualcuno che gli chiedeva come immaginasse l’universo rispose: “Un continuum a quattro natiche”.
Come questo inquietante apotema, così carico di significati simbolici, sia finito in fondo alla schiena dell’uomo e, quel che è peggio, della donna, è un mistero.
Ma qui ritorna la grande ambiguità del culo, la sua finita infinitezza. Disumano per l’esattezza e la perfezione delle sue proporzioni, il culo è anche molto umano. Mentre la perfezione è, per ciò stesso, inespressiva, il culo è la parte più eloquente del corpo. Quando Moravia ne La vita interiore ha scritto che “il sedere manca di espressione” non sapeva quel che si diceva. Il culo segnala non solo il carattere ma, spesso, l’appartenenza di classe di una persona, maschio o femmina che sia. C’è il culo diffidente e avaro (che è a mele strette come hanno, in genere, i toscani), il culo fiducioso e pieno di speranza (tondo, grasso e a natiche leggermente dischiuse), il culo aggressivo (sodo e massiccio come una catena montuosa), il culo volitivo (piccolo e muscoloso), il culo colloquiale (elastico e malleabile), il culo nobile (alto, lungo e appena rilevato), il culo popolare (basso e largo), il culo burocratico (grasso e uniforme), il culo proletario (largo ma alto), il culo militare (stretto e muscoloso), il culo meschino e timoroso (che è quello magro ma senza essere ossuto), il culo indifferente (piccolo e raccolto), il culo ridanciano (largo e piatto), il culo impertinente (tondo, a scalino e sussultorio). Infine c’è il culo remissivo, che è quello che ha due tenere pieghe fra la natica e l’attaccatura della gamba ed è tondo senza essere eccessivo. Questo è il vero culo. Il culo dei culi.
Perché possiede, al massimo grado, le due caratteristiche che, pur variamente mascherate, sono proprie di ogni culo: l’essere indifeso e ridicolo (L’ilare impotenza del deretano la chiama Sartre, che se ne intende). Il culo infatti è impotente. Perché, come Polifemo, è cieco nonostante possegga un occhio. È in condizione di palese inferiorità: non può guardare ma solo essere guardato. È inoffensivo perché non ha spigoli. Poco o punto muscoloso non si può difendere e chiunque può oltraggiarlo. È nudo ed esposto poiché non ha peli. Ed infine è ridicolo come tutti gli esseri grandi e grossi ma imbelli. Per questo connubio di impotenza e di ridicolo, il culo è la parte preferita dal sadico. Nessuno le busca come il culo. C’è da dire che, quasi sempre, il culo fa di tutto per meritarsele. Provoca. A volte infatti si presenta con un’aria di falsa innocenza, altre con impertinenza, altre ancora con arroganza.
In altri casi si isola, fa finta di niente, come se ignorasse di essere un culo. Atteggiamenti, tutti, che attirano una adeguata punizione. Che del resto il culo, dopo una prima resistenza di pura parata e, diciamo così, di bandiera, accetta volentieri, arcuandosi, protendendosi, aprendosi, offrendosi. Perché il culo è profondamente, intimamente, masochista. Ma c’è un altro elemento, nel culo, che attira il sadico: la perfezione. È la perfezione ad accendere il desiderio della profanazione. Solo ciò che è perfetto merita di essere sconciato, sciupato, oltraggiato, vilipeso e quindi, alla fine, reso imperfetto. E anche questa è una dimostrazione dell’enorme superiorità del culo sul seno. Il seno si accarezza, si vezzeggia, si mordicchia affettuosamente. Per consolarlo della sua pochezza, di essere solo un seno. Nella perfezione del culo c’è un orgoglio luciferino che va abbattuto e degradato.
Continua Dolores!
Continua a cantare anche lassù Dolores! Continua a cantare! Ti sia dolce e soffice la terra!
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