sabato 6 gennaio 2018

Panzana elettorale




Messo all'angolo dallo sfanculamento di Grasso e Company, attaccato alla gonna della Bonino, il che è tutto dire riguardo allo stato confusionale, di allarmismo stagnante nel partito del Bomba: la Bonino peraltro salvata da Tabacci è un'operazione politica rivoltante "Marco" nella tomba; tuttavia il capocomico del PD lancia in etere un'idea appartenente alla sfera di quel populismo combattuto solo a parole su quelle lande ex rosse, sintomo incontrovertibile di quanto la fobia della probabile sparizione di molti adepti del Giglio Tragico (cit.) produca sui pochi neuroni in ancora in attività; la proposta di abolizione del canone Rai nasconde però anche un altro aspetto, ben più mefitico: infatti per recuperare i soldi dell'eventuale scomparsa della tassa governativa Tv le opzioni potrebbero essere due: il recupero degli importi del balzello dal grande cesto dei proventi fiscali, che pagano, per la stragrande maggioranza, da sempre, i soliti noti, quelli cioè il cui prelievo è alla fonte, oppure la sparizione dei tetti della raccolta pubblicitaria Rai. E qui casca l'asino: questa opzione, pare, stia facendo molto incazzare lo zio del Bomba, al secolo il Faraone Puttaniere Mascherato (nel senso che gli interventi chirurgici estetici. palliativi per farcelo apparire ancora vivente, lo hanno trasformato in una maschera carnevalesca, munita pure di quei cazzo di fogli piegati che si porta in giro come amuleti quando spara fanfarate epocali per circuire gli allocchi); ansiato da quest'ipotesi ferale, per le sue tasche, di abbattimento del limite di raccolta pubblicitaria per la Rai, l'erotomane mostra segni palesi di irritazione per il possibile calo di entrate in Mediaset. Ed è quello che il Bomba agogna, visto che i sondaggi stanno dando il Centrodestra vicino alla maggioranza assoluta, inspiegabile ed apocalittica possibilità questa, se non fosse che oramai abbiamo la certezza di vivere in Alloccalia. Il circense di Rignano auspica di poter a marzo governare con suo zio e i sondaggi parrebbero non ritenere più necessaria la sua ingombrante presenza, visto che Salvini se vedesse arrivare il Bomba, lascerebbe istantaneamente l'accozzaglia destrorsa. La smargiassata della sparizione del canone Rai, con l'apertura al libero mercato pubblicitario, viaggia in quest'ottica: lanciare segnali di vita, sperando un giorno di tornare a far sfaceli politici assieme al sovrano ventennale della sciagurata Era del Puttanesimo! 
Sai che bellezza! 

venerdì 5 gennaio 2018

Travaglio!

venerdì 05/01/2018
Manca solo Bagonghi

di Marco Travaglio

Ultime notizie dal Circo Barnum. Siccome Emma Bonino non voleva raccogliere le 400 firme per ogni circoscrizione previste dalla legge elettorale per tutte le nuove liste (compresa la sua “+Europa con Emma Bonino”) e minacciava il Pd di correre da sola, e il Pd si era offerto di raccoglierle al posto suo aggirando il Rosatellum scritto dallo stesso Pd (una lista che raccoglie firme per un’altra), ora la Bonino non dovrà più raccogliere firme perché la sua lista non si chiama più “+Europa con Emma Bonino”, ma “+Europa con Emma Bonino – Centro democratico”, grazie al pronto intervento in suo soccorso di Bruno Tabacci, il quale le presta il suo simbolo (“Centro democratico”) che, essendo vecchio come il cucco, è esentato dalle firme e dunque, per contagio, esenta anche quello nuovo della Bonino (che non è più nuovo, ma seminuovo o semivecchio). Il fatto che Tabacci sia un cattolicone, un democristiano peripatetico, ex Dc, ex Ccd, ex Udc (centrodestra, alleato per 7 anni di Berlusconi, An e Lega), ex Rosa Bianca, ex Rosa per l’Italia, ex Alleanza per l’Italia, ex assessore della giunta Pisapia (Rifondazione comunista), ex candidato alle primarie del centrosinistra, ex cofondatore del Centro democratico, ex candidato alle Europee per Scelta europea (Centro), ex Campo Progressista di Pisapia (sinistra), e che la Bonino sia una radicale antidemocristiana, anticomunista, ultraliberista, laicista, abortista, eutanasista aggiunge un tocco clownesco alla strana coppia e rende avvincente la stesura del programma (sempreché la lista non ne presenti uno per “+Europa” e un altro per “Centro democratico”).

Intanto, per evitare lo spiacevole fastidio di dover rispettare il Rosatellum da lei votato, la ministra Beatrice Lorenzin, leader della neonata Civica Popolare (l’altra travolgente lista alleata del Pd), pensa bene di appiccicarsi da qualche parte il vecchio simbolo della Margherita, fondata nel 2002 da Francesco Rutelli. Il quale ha però comunicato che il marchio margheritico non è a disposizione di una che nel 2008 era deputata e leader di FI nel Lazio, alleata di Alemanno che divenne sindaco proprio contro Rutelli; e nel 2013 fu rieletta col Pdl, per passare di lì a poco a un partito chiamato fino all’altroieri Nuovo Centrodestra, dunque lievemente incompatibile col centrosinistra. Lei risponde che la Margherita è del suo socio Lorenzo Dellai, che la usò per primo in Trentino. Rutelli risponde: allora usàtela in Trentino e basta. Ma Dellai vanta un presunto copyright anche sul Centro democratico di Tabacci, e sono soddisfazioni.

Ora, i trasformismi pagliacceschi di un Tabacci e di una Lorenzin non fanno più notizia: ci si meraviglierebbe della loro coerenza. Invece la Bonino ha deciso di rinunciare a quel minimo di reputazione e serietà fin qui conservato, malgrado una vita passata a ballare con tutti e col contrario di tutti per restare sempre a galla, da quando entrò in Parlamento nel 1976 per non uscirne praticamente più (8 legislature in Italia e 3 in Europa). Nel ’94, per dire, fu eletta con FI appena fondata da B., Dell’Utri e Previti, e ne rimase alleata, fra alti e bassi (compresa la nomina a commissario Ue), fino alla rottura del 2006. Allora passò armi e bagagli al centrosinistra, anche se continuò a pensarla come B. su vari temi cruciali: deregulation del mercato del lavoro, con tanti saluti allo Statuto dei lavoratori; plauso alle guerre camuffate da “missioni di pace” in ex Jugoslavia, Afghanistan e Iraq; separazione delle carriere fra giudici e pm, amnistia, abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale, responsabilità civile delle toghe e niente autorizzazioni all’arresto di parlamentari accusati di gravi reati: perfino per Cosentino, imputato per camorra. Infatti ancora nel 2005, alla vigilia della rottura, la Bonino dichiarava di “apprezzare ciò che Berlusconi sta facendo come premier” (una legge ad personam via l’altra) e cercava disperatamente un accordo con lui. Sfumato il quale, scoprì all’improvviso i vizi del Caimano e le virtù di quelli che fino al giorno prima chiamava “komunisti” e “cattocomunisti”. E nel 2007 pensò bene di prendersela con Gino Strada, accusandolo di trescare con i talebani col suo “atteggiamento ambiguo, tra l’umanitario e il politico, che si può prestare a qualunque illazione”, perché “scientemente o incoscientemente – che sarebbe ancora peggio – finisce per giocare un ruolo che è sempre un ruolo ambiguo, tra torturati e torturatori” (Ansa, 9.4.07). Infatti lei, per evitare ambiguità fra torturati e torturatori, non disse mai una parola su Abu Ghraib e Guantanamo.

Intanto, da entrambi i forni – destra e sinistra – collezionava tante poltrone che nemmeno Divani&Divani: deputata, senatrice, europarlamentare, commissario europeo, vicepresidente del Senato, ministro degli Affari europei con Prodi e degli Esteri con Letta. E si candidava a quasi tutto: alla presidenza della Repubblica, del Consiglio, della Camera, della Regione Piemonte e della Regione Lazio, nonché a rappresentante dell’Onu per i rifugiati e per l’Iraq. Ultimamente sparava a palle incatenate contro la politica del Pd sull’immigrazione: prima svelava che era stato il governo Renzi “a chiedere che gli sbarchi avvenissero tutti in Italia, violando di fatto Dublino”, in cambio di un po’ di flessibilità sui conti; poi accusava Minniti di violare i diritti umani e di chiudere gli occhi sullo “scempio di vite umane, gli abusi, le violenze più atroci perpetrate nei lager libici”. Ora si allea col Pd di Renzi e di Minniti e, da vera radicale, fa una lista con un vecchio democristiano che potrebbe tranquillamente chiamarsi “Atei Cattolici”, ma anche “Vegani Carnivori”. Il programma lo scrive il nano Bagonghi.

Qualcosa non torna...


I consiglieri regionali del PD Paita e Lunardon, firmano questo commento pubblicato oggi dal Secolo XIX riguardo alle difficoltà del piccolo commercio. 
Qualcosa pare non quadrare...


giovedì 4 gennaio 2018

Alloccalia News



Voci?



"Fonti vicine alla Lorenzin" è una frase raggelante, in quanto, facendo due calcoli, se il micro partito da lei fondato "Civica popolare" è nato da una costola di Alternativa Popolare, il partitino di Angelino Alfano, tanto saggio alla buonora da decidere di abbandonare la politica tra un tripudio e una "ola" di giubilo di quasi tutta la penisola, allora vorrà dire che Civica popolare conta solo sulla presenza del ministro della salute e di qualche altro striminzito adepto. Se dividi due per un numero maggiore di due, hai dei decimali. E le fonti quindi di chi saranno? Vivisezionati? Allucinazioni da troppe vaccinazioni? 
Il paese intero è in ansia per la riconferma della Lorenzin! Da diplomata al liceo classico, senza altro titolo di studio, ha diretto il ministero della salute con piglio e determinazione, inciampando a volte in comiche ed assurde iniziative, vedi il Fertiliday del settembre 2016, scatenante una crassa risata planetaria. Dopodiché la nostra si è impegnata allo strenuo delle forze nella capillare vaccinazione dei bimbi e questo, sia chiaro, è cosa buona e giusta, a parte forse il numero eccessivo degli stessi e le consulenze di alti dirigenti statali verso le case farmaceutiche, che potrebbero far pensare al peggio, cosa per fortuna non verificatasi grazie alla vaccinazione contro il malpensare, da me fatta recentemente. 
Beatrice Lorenzin ad ogni modo è in bilico: vorrebbe infatti avere come simbolo del nano partito una margherita, simbolo però detenuto (che parolaccia in questo ambito!) dal partito che fu di Rutelli, attualmente in liquidazione (non Cicciobello ma il vecchio partito della Margherita) 
Siamo agitati nel profondo del cuore al solo pensiero di perdere un così edotto e specializzato ministro della salute e soffriamo al solo pensiero di non poterla più ammirare nella sua specializzata opera di prevenzione e di illuminante e sagace azione politica. 
Mannaggia! Forza Beatrice! Ti aspettiamo, fremendo per la tua riconferma! 
Ma le fonti vicine, chi sono? Dai spiegacelo! Il lavascale? Il barista sotto casa? Tuo marito, direttore delle relazioni istituzionali ed internazionali della RAI, nonché presidente di Tivùsat? 
Ops! Pardon!  

La Storia



mercoledì 3 gennaio 2018

Dixit


Ha ragione Benjamin Auslin, studente americano che ha scoperto casualmente il latino, si iscrisse al corso di latino alle superiori per un errore nella compilazione dei moduli:”Leggete i classici e vi scoprirete un lascito letterario la cui ricchezza farà apparire la maggior parte dei Twitter feeds altrettante pitture da caverna preistorica.”