martedì 25 aprile 2017

Tutti a terra


Han fatto bene i dipendenti Alitalia a mandare a quel paese l'accordo economico per garantire continuità di servizio alla compagnia di bandiera, non tanto per una ragione economica, visto che son pagati alla grande, quanto per mettere fine ad una storia vergognosa, decennale, ad uno scempio ed un saccheggio brigantesco, chiamato appunto Alitalia.
Dagli anni della Balena Bianca infatti, questa compagnia è stata usurpata, piratescamente condotta da furfanti che l'hanno depredata senza alcun ritegno, senza pudore, assumendo personale senza nessuna regola, accondiscendendo a richieste politiche di ogni colore, per sistemare amici degli amici. Amministratori senza dignità alla Cimoli, agguantavano stipendi da favola ben sapendo che alla fine lo stato ci avrebbe messo una toppa, un rammendo salato con i soldi nostri. 
Nessun piano serio di rientro, nessun concreto rilancio, nessuna manovra etica han portato Alitalia a perdere milioni mentre tutt'intorno altre compagnie mietevano successi economici. Il motivo è che a nessuno importa salvare il buon nome del paese, indaffarati come sono a succhiare risorse, ad arraffare privilegi per il benessere dei soliti noti. Lo scempio è talmente mastodontico che solo la parola fine potrà prevedere un nuovo rilancio dei voli italici. Sempre che si trovi in giro qualcuno che sappia condurre un'azienda per il bene comune, parola questa anacronistica in questa terra pullulante di squali affamati.

lunedì 24 aprile 2017

Continua...


... tra patemi e problematiche varie, la convalescenza...

 

Situassion


I francesi c'insegnano la strada verso una nuova politica, lontana dai partiti tradizionali. Fermo restando che la fascistona non passerà, la novità Macron dovrebbe essere di monito a tutti, soprattutto al nostro Bomba che vorrebbe accostarsi al favorito all'Eliseo, mentre in realtà ne è distante anni luce, visto i suoi rapporti stretti con i poteri forti e la relativa protezione espletata in leggi vergogna, vedasi i viatici per un'evasione quasi totale ed impunita.
Spariscono in Francia gli storici partiti che a turno promettevano oasi di latte e miele per poi perseverare nel proteggere gli interessi di pochi. Se non fosse per i psico deliri di un comico, che parrebbe non volere l'ascesa del movimento, anche in Italia sarebbe viva e vegeta la speranza di mandare a casa tutta l'immarcescibile rumenta da troppi anni stantia nei meandri della politica nostrana. Comprese l'Etruriana Ruminante e ControlC Madia.

sabato 22 aprile 2017

Buona serata!


 

Test


 

Si è laureata la cugina di Diletta. 
Dite la verità amici: che cosa vi colpisce di più in questa foto:
1. La gioia della cugina
2. La ghirlanda
3. Il libro della laurea
4. Le persone sedute sulla panchina
B. Altre ed eventuali

Happy Birthday, Jack


"La gente che parla per metafora dovrebbe farmi uno shampoo allo scroto!" (Cit.)

 

venerdì 21 aprile 2017

Solito spettacolo



In questo nostro depredato paese, il boss del Ventennio del Puttanesimo si è salvato ieri, per la nona volta, da una condanna che, in ogni altro paese democratico, ne avrebbe decretato la fine politica, grazie alla prescrizione, a questa forma illiberale di prescrizione voluta forsennatamente proprio dal pluricondannato, ai tempi in cui era al potere, grazie ad un'opposizione salvifica, per lui e per il sistema, visto che nel 2015 i colletti bianchi nelle carceri italiane erano 228 ed in Germania 6271.
Grazie alla prescrizione chi delinque dentro i meandri dello stato o nelle caverne brigantesche chiamate banche o nelle multinazionali, resta impunito.
Apparentemente la colpa di questa incresciosa situazione è da addebitarsi al partito al governo assieme al PD, guidato da colui che un tempo era il maggiordomo del Boss ed ora ministro degli Esteri, dopo aver ricoperto anche quello degli Interni: Angelino Alfano.
Ma non è così!
Esiste un piano scellerato, un accordo da taverna piratesca, per cui questo salvataggio, questa impunità continuerà pure nella prossima legislatura, sotto gli occhi del dormiente ministro di Grazia e Giustizia che per copione, finge di smarcarsi dall'ex segretario Bomba per riunirsi a lui, una volta certificatone il ritorno grazie alle oramai vicine elezioni del partito, un avanspettacolo stile anni 50.
Spariti i cosiddetti oppositori interni, una task force al borotalco che finalmente si è levata di torno, solo per opportunità politica, per il Clown Rigonfio la strada per un ritorno sulla tolda sarà spianata, larga e ben asfaltata.
Supportato da leggi vergogna tipo quella della prescrizione, stringerà un accordo con il partito del Boss, per schiantare il cosiddetto populismo e ripartire verso un futuro luminoso costellato di balle spaziali, di contentini e di Verdini.
Il Dormiente intanto custodisce gelosamente la legge di riforma dei tempi processuali nel cassetto, scordandosi della promessa fatta nel luglio 2016.
E quando la pantomima della segreteria sarà finita, riceverà il giusto premio dal suo sodale rignanese: un covone, ove potere gridare meglio al vento parole quali giustizia, onestà e giusta pena.