mercoledì 21 settembre 2016

Foto


Foto dall'Assemblea generale ONU a New York (importante e decisiva come indossare un golf di cotone durante una tempesta di vento catabatico antartico).
In primo piano una porta scorrevole in legno pregiato. Alla sua destra un fantasma in procinto di decadere dopo aver trasformato le Nazioni Unite in un condominio di ex collaudatori di materassi. Al suo fianco un ballista vecchio stampo egiziano che, pare, tra non molto annuncerà di aver scoperto che ad uccidere Giulio Regeni siano state delle locuste impazzite. Di regola uno così non dovrebbe entrare all'Onu. Ma mister Moon il fantasmino questo non lo sa!

 

Ecco qui!


Il livore aumenta esponenzialmente difronte ad eventi, a situazioni aberranti, squalificanti un paese nella sua dignità. 
Sapere ad esempio che Marco Piagentini probabilmente non riceverà, a distanza di sette anni, nessun risarcimento economico e che dovrà aspettare chissà quanto per sperare nella giustizia, rende impossibile ogni commento. 
Marco Piagentini il 29 giugno 2009 ha perso moglie e due figli, ha avuto il corpo quasi completamente ustionato ed ancora oggi porta i segni del disastro criminale accaduto a pochi metri dalla stazione ferroviaria di Viareggio, quando un vagone contenente GPL deragliò, provocando una spaventosa esplosione che causò la morte, nel sonno di 32 persone. 
Marco Piagentini e con lui i parenti degli altri assassinati, sanno e conoscono perfettamente il significato di una parola che più di ogni altre, certifica la devianza democratica in cui questo paese è precipitato. Per colpa di pochi, per progetti politici portati avanti con schieramenti ove pullulano condannati e indagati. Nessuno finge lontanamente di ricordarsi, nessuno osa parlarne, tantomeno il "Ciccio Sonnolento" a cui spetterebbe dire "Signori! Ma quando riportiamo la prescrizione a livelli accettabili di una democrazia?", riposando invece mestamente nel suo ministero, tra crostate e dolciumi vari. 
Tralasciando il fatto che i responsabili di allora, mai finiranno in galera, per ragioni fondanti la casta di questa nazione, ossia: per gli avvocatoni, per i codicilli, per i termini della prescrizione, ancora in uso dall'Era del Puttanesimo, stona saper che Moretti, ora in Finmeccanica, al momento della lettura delle richieste di pena del PM, fosse al Quirinale a ricevere un premio. 

O sentir dire da Marco Piagentini:
"Penso all'allora presidente Giorgio Napolitano (mamma mia! Ancora lui!) al quale mio figlio Leonardo, in ospedale, regalò un disegno. Pochi mesi dopo lo stesso Napolitano (non ce la faccio più a sentirlo nominare!) ha dato il cavalierato a Moretti già indagato e oggi imputato. E da imputato (grazie al Bomba dico io) è stato messo a capo di Finmeccanica, mentre al suo posto è andato un altro imputato, Michele Mario Elia. Giulio Margarita, anche lui a giudizio, è diventato vicedirettore dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria."  

Probabili prescritti dunque. Ma non solo: sei imputato in una strage ferroviaria, avvenuta probabilmente per negligenza, per risparmio sulle spese di sicurezza? 
Nessun problema: ti facciamo vicedirettore dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria!
Buongiorno Italia!

martedì 20 settembre 2016

Ai funerali


Vedere foto e filmati del funerale, in forma privata, del Presidente Emerito Ciampi, ha provocato una sensazione di disagio, dovuta alla presenza di molti, forse troppi, dinosauri della nostra politica i quali, senza sosta, continuano a gravare sulle nostre spalle. 
Può essere tema populista, lo ammetto. Ma è una trasposizione dei miei sentimenti, senza nulla levare alla statura dello scomparso, un Presidente amato e a volte realmente, uno dei pochi casi, difensore della Costituzione e della nostra identità nazionale.
Quante bocche fameliche si sono intraviste! Quanti infaticabili manovratori occulti, spasimanti di notorietà, di potere, di visibilità! Non mi sogno minimamente di giudicare bontà di affetto e di ricordo, ci mancherebbe. Resta il disagio, l'angoscia per rivedere persone solo in apparenza allontanatasi dallo scrigno comune. Molti ancora con la scorta, altri tesi a verificare nuove opportunità, nuovi traguardi, nuove speranze per ripartire nel galoppo scellerato che questa disposizione democratica alterata, rende possibile. 
Se qualcuno si fosse messo di buon animo a calcolare prebende, pensioni, agevolazioni, benefit, ricompense, che cifra si sarebbe raggiunta?
Era il funerale di un amante dell'Italia. Non per questa, malridotta da caste inamovibili. Per un sogno forse destinato a divenire chimera. 
Spiace, lo riconosco, parlare di questo. Spiace ma credo serva. Ad aprire occhi. A scatenar dinieghi. A chiedere che dopo un certo periodo, vuoi dieci o quindici anni, tutti questi personaggi famelici di potere e privilegi, vengano messi da parte, tutti indistintamente, ritornando alle loro primarie occupazione e, cosa fondamentale, a ricevere una pensione decorosa e non d'oro, anzi, di platino come sono le attuali. 
Servire lo Stato dovrebbe essere un dovere e una responsabilità, sovrastante tutto il resto. 
Oggi, e non da oggi, è solo motivo di appropriazione indebita e smisurata. 
Presidente Ciampi, mi scusi. Credo che ella concorderebbe con me. Riposi in pace, Presidente!

Incontri



Dati insonorizzati



Oooonu!!!



Comunicato ANPI

IL COMITATO NAZIONALE DELL'ANPI SUI VERGOGNOSI E INFONDATI ATTACCHI ALL'ASSOCIAZIONE E AL SUO PRESIDENTE
Il Comitato nazionale dell'ANPI, riunito il 6 settembre, esprime forte indignazione per gli attacchi che da mesi si susseguono da parte di determinati settori dell'informazione nei confronti dell'ANPI e del suo Presidente Carlo Smuraglia.
Inquieta di questa campagna l'aggressione alle posizioni assunte dall'ANPI sulla riforma costituzionale e sulla legge elettorale, come se ci fosse precluso il diritto di intervento sulle materie in oggetto, peraltro di interesse generale e nazionale, riguardando la Carta fondamentale della Repubblica. L'impegno a difesa della Costituzione da parte dell'ANPI è una costante della sua storia e un suo dovere statutario, come dimostra, per esempio, la battaglia dell'Associazione in occasione del referendum del 2006.
Non è in discussione il diritto di critica, anche severa, della stampa; tale diritto va ovviamente difeso e salvaguardato. Ciò che respingiamo è la pratica dell'insulto, dell'offesa, in qualche caso della diffamazione e della menzogna: abbiamo letto notizie false sulla natura e la quantità delle entrate economiche dell'ANPI, clamorosi errori sul numero degli iscritti, vergognose e infondate insinuazioni sul passato del Presidente Smuraglia, inaccettabili ingiurie rivoltegli più volte.
Il Comitato nazionale dell'ANPI, riservandosi di valutare la possibilità di ricorrere ad azioni legali a tutela della dignità e dell'onore dell'Associazione e del suo Presidente, al quale esprime piena e appassionata solidarietà, denuncia questa pratica che degrada in primo luogo i suoi autori ed è prova di un giornalismo strumentale e di una cattiva politica.
Roma, 6 settembre 2016