Al solito parte sempre tutto da loro, da questi fiaschi ricolmi di strutto che ridono incontrollatamente per inezie che qui da noi nemmeno farebbero increspare labbra, da questi signori in pectore dell'universo. Questo lo ritengo un pericolo inaudito per uno come me, che si lascia, a volte, trascinare. Ma non me lo permetterò! Resisterò in nome dell'umanità, della Cultura, del Pensiero. Se mi doveste vedere dalle parti del Caran, infoiato, ridanciano, con in mano l'Iphone a cercare il Pokemon, ebbene si! Siete autorizzati a sputarmi addosso! Viva il tavolino con amici e un po' di gianco a parlare di frescacce semiserie, alla faccia di chi ci vorrebbe trasformare come questi culoni!
Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
lunedì 18 luglio 2016
domenica 17 luglio 2016
Leggenda
Narra la leggenda che i primi che arrivarono su quest'isola modificarono leggermente la frase di rito degli esploratori. Infatti gridarono all'unisono "TETTAAA!!" 😎😎😎
No questo no!
Le chiamano coatte qui. Due sono in fila davanti a me al check in. Un effluvio di "Aò" di esse "zetate". Un diluvio apocalittico di "cioè" Stanno parlando culturalmente del prossimo tatuaggio. Fatti loro. Colpisce però una frase detta da una di loro: "Zai io e il mio ragazzo, cioè abbiamo, cioè deciso di farcene un altro! Una frase che, cioè c'è piaciuta un zacco! È di un attore che me piasce un zacco!"
Metto in pressione la coclea al punto di sentire le puzzette dei moscerini.
"Si, 'na frase de Gabriele Cirilli!"
No! Una frase di Cirilli tatuata?? Spengo l'audio! Mi stacco sensorialmente, diventando come il grande Ludwig!
No, non la voglio sentire la frase! Potrei avere una crisi respiratoria, riderei più che a partecipare ad un incontro con la Boschi sul referendum!
Passo e chiudo! Chissà però che frase può aver detto Cirilli... quasi quasi la inseguo...
Il Vago
Restare nel vago a volte porta più benefici di quanto si possa immaginare. Occorre però restarvici, senza trasmettere nessun cedimento. Rimanere nel vago, inoculare il dubbio, senza sbilanciarsi, in talune circostanze spalanca inaspettati benefici.
Come stamani mi è capitato: hotel a Roma, 4 stelle preso sul web con sconto decoroso. Scendo per la colazione. Mi prendo un ottimo piatto di squisitezze, visto il mastodontico buffet, mi siedo ed ecco arrivare la signorina, con fare ossequioso: " Signore, mi scusi la volevo informare che la colazione non è prevista nella sua prenotazione. È al costo di 19 euro."
La prima reazione sarebbe stata quella di ribaltare tutto, denudandomi dalla rabbia come Caifa, sbraitando "ma vaffanculo! 19 euro per sta minuteria!"
Invece, calma, sorriso e un laconico " Benissimo!"
Come però a Roma non far scattare l'Arte?"
E, si badi bene non serve cercare il direttore di sala, anzi in molti casi avrebbe effetto contrario.
Basta la cameriera, quella che ti porta il caffè... "Vi trovate bene con Booking.com?"
Ecco il Vago avanzare!
"Perché lei lavora li?"
Nessuna risposta, nessun movimento del muscolo facciale, cosi recita il manuale del Vago!
"L'arte e la maestria, che gli hotel pagano, è di riuscire a piazzare la propria struttura nelle prime posizioni della richiesta dell'utente!"
Punto. Lapalissiano, senza aggiungere nulla. Vaghissimo. Tanto se la cameriera ha recepito la possibilità che, vagamente, io possa essere uno di Booking, lo trasmetterà al superiore.
E infatti che accade? Mi portano il conto da addebitare alla camera: 3 euro.
Non batto ciglio, non chiedo spiegazioni. La mia valigia è stata portata già alla reception da mani misteriose.
Il Vago ci salverà!
Evidenziazione
Una delle caratteristiche di queste vacanze culturali (Roma-Boss-Carbonara) è la presenza costante, anzi, il risalto che oramai, superato il mezzo secolo, la cervice mi evidenzia al meglio di uno Stabilo Boss. Ella è ovunque: treno, stazione, in strada, al concerto smisuratamente, nei ristoranti, nei sottoscala. Bulbi oculari stremati, collo dolorante per sforzi oltre i 180 gradi, estenuanti fatiche in cabina perché ogni volta che appare la sua visione viene trasmessa con effetto moviola, leggiadra, eterea. Piace vederla arrivare, parlargli, gustarne il profumo, la sua essenza, la straordinaria unicità, l'originale compendio di bellezza, l'acclarato Bignami d'arte, la certificazione di quanto la Natura sia perfetta.
Sfuggono commenti ogniqualvolta, ed in questo periodo capita spessissimo, ella appare; odo il deglutire, l'impaccio dell'epiglottide, il blocco delle ghiandole salivari. In giro c'è n'è tanta, un sacco, un'enormità, tanta, tantissima roba. Non solo è basilare scrutarla, ma sento che l'avvicinarvisi è acqua Fiuggi per le coronarie, Pastis per la mitralica, Negroni per l'aorta. Il pericolo è quando ella viaggia in gruppo; uno choc termico che ti fa svestire a novembre sulla Marmolada, coprirti con pastrano a Papeete. Davvero unica la ...#¥}¥{¥ ops! scusate ...mi sta finendo il credito...😱😱😱
Iscriviti a:
Commenti (Atom)