lunedì 23 maggio 2016

Silenzi



Coerenza



È l'ora!


Tutto a posto, venerdì prossimo mi iscrivo all'Anpi. Invito tutti coloro che percepiscono la gravità del momento a fare altrettanto. 
(Sez via Filippo Corridoni tel 347 5372977 per appuntamento)
Non praevalebunt!

 

Ogni volta


Ogni volta che salgo su un mezzo pubblico a La Spezia, sono assalito da sensazioni ondivaghe, spiazzanti, variegate. 
Se penso che, architettonicamente, il conducente, prendiamo del "3", potrebbe mettere un fermo al volante e farsi una canasta con un passeggero da Mazzetta a Piazza Chiodo, mi viene l'orticaria. 
Si, i nostri avi infatti tracciarono una linea retta attraversante quella zona cittadina: dritta, perfetta, sontuosa.
Ed invece quando arrivi nel cantiere Verdi della piazza che fu, ecco le chicane, la secca "zeta" da fare per sottostare al pensiero di archistar a cui il precedente ordine viario non ha mai importato un fico secco. 
Sterzo e contro-sterzo per far inchinare l'utilità della semplice perfezione architettonica al nuovo che avanza, allo spazio da destinare a dei portali in ferro colorati. 
Come quei babbei che portandosi in casa creazioni di designer perennemente in analisi, pranzano in perenne equilibrio instabile su seggiole scomodissime, appoggiando piatti e posate su costosissimi tavoli scoscesi, belli a vedersi (forse) ma di un'urticante scomodità a volte sfociante in un'inappetenza preoccupante al punto da indurre il malcapitato a gustarsi l'amatriciana seduto sulla tazza del bagno, felice ugualmente di aver un arredamento alla moda, essenziale, a detta sua, per vivere dignitosamente in questo mondo.
Mah!    


Salubre esempio


E finalmente si incomincia a respirare, forse il momento tanto atteso di una nuova fase s'inizia ad intravedere, con un nuovo inizio e una nuova storia. Dopo decenni di consociativismo, di lotte intestine, di panorami immoti ecco spuntare sano dissenso, linfa basilare per una rinascita. Come ha fatto Alessandro Pollio, dimettendosi da assessore del comune di La Spezia ed in più dal Partito Democratico (tutte le volte che lo scrivo, mi prudono le mani, chissà perché...)
Pollo riassume il Problema in poche parole: 

"I partiti sono utilissimi pe un'elaborazione complessiva del modello di società. Nel momento in cui questa funzione viene meno e si trasforma in meri comitati elettivi dove non è importate quello che pensi ma con chi ti schieri, allora i partiti stessi perdono la loro funzione e la loro stessa ragione di esistere. Le ultime vicende dimostrano questa involuzione."


Nient'altro da aggiungere, tutto condiviso! Da decenni sono sintonizzato su queste onde che, spero, siano portatrici di un sano vento rivoluzionario. 

Anche se va detto, continua silente e mefitica la guerra provinciale tra l'amante dei covoni e colei che è "di tutti loro."


Comunque grazie Alessandro Pollio per questa ventata di novità e di speranza!



domenica 22 maggio 2016

Fatto grave

L'ho sentito con le mie orecchie. Rai 3, "In mezz'ora" di Lucia Annunziata. Ospite un pericolo per la democrazia parlamentare, un liofilizzato di diktat dei poteri forti, una che trasforma un referendum di modifica alla carta costituzionale in un coacervo di personalismo, di inettitudine, d'ingerenza, di maldestro tentativo usurpante valori conquistati con sangue, fatica e dolore. 
L'ancella del Bomba, la Mnemonica Asfaltante i poteri del Parlamento ha dichiarato che i veri partigiani voteranno SÌ alla riforma. 
Si è permessa di toccare il sacro, si è sentita autorizzata a frullare valorosi eroi dentro a questa pericolosa e destabilizzante propaganda politica che sino ad ottobre danneggerà ideali e salde conquiste di libertà.
Gravissimo evento che, si spera, provochi un intervento del Capo dello Stato. 
Che fermi questa deriva, questa slavina.
Ministro Boschi: si sciacqui la bocca prima di tirar in ballo i partigiani. 
E pensi ai problemi di casa sua. Che sono tanti.
La informo inoltre che domani m'iscriverò all'Anpi.
Non passerete!


Cambiamenti


L'articolo 70 della Costituzione attuale:
La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.

Se passa il Referendum diverrà così:

"Articolo 70. – La Camera dei deputati esamina i disegni di legge concernenti le materie di cui all’articolo 117, secondo comma, fatto salvo quanto previsto dal terzo comma del presente articolo. Dopo l’approvazione da parte della Camera, a tali disegni di legge il Senato federale della Repubblica, entro trenta giorni, può proporre modifiche, sulle quali la Camera decide in via definitiva. I termini sono ridotti alla metà per i disegni di legge di conversione dei decreti-legge.
Il Senato federale della Repubblica esamina i disegni di legge concernenti la determinazione dei princìpi fondamentali nelle materie di cui all’articolo 117, terzo comma, fatto salvo quanto previsto dal terzo comma del presente articolo. Dopo l’approvazione da parte del Senato, a tali disegni di legge la Camera dei deputati, entro trenta giorni, può proporre modifiche, sulle quali il Senato decide in via definitiva. I termini sono ridotti alla metà per i disegni di legge di conversione dei decreti-legge.
La funzione legislativa dello Stato è esercitata collettivamente dalle due Camere per l’esame dei disegni di legge concernenti le materie di cui all’articolo 117, secondo comma, lettere m) e p), e 119, l’esercizio delle funzioni di cui all’articolo 120, secondo comma, il sistema di elezione della Camera dei deputati e per il Senato federale della Repubblica, nonché nei casi in cui la Costituzione rinvia espressamente alla legge dello Stato o alla legge della Repubblica, di cui agli articoli 117, commi quinto e nono, 118, commi secondo e quinto, 122, primo comma, 125, 132, secondo comma, e 133, secondo comma. Se un disegno di legge non è approvato dalle due Camere nel medesimo testo i Presidenti delle due Camere possono convocare, d’intesa tra di loro, una commissione, composta da trenta deputati e da trenta senatori, secondo il criterio di proporzionalità rispetto alla composizione delle due Camere, incaricata di proporre un testo unificato da sottoporre al voto finale delle due Assemblee. I Presidenti delle Camere stabiliscono i termini per l’elaborazione del testo e per le votazioni delle due Assemblee.
Qualora il Governo ritenga che proprie modifiche a un disegno di legge, sottoposto all’esame del Senato federale della Repubblica ai sensi del secondo comma, siano essenziali per l’attuazione del suo programma approvato dalla Camera dei deputati, ovvero per la tutela delle finalità di cui all’articolo 120, secondo comma, il Presidente della Repubblica, verificati i presupposti costituzionali, può autorizzare il Primo ministro ad esporre le motivazioni al Senato, che decide entro trenta giorni. Se tali modifiche non sono accolte dal Senato, il disegno di legge è trasmesso alla Camera che decide in via definitiva a maggioranza assoluta dei suoi componenti sulle modifiche proposte.
L’autorizzazione da parte del Presidente della Repubblica di cui al quarto comma può avere ad oggetto esclusivamente le modifiche proposte dal Governo ed approvate dalla Camera dei deputati ai sensi del secondo periodo del secondo comma.

I Presidenti del Senato federale della Repubblica e della Camera dei deputati, d’intesa tra di loro, decidono le eventuali questioni di competenza tra le due Camere, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti, in ordine all’esercizio della funzione legislativa. I Presidenti possono deferire la decisione ad un comitato paritetico, composto da quattro deputati e da quattro senatori, designati dai rispettivi Presidenti. La decisione dei Presidenti o del comitato non è sindacabile in alcuna sede. I Presidenti delle Camere, d’intesa tra di loro, su proposta del comitato, stabiliscono sulla base di norme previste dai rispettivi regolamenti i criteri generali secondo i quali un disegno di legge non può contenere disposizioni relative a materie per cui si dovrebbero applicare procedimenti diversi".