Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
venerdì 12 febbraio 2016
giovedì 11 febbraio 2016
Boom!
Quindi oggi è una data che passerà alla storia di tutta l'umanità!
Sarà un giorno che, ammesso che ancora abiteremo questo pianeta, verrà ricordato per secoli, come quando i nostri progenitori avevano avuto l'idea della ruota, o del motore a scoppio, dell'elettricità, del primo calcolatore elettronico. Oggi l'umanità ha compiuto un balzo stratosferico i cui benefici, o malefici, si capiranno andando avanti nel futuro, un lontano futuro.
Quello che il signore in foto cent'anni fa aveva idealizzato, utilizzando carta, matite, gessi e lavagne, oggi è stato visto, ammirato, entusiasticamente riscontrato.
Esistono le onde gravitazionali e conseguentemente la teoria della relatività generale, è vera.
In pratica: lo spazio-tempo può essere modificato dalla massa.
Vi rendete conto di quanto sopra esposto?
Il tempo si può modificare.
E' tanto lontana da noi questa idea che arranchiamo, come bradipi, tentando di comprendere la fantastica notizia.
Quali conseguenze comporterà la scoperta.
Chi può dirlo?
E' stata cambiata la base, la struttura di partenza su cui poggerà la fisica, il pensiero scientifico, il sapere cognitivo umano.
Complimenti Albert! Chapeau!
Stai scherzando, vero?!
E no! Stavolta non taccio! tutt’altro
Come se il signor Boeing ci informasse che non sopporta l’aria! O Richard Ginori che si nauseasse a vedere un bagno. O che Leonardo Del Vecchio odiasse le montature degli occhiali, Francesco Amadori trasecolasse alla vista della farina!
Gualtiero Marchesi Chef pentastellato, guru della cucina italiana è sbottato come una botte di lambrusco scossa da un gigante incazzato.
Che ha detto?
“A Erbusco non facevo uscire le pietanze finché i camerieri non avevano fatto sparire i bicchieri. Al limite permettevo di servirlo in modo che non disturbasse, tra una portata e l’altra. NON TOCCO ALCOL DA 17 ANNI, CHE DEVO FARE, IL VINO MI FA SCHIFO.”
Il vino mi fa schifo? Gualtiero! Ora non discuto la maestria in cucina, neppure gli impiattamenti degni di un re del gusto. Non sono minimamente a criticare l’arte, la squisita fantasia capace di creare capolavori culinari degni di menzione eterna. Ma questa frase a mio parere non si addice ad un mago dei fornelli.
Il vino ed il suo accoppiamento alle pietanze, è l’olio del motore, il vento per l’aquilone, il sole per Carlo Conti, il flash per Belen, il pallone per un derby, l’insulto per Salvini, un vacuo pensiero per la Picierno, una remissione per Orfini, una cena elegante per il Pregiudicato, una balla spaziale per l’Egoriferito, una piegata per Valentino, l’acqua per la Pellegrini e una banana per Cita.
Presentare sapori e gusti inenarrabili, caro Gualtiero senza il supporto di Bacco è un gettare alle ortiche le fragole appena colte, votare PD sperando in una svolta a sinistra, sperare in una dichiarazione di Mattarella, in una riduzione di spesa dei consiglieri regionali, in un panegirico sulla carità del Card Bertone, in un discorso serio e realizzabile dell’attuale Premier.
Attonito, silente e preoccupato per la tua salute, t’invito Gualtiero ad un salutare mea culpa, ad un’apertura di bottiglia costosa per una redenzione che ti auguro avvenga al più presto, al fine di evitare pensieri cattivi come ad esempio una ricerca di visibilità oramai al lumicino per te che eri il sovrano vestito di bianco di tutta la Nazione.
Ripensaci Gualtiero!
Alla salute e prosit!
Occhi
Quello sguardo nel cuore dell’uomo che pervicacemente non trovo, quando al mattino percorro le stesse ritualità che mi portano al lavoro, devo necessariamente cercare di trasformare, di alterare sino a riportarle in un piano umano. Quanti occhi, sempre gli stessi svio ed evito?
Diciamo 10 paia?
E’ una dispersione di bellezza, convengo. Sono occhi assonnati di donne a passeggio col cane, di ragazzi anch’essi in procinto di sbarcare il lunario, di anziani già disorientati sul far dell’alba e atterriti dal vuoto giornaliero che gli aspetta. Basterebbe un cenno, un sorriso, un commento, una battuta, un inarcar di ciglia per compartecipare, per convergere all’unisono nel centro della vita mai appagante.
In genere al mattino sono immerso nei canonici pensieri, oramai stantii; a volte cerco novità con un’arsura mai doma, dentro al contenitore giornaliero che tanti, forse troppi, vorrebbero che vedessi uguale e senza impulsi vitali, per non infastidirli.
Cerco quel guizzo salubre derivante dal nuovo, dal vero, dal mai tramontante. Sono sicuro che ogni ora abbia la sua novità, ma ahimè, faccio sempre più fatica ad estrapolarla, a farla mia. A ben pensarci sono come Charlot in Tempi Moderni, avviluppato a questa grigia consuetudine del fare, per aumentare sempre più la corsa attorno all’affermarsi sull’altro, gara senza trofeo, senza vincitori.
A quanti sguardi diniego il mio? Quanti cuori non ascolto? Perché mi sto ossidando in tal modo? Che ne guadagno? Cosa dovrei fare?
Ogni persona è un tesoro ci dissero un tempo. Leggemmo da bimbi dell’Uomo che considerava ogni simile una ricchezza tanto infinita da amarla al di là di tutto, contro la concezione del tempo che è la stessa di oggi, decuplicata però. Ogni essere umano è un contenitore di delizie inimitabili che solo lui e lui solo potrebbe donare a chi avesse la pazienza di accoglierlo, compartecipando. Ecco perché da domani, prometto, a costo di passare per importunante, rischiando magari morsi di molossi ed ombrellate, cercherò un contatto con tutti quegli occhi ignari, sfuggenti che al solito incontrerò e, senza apparente motivo, potrei, di consuetudine, tralasciare.
Piazze
Piazza Moviola Verdi rimarrà in questo stato per chissà quanto, avendo il Tar accolto le richieste di chi si è opposto al progetto Vannetti&Buren, neo coppia comica architettonica.
La sentenza impone di preservare i resti del teatro Politeama, fatto curioso questo in quanto a nessuno dei cervei di Piazza Moviola Europa in tempi passati venne mai in mente che forse il teatro che fu, qualche reperto lo avrebbe dovuto lasciare, ma invece che tutelarsi con richieste di pareri tecnici e di Belle Arti, i nostri comandanti han tirato dritto per magnificarci di cotanta beltà.
E che dire degli alberi anch’essi da rimettere in loco, come da sentenza?
Penseranno molti: orsù, che problemi ci sono? Blocchiamo i portali colorati e mettiamo arbusti a largo tronco ed il gioco è fatto!
No, no, no, no!
I portali sono già stati acquistati: 149.000 euro di colorato addobbo.
Ed ora?
Nasce spontanea una domanda: finirà prima il nuovo ospedale o Piazza Moviola Verdi? Apriranno prima Piazza Moviola Europa, dopo che l’avremo, come pare, pagata di tasca nostra (circa 6 milioni) visto che la sontuosa Camera di Commercio ha fatto una retromarcia degna dei migliori Starsky ed Hutch ed invece di accollarsi le spese del parcheggio sotterraneo come promesso, lo farà pagare ai poveri allocchi che come sempre siamo noi?
E perché, sull’onda del proverbio non c’è due senza tre, non andare a sconquassare anche Piazza Brin, progettando un faraonico eliporto o una rampa di lancio per missili lunari?
Dai coraggio che tanto noi poveretti, silenti e proni saremmo al solito distolti dal mare, dal tempo e dai fuochi pirotecnici, coprenti le vostre risa!
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