Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
martedì 8 dicembre 2015
Giorno misericordioso!
Tota pulchra es, Maria.
Et macula originalis non est in Te.
Oggi si ricorda uno dei misteri di questa fede allo sbando, colpita al cuore dai suoi prìncipi, devastata da gesti oltremodo divergenti dalle parole sparate da pulpiti insani. Oggi l'elevazione della Donna portata a divenir tempio del suo Dio, clamorosa antinomia per quel tempo ove la donna era considerata meno che zero, come tutt'oggi accade in paesi abietti vedi Arabia Saudita ma anche il sexy locale americano e perché no le lap dance nostrane, apre scenari inauditi, controcorrente, fuori dagli schemi di questa moda dell'apparire, del ringiovanimento a tutti i costi, del non voler vedere traguardi biologici in arrivo, anche se i cari (nel senso di prezzo) antiossidanti parrebbero smentirci il ritorno a polvere. Oggi nel giorno in cui si ricorda il Pensiero prima del mondo per quella giovane donna portatrice della Luce vera, l'Uomo venuto dai confini del mondo per illuminare le tenebre terrene del potere romano, ci apre la possibilità, l'occasione per tornare a meditare sulle nostre profondità, le scoscese e buie valli ove giacciono le paure, le colpe, gli sforzi e la fatica, chimerizzate e derise dal progresso mondano, dalle luci di una ribalta futile come i discorsi attorno al presepe di chi si è abbeverato alle acque del Po mediante rito celtico.
Oggi per tutti è aperta un'inaudita ed inascoltabile pazzia, dal nome Misericordia, da ottenere e da concedere agli altri, pazzia infinita visto che dovremmo abbracciare chi viene dal mare a romperci i coglioni, ad offuscarci le luminarie, a ritardarci gli acquisti, visto che poi sono tutti criminali.
Oggi dal Pensiero che cancellò la colpa nel cuore di colei che nel Tempo divenne Madre di Dio, sgorga la Porta misericordiosa, per un mondo migliore e finalmente in cammino.
Tota pulchra es, Maria.
Et macula originalis non est in Te.
Et macula originalis non est in Te.
Oggi si ricorda uno dei misteri di questa fede allo sbando, colpita al cuore dai suoi prìncipi, devastata da gesti oltremodo divergenti dalle parole sparate da pulpiti insani. Oggi l'elevazione della Donna portata a divenir tempio del suo Dio, clamorosa antinomia per quel tempo ove la donna era considerata meno che zero, come tutt'oggi accade in paesi abietti vedi Arabia Saudita ma anche il sexy locale americano e perché no le lap dance nostrane, apre scenari inauditi, controcorrente, fuori dagli schemi di questa moda dell'apparire, del ringiovanimento a tutti i costi, del non voler vedere traguardi biologici in arrivo, anche se i cari (nel senso di prezzo) antiossidanti parrebbero smentirci il ritorno a polvere. Oggi nel giorno in cui si ricorda il Pensiero prima del mondo per quella giovane donna portatrice della Luce vera, l'Uomo venuto dai confini del mondo per illuminare le tenebre terrene del potere romano, ci apre la possibilità, l'occasione per tornare a meditare sulle nostre profondità, le scoscese e buie valli ove giacciono le paure, le colpe, gli sforzi e la fatica, chimerizzate e derise dal progresso mondano, dalle luci di una ribalta futile come i discorsi attorno al presepe di chi si è abbeverato alle acque del Po mediante rito celtico.
Oggi per tutti è aperta un'inaudita ed inascoltabile pazzia, dal nome Misericordia, da ottenere e da concedere agli altri, pazzia infinita visto che dovremmo abbracciare chi viene dal mare a romperci i coglioni, ad offuscarci le luminarie, a ritardarci gli acquisti, visto che poi sono tutti criminali.
Oggi dal Pensiero che cancellò la colpa nel cuore di colei che nel Tempo divenne Madre di Dio, sgorga la Porta misericordiosa, per un mondo migliore e finalmente in cammino.
Tota pulchra es, Maria.
Et macula originalis non est in Te.
In nebbia
Proprio vero che in posti pregni di nebbia, il locale diviene centro del mondo che ti apre a fantastiche possibilità!
Che dire poi di questo piatto che spero faccia meditare i vegani?
Terminata la cena ho scattato questa foto misteriosa:
Che dire poi di questo piatto che spero faccia meditare i vegani?
Terminata la cena ho scattato questa foto misteriosa:
Le luminarie in realtà non ci sono! Le ho viste per mezzo di un barbera seccato e circondato da salumi e fragranze commoventi!
lunedì 7 dicembre 2015
Pensieri dagli acquisti
Si notano in giro alcuni tipi di acquirenti natalizi, che vado a riassumere:
I posseduti: si notano per lo sguardo fisso, vitreo. Sono in missione. Devono espletare il compito di trovare un regalo ai componenti la lista di nominativi tirata giù in fretta e furia, gadget per lo più inutili e a cui non danno essi stessi valore, né importanza. Hanno il terrore di dimenticarsi dei nomi, d'incontrare parenti a cui non avevano pensato. Per questo a volte stanno a capo chino e con la sciarpa che li avvolge totalmente come un burqa per passare inosservati.
I menefreghisti: li riconosci perché percorrono le vie del centro con un modo di passeggiare molto simile a quello di un convalescente post-ictus. Placidi festeggiano il ventennale del proponimento di non far regali a nessuno.
Gli anticipatori: a fine novembre hanno già comprato tutto il possibile, persino la calza della Befana e le uova di Pasqua. Passeggiano godendo della visione degli infoiati assatanati, sudanti sempre più via via che i giorni passano e che, disperando verso il 21 di trovare un pensiero per i loro cari, decidono alla fine di acchiappare un last minute destinazione Siria.
I caotici: comprano in grande quantità sciarpe, guanti, peluche, chitarrine con dolci, portachiavi, penne, occhiali, copricapi in lana, tovaglie, cuscini. Li ritrovi a gennaio in mercati rionali a rivendere il materiale in eccesso a prezzi vantaggiosi.
I badanti: sono al seguito delle consorti e ne curano l'attività dilapidante. Non oppongono resistenza a nulla, non partecipano al rito caro agli dei del consumo. Li noti per due caratteristiche: verso metà novembre fanno recitare delle novene in cui chiedono la grazia di contrarre un'influenza da record che inizi il 15 dicembre e terminante il 24 alle 20:05. L'altra evidenziazione è nella parlata, tipica di una badante rumena alle prime armi: qualsiasi oggetto da regalare che gli venga sottoposto al giudizio, viene da loro evaso con un "si" secco ed ammirato per approvazione, anche se si trattasse di un'alce viola in peluche del peso di 40 kg, scatenante conati tra tutti gli astanti. Sono famosi per urlare a 90 decibel un "NOOO?!" clamoroso allorquando la moglie blatera la famosa frase "usciamo per andare in centro a comprare i regalini di natale?"
I metodici: sono la categoria più reietta. Acquistano sempre le stesse cianfrusaglie da regalare a parenti oramai scocciati e maledicenti, che hanno in cantina decine di slitte con renne fluorescenti che si muovono a ritmo di musica natalizia e che non riescono a rivendere neppure su Ebay né a smaltire da rigattieri, per il sospetto che si tratti di scarti nucleari. I metodici vengono maledetti, mediante riunioni segrete, da vittime delle loro scriteriate regalie ed associatisi in gruppi anonimi di rivalsa.
I finti ebeti: giocano di astuzia per la loro innata avarizia e si presentano il 25 in tuta da lavoro, cadendo dalle nuvole con recita hollywoodiana allorché qualcuno fa notar loro che quel giorno parrebbe essere Natale. Scusandosi per l'errore, scartano però con avidità i doni ricevuti e non contraccambiati.
I tradizionalisti: partono l'8 dicembre ad ingolfare cellulari e vie di passeggio, dispensando auguri a chiunque li guardi anche di sfuggita. Porgono frasi pre-deglutite, sempre identiche, sfoderando sorrisi a 50 denti. In genere hanno la mano sudata ed un alito pesante per via del fatto che si sottopongono a stress imponenti, salutando ed abbracciando anche i manichini esposti nelle boutique.
I posseduti: si notano per lo sguardo fisso, vitreo. Sono in missione. Devono espletare il compito di trovare un regalo ai componenti la lista di nominativi tirata giù in fretta e furia, gadget per lo più inutili e a cui non danno essi stessi valore, né importanza. Hanno il terrore di dimenticarsi dei nomi, d'incontrare parenti a cui non avevano pensato. Per questo a volte stanno a capo chino e con la sciarpa che li avvolge totalmente come un burqa per passare inosservati.
I menefreghisti: li riconosci perché percorrono le vie del centro con un modo di passeggiare molto simile a quello di un convalescente post-ictus. Placidi festeggiano il ventennale del proponimento di non far regali a nessuno.
Gli anticipatori: a fine novembre hanno già comprato tutto il possibile, persino la calza della Befana e le uova di Pasqua. Passeggiano godendo della visione degli infoiati assatanati, sudanti sempre più via via che i giorni passano e che, disperando verso il 21 di trovare un pensiero per i loro cari, decidono alla fine di acchiappare un last minute destinazione Siria.
I caotici: comprano in grande quantità sciarpe, guanti, peluche, chitarrine con dolci, portachiavi, penne, occhiali, copricapi in lana, tovaglie, cuscini. Li ritrovi a gennaio in mercati rionali a rivendere il materiale in eccesso a prezzi vantaggiosi.
I badanti: sono al seguito delle consorti e ne curano l'attività dilapidante. Non oppongono resistenza a nulla, non partecipano al rito caro agli dei del consumo. Li noti per due caratteristiche: verso metà novembre fanno recitare delle novene in cui chiedono la grazia di contrarre un'influenza da record che inizi il 15 dicembre e terminante il 24 alle 20:05. L'altra evidenziazione è nella parlata, tipica di una badante rumena alle prime armi: qualsiasi oggetto da regalare che gli venga sottoposto al giudizio, viene da loro evaso con un "si" secco ed ammirato per approvazione, anche se si trattasse di un'alce viola in peluche del peso di 40 kg, scatenante conati tra tutti gli astanti. Sono famosi per urlare a 90 decibel un "NOOO?!" clamoroso allorquando la moglie blatera la famosa frase "usciamo per andare in centro a comprare i regalini di natale?"
I metodici: sono la categoria più reietta. Acquistano sempre le stesse cianfrusaglie da regalare a parenti oramai scocciati e maledicenti, che hanno in cantina decine di slitte con renne fluorescenti che si muovono a ritmo di musica natalizia e che non riescono a rivendere neppure su Ebay né a smaltire da rigattieri, per il sospetto che si tratti di scarti nucleari. I metodici vengono maledetti, mediante riunioni segrete, da vittime delle loro scriteriate regalie ed associatisi in gruppi anonimi di rivalsa.
I finti ebeti: giocano di astuzia per la loro innata avarizia e si presentano il 25 in tuta da lavoro, cadendo dalle nuvole con recita hollywoodiana allorché qualcuno fa notar loro che quel giorno parrebbe essere Natale. Scusandosi per l'errore, scartano però con avidità i doni ricevuti e non contraccambiati.
I tradizionalisti: partono l'8 dicembre ad ingolfare cellulari e vie di passeggio, dispensando auguri a chiunque li guardi anche di sfuggita. Porgono frasi pre-deglutite, sempre identiche, sfoderando sorrisi a 50 denti. In genere hanno la mano sudata ed un alito pesante per via del fatto che si sottopongono a stress imponenti, salutando ed abbracciando anche i manichini esposti nelle boutique.
domenica 6 dicembre 2015
'Nafava!
Martedi Papa Francesco aprirà la porta santa per il Giubileo della Misericordia.
Quindi oggi faccio ancora in tempo!
Si, per fortuna oggi riesco ancora a serbare rancore ed incazzatura verso idioti, idioti universalmente riconosciuti, di quella specie difficilmente estirpabile, tanto idioti da uscire dalla scala di misurazione idiozia, la famosa scala Picierno&Gasparri.
"Ma guarda che siamo nel periodo natalizio, occorre esser buoni"
'nafava!
Oggi a vedere questa foto che campeggia in prima pagina su Repubblica, non ce la faccio! Confesso il mio livore.
Già al pensiero che il Topastro Amato, giudice della Consulta, a dicembre tra pensioni precedenti, stipendio da giudice, tredicesime, si porterà in saccoccia qualcosa come 40mila euroni se non di più, mi sale oltre ogni limite la voglia di gridare il mio vaffanculo-strenna, pensando oltretutto al fatto che milioni di pensionati se la vedranno ridotta e che chi ha 30 anni oggi, andrà a riposo dal lavoro a 75 (Boeri dixit! Settantacinque anni!)
Per di più questa foto mi ha scatenato una gonorrea senza pari, guaribile solo con vaffanculo a mitraglia, musicati in stile jingle bells!
La famiglia della deputata repubblicana statunitense Michele Fiore ha inviato al mondo gli auguri di natale!
Beh un bel pensiero si potrebbe dire!
'nafava!
Guardateli!
Io tra muschi e statuine li manderò per tutto il giorno a fare in culo! Alla faccia dell'avvento!
Anzi! Adesso glielo canto pure!
Dashing through the snow
On a one-horse open sleigh,
Over the fields we go,
Laughing all the way;
Bells on bob-tail ring,
Making spirits bright,
What fun it is to ride and sing
A sleighing song tonight
Vaffancul, Vaffancul
Vaffancul Michele Fiore!
Quindi oggi faccio ancora in tempo!
Si, per fortuna oggi riesco ancora a serbare rancore ed incazzatura verso idioti, idioti universalmente riconosciuti, di quella specie difficilmente estirpabile, tanto idioti da uscire dalla scala di misurazione idiozia, la famosa scala Picierno&Gasparri.
"Ma guarda che siamo nel periodo natalizio, occorre esser buoni"
'nafava!
Oggi a vedere questa foto che campeggia in prima pagina su Repubblica, non ce la faccio! Confesso il mio livore.
Già al pensiero che il Topastro Amato, giudice della Consulta, a dicembre tra pensioni precedenti, stipendio da giudice, tredicesime, si porterà in saccoccia qualcosa come 40mila euroni se non di più, mi sale oltre ogni limite la voglia di gridare il mio vaffanculo-strenna, pensando oltretutto al fatto che milioni di pensionati se la vedranno ridotta e che chi ha 30 anni oggi, andrà a riposo dal lavoro a 75 (Boeri dixit! Settantacinque anni!)
Per di più questa foto mi ha scatenato una gonorrea senza pari, guaribile solo con vaffanculo a mitraglia, musicati in stile jingle bells!
La famiglia della deputata repubblicana statunitense Michele Fiore ha inviato al mondo gli auguri di natale!
Beh un bel pensiero si potrebbe dire!
'nafava!
Guardateli!
Io tra muschi e statuine li manderò per tutto il giorno a fare in culo! Alla faccia dell'avvento!
Anzi! Adesso glielo canto pure!
Dashing through the snow
On a one-horse open sleigh,
Over the fields we go,
Laughing all the way;
Bells on bob-tail ring,
Making spirits bright,
What fun it is to ride and sing
A sleighing song tonight
Vaffancul, Vaffancul
Vaffancul Michele Fiore!
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