martedì 8 settembre 2015

Che strano!

Questa ossequiosa corsa dei paonazzi a far posto ai rifugiati, appare anomala, visto gli anni addietro ove il silenzio e l'indifferenza regnava in quel del Vaticano. Tra un miserere e l'altro infatti, ci domandavamo spesso del perchè esistesse quella razzolanatura contro corrente di chi, imitando Mina ed Alberto Lupo, lanciava iperboliche parole di accoglienza dai pulpiti marmorei e contemporaneamente viveva in magioni dorate, da solo e non, avendo anche nel contempo possedimenti enormi, vedasi Propaganda Fidae, con migliaia di case piovute come manna dai cieli, da lasciti ed eredità. Ora che al timone siede un Uomo giusto, desideroso di abbracciare Madonna Povertà, ecco come d'incanto Madamina e soci spronare fedeli alla ricerca di spazi dignitosi, atti a divenir dimora per chi, scappando, cerca la vita rischiandola nella fuga. Come non sottolineare ad esempio la lettera di Mons Settebagni da Venezia, premuroso ed evangelico tendente alla perfezione ed allineatosi, collimando perfettamente con la linea di Francesco, fors'anche per cercare ancora spasmodicamente, la berretta cardinalizia?

Terminata oramai da tre anni la monotona messa sul mercato della vicinanza ad uno o all'altro schieramento politico in cambio delle solite monete, finiti i tempi ruiniani ove il politichese era più fluente del latino, assistiamo, diffidenti, a questa apertura alla carità di alcuni Principi vermigli e ci amareggia oltremodo pensare che questo meravigliarsi del popolino sia un fattore evidenziante l'anomalia pregressa, quando Suv, ricevimenti e sfarzo la facevano da padroni, in ossequio a mammona.

 

 

 

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Sempre lui!


Alla Festa dell'Ovvietà conclusasi l'altro ieri a Milano con il comizio finale dell'Ovvio fatto persona, la girandola delle panzanate ha raggiunto l'apoteosi, incarnando nei finti oppositori di sinistra, che smaniano una futura seggiola simulando opposizione vedi Bersani, gli oppositori a quel cambiamento che imbavaglierà sempre più la democrazia, ammesso che ancora esista nel nostro paese. 

L'eco delle parole pronunciate alla mattina da uno che ha portato le aziende fuori dalla nazione per pagare meno tasse e ingigantendo sempre più le immense risorse della Famiglia torinese, al secolo Marchionne, risuonavano ancora a mo' di monito:"Renzi è la migliore speranza di questo Paese nel 21mo secolo: è diventato un player globale come leader politico. E ha aperto l'Italia al resto del mondo."


Se lo dice lui, cari compagni...

Tutti al mare


Potremo andare in Grecia che si mangia bene, o a Malta che non è male."
"Potremo andare alle Baleari che fa molto in, oppure nelle spiagge solitarie del Marocco"
"Potremo andare in Corsica dove è vero che il vento ti rompe i coglioni, però sei in Francia!"
Ma dove andemo! Mia chi che posto!

A vote me pae de domandae a quarche santo se i avese vogia de traslocae! A me diebbe "O tarpon! Dove a sto' mei che chi?"


Questo mi par di sentire ogniqualvolta settembre regala giornate da favola come queste. Uno spettacolo andar per mare con il fresco che t'abbraccia, l'acqua limpida che t'invoglia, il sole non più asfissiante che t'accoglie!

Vedo anche delle certezze. Come questo signore qui:


Potrà campare cento e passa anni. Avrà problemi come tutti.
Di sicuro oggi non muore per stress!

Ed infine ecco comparir sulla scena marina loro, i vincitori del premio spezzino internazionale: "A men bato er belin 2015!


Fantastici, semplicemente fantastici!
W settembre al mare!
E che mare!

Speranze



Questo Johnny Depp osannato a Venezia, riaccende le speranze per tutti i portatori di koala come me. Se passa l'idea che imbolsito è bello, che la giacca abbottonata a forza con l'aiuto di tre bonzi, le gambe ripiene di strutto storte dai trigliceridi e che i pantaloni arricciati post seduta ed impossibilitati a scendere per via delle dune di adipe creatisi da sbornie colossali fanno figo, allora mi attrezzerò a raccogliere occhiate e sospiri per strada, quando dinoccolando porterò le mie gelatine a prendere un po' di fresco!

Adelante Johnny!

lunedì 7 settembre 2015

Altro giro altra corsa!

Alla Festa dell'Ovvietà conclusasi ieri a Milano con il comizio finale dell'Ovvio fatto persona, la girandola delle panzanate ha raggiunto l'apoteosi, incarnando nei finti oppositori di sinistra, che smaniano una futura seggiola simulando opposizione vedi Bersani, gli oppositori a quel cambiamento che imbavaglierà sempre più la democrazia, ammesso che ancora esista nel nostro paese. L'eco delle parole pronunciate alla mattina da uno che ha portato le aziende fuori dalla nazione per pagare meno tasse e ingigantendo sempre più le immense risorse della Famiglia torinese, al secolo Marchionne, risuonavano ancora a mo' di monito:"Renzi è la migliore speranza di questo Paese nel 21mo secolo: è diventato un player globale come leader politico. E ha aperto l'Italia al resto del mondo."

Se lo dice lui, cari compagni...

domenica 6 settembre 2015

Davanti al fuoco


Ha perfettamente ragione Gianni Riotta, linguista ufficiale di Sbruffy, nel senso che lo omaggia oltre ogni limite, a dire che l'incontro di ieri del toscano con la crema del capitalismo italico a Cernobbio, è stata una giornata da incorniciare per poterla tramandare ai posteri. 
Anche se con un velo di diffidenza, l'intervento del Presidente del Consiglio ha suscitato apprezzamenti, applausi ed allegria. 

Sulla carta invece un discorso del segretario di un partito che si definisce di sinistra nel tempio degli industriali, avrebbe dovuto ricevere dinieghi e presenze pari od inferiori a quelle quotidiane del museo Camec di La Spezia, perché le strade del PD non dovrebbero collimare così alla perfezione con quelle di chi ha come obbiettivo unico, l'onnivoro incremento delle proprie ricchezze.
Invece tra osanna e sorrisi, il progetto renziano prosegue a gonfie vele: incentivare il nero attraverso impunibilità fiscale, infatti possono evadere 300mila euro cadauno senza la minima condanna, per alimentare l'insaziabile fame di questa politica sordida, squallida e fortemente illegale. 
Non resta che sperare in un cambiamento radicale, che sta purtroppo sempre più assumendo i contorni di una favola, raccontata al focolare da nonni paciosi, tra lo scoppiettio di castagne e il profumo di un fiasco di quello buono.