(P.S.
Tranquillizzo le mie innumerevoli fans. Non sto ingrassando! Indosso
semplicemente un nuovo tipo di salvagente a pelle!)
Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
mercoledì 2 settembre 2015
Tolda
Haugh!
Esperimento curioso compiuto da una non meglio precisata
università.
Si è preso un anziano apache residente nello Iowa, lo si è
istruito in maniera molto superficiale, indi lo si è portato in un ufficio dove
sopra ad un tavolo, vi era un foglio bianco. Gli hanno spiegato che la gente
che lavora può avere dei contratti a tempo indeterminato, determinato ed in
nero.
Gli spiegarono anche di come, per far quadrare i conti, per
stabilizzare la politica, per evitare che nascano fronde o movimenti tendenti a
spazzare, a sconvolgere l’assetto, fosse necessario divulgare per mezzo dei
media, miglioramenti palliativi e percentuali positive.
Gli chiesero:
“Raggio di Luna Incerta” (questo il nome dell’anziano
indiano) secondo la tua esperienza, come credi si possa generare un sistema
atto a dequalificare i lavoratori, che sia soddisfacente per i padroni, che aumenti i posti
di lavoro in modo fittizio, rendendoli nel contempo scivolosi, instabili, non ostacolando i licenziamenti facili alla prima
percezione di calo dell’enorme guadagno di chi, rischiando poco del suo ed
affidandosi alle banche, tifa ed apprezza una situazione come quella sopra
descritta, totalmente avversa alla moltitudine perché generata da menti
cleptocrati che continuano ad ammassare fortune nelle tasche di pochi?”
Il vecchio placidamente assorto, senza alzare lo sguardo,
estraendo del tabacco da una sacca e confezionandosi una splendida sigaretta
con le mani modellate dall’età, dopo averla accesa ed aspirata voluttuosamente,
alzando gli occhi senza focalizzare nessuno, dopo un tempo che parve eterno
semplicemente disse agli astanti:
"Job Act!"
martedì 1 settembre 2015
Flash
La mensa a bordo nave è aperta praticamente 24 ore al giorno! La rifuggo come un cistercense un night club. A volte mi faccio coraggio e vi entro, abbacinato dalle portate. Quello però che non capisco e che mi fa molto meditare, è come abbiano fatto le magliette a restringersi senza essere state lavate. Mah!
domenica 30 agosto 2015
In trasferta
In trasferta per lavoro in mezzo all'Adriatico, ho difficoltà a scrivere sul blog.
Sono su una nave con 70 persone a bordo che lavorano su due turni di dodici ore.
Esiste quindi un incontro gastronomico perenne in sala mensa, dove al mattino quelli che fanno il turno da mezzanotte alle 12 , pranzano mentre io faccio colazione, perché faccio orario normale.
Trovo cotolette volanti quando lo stomaco richiede caffè.
Vedo persone che cenano mentre io pranzo e che vanno a letto mentre sono a metà giornata.
Ieri sera sembrava di toccarla la Luna. Stamani era ancora alta quando Messer Sole si stava destando, per offuscarla con la sua luce, rendendola quasi trasparente come una medusa.
Si sta comunque bene.
Anche se manca molto la mia cara ed inarrivabile quotidianità.
A presto!
giovedì 27 agosto 2015
E' sempre vero!
Nessuno è perfetto si suole dire.
Credo sia così.
Ma oggi al mare mentre ero intento
nella lettura di un ottimo libro, ecco arrivare lei, l'appartenente alla
categoria "faccio palestra ti prego guardami".
Dopo aver chiesto al bagnino di spostarle di tre
centimetri il lettino perché era fuori retta con il sole, ha iniziato un
canovaccio tipico di chi per decoro non vuol sparare raudi per raccogliere
attenzione.
Una svestizione al rallenty: camicia, pantaloni e
sandali.
Ogni tanto sospirava, per la fatica credo.
Una volta in costume, nero
perlinato sui seni, ha effettuato un inchino per spostare il telo da mare da
tutti i quattro i lati.
Ho udito distintamente un sordo rumore provenire dal
distinto signore accanto a me, come se si fosse staccato un ponte dentario.
Fisico
perfetto, una trentina d'anni, abbronzata come da manuale, la ragazza una volta
sedutasi sul lettino ha iniziato la seconda parte del copione: la spalmatura
della crema abbronzante.
Anzi: delle creme abbronzanti.
Ha estratto un kit,
credo per pochi mortali, che apertosi mi ha fatto intravedere quattro o cinque
flaconcini di vari colori che credo debbano essere stati: abbronzante per le
mani, per le gambe, per quando il sole è velato, durante un'eclissi, con la
luna piena, nel corso di un temporale, per quando si è in ascensore, durante
un'invasione aliena.
La scatola di colore rosso è stata posizionata a fianco
del lettino ed ogni volta che la signora cambiava confezione, sospirava.
Il
signore accanto mi ha guardato come per chiedermi se sapevo se nello
stabilimento fosse presente un defibrillatore e naturalmente uno gabinetto
dentistico e nell'incertezza si è comunque girato dall'altra parte guardando il
muro.
Ella invece ha continuato per vari minuti a cospargersi di oli tanto che
ha richiamato sulla zona quattro diverse comunità di api ingallonzite più degli
astanti.
Stavo per ammettere che forse non è vero che nessuno sia perfetto,
quando l'osservata ha estratto il libro canonico da leggere.
Federico
Moccia!!!
Allora, come non detto!
Nessuno è perfetto!
Gulp!
Ci voleva!
Dio me l'ha dato e guai a chi me lo tocca!
Dinoccolando verso Lerici il fato mi ha fatto
incontrare la valvola di sfogo, il riassetto delle emozioni, lo scolmatore
delle incazzature.
Scendendo verso S.Terenzo con solita buona musica nei
padiglioni tutto a un tratto avverto rombo di jet alle spalle come se il
solista delle Freccie Tricolori avesse deciso di agganciare le boe delimitanti
la balneazione e successivamente un colpo di clacson che sovrastando l'assolo
di Keith sparatomi a balla al punto di infoiare il martelletto, mi ha fatto
credere che fosse suonato l'allarme evacuazione nucleare!
Mi giro e vedo un Suv
abnorme di quelli che dovrebbero essere usati solo in Nepal per preparare un
campo base sul K2 e che invece, assetati di Q.I. usano per andare a 80 all'ora
nei vicoli.
All'interno una specie di yeti, un album di strutto e lipidi con a
fianco una ragazza probabilmente un modello di Ford molto usato da tipi come
quello.
Mi tolgo metà cuffietta, lo guardo e questi, tralasciando di default
frasi sconosciute quali "mi scusi" e "buongiorno" (parola
questa tanto inconcepibile da essere da lui solo accostata al mitico Mike) mi
grida in un dialetto simile a quello di Renato Pozzetto:
"uè dove posso
parcheggiare?"
Afareinculo sarebbe stata la canonica risposta!
Ma essendo
rilassato gli dico che più avanti, alla Venere Azzurra, c'è un grosso
parcheggio anche se, penso, dovrebbe essere completamente vuoto per posizionare
il catafalco su cui è incastonato.
Il trionfo di lardo ride sguaiatamente
assieme alla Ford Escort.
"Alla Venere Azzurra, più avanti? Se sapevo
dov'era c'andavo di corsa! Ma che indicazione del menga è questa!" E giù
risate crasse come lui.
Derisione, screzio, presa per il culo ovvero valvola di
sfogo.
Mi tolgo l'altro auricolare, attraverso la strada e gli vado davanti:
"ascolta: ho pregato ieri sera di non incontrare coglioni oggi sul mio
cammino ma evidentemente le mie preghiere non sono state esaudite. Non me ne
frega un cazzo di dove parcheggerai, anzi spero che girerai dieci ore in
ricerca! E spero anche che il semaforo per l'accesso sia stato rosso e che ti
arrivi una multa da record. Ti sei ricordato di avvisare la gru che ti faccia
scendere da questo cazzo di camion?"
Ha sgommato, lasciandomi felice e
soprattutto sereno!
Conferma
Un teatrante, un istrione della battuta, un
egocentrico smodato, uno di quegli abituè dei bar dello sport ove ogni mattina
ha pronta la sparata quotidiana per allietare gli avventori che, tra un sorso
di caffè e l'altro, ridono sommessamente delle battute del poverino, allietandosi
la giornata, dove può trovare questo mago del nulla il suo habitat naturale, il
suo anfratto speciale ove ingigantire le sbruffonate, le sole, le palle
gigantesche, non ultima ad esempio quella di annunciare sparizioni di tasse
impossibili visto l'andazzo nazionale?
In un teatro naturalmente!
E l'annuncio dell'Egoriferito di Rignano di andare in
100 teatri italici per incontrare la nazione, conferma quanto sopra!
Adelante!
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