lunedì 1 settembre 2014

Il ritorno del Faraone





E' tornato! E' tornato il Faraone!!

Grande uomo, grande sogno!

Champagne...


L'obiettivo è quello di poter cantare Champagne con Peppino! 
Partendo per Capri cercherò di svolgere questa importante missione per l'Umanità! Ho visto le previsioni e oggi pom a Napoli ci sarà mare mosso, grandine e temporali! 
Nessun lamento, nessuna imprecazione uscirà dalle mie labbra!
Anche l'insana voglia di trasformare la valigia in un kit di pronto soccorso della Protezione Civile per zone alluvionate, sta scemando poco a poco!

Se riusciremo ad arrivare da Peppino, il canto allieterà l'aere e la ristorazione famosa dell'isola renderà soave il maltempo.
Altrimenti già mi vedo in qualche pizzeria napoletana a trangugiare mezzo Km di pizza ed a riflettere sommessamente sul significato di sfiga!


"Champagne per brindare a un incontro..."


sabato 30 agosto 2014

Bleah di marca Eataly

L'amico del Fanfarone Grullo, colui che attraverso una mielosa, spocchiosa, sdolcinata attività di falsità zuccherine, sparate con quella faccia da venditore di liquirizie e dolciumi che maschera in realtà la preparazione di un colpo alla banca posta di fronte al posto di lavoro, ovvero Oscar Farinetti, che in nome di un Eataly innovativo, garante del buon cibo italico, di un rapporto con i lavoratori improntato al riconoscimento di un'occasione di crescita professionale per ambo le parti, il tutto come avvolto da un suono di violini zigani che apre l'animo di noi disastrati, raffreddati e delusi semplici umani in balia di orchi spregiudicati, al fremito del cuore che solo al pensiero di poter osare percepire che "si! Sta volta ci siamo! Farinetti è un innovatore, una persona saggia, per bene!" è fattore scatenante Exultet e Osanna liberatori, tutto ciò è una cagata pazzesca, seppur made in Eataly! È una presa per il culo da parte di chi è affamato di potere, soldi ed incensazione pubblica, con incenso Eataly, al fine di poter entrare nel Gotha imprenditoriale italico, ovvero un elenco di ribaldi dediti al gioco d'azzardo finanziario sulle spalle della gente comune sfruttata ad 800-1000 euro mensili, seppur Eataly. 

Avrei potuto scrivere solo una frase riepilogativa di quanto sopra, ovvero "Farinetti mi sta sui coglioni, profondamente sui coglioni, seppur Eataly!"

Sapere infatti che entrando in uno dei qualsiasi luoghi di perdizione del valore del soldo chiamati Eataly, si possa leggere alla parete nel Manifesto di Eataly scritto di pugno da questo birraio per astemi baffuto, la seguente frase "il denaro può allontanare dall'armonia. Bisogna sempre aver presente che il denaro è un mezzo e non un fine. Deve essere meritato" fa venir voglia di defecare dalla rabbia al centro di uno dei saloni imbonitori!

Apprendere che nel cuore dell'affarismo, Firenze, questo baffuto ingannatore riduce della metà i poveri dipendenti pagati con cifre da fame, anche se di marca Eataly, induce alla rabbia, alla constatazione di essere stati ancora presi per il culo, da questa coppia di attori navigati, Grullo&Farinetti, che sparando cazzate ed enormi fandonie, promettendo una Luna di marzapane, Eataly, scorrazzano sulle nostre teste per lasciare immoto tutto questo orripilante Sistema brigantesco, chiamato Italia, seppur di marca Eataly!

venerdì 29 agosto 2014

Un articolo da nausea



Mathilde Auvillain, giornalista francese e Stefano Liberti, giornalista italiano, firmano un servizio su Internazionale dal titolo "il lato oscuro dei pomodori italiani" che dopo la lettura ti porta a spegnere la luce, accendere la musica ed esclamare "ma che mondo di merda è mai questo?"


Riepilogo brevemente: Prince Bony è un immigrato ghaneano, trent'anni, una moglie e due figli che tra l'altro non vede da sette anni. 
Prince lavorava in Ghana, raccogliendo pomodori una risorsa unica per il paese. Decise però di far fortuna e venne in Italia: 3,5 euro per ogni cassa da 300 kg raccolta, ovvero neanche 20 euro al giorno, dormendo in casolari abbandonati, con materassi gettati a terra e qualche fornellino per cuocersi pasti da schiavi. 
Si! 
Da schiavi. 
Perché nella Capitanata, in provincia di Foggia, da dove proviene il 35% dei pomodori italiani, vige una forma acuta di schiavismo, sotto gli occhi di tutti, vescovi compresi. 


A Navrongo la terra di origine di Prince, una volta si raccoglievano pomodori alla grande! 
Ora non più. 
Perché in Ghana ora si consuma concentrato di pomodoro, scatolette che costano meno grazie ai programmi finanziari del Fondo monetario internazionale, una spelonca di ribaldi, che abbassando i dazi doganali ha permesso di far entrare nella terra di Prince, scatolette di concentrato. 

E dove viene prodotto il pomodoro in scatola? 

Anche dalle terre dove Prince si spacca la schiena, in schiavitù!!

Perché grazie ad un'altra istituzione del menga, l'Unione Europea, le aziende che producono pomodoro in scatola, oltre che a succhiare e sfruttare povera gente nei campi, riceve sussidi da Bruxelles, 34,5 euro a tonnellata, che permette loro di essere molto competitivi, con prezzi irraggiungibili dalle oramai fallite aziende del Ghana. 


Nei mercati rionali di quel paese africano, sono spariti i prodotti freschi. 
La gente vende scatolette.

Scatolette con pomodori raccolti anche in Italia, da Prince ed suoi compagni, nuovi schiavi di questo tempo, di questo mondo, palesemente di merda! 
Bleah!

giovedì 28 agosto 2014

Se...


Questo signore, se fosse un pasticcere, dovrebbe preparare una torta senza mettervi zucchero, creme, cioccolato, panna, uova. 
Questo perché uno dei clienti ordinante il dolce non li gradisce in quanto diabetico.

Questo signore in realtà è Ministro della Giustizia e sta per preparare una riforma senza mettervi il reato del falso in bilancio, fatto inusuale in Europa, la condanna dell'auto-riciclaggio, e la riforma della prescrizione, anche questa troppo corta rispetto alle altre democrazie. 
Questo perché uno dei suoi padroni non li gradisce in quanto Pregiudicato.

Campagna acquisti agli sgoccioli





mercoledì 27 agosto 2014

Gorgo


La classifica delle peggiori società a partecipazioni statale, lascia basiti anche se oramai assuefatti a simili scempi. 
Da tempo immemore infatti questi gorghi di soldi pubblici succhiano nettare alla società, per foraggiare validi "tempera-matite" parcheggiati in queste oasi, per loro, da collusi uomini di potere. 
Società che perdono 10, 20 milioni annui e che si mangiano sino a sette volte il loro patrimonio, come la peggiore di tutte, la Gestione Agroalimentare Molisana, testimonia. 
Pulire e chiudere questi pozzi senza fondo è praticamente impossibile, in quanto questi recipienti portano essenzialmente voti al signorotto di moda. 
Passato lo sdegno si continuerà a trasferire soldi pubblici per colmare baratri frutto di cattiva gestione, inadeguatezza professionale e mentalità tipica di questa nazione, ovvero arraffare il più possibile infischiandosene della comunità e del decoro.
Nel grafico di Repubblica si nota anche Acam Ambiente che a noi spezzini non porta notizia, abituati come siamo da decenni a convivere con questo malaffare "acquatico", simbolo perenne di una politica consociativa, statica e tristemente immorale.
W l'Italia.