lunedì 26 maggio 2014

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Deborah Bergamini, prona da sempre allo Sconfitto, per anni mandata in Rai per trasformare, assieme a "CartadicreditoMinzolini", le tv di stato in succursali del Biscione, mantiene l'ortodossia arcoriana commentando la fine del Partito del Puttaniere: "un risultato non esaltante!" 
Come se dopo un disastro aereo un dirigente della compagnia dicesse:"non è stato un grave incidente, la cloche e l'altimetro sono stati ritrovati intatti!"

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domenica 25 maggio 2014

Fiuuuuuu


Il Ciellino Paonazzo (non solo per tessuto) nel Regno dei Ciellini oggi ha voluto assaporare le platee tipiche di quel papato, per fortuna e per afflato volatilizzato, organizzando una mega convention di 500 (cinquecento!!!) cresimandi nel Duomo per antonomasia, tra brulichii sfavillanti di brambilla agghindati e non certo in nome del silenzio contemplativo, mettendo, pare, a dura prova il Soffio di per sé soave e leggero!

Che coraggio!


Come se Orietta Berti si fotografasse davanti alla casa di Elvis!
Come se Briatore si facesse un selfie al Mausoleo di Lenin.

Ha avuto anche questo coraggio! Ieri pomeriggio era a passeggiare a Milano con il Calippo-Fidanzata e, tra strette di mano e facce samaritane, ha trovato il tempo di deturpare il quadro "il Quarto Stato" di Pellizza che sta a lui come il lavoro di minatore nella "Tau Tona Mine" sudafricana, ad un claustrofobico.


Per fortuna, grazie ai potenti mezzi a disposizione, sono riuscito a carpire dei dialoghi al momento dello scatto calippiano...


La Frase


Le diatribe propagandistiche insulse ed abbiette di questa campagna elettorale, con tutto il contorno di ripicche, di strategie infauste, di candidati svuotati di idee e contenuti, la ricerca di visibilità e consensi di squallidi personaggi oltremodo coinvolti in affari loschi, le promesse di chimere irrealizzabili, i discorsi vacui sul nulla per mascherare un'avida ricerca di potere, tutte queste frattaglie perdono valore, lucentezza, importanza, memoria davanti alla Frase pronunciata ieri ad Amman da Papa Francesco:

"Io mi domando che vende le armi a questa gente per fare la guerra?"   

Parole che conducono i sani di mente e d'onestà verso il cuore del problema da cui scaturiscono intrecci impensabili tra potere politico, economico ed imprenditoriale, un connubio mortale, una morsa velenosa alla libertà, alla democrazia, al vivere civile di un'umanità molto spesso violentata, attraverso progettuali pratiche diaboliche generanti disparità economiche, sociali e di opportunità che innescano un primordiale desiderio di rivalsa e, consequenzialmente, mercimoni in nome del lucro, del potere di queste multinazionali belliche, per di più statali, vero cuore pulsante di questo mondo sempre più in guerra con se stesso.