giovedì 24 aprile 2014

Sempre pensato!


Quello che avevo pensato, forse anche azzardando un poco, si sta svelando esatto.
Il Condannato, la rovina di questa nazione, ha incontrato il Grullo solo ed esclusivamente per uno scopo: salvarsi il culo e quanto contiene, ovvero il proprio portafogli.
Mediaset raccoglie meno pubblicità, il deficit complice la pay tv decolla, i mega introiti degli anni passati a fingere di governarci sono chimere. 
E allora? 
Allora il Condannato ha messo un paletto davanti a tutto: se voi andare avanti, se vuoi lanciarti in questa impresa, devi pensare alle mie aziende, soprattutto alle mie Tv. 
Le Tv che sono da decenni di sua proprietà senza che nessuno, ancor meno l'opposizione madre del PD del Fiorentino, avesse mai osato contrastarlo, facendo leggi che sono il miele di altre democrazie, non finte come la nostra. 
E quando il pluri indagato Verdini, amico del Toscano Premier, ha iniziato a tessere la trama per farli incontrare, la richiesta è sempre stata la stessa: occorre che proteggiate ed agevolate il potere mediatico del Pregiudicato.
In più, come ciliegina di questa mefitica torta, il Nano ha preteso ed ottenuto di emergere dalla melma processuale come Padre Costituente, nobile anima dedicata al riscrivere una Carta che è perfetta, che potrebbe sì richiedere aggiustamenti, fatti però da mani e menti pulite, integerrime, democratiche. 
Il Grullo ha accondisceso, ha accettato l'imposizione ed ecco che dal cilindro, come rimarca il sito Dagospia, è uscito il coniglio del taglio di 150 milioni delle risorse RAI. 
La Tv di Stato è un carrozzone, indegno, pullulante di contratti con società esterne guidate o partecipate dai soliti amici degli amici, ha un numero di dirigenti che grida vendetta, ma negli ultimi tempi ha dato del filo da torcere a Mediaset, privandola di una ricca fetta di introiti pubblicitari.
Dagospia ci informa che nel prossimo consiglio verrà seguita la traccia indicata dal Grullo ovvero svendere RAI Way che possiede le torri di comunicazioni, autentiche pagnotte d'oro di tutte le società televisive mondiali. 
Vendete quella società e rientrerete del taglio che serve per contribuire agli 80 euro che devo mettere in busta a tanti italiani, ha detto Renzi. 
E il patto segreto è proprio questo: fare un unico operatore nazionale che unisca Rai Way e .. El Towers. 
E di chi è El Towers?
tic-tac, tic-tac.... si! Avete inteso bene: del Padre Costituente Pregiudicato!
Questa è ancora l'Italia, questo è ancora il marciume che viene a galla, che continua a inviare miasmi rendendo l'aria democratica irrespirabile.
Questo è il paese che sognamo.. nei nostri incubi notturni! 


Addio - di Sandro Bondi



Abbiamo ricevuto una poesia del Vate Sandro Bondi in occasione della sua dipartita da Forza Italia. 
Commossi ve la proponiamo:

Lacrime viaggianti 
Scroto paonazzo
Proni ricordi
Servo partente
Signore silente
Babbucce solitarie
Gheisha salutante




mercoledì 23 aprile 2014

Dialoghi


Ausculto dialogo tra signore cinquantenni:
- ti piacciono le mie scarpe?
- belle! Tacco dodici? Come ci stai?
- malissimo! Ho un mal di piedi incredibile. Però sono belle vero?
- stupende! Devi sopportare il dolore. Vedrai che con il tempo ti faranno meno male!

Già la moda! "Bello" confuso con "estetico", "comodo" relegato nella soffitta polverosa che mal s'addice ai decreti dei signori della tendenza ai quali bene o male sottostiamo periodicamente, chi più chi meno, tutti.

E se decretassero ad esempio che per l'uomo portare due tagliole attaccate alle palle sia il must del momento, come si svolgerebbe il dialogo tra amici? 

Più o meno così:

- ciaoo come stai?
- bene se non fosse per queste due tagliole! Sono di Fendi, ma mi fanno un male! Però son belle, vero?
- Si, si! Pensa che a me quelle di Cavalli mi hanno anche cambiato la voce! Sembro Topo Gigio!
- che vuoi farci! È la moda! E poi mi donano! Cosa usi quando torni a casa?
- mi cospargo i testicoli di babygella. E poi due etti di borotalco. E tu?
- io uso Prep a vagonate e mentolo. Mi hanno detto che se compri quelle di Armani non ti vengono i lividi. Che dici?
- boh! Non so. Proverò! Ciao!

Beh .. in fondo...


Alialialiali!!


Se fra duecento anni qualche ricercatore volesse fotografare con una parola la crisi morale di una nazione baciata dai mari, bella ma sfigurata da una stirpe di ribaldi rimasta al potere per decine di lustri, tra i quali alcuni ancora forse in vita con identità camuffate come ad esempio un ex musicante su navi da crociera divenuto miliardario e puttaniere, indagato, condannato, risorto innumerevoli volte e con una dozzina di mogli e fidanzate che lo accudiscono a caro prezzo, lo studioso potrebbe riassumere lo sfracello morale e repressivo in un unico ed onnicomprensivo termine: Alitalia.

Hangar oltre che di aerei di "amici degli amici degli amici degli amici" di chiara matrice romanesca, deposito sconfinato di sconcerie finanziarie, museo degli orrori di imprenditori solo di facciata, veri Mister Hyde nella realtà vampiresca intenta a depredare risorse pubbliche a fini e scopi di arricchimento privato, la società di bandiera dello stato banderuola ha accumulato debiti forsennati aventi funzioni di accalappiatori di voti, di consensi, di sottoboschi illegali.

Nel 2008 sarebbe finita dignitosamente in mani francesi se non fosse stato per un omuncolo che al grido patriottico finto come i suoi capelli, attraverso una manovra che se si perpetrasse durante una tranquilla giocata al Monopoli, provocherebbe l'arresto degli ignari e festanti partecipanti, ha fatto sparire debiti per quattro miliardi dentro una nuova società finita sulla schiena statale, cioè nostra, per portare il poco di buono rimasto, pur in stato vegetale, nelle mani di un signore che se nuotasse nelle acque australiane di Fraser Island provocherebbe le ire ambientaliste a tutela degli innumerevoli squali presenti per il loro rischio estinzione, in quanto spauriti pesciolini al cospetto di tal Roberto Colaninno, un uomo abituato a razzie, vedi Telecom, con acquisti di società il cui debito per l'acquisizione viene subito scaricato sulla stessa e le cui azioni vengono gonfiate di prezzo al fine di "tonnare" allocchi nazionali e le stesse, una volta acquistate dal popolino, vengono rivendute dai nobili soci acquirenti che incassano a loro volta il guadagno, scaricando costi e perdite sull'ignaro piccolo azionista che crede ancora che il mondo borsistico non sia una Chigago anni '30.

Alitalia, dopo aver pagato oneri immensi ad amministratori scaltri e senza scrupolo, dopo aver assunto personale in proporzioni indegne, sino a pochi giorni fa credeva di aver trovato in Etihad il classico arabo amante dei luccichii, degli addobbi, da sviare e confondere magari con abbondante presenza gnoccosa per riottenere un viatico di qualche anno, al fine di proseguire nello spendere e spandere contro ogni logica economica, all'ombra appunto dei petrodollari benedetti.

Non è così: sfoltire di 3000 unità, immunità su perdite precedenti e su eventuali contenziosi ma soprattutto ingresso dentro la società che gestisce Fiumicino, di proprietà dei pecorari laniferi trevigiani, inoltre nuova vitalità a Linate ed addio all'aeroporto di Varese, Malpensa.
Hai capito questi arabi! Mettono i soldi e vogliono anche guadagnarci! E Lupetto Lupi già con le braghe calate al ginocchio che continua, in una classica ottica ciellino-rilassante, a rassicurarci dicendoci che tutto procede a gonfie vele... per Etihad!


Mi aspetto da un momento all'altro però l'arrivo del Grullo in versione pilota che, con un panegirico "intortante" di qualche ora, prometterà il saldo di tutto il debito di Aitalia in un mese, il suo rilancio in due, e l'acquisto di Lufthansa in tre, il tutto tra gli applausi sinceri degli arabi, molto amanti della commedia grottesca italica.     

martedì 22 aprile 2014

La Sfida


Dietro ai 700 mq dell'abitazione del dott. Bertone, che è anche Cardinale, si annida una sfida di dimensioni ben più maggiori del vezzo di un povero ed anziano personaggio destinato alla pensione ed all'anonimato: la Sfida e l'organizzazione di coloro a cui Papa Francesco va di traverso. 
Bertone raccoglie i sentimenti di coloro che in Vaticano non sopportano questa umanizzazione del Pontefice, la scomparsa dei privilegi legati alla carica paonazza, l'andare incontro agli ultimi, ai poveri, ai senza tetto del Papa venuto dalla fine del mondo.
Il sottobosco becero di chi vive la propria vita tra bisso e comodità, di chi chatta su linee gay, di chi adesca poveri giovani per baccanali omosessuali, di chi desidera il ritorno alla sacralità del Successore di Pietro, alla figura inavvicinabile del Vicario di Cristo. 
La Sfida è stata lanciata e supportata dalle decine di siti ultra restauratori, ove si sogna la nebbia dell'incenso, la chiusura dell'ovile, la colpevolezza dell'errante, il marchio di fallito con conseguente condanna del peccatore. 
Bertone ha lanciato il guanto della Sfida, il Pifferaio sulle note grondanti lusso estremo, agi inauditi, raggruppa i topi del sottosuolo cattolico per riportare a galla visioni ottocentesche, critiche conciliari, al fine di far riemergere pensieri obsoleti, vetusti, alimentando voglie di ritorno al potere di quel clero di Roma auspicante divaricazioni, scale sociali, diversità non solo di razza ma di condizione economica. 
Attorno a quell'appartamento dieci volte più grande della dimora papale in Santa Marta, convergono i prìncipi della Roma nera, i monsignori con SUV e portafogli stragonfi, coloro che hanno trasformato il cattolicesimo in casta di appartenenza, di investiti di luce divina (a detta loro) e collezionisti di onorificenze, di intrallazzi e lucri, lontani anni luce dalla grotta di Betlemme e dal Golgota.
Papa Francesco con la preghiera e l'esempio, combatterà la buona battaglia, la giusta causa facendosi scudo esclusivamente con il Vangelo. 
C'è solo da augurarsi che il Bene trionfi e che nasca al più presto in Vaticano un Consultorio per giovani mamme, di 700 metri quadri.  

lunedì 21 aprile 2014

E poi c'è Emmaus


Emmaus è uno dei perni della mia Hall of Fame, assieme ad altri argomenti di varia natura che conservo per memoria, per parlarne magari su un treno con viaggiatrice bigotta. 
Ognuno infatti conserva dai tempi delle interrogazioni, gli argomenti a piacere su cui sa di essere una spanna sopra altre tematiche, su cui invece annaspi preoccupato dal non far insorgere, su chi ti ascolta, vaghe perplessità sulle tue capacità cognitive.

Emmaus ha sempre rappresentato uno spartiacque: quando sono aperto e in palla nella fede, lo ammiro e lo rivivo in fantasia, sentendo quasi i passi dei due discepoli che sul far della sera, quasi mortificati, se ne stanno andando a casa con i progetti spezzati da una cruda realtà. 
Emmaus, raccontata solo da Luca, offre tantissimi spunti pasquali ad uno come me, diversamente fedele. 
S'affianca loro il Risorto ma non lo riconoscono: sarà stato per il volto trasfigurato? Oppure perché il discorso si era chiuso dal silenzio dei giorni passati nell'attesa? 
Clèopa, uno dei due, alla domanda del Risorto su cosa stessero argomentando, risponde quasi piccato: "ma come da dove vieni? Non hai sentito nulla di quanto è successo in questi giorni?" 
E' meraviglioso immaginarne il cammino, quelle sette miglia tra Emmaus e Gerusalemme, con la sera che avanza, i loro discorsi ascoltati dall'Autore di tutto, anche di loro stessi.
E poi la ramanzina fatta ai due: ma come ancora non credete alle Scritture? Sciocchi gli dice, traducibile in ...oni di oggi! Sveglia! Possibile che ancora non capiate? Manco mi riconoscete!

Emmaus è la vita quotidiana, il ripetersi della noncuranza, dell'opacità della visione generale, del credere a nullità, idoli, dell'annebbiamento da protagonismo, la scala dei valori traumatizzata dai giorni combattuti per un nulla, per scalare posizioni vacue.
Emmaus sono io che non peso gli attimi che contano veramente, che si affacciano per poi scomparire nell'indifferenza.
Emmaus è l'implorazione stupenda rivolta a Chi avverti stia per lasciarti, perché si fa sera: "Resta qui! Resta qui! Non vedi che oramai à sera?" Non so perché, non so chi sei, ma resta con me. Dai! Ancora un pochino!
Ho avuto una giornata scialba, sono corso dietro mulini a vento, ho guardato l'orologio avanzare con soddisfazione, ho insultato il tempo, non valorizzo i minuti, tutto è appiattito. Poi sei arrivato Tu e l'orologio ha iniziato a correre, le ore si sono trasformate in nano secondi, stavo bene, vivevo con Te. Dai resta ancora un po' qui, con me, Amico!
Emmaus è l'Amico che cammina con te, che nella libertà illimitata spera che tu gli dica di rimanere, fingendo apprensione per la notte, facendo finta di non vedere la tua necessità di godere della sua presenza, trasformata in preoccupazione per lui, perché viaggiare di sera non è mai stato tranquillo.
Ride di gusto, ne sono certo, ogni qualvolta lo cerchiamo, ne godiamo della Presenza e non vorremmo mai privarcene, non vorremmo che vada più via, come sarà un giorno, nel caso riuscissi ad entrare, solo ed esclusivamente per la sua Misericordia.
Non andare via! Come non ricordare le frasi sconnesse di Pietro dopo la Trasfigurazione, dopo l’assaggio della gioia preparata per noi fin dalle origini del mondo, dopo il picco di amore testato nella manifestazione gloriosa del Figlio?    
Emmaus è la personale lotta contro l'incredulità, allorché lo riconoscono: il Risorto spezza il pane e ai due gli si aprono gli occhi! 

Spezza il pane, come ha fatto sulla Croce con sé stesso. Spezza il pane. Quindi non è un fantasma, quindi la Risurrezione è della carne! Quante volte alla domenica, faccio finta di tossire nel Credo quando si pronuncia la Risurrezione della carne! Dai, ma come è possibile? Dai non scherziamo! Ti rendi conto? E' già da derisione dire di credere alla Risurrezione, figurati poi convincersi che un giorno torneremo con il nostro corpo, assieme nell'Attimo Eterno. Ma daiii!
Eppure Emmaus ci dice questo! Se tocca il pane è vivente, reale.
Emmaus è il luogo del Dubbio che si materializza. E' il crocevia tra la favola e il tremito dovuto alla piccolissima percezione di una realtà inimmaginabile.

Dove tutto canta e grida, sì avete inteso bene, grida di gioia!