Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
giovedì 6 febbraio 2014
Frasi storiche
"E basta con questi cazzo di fuochi!"
(Imperatore Nerone - Roma 23 aprile 65 d.c.)
"Non regge più la politica di austerità a ogni costo, risposta prevalente alla crisi in zona euro".
(G.Napolitano - Strasburgo 5 febbraio 2014 d.c.)
mercoledì 5 febbraio 2014
Che Casini!
Questi erano alcuni dei Tweet che il Sacrista ha scritto nel 2013, criticando il suo ri-nuovo Padrone.
Sappiamo bene che per queste tipologie di persone il richiamo della poltrona è irresistibile, anche a costo di rimetterci la faccia, la dignità.
Casini lo stiamo foraggiando dal 1983: delfino di Bava-Forlani, democristiano della prima ora, ha saputo imparare benissimo l'arte della Balena Bianca, quella cioè che permetteva ai più bravi di rimanere sempre in sella, qualunque cosa succedesse all'esterno.
Baciapile inimitabile è riuscito a parlare di sacralità del matrimonio, divorziando e risposandosi con una ragazza più giovane di lui che, per puro caso fa di cognome Caltagirone, ovvero il Palazzinaro per antonomasia della Roma violentata dal cemento, dai quartieri must dell'obbrobrio architetturale e della squallida vivibilità.
Casini sa da tempo immemore rimanere in una posizione di stallo ed equilibrio, un surplace tipico del ciclismo in attesa di convergere ove vi sia la possibilità di vivere l'ennesima legislatura in un minimo di visibilità, di operatività fine a se stesso.
E' riuscito a passare sopra a numerosi scandali senza rimanerne coinvolto, perché ha anche imparato l'astuzia dai tanti amici ribaldi di paonazzo vestiti ed ora per fortuna dissolti dal ciclone argentino.
Il solo pensiero di ritrovarlo per l'ennesima volta dentro l'emiciclo e per di più omaggiante l'ex nemico Pregiudicato, fa passare qualsiasi speranza dell'agognata ripresa morale del Parlamento.
Già sembra di avvertire i conati di vomito allorchè lo sentiremo spiegare, in un'oratoria innata molto pregevole, il motivo per cui il berlusconismo potrebbe costituire la via per far ripartire il paese, dopo vent'anni di politica-ludibrio, dopo lustri di vergogna, mazzette e leggi personali.
Per fortuna, anche per Casini questo tipo di omelie, saranno difficili da supportare, molto difficili. Almeno così spero.
Memento
Cari fratelli e sorelle, questo tempo di Quaresima trovi la Chiesa intera disposta e sollecita nel testimoniare a quanti vivono nella miseria materiale, morale e spirituale il messaggio evangelico, che si riassume nell’annuncio dell’amore del Padre misericordioso, pronto ad abbracciare in Cristo ogni persona. Potremo farlo nella misura in cui saremo conformati a Cristo, che si è fatto povero e ci ha arricchiti con la sua povertà. La Quaresima è un tempo adatto per la spogliazione; e ci farà bene domandarci di quali cose possiamo privarci al fine di aiutare e arricchire altri con la nostra povertà. Non dimentichiamo che la vera povertà duole: non sarebbe valida una spogliazione senza questa dimensione penitenziale. Diffido dell’elemosina che non costa e che non duole.
(Dal Messaggio per la Quaresima 2014 di Papa Francesco)
Contrastano in maniera enorme queste parole con la vita di oggi, con la mia vita, soprattutto perché evidenziano che un'elemosina che non costi, non duole.
L'arricchimento nella povertà di Cristo!
Mamma mia! Ossimori quasi incomprensibili, frasi che come spada penetrano nel cuore.
Francesco ci chiama a privarci di qualcosa che ci costa per arricchirci della povertà che rende liberi, felici, partecipi della vita del mondo.
Confesso che quasi mi viene voglia di fischiettare sperando che non siano per me queste parole, questo invito alla spoliazione, quasi che trovandosi su un dirupo e avendo ricevuto l'invito a lanciarmi dalla persona di cui mi fido di più nella vita, mi sopraggiunga la ritrosia a rimanere fermo e con i piedi piantati nel terreno.
Sono certo che spoliazione, annullamento di sè, condivisione con gli altri, donazione di quello che si ha di più caro, siano lanci nel vuoto ripaganti in gioia, in centralità di valori, in acquisizione di ruolo, in apertura della mente e del cuore alle vere gioie, in ridimensionamento interiore di totem condizionanti l'esistenza, in problemi esistenziali ridotti ad inezie.
A parole sono certo di questo.
Manca ancora la realizzazione del lancio di me stesso, il ricordarsi di essere polvere, di essere nulla senza la Rotta del Povero incommensurabilmente Ricco.
Micio micio micio!!
Sei un gattino, un povero gattino da casa, quelli che fanno le fusa vestiti di rosa ed aspettano la scatoletta accanto alla stufa!
Gli altri leopardi azzannano, graffiano!
Fai le fusa, gattino! Micio, micio, micio!!! Bleah!
Ma pensa te a volte...
Destino infame
A volte quando sento un tuono, penso che sia uno sbattere i pugni su un enorme tavolo paradisiaco dell'Altissimo dinnanzi a, se posso dirlo, increspature di umore divino.
E lo capisco!
A leggere la storia di Henry Tandey, il soldato britannico che attualmente ha un trono nel girone dei Babbani, con la pena di ricevere un frontino ogni 15 minuti per l'eternità, c'è da dargli del coglione e soprattuto comprendere come il Destino sia a volte merdoso!
Cazzo! Ma sparagli no?
Sei in guerra, non a casa Gandhi!
Era il 28 settembre del 1918 la località era Marcoing, la battaglia era la seconda e finale della Marna, ed il Sire dei Babbani Tandey passa vicino ad un soldato ferito. Tandey avrà avuto pietà! Booooom! Mamma che tuono! Ha ragione o Altissimo! D'accordo il libero arbitrio! D'accordo la libertà, ma quando ce vò, ce vò!
Quel soldato ferito e risparmiato dall'inglese ... si chiamava Adolf Hitler!
Boooooom!
Iscriviti a:
Commenti (Atom)




