Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
mercoledì 15 gennaio 2014
martedì 14 gennaio 2014
Ma si! Anche un carme!
Quest’anno il Carnevale
nella città lagunare
s’allieterà di una nuovo mascherone
già accolto da Brighella e Pantalone.
Lontana anni luce da Arlecchino
questa figura è figlia del destino.
Il vestito molto costoso e appariscente
fu acquistato da un figuro incautamente
Era certo il compratore che la nomina arrivasse
tanto che lo champagne era pronto in casse.
Aspettava beatamente il suo tempo d’oro
certo che il suo nome comparisse in Concistoro.
Ma il destino a volte irride un pochino
ed ei non avea considerato l’Argentino
che veloce e con giudizio
trasformò la sua festa in un supplizio.
Pianse amaramente alla luna
innalzando l’acqua della laguna
l’estromissione rese vano il vestito
acquistato a caro prezzo di un pepito
Esso era paonazzo e regale
parea anticamera del papale
ma ahimè fu rinchiuso nell’armadio
invece di poteo sfoggiarlo nello stadio
La voglia d’indossarlo però restò enorme
che al trombato s’accese un’idea abnorme.
“Tra poco è carnevale!”
pensò il mancato cardinale
"Andrò di paonazzo vestito tra i calli
onorato da turisti e camalli
aggiungerò una maschera alle liste
sarò per sempre il Mancato triste!"
lunedì 13 gennaio 2014
La notte di Testa a Pera
Testa a Pera ieri sera si sarà coricato nella convinzione che il suo fare, il suo mischiarsi in affari politici, per tornaconto, il suo progettare senza mettere in conto i progetti del Cielo, è finalmente finito. Quando Testa a Pera parlava, i politologi oltretevere andavano in fibrillazione. Il suo metodo, infimo e squallido, si dimenticava costantemente dei precetti, dei versetti, addirittura del Sepolcro vuoto, incentrandosi invece su questioni di vita sociale, pubblica, agevolando questo o quel politico prono ed amico, privilegiando la compagine guidata da un Puttaniere.
Testa a Pera proteggeva il suo orto politico ed ogniqualvolta qualcuno osava attaccarlo, faceva tirare fuori i concetti indiscutibili quali aborto, sacralità del matrimonio, critica aspra alle unioni di fatto, divorzio, concetti che divenivano paraventi per coprire i misfatti dei suoi adepti che facevano squadra con lui, Camillo Ruini. C'era chi, sicuro della salita al rosso cardinalizio addirittura contestualizzò una bestemmia del Maiale Nano, quel Fisichella dai gemelli d'oro di casa nella spelonca del neo-immarcescibile Vespa.
E poi la banda genovese, capitanata dal Bassotto Bertone che sta al cardinalato come la Minetti alle clarisse di clausura, Madamina che dirigerà ancora per poco la CEI con il suo fare principesco lontano anni luce dai Dodici in cammino. Dietro loro la ciurma bissosa degli emergenti sovrani che facevano riferimento al Card Piacenza, un surrogato di trame ed intrighi che avrebbe creato problemi anche ad M16 di zerozerosettiana memoria, i tetri Moraglia e Nosiglia assieme ai curiali monsignori tanto sicuri della salita al Soglio del ciellino Scola da ordinare già quintali di ermellino, vesti paonazze e champagne millesimati.
Ma venne un Uomo dalla fine del mondo e tutto questo scomparve, svanì, si dissolse tra feste e canti terreni e sicuramente... celesti!
Testa a Pera proteggeva il suo orto politico ed ogniqualvolta qualcuno osava attaccarlo, faceva tirare fuori i concetti indiscutibili quali aborto, sacralità del matrimonio, critica aspra alle unioni di fatto, divorzio, concetti che divenivano paraventi per coprire i misfatti dei suoi adepti che facevano squadra con lui, Camillo Ruini. C'era chi, sicuro della salita al rosso cardinalizio addirittura contestualizzò una bestemmia del Maiale Nano, quel Fisichella dai gemelli d'oro di casa nella spelonca del neo-immarcescibile Vespa.
E poi la banda genovese, capitanata dal Bassotto Bertone che sta al cardinalato come la Minetti alle clarisse di clausura, Madamina che dirigerà ancora per poco la CEI con il suo fare principesco lontano anni luce dai Dodici in cammino. Dietro loro la ciurma bissosa degli emergenti sovrani che facevano riferimento al Card Piacenza, un surrogato di trame ed intrighi che avrebbe creato problemi anche ad M16 di zerozerosettiana memoria, i tetri Moraglia e Nosiglia assieme ai curiali monsignori tanto sicuri della salita al Soglio del ciellino Scola da ordinare già quintali di ermellino, vesti paonazze e champagne millesimati.
Ma venne un Uomo dalla fine del mondo e tutto questo scomparve, svanì, si dissolse tra feste e canti terreni e sicuramente... celesti!
domenica 12 gennaio 2014
Giulia non sa...
Giulia non sa ancora di essere diventata famosa e motivo di coliche biliari ai danni di personaggi ambigui, di truffaldini manipolatori della realtà, di utenti di agiatezza, di lusso mascherato, di vacuo fatto passare per rettitudine morale.
Giulia è stata battezzata questa mattina, assieme ad altri 31 amici, da Papa Francesco e la sua prerogativa è quella che i suoi genitori sono sposati solo civilmente. Se fosse nata dieci o sette o quattro anni fa ai genitori che sognavano il Battesimo di Giulia nella Sistina celebrato dal Successore di Pietro, sarebbero state riservate risate di scherno e forse pernacchie da parte di chi, avvolto di mondanità ed incensazione di sé, praticava il suo ufficio, viveva la sua carica cardinalizia o da monsignore, nella preoccupazione dei centimetri destinati ai posti privilegiati durante la Messa Papale o sulla qualità dei grani di incenso da bruciare per lodare più se stessi che Dio.
Ma da quando l'Afflato Divino ha portato la Novità consigliando al saggio Benedetto di lasciare la tolda al Francesco Argentino tutto questo è stato finalmente ridimensionato, ridotto a inezia, ad un nonnulla insignificante, come d'altronde deve essere.
Giulia ha trovato l'amore che vince su tutto di una Chiesa finalmente Chiesa, luogo di accoglienza senza remore, senza perplessità, distinzioni, incertezze.
Francesco sta riportando la barca in mare e pur sapendo che navigando troverà anche tempesta, muove la rotta ecclesiale verso l'Uomo, tralasciando le piccolezze di norme fatte a paravento di concezioni appaganti e colluse con il potere finanziario e politico per scopi economici.
D'altronde si deve lasciare che i morti seppelliscano i morti, no?
Din Don Din Don!!!
Ho atteso l'elenco dei neo porporati in trepida attesa, quasi come una vergine lo sposo. Dodici nuovi cardinali, eletti dal Grande Francesco.
Ci sarà "lui"o no?
Nessun presidente dei pontifici consigli, no al bibliotecario. Quindi nulla di scontato. Pochi italiani e questo è ecumenicamente perfetto. Dunque? Solo l'arcivescovo di Perugia, Gualtiero Bassetti tra le diocesi. Quindi nè Torino nè... Venezia!!!!
Slegate le campane, si faccia grande festa!!! Ciao bisso, ciao paonazzo!!!! Non so come ringraziare Francesco per questa gioia, per mister Settebagni che rimane mogio mogio a ruminar i sogni principeschi ormai fuori della realtà. Alleluia!
E anche se non sono meteorologo...prevedo acqua alta in laguna!!!
Prosit! Hic!
Nunzia Nunzia!!
Nunzia che aiuta i parenti a suon di vaffanculo, lei raissa di Benevento sposata col Boccia piddino, è incappata purtroppo nelle intercettazioni, la sua normale attività politica escludente la polis, fagocitante i privilegi di casta che normalizzano le assunzioni di amici, parenti e simpatizzanti, non ha fatto nulla di male in quest'ottica decadente e delinquenziale di stampo italico. Il comportamento di Nunzia regina del ministero dell'agricoltura è ineccepibile per la cultura della nicchia adiposa politica fedele a Mammona e schivante la Carta Costituzionale, che è stata resa materiale da imballaggio da questa becera classe affaristica capeggiata da uno che è dal 1953 che vive di soldi pubblici.
Nunzia ha operato secondo uno schema tramandato da un nepotismo cinquantennale, auto assolvente e replicante, quasi mal sopportante norme, leggi, codicilli fondanti questa oramai squallida democrazia per cui avi e nonni sacrificarono se stessi.
Nunzia andrà a spiegare in Parlamento delle sue azioni e l'assemblea starà ad ascoltarla, non tutta per fortuna, infastidita da questo inceppo, da questa noia che rallenta il processo pro ego di tanti nostri briganti stipendiati.
Nunzia è un'inetta solo perché permette a noi tutti di conoscere le malefatte, non perché commesse.
Sappiamo bene infatti da Mani Pulite che non era solo Milano ai quei tempi malata. No, i meneghini hanno avuto la sfortuna di incontrare solo giudici per bene, che facevano il loro dovere con abnegazione. Da lì in poi il marcio sistema è preoccupato esclusivamente di non far emergere i torbidi affari, i ladrocini, i tornaconti. Gli ideali sono stati spenti, ridicolizzati senza pietà alcuna, senza rimorsi. Se questo sistema arriva a benedire un terremoto definendolo un colpo di culo è veramente giunto il tempo di stringere il portafogli in mano ogniqualvolta s'incontri un facente politica, un deturpato simbolo di questa onnivora malattia che sta per farci capitolare definitivamente.
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