giovedì 10 ottobre 2013

Bau!



Ho tolto su Facebook il mio apprezzamento al Centrometeoitaliano perché mi dava come l'impressione di andare a pesca sul lago con Dario Argento, ovvero nel silenzio della natura in attesa di un luccio sentire spesso il regista parlarmi di mostri emergenti dall'acqua o di come si taglia uno sterno con una sega nel corso di esame autoptico.
Il paravento delle previsioni climatiche di questo sito è di gran lunga surclassato dalla ricerca della catastrofe sensazionale: ghiacciai che si sciolgono per l'aumento dell'aerofagia mondiale per i prodotti transgenetici, terremoti di grado 2 (basta che Ferrara caschi dalla poltrona per provocarli) presentati come quello dell'Aquila, foto di oggetti misteriosi simili a scolapasta, annuncio di eruzioni immani probabilmente cutanee dopo un Nutella party, video datati di disastri per tenere alta l'agitazione a livello simile ad avere ospite in casa Pacciani.

Non ultima questa foto,



dei due oggetti misteriosi rilevati da un telescopio cinese attorno alla cometa in avvicinamento dalle nostre parti per fine dicembre. 

Premesso che da 450 milioni di Km neppure Superman potrebbe vedere qualcosa, sorge il dubbio che quei "due cosi" altro non siano che i furgoni degli stessi uomini gialli che essendo andati dal Padre Eterno a proporgli l'acquisto della cometa, con la classiche domande con cui stanno comprando il pianeta ("Quanto costale? Quanto volele? Ecco contale, glazie e allivedelci") e visto che in Cielo sono da sempre sensibili all'aprire un dialogo con il miliardo e mezzo di excomunistineocapitalisti, gli stessi commercianti asiatici, ad affare concluso, stiano riportando a casa l'oggetto cosmico, che abbellirà l'immenso presepe vivente in preparazione a Prato, tra l'altro in difficoltà per le problematiche sorte dalla canonica norma cinese dei turni di ventiquattr'ore dei figuranti che non potranno lasciare la loro postazione per nessuna ragione, imposizione che contribuirà però ad abbellire la rappresentazione natalizia con un ridotto ma rigonfio ... fiume Giallo!

martedì 8 ottobre 2013

Oggi è martedì

Mentre il progetto Letta-Letta-Alfano-AlNano procede a gonfie vele, per la pace di tutti e la pece per noi, mentre i titoli Telecom stanno per essere considerati dalle agenzie di rating "spazzatura", mentre stiamo svendendo Alitalia ai francesi con un tronfio Colaninno spettatore spolpante che ride assieme al Tronchetto per questa ennesima sodomia nazionale, mentre emergono realtà inquietanti, mortificanti, vergognose sui centri di accoglienza italici per stranieri, veri e propri lager in cui è possibile spacciare droga, prostituirsi per pagare il debito del viaggio agli scafisti, apprendiamo finalmente il piano di rientro proposto dal Monte dei Paschi di Siena, autore di scorribande finanziarie tali che se fossero state commesse nel piccolo da un qualsiasi cittadino normale, ne avrebbero decretato la fine mediante impiccagione: i signori dal colletto lindo, i sostenitori del mondo attraverso pratiche inumane e socialmente razziali che chiamiamo banchieri, gli amici di coloro che in terra senese ed italica avrebbero dovuto tutelare il diritto dei deboli, hanno testé decretato che per rientrare del buco immane creato dalle loro scorribande alla Alì Babà licenzieranno ottomila dipendenti! 

Scatterà il solito applauso dei "cordonali giornalisti ombelicali" che applaudiranno alla manovra giudicandola lacrime e sangue, dimenticandosi che tale azione è un'altra violenza di stampo piratesco-dipendente, immaginando ampi orizzonti di un lontano futuro e dimenticandosi che chi ha ladrato rimarrà al solito impunito. 

Per il resto oggi è martedì...

Brrrr che freddura!!


Dopo la presentazione del percorso del Giro d'Italia 2014 di ciclismo, l'Associazione Ortopedici Italiani, il Comitato per l'uso corretto dei Tutori pro-ginocchia, la Federazione Tecnici Tac, supportati dagli alcolisti anonimi, lanciano un allarme ed una mobilitazione in forze per la tappa a cronometro individuale del 22 maggio 2014, la Barbaresco - Barolo. 
(E' vero, controllate!)

Il mattino ha loro in bocca...


Se pongo attenzione al quotidiano, a volte resto basito dal liturgico giro mattutino a cui mi sottopongo in preparazione al viaggio in macchina con destinazione luogo di lavoro: casa – giornalaio – bar, durante il quale incontro oramai in serie predefinita persone che non conosco, che non saluto e che non mi salutano: c’è la signora perennemente in ritardo con passo Kiprotich che se spostasse indietro la sveglia di un quarto d’ora eviterebbe di scompigliarmi i capelli al passaggio, c’è il fumatore con pizzetto, intellettuale che entra in edicola con fare marziale e riceve Repubblica come il cosacco il cuscino con le onorificenze, c’è la ragazza con faccia da maestrina che pronuncerebbe solo “mannaggia” se gli si rovesciasse addosso il contenuto di una fossa biologica di un palazzo di sette piani, c’è la signora avanti con l’età che tenta disperatamente con colpi chirurgici di rimanere attaccata (con le unghie laccate di verde evidenziatore) alla gioventù vestendosi da teenager con labbra che paiono inserite in favo di api operaie contestatrici, c’è la signora dotta che crede di avere una prelazione sull’acquisto del giornale e passa davanti a tutti facendo presagire agli astanti che la giornata sarà sempre uguale alle altre, ovvero se sei posizionata in alto ti senti illuminata a dettar la tua legge ovunque, c’è il gruppo di lavoratori al bar che studiano i giornali a disposizione di tutti a cui ti viene da chiedere a quale quiz parteciperanno, c’è la coppietta di fidanzati che mette allegria per come si “colazionano” i cuori assieme al caffè, c’è il divulgatore di notizie lette dal quotidiano appena lasciato dai Pichi della Mirandola precedenti che t’invoglia ad incartare le uova con il tuo appena comprato, c’è il normalologo che a seconda delle stagioni intermezza il caffè con un festival di ovvietà “Piove? Speriamo bene che non faccia danni” - “Che caldo! speriamo che rinfreschi!” – “Che freddo, cara la mia bella estate!” frasi che mi hanno permesso negli anni di compiere i viaggi in ascensore con sconosciuti con meno timore del silenzio, rendendomi garrulo con gli astanti ma ricevendone in risposta peti raggelanti, silenziosi ed areosolitici che hanno punito questa mia strana mania ovviatoria.

Insomma esiste attorno a me un mondo oramai normalizzato dall’abitudine! Da domani mi propongo di salutare tutti, anche perchè un buongiorno non si nega a nessuno, tranne a Capezzone, il Formiga, la Garnero e mefistolico compagno !
Resta un dubbio: ci fossero dei psicolabili come me, come verrei descritto in un ipotetico simil scritto fatto da loro?

domenica 6 ottobre 2013

Non posso...



Avrei tante cose su cui soffermarmi: dai servizi sociali scelti dal nano maligno per scontare la pena (già immagino "Chi" e i servizi di Signorini che ne faranno un martire ed un santo) ai 5 saggi indagati scelti da Letta per la modifica della Costituzione (la meraviglia sta nel fatto che non siano tutti ribaldi visto che si vuole modificare la Carta per legittimare questo Stato a delinquere) alle dichiarazioni del fratello babbano del Nano che in difesa del Vampiro direttore della rivista comica il Giornale, la cui testa è stata chiesta da Chiwawa Angelino, parla di libertà di espressione e indipendenza dello stesso dalla proprietà (pazzesco) ... ma non riesco! 

Non riesco a distogliere il pensiero da quelle 111 persone sdraiate dentro una cassa in un anonimato raggelante, inquietante e vergognoso! 
Numerati, insultati e a denti stretti onorati da uno stato che ha tra le sue leggi una razziale che porta il nome di un fascista finalmente anonimo ed un cerebroleso indegno che ha fondato un partito razzista, ladro e farabutto, questi martiri se ne vanno dal nostro mondo quasi increduli di come la comunità internazionale (che siamo noi) li abbia trattati! Altri 200 giacciono in fondo al mare, ad un mare che in anni passati è stato vanto ed orgoglio, che si è trasformato in lager europeo per seimila vittime di queste invereconde politiche egoistiche a cui ci siamo oramai assuefatti. Verrebbe voglia di urlare a Chiwawa che piombato a Lampedusa ha avuto il coraggio (cosa ci si può in fondo aspettare da uno che ha fatto il Lodo pro suo padrone ?) di far sue le parole del Papa!! 

Devo rimanere calmo, silente per meditare su questo omicidio europeo. 

Ricordo le trecento persone uccise, vergognandomi ed implorando giustizia e sperando in un mondo più umano. 

Concludo però come sempre mandando a fare in culo tutti i Borghezio che pullulano attorno a noi!

sabato 5 ottobre 2013

Tra Amici


C'è una persona che sono certo capirà quello che sto per dire. E' un Amico che mi ha preceduto, ci ha lasciato qualche anno fa e se oggi potessi chiacchierar con lui davanti ad una cedrata, mi risponderebbe come al solito che quaggiù "cioccano tutti".

Non voglio parlare da eterno censore, da critico impenitente, da solone a cui non ne va bene una. Cerco di trasmettere emozioni, per avvicinarci all'incomprensibile in apparenza. 

Il Papa ha compiuto ieri il gesto nobile dell'incontro con le persone che a detta di molti soffrono i cosiddetti "poverini" quelli da passarci la mano sulla testa in segno di compassione. 

Le agenzie battono questa notizia. Li chiamano malati e vengono presentati al Pontefice con alle spalle ognuno un'assistente di bianco vestita, quasi a caratterizzarne lo status d'inerme, di carro attaccato al treno della società per così dire produttiva. 

Non è così! 

Posso dirlo? Disturbo?

Diversamente abile, ovvero capace di esprimere la sua umanità attraverso altre strade, a volte apparentemente impercorribili, ma presenti, reali. 

Ho avuto la fortuna di far parte di un'associazione, il Gruppo Padre Alfonso, che ha fatto suo da sempre il tentativo di tramutare la parola malato in .. amico. Ed avendola provata personalmente, avendo vissuto l'esperienza, comprendo la difficoltà per chi non avendo occhi del cuore sufficientemente aperti, ed io sono uno di questi, ciò che dovrebbe essere diversamente normale può venire associato ad un evento straordinario, miracoloso. 
Perché se riesci a sciogliere il "cavallo" che ognuno ha dentro di sé che ti permette di suonare il piano o progettare un volo su Marte o pulire ad arte le strade o dipingere la Gioconda o riuscire a far vivere dignitosamente la tua famiglia o a lottare per il lavoro ma anche di urlare l'assenso o la meraviglia o di parlare "toccando" o di correre restando seduto, se riesci a carpirne il nitrito dentro un corpo in apparenza diverso, a raschiare la creta che blocca per chi non ha occhi l'energia vitale, scoprirai che la realtà è diversamente cognitiva e lo scoprirlo ti eviterà di porti su un piano di cosiddetta normalità da non riuscire a coglierne il significato per cui sarai tentato di deporre le armi comunicative ed ad indossare il "camice" edificante il muro malato-assistente. 

L'Amico che ha fondato questo gruppo e gli altri Amici che lo hanno condotto per lustri, hanno sempre orientato e lottato per comunicare una diversità di pensiero, l'effluvio di gioia dello stare insieme senza la barriera di camici inquietanti, per cui siamo andati tutti insieme in posti impensabili, dentro Hotel a 4 stelle e non in strutture assistenziali. 
Non per critica, ma se il Papa fosse entrato dentro ad una stanza allagata da pennarelli, cartelloni, chitarre, giornali avrebbe trovato una realtà differente, una sensazione di gioia e festa consona a persone che avrebbero diversamente comunicato la voglia di far festa per l'arrivo di Pietro. 
Le asettiche cronache figlie di questa cultura "pro eterna e siliconica giovinezza" parlano di urla, gemiti e addirittura... ruggiti! 
E' invece la diversa comunicabilità di chi non può esprimersi come la maggioranza dei terrestri, ma che resta pur sempre linguaggio, sforzo di portare a galla il tesoro personale, molto spesso immenso e trascurato perché "diversamente percettibile". 
Ho ad esempio nelle orecchie "da sempre e per sempre" l'urlo dell'Amico Francesco anche lui partito in avanscoperta e non ho mai risentito un segno di approvazione per il passaggio di una gnocca, o di divertimento o di ironia migliore di questo! 

Detto questo resta evidente che la quotidianità debba essere pur sempre affrontata: qualcuno deve sempre rispondere alla richiesta per le necessità più tenere e banali, dal mangiare, ai bisogni, al grattarsi la testa o il naso. Ma se si riesce ad andare oltre la creta, oltre allo strato di "mentalità di questo mondo" tali gesti in apparenza disagevoli verranno trasformati in un "diversamente normale" ed umano scambio amichevole, scoprendo, e stordendosi nello scoprirlo, il ritorno dell'affetto, dell'aiuto che mai avresti pronosticato, di un'attenzione alla tua persona tipica dell'Amico. 

Ecco perché avrei sognato un incontro "diversamente amichevole" con Pietro, un incontro tra persone alla ricerca comunicativa, in una realtà normale ma diversa dall'attuale che resta a parer mio leggermente dequalificante. 

"Cioccano tutti!" : sento spesso dentro di me questo inno alla gioia del mio Amico che spero di rincontrare un giorno nelle risa della Gioia tra Amici!