lunedì 5 agosto 2013

Un silenzio colpevole

La cultura del silenzio nelle religioni è la spina dorsale della vita contemplativa, ascetica. Tanto è importante e vitale il silenzio nella fede quanto deleterio nella vita politica. 
Il silenzio delle istituzioni, l'assenza di prese di posizioni contro tracotanti tentativi destabilizzanti, mina la vita stessa di uno stato.
Ci si domanda quanto danno stia facendo il silenzio attuale difronte a dichiarazioni, atti, comizi che rischiano di accendere focolai che prima o poi potrebbero tramutarsi in violenza.
Si può infatti sopportare che un delinquente parli a poveri cristi bisognosi di cure, in un comizio non autorizzato nella capitale romana, senza che nessuno degli organi costituzionali senta il dovere di criticare tale comportamento?
O sentire attacchi pretestuosi e violenti contro la magistratura da parte di deputati, senatori, ex Presidenti del Senato in un deserto silenzioso? 
O permettere ad un pregiudicato di esternare, atto normale di tutti gli accusati nel mondo, pubblicamente la propria innocenza con la differenza che, essendo padrone di tre reti televisive e controllandone almeno due di quelle pubbliche, tale teatrino commediografo viene recitato in diretta tv ?
Silenzio. 
Nessuno ha il coraggio di dirgli, in politichese, che ha rotto i coglioni?
Tacciono le istituzioni, non capendo che questo silenzio le indebolirà pericolosamente.

Il Vento che spazza




Da tanto tempo lo seguivamo! 
Personaggio inquietante, amico di Balducci, invischiato in tanti affari non propriamente leciti, sempre sorridente, sempre in torta in diretta mondovisione.

Le onorificenze nel suo sito non mancavano:

Cappellano Conventuale Gran Croce ad bonorem del Sovrano Militare Ordine di Malta
Grand’Ufficiale dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, di Casa Savoia
Commendatore del Sovrano Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio Francesco
Commendatore al merito della Repubblica Italiana

Commendatore dell’Ordine di San Giuseppe, di Casa Asburgo

Un monsignore molto mondano, Mons. Francesco Camaldo


Da questo blog lo avevo criticato parecchie volte, perché lo consideravo il simbolo del marcio che regnava dentro le mura vaticane.




Sempre presente alle squallide feste nere della Roma che crede di essere cattolica, era anche amante dei Suv e pare avesse case sparse nei posti ove regna lo squallore dei ricchi.

Ma da ieri, Mons Camaldo è indagato anche per adescamento di minorenni. 
Pur non apprezzando questa figura, ci auguriamo che ne esca pulito e che possa dimostrare la sua estraneità ai fatti di cui è accusato.

Il "vento argentino" comunque ha deciso di spazzare questo personaggio che appare scomodo, molto scomodo e lontanissimo dai precetti evangelici come la Minetti da una biblioteca!

Mons. Camaldo è stato nominato canonico della Basilica di S.Giovanni in Laterano e gli è stato anche assegnato un appartamento, lontano dalle mura dove regnava come un principe, tra bisso e sfarzo. 

Lode al grande Rinnovatore Argentino, lode e forza a questo Papa che veramente pare intenzionato a riportare misericordia e umiltà in un ambiente, quello vaticano, che sino a poco tempo fa sembrava tutto meno che il centro della cristianità mondiale.

Certo è che stanno aumentando anche i nemici Santità! 
M'immagino i mugugni dei prìncipi della Roma nera, dei decorati di latta, dei monsignori che non hanno mai visto qualcuno in difficoltà, di chi litiga per poter indossare le calze color paonazzo, di chi sogna di poter rigirare gli altari, di chi detesta la Comunione data in mano, di chi sogna ancora il latino nella Messa con il popolino messo in disparte che per ingannare il tempo magari potrebbe mettersi a fare le parole crociate.

Tanti nemici Santità si annidano attorno a Lei! 
Personaggi scomodi e squallidi che hanno approfittato dei momenti passati per farsi i propri comodi, usurpando una religione e razzolando malissimo. 

Siamo con Lei Santità ed intanto la ringraziamo per questo inizio di pulizia, di rinnovamento, di spinta propulsiva, ben sapendo che all'interno del Vaticano di Mons. Camaldo ce ne sono ancora tantissimi!  

domenica 4 agosto 2013

Grande attore, piccolo uomo.



I migliori drammaturghi del pianeta non avrebbero potuto fare meglio! 

Questo pregiudicato ha meravigliosamente interpretato il ruolo della vittima, il ruolo dell'innocente sopraffatto dalla diabolica giustizia.

Un saggio inimitabile di arte, di finzione, di presa per il culo davanti ad un grosso gruppo di rimborsati dai migliori centri psichiatrici della penisola in quanto non curabili! 

Quella che si è svolta a Roma è stata una manifestazione eversiva, di un delinquente che tiene in sacco una nazione da vent'anni! 

Occorre tenere ferma la barra della navigazione, occorre non perdere la calma. 

Questo mariuolo, arricchito alle nostre spalle è pericoloso. 

La Nazione saprà vincere sui soprusi, sulle vomitevoli falsità solo se guarderà verso la Giustizia, verso il Bene Comune. 

Il Delinquente ha dichiarato di non aver mai fatto nulla di male.
E' una farsa, un'ignobile farsa che continua ad immobilizzarci, a farci deridere dai paesi stranieri. Lo dobbiamo buttare fuori dalla politica, lo dobbiamo rendere inoffensivo. 

Alle sue spalle, la cosiddetta sua fidanzata, che aggiunge pena e desolazione a questo quadro ignobile che continuerà a martellarci le palle sino a che morte non ci separi, visto che abbiamo un'opposizione che è al governo con gli squallidi suoi scudieri!

VAFFANCULO!

sabato 3 agosto 2013

Mail inviata ad A.C. Milan


Questo è il testo della mail che ho inviato ad A.C. Milan:

In relazione al vostro vergognoso messaggio propagandistico nel quale asserite che tutti i milanisti si sentono vicini al loro Presidente, tengo a precisare che personalmente non lo sono affatto. 
Il Senatore Berlusconi è stato giudicato attraverso tutti e tre i gradi di giudizio ed è risultato colpevole di gravi nefandezze e come è giusto dovrà scontare la pena. Pertanto vi diffido a generalizzare i vostri commenti politici mescolandoli con lo sport e trasformandoli in accorati appelli di tutti i milanisti. Personalmente da oggi mi asterrò da qualunque commento sportivo, constatando che i successi della squadra rossonera vengono utilizzati per altri scopi che nulla hanno a che vedere con il calcio.
Distinti saluti.
Mauro Sciamanna

Visite da evitare





venerdì 2 agosto 2013

Appello


Ad Imperitura memoria!


L'articolo di oggi di Travaglio sul Fatto Quotidiano, dovrebbe essere divulgato in tutte le scuole!
Grande Marco!


Il pregiudicato costituente
di Marco Travaglio - Il F.Q. 2/8/2013

Oddio, hanno condannato Berlusconi e nessuno
sa cosa mettersi. Del resto, chi l’avrebbe
mai detto che il compare di Mangano, Gelli, Craxi,
Dell’Utri e Previti – per citare solo i migliori –
già amnistiato per falsa testimonianza, prescritto
due volte per corruzione giudiziaria e cinque per
falso in bilancio e una per rivelazione di segreto,
tuttora imputato per corruzione di senatori e indagato
per induzione alla falsa testimonianza,
nonché condannato in primo grado a 7 anni per
concussione e prostituzione minorile, avrebbe
potuto un giorno o l’altro diventare un pregiudicato?
Era tutto un darsi di gomito, uno strizzare
d’occhi, un “tutto si aggiusta” all’italiana, con leccatine
agli “assi nella manica” del sommo Coppi,
dipinto come il mago di Arcella che fa assolvere i
colpevoli. Invece da ieri anche la Cassazione, grazie
a cinque giudici impermeabili a minacce e
pressioni e moniti, ha detto ciò che chiunque volesse
sapeva da tempo immemorabile: Silvio Berlusconi
è un fuorilegge, un delinquente matricolato,
colpevole di un reato – commesso anche da
premier e da parlamentare - che in tutto il mondo
lo porterebbe dritto e filato in galera per un bel
po’. In America, per incastrare il suo spirito guida
Al Capone, bastò la frode fiscale. In Italia, grazie
anche all’indulto-insulto regalatogli da un centrosinistra
così tenero che si taglia con un grissino,
Al Tappone finirà ai domiciliari per un annetto.
O, se li chiede, ai servizi sociali. I giudici
milanesi lo manderanno a prendere dai carabinieri
in autunno, non appena riaprirà il Tribunale.
L’ignaro Epifani annuncia tonitruante che il
suo Pd, se necessario, è pronto a rendere esecutiva
la sentenza: non si dia pena, la sentenza è esecutiva
a prescindere da lui. Come tutto il resto.
Per arrestare un condannato, anche se parlamentare,
non c’è bisogno di Epifani, né del Parlamento,
né di nessuno. Piuttosto sarebbe interessante
sapere con che faccia il Pd possa restare alleato
con un pregiudicato prossimo all’arresto purché
non faccia troppo casino: come se qualche parola
o manifestazione scomposta fossero più gravi che
mettere in piedi una monumentale frode fiscale.
Econ che faccia il premier Nipote
possa restare al governo col sostegno
di B., magari per tuonare contro
l’evasione fiscale, senza che gli scappi
da ridere, a lui e a suo zio. Ma questa è
la “separazione dei poteri” come la intendono
i nostri politicanti: se un politico
è indagato, attendono il rinvio a
giudizio; se è rinviato a giudizio, attendono
la condanna; se è condannato
in primo grado, attendono l’appello; se
è condannato in appello, attendono la
Cassazione; e se è condannato in Cassazione,
imboscano la sentenza in un
cassetto perché bisogna separare la
giustizia dalla politica. Solo sull’interdizione,
quando sarà ricalcolata dalla
Corte d’appello e confermata dalla
Cassazione (pochi mesi), il Senato sarà
interpellato: ma per ratificarla, non per
discuterla o ribaltarla (è questa, cari
analfabeti, la separazione dei poteri). E
comunque i nostri tartufi si scordano
un piccolo dettaglio: l’anno scorso Pd,
Pdl e frattaglie centriste approvarono
la legge “liste pulite” che dichiara decaduti
e incandidabili i parlamentari
condannati sopra i 2 anni: dunque
neppure se fosse interdetto per un solo
giorno B. potrebbe restare senatore e
ripresentarsi alle prossime elezioni. A
meno che, si capisce, l’abrogazione di
quella norma giustizialista votata anche
da B. non faccia parte delle “riforme
della giustizia” invocate da Re
Giorgio un minuto dopo la prova che la
giustizia funziona. Ora i soliti idioti dicono
che la Cassazione ha condannato
10 milioni di elettori del Pdl (che sono
molti di meno): no, ha condannato un
solo eletto. Ma anche, simbolicamente,
tutti quelli che - sapendo chi era- l’hanno
legittimato, ricevuto, favorito, riverito,
salvato, strusciato, addirittura
promosso partner di governo e padre
costituente: da Napolitano in giù. Vergognatevi,
signori. E rassegnatevi: la
legge, ogni tanto, è uguale per tutti.