sabato 26 luglio 2025

Fantastico!

 

Separate i bicchieri
DI MARCO TRAVAGLIO
Per incastrare un politico non c’è più bisogno di intercettarlo: basta intervistarlo. Matteo Ricci, per liberarsi dai guai combinati a Pesaro con gli affidamenti diretti a due società create ad hoc che poi pagavano il suo factotum, assicura che lui non si è “mai occupato di appalti”. Oh bella, ma se fosse vero sarebbe un’aggravante: di che altro dovrebbe occuparsi un sindaco se non di gestire opere ed eventi pubblici, cioè gli appalti, e assicurarne la massima legalità e trasparenza? Debora Serracchiani scopre che Nordio nei primi anni 90 firmava appelli dell’Anm contro la separazione delle carriere che ora ha tradotto in legge costituzionale. E gli rinfaccia l’incoerenza: mossa geniale, se la Serracchiani nel 2019 (sei anni fa, non trenta) non avesse firmato una mozione parlamentare del Pd per la “separazione delle carriere dei magistrati, ineludibile per garantire un giudice terzo e imparziale”. Le stesse fesserie che oggi sostiene Nordio. Il quale dice di non ricordare di aver firmato appelli contrari, poi l’Anm ne diffonde uno del 1994 e Carletto Mezzolitro ritrova la memoria: “Prima auspicavo una magistratura compatta in tempi di stragi e Tangentopoli. Poi ci fu il suicidio di Gino Mazzolaio, indagato in una mia inchiesta. Capii che si stava esagerando con la custodia cautelare e nel 1995 cambiai idea”.
Mazzolaio era l’ex tesoriere della Dc di Rovigo: arrestato per concussione con altri 27 coindagati il 16 marzo 1993 dal gip di Venezia su richiesta del pm Nordio che indagava su tangenti per appalti ospedalieri, 25 giorni dopo ottenne i domiciliari, fece perdere le sue tracce e fu ripescato nell’Adige il 30 aprile. Cioè un anno prima che Nordio, il 3 maggio 1994, firmasse l’appello anti-separazione. Quindi il suicidio non gli fece cambiare idea: semmai la rafforzò. Ma soprattutto: che diavolo c’entra il suicidio di un indagato con la separazione delle carriere? Nordio ha saputo che il povero Mazzolaio si gettò nel fiume perché inorridito dalla scoperta che in Italia pm e giudici appartengono da oltre un secolo alla stessa carriera? Oppure ha le prove che il gip aveva arrestato su sua richiesta Mazzolaio e gli altri 27 perché apparteneva alla sua carriera e non per i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari richiesti dal Codice? E il pm Nordio “esagerava con la custodia cautelare”, cioè chiedeva arresti a casaccio, senza prove, sapendo che il collega gip glieli avrebbe firmati senza leggere un rigo? Se così fosse, ora non dovrebbe fare il ministro della Giustizia. E allora, anziché battersi (a scoppio ritardato) per separare le carriere, avrebbe dovuto chiedere di assolvere tutti i suoi indagati, risarcirli di tasca sua per ingiusta detenzione e autodenunciarsi per il reato di abuso d’ufficio. Invece l’ha abolito.

L'Amaca

 

Quando abbiamo perso lo zaino?
di MICHELE SERRA
Alligator Alcatraz è il titolo perfetto per un cartoon o per lo spettacolo di un comico. Suona ferocemente allegro.
Che Trump, o chi per lui, l’abbia scelto per nominare il nuovo luogo di reclusione per stranieri irregolari, circondato da paludi e alligatori (ci saranno anche le sabbie mobili, come nei filmetti di avventura della nostra infanzia?) è il classico segno dei tempi: ovvero di un tempo che sembra una specie di implacabile parodia di se stesso.
Cinicamente, potremmo dire che questa capacità di raffigurare l’umanità come un’accolita di feroci buffoni, o di buffoni feroci, è quasi una conquista. Leva di mezzo ogni residua illusione, trasforma in vecchio ciarpame l’idea, che ci pareva consolidata, che esista un limite al piacere della sopraffazione, e che un carcere possa essere — addirittura — un luogo di rieducazione e di ricostruzione civile. Chiosando Cetto Laqualunque: non solo “int’u culu la pace” e “int’u culu l’ambiente”, anche “int’u culu i carcerati”, e Diderot, e Beccaria, e la democrazia, e i diritti, e il rispetto, e la gentilezza, e la pena per i vinti, e tutte le altre menate con le quali ci siamo gingillati inutilmente da quando siamo usciti dalle caverne e, più attivamente, negli ultimi due secoli e mezzo.
Ed effettivamente: una parte dell’umanità è visibilmente lieta della fine di questa oppressione. Si viaggia più leggeri senza il pesante zaino della civilizzazione (con tutti quegli obblighi e quelle regole) sulle spalle.
Capita però che un altro pezzo di umanità si volti indietro chiedendosi dove diavolo ha perso lo zaino. E torni a cercarlo.

venerdì 25 luglio 2025

In piena sintonia



di Andrea Scanzi 

Prendo atto che questo esimio Dertycia minore di Rignano sull’Arno, all’anagrafe Renzi Matteo, è già stato riaccettato da giornaloni e talkshow à la page nell’alveo smandruppato del centrosinistra.

A giudicare dal trionfo (?) alle feste dell’unit* (??) che ha ricevuto in questi giorni manco fosse Achille Brodo, deduco che anche non pochi elettori del Pd sì son già dimenticati tutto (o magari se lo ricordano e gli piace pure). Daje!

Che i vertici tutti del Pd abbiano riaccettato Renzi è invece la cosa che mi stupisce meno (posto che nulla mi stupisce più dal 78): buona parte del Pd non ha mai smesso di amarlo.

Ma che bella strategia, ma che bella idea: riprendersi uno che ha meno voti di un daino morto e che sta più sui coglio*i di Bocch**o, e che non appena verrà ripreso su scala nazionale nell’Armata Brancaleone opposta alla Meloni otterrà risultati strepitosi. Per esempio questi:

1) far crescere ancora di più l’astensione. 2) far scappare gli elettori di 5 stelle e Fratoianni (Bonelli non ha voti giacché politicamente non esistente). 3) far sembrare in confronto la Meloni Golda Meir.

Non so se i leader (e certi giornaloni) del cosiddetto centrosinistra siano più deficienti o in malafede, o magari entrambe, ma davvero pensare di combattere l’astensione imbarcando Renzi è come pensare di combattere il cambiamento climatico fabbricando auto che vanno a napalm e bombe a mano.

Occorre davvero un’idiozia politica smisurata per vomitare un’idea così. Con un’opposizione così, e per ora glisso sui casi Sala Ricci eccetera, la Meloni potrà governare 20 anni.

Per quel che vale e cioè nulla, che sia messo agli atti: non voterò mai una coalizione che su scala nazionale contempli Renzi e derivati. È più facile che diventi fan di Rkomi, che mi eviri con la scimitarra canticchiando Cicale o che mi iscriva al fan club del poro scrondo di Vitiano. Scordatevelo.

Andrò a votare, perché a casa non ci sto neanche se mi pagate, e voterò il meno peggio - ove esistente - che si opporrà al Governo Rogna Nera e che avrà al contempo il buon cuore di stare alla larga da questo instancabile e caricaturale Trojan Horse politico della “sinistra” nostrana. E come me milioni di italiani.

Ma ci siete o ci fate?Ciao 

Già!




D'accordo con Andrea

 


Orgoglioso di far parte di un giornale che fa prime pagine così, senza certo chiedere prima il permesso a questo o quel sionista.
Imbarazzato, sconvolto e annichilito dal far parte di un Occidente ormai sordo e insensibile a tutto. Anche e soprattutto di fronte all’abominio più totale.
Siamo testimoni disinteressati di un’apocalisse. Passeggeri pavidi di un presente in cui l’unica certezza è che l’essere umano è morto. Nel suo intimo, nel suo cuore, nella sua empatia.

Andrea Scanzi

Sappiamo dove

 



Sorridete please!