martedì 15 settembre 2020

Selvaggia e la Sardina


martedì 15/09/2020
IL PERSONAGGIO
Sardine in fuga: Mattia, niente idee ma confuse
ADDIO. DAI BENETTON ALLA PIAZZA DESERTA E DISERTATA

di Selvaggia Lucarelli

Se la fase peggiore dell’emergenza sanitaria sembra passata, quella delle Sardine sembra essere appena iniziata.
Si potrebbe dire che dalla foto col duo Benetton-Toscani in poi, s’è capito che intorno a Mattia Santori bisognerebbe istituire una specie di zona rossa, isolarlo, capire se il ceppo anti-casta sta mutando e lasciarlo libero solo quando pare sentirsi meglio. Voglio dire, dopo la faccenda del Ponte Morandi forse anche Fabrizio Corona avrebbe trovato inopportuno farsi ritrarre con Benetton, ma lui non c’è arrivato. Poi è andato ad Amici facendosi migliaia di nemici, il 16 maggio ha riempito di piantine piazza Maggiore per un’iniziativa a sostegno dell’aria pulita dopo due mesi e mezzo di lockdown, cioè nell’unico momento in cui c’era un’aria vagamente pulita. Quest’estate è sparito, probabilmente impegnato in un torneo nazionale di frisbee o ad assecondare il suo animo vagabondo. I riferimenti sono ovviamente alla sua spassosa agiografia pubblicata a fine estate sulla pagina delle Sardine, quella in cui veniva descritto come una strana figura a metà tra Winston Churchill e Enzo di Un sacco bello, un po’ statista di spicco e un po’ groupie degli Inti Illimani. Agiografia che ovviamente era scritta da Mattia Santori stesso, un po’ come quelli che hanno pubblicato un libro sulla corretta toelettatura del cocker spaniel e si scrivono da soli una pagina Wikipedia che ha dodici paragrafi, più di quella di Hemingway. Comunque, l’agiografia di per sé non era un peccato grave, ma era evidente indizio di un ego che sta lievitando. Alla sardina Santori, è evidente, la scatola sta ormai stretta e le piazze stanno ormai larghe, dunque cerca una sua collocazione. Che al momento, sembra essere “anti-qualcosa, purché mi si noti”. Il problema è che al momento si nota più la sua assenza che la sua presenza. Ad esempio, ha fatto notizia la sua assenza in piazza Santi Apostoli a Roma, dove domenica si svolgeva la festa del “Così No”, a sostegno del no al referendum. C’erano le altre sardine Jasmine Cristallo e Lorenzo Donnoli ma lui, saputo che il pubblico, scarsissimo, era già tutto per il No, nel senso che “No, alla manifestazione non ci vengo”, ha dribblato la figuraccia e da frontman delle Sardine è diventato, al massimo, il batterista che salta un giro perché la sera prima s’è ubriacato. “Hanno soppresso il suo treno”, ha scritto qualcuno. Certo, magari aveva anche il corso di pilates e gli era morta nonna. Ed è un vero peccato, perché la piazza attendeva le sue spumeggianti argomentazioni a sostegno del no, ovvero, come ha spiegato l’altra sera a DiMartedì: “Votiamo no in tanti e più di quello che il Pd pensa, perché nel toccare la Costituzione ci vogliono mani di fata”.
Mani di fata. Detto da quello che ad agosto pubblicava l’auto-agiografia col suo ritratto intento ad ammirare due arcobaleni. Il suo costituzionalista di riferimento sarà Fantaghirò, si presume.
E non spiega molto altro, a parte che “trovo patetico che nel 2020 si debba sbandierare la paura delle destre per giustificare una posizione folle sul referendum”. E quindi dice “no” affermando: “Ce l’ho col Pd che mi chiede di firmare l’ennesimo accordo in bianco con Di Maio, di cui non mi fido”. In pratica, il sì solo per andare contro le destre è folle, il no solo per andare contro Di Maio è saggio. Un avvitamento interessante, tra un po’ dirà che vota “ni” per allinearsi a Martina Colombari, perché di Costacurta non si fida. Ed è così che forte del suo pensiero si è presentato a Cascina, fortino leghista, dove l’attuale candidata della Lega alla presidenza della Regione Toscana è stata sindaco, per essere un po’ anti-qua e anti-là. Si è dunque palesato prima alla manifestazione delle Sardine chiamata “L’AperiCeccardi, le bufale di Susanna”, che voglio dire, tra una “sinistra” che sforna un nome idiota come questo e la Ceccardi, viene voglia di votare la Ceccardi pure ai partigiani sopravvissuti del Mugello. Poi è apparso al comizio di Di Maio, sempre a Cascina, per fare un contro-comizio, indossando fiero la maglietta “Così no”. A quel punto uno si aspettava che Mattia l’anti-qualcosa, la sera, andasse pure alla Festa dell’Unità con la stessa maglietta, ma lì stranamente si è cambiato. Sarà stata colpa dell’ascella pezzata, o forse di una posizione rappezzata all’ultimo, per non infastidire qualche leader di Pd, fatto sta che lì il suo spavaldo “Così No” era stampato al massimo sull’elastico dei boxer.

Verità

 



Vignetta aperta

 



lunedì 14 settembre 2020

Ma lo prendono solo gli altri, giusto?

 Che fai, arrivi a casa apri il frigo prendi una birra, ti siedi sul divano, accendi la tv, ti sgrolli un cincinino, ti cambi, sei nella tua quotidianità, e non va bene vivere troppo nel ripetitivo perché la vita è preziosa e merita rispetto nella novità, ti sdrai in poltrona e etciù! starnuto, ok ci può stare, e poi una sensazione in gola - sarà il condizionamento in ufficio - poi col passare delle ore inizia una sensazione di piccoli brividi, ma tu sei impegnato a vedere lo sport e figurati se.. - tanto capita sempre agli altri, qualsiasi cosa brutta colpisce gli altri - insomma: qualcosa d'impalpabile ti ruota intorno, ma non riesce ad entrare, la cotenna è poderosamente inattaccabile, almeno così pare, e poi senti che numeri - cavolo oltre 1400 anche oggi - gli altri, gli altri... gli altri... 

Improvvisamente come una colpo di fiocina partito dal blu dell'oceano ti arriva un segnale, perforante la "corazza degli altri" entra subdolo e alimentato dai dati che continuano a scorrere in cervice - tosse, mal di gola, leggero rialzo della temperatura - annichilisce il tuo spirito, la tua estraneità alla pandemia. 

Cavolo e se fosse Covid? 

Tutto si squaglia, le pareti si assottigliano, lo sbiadente avanza al galoppo, parte dal cervelletto la modalità "ebete" che t'estranea da qualsiasi rapporto sociale. Ora sei solo con lui, il giudice, il cavallo bianco, il tedoforo potenzialmente innescante la tragedia, il libeccio scatenante in pectore i potenti marosi della caducità - confermo che si sta come le foglie sui rami d'autunno -  tu e lui col suo potere di decretare l'inizio di una penitenza, di un'uscita dal mondo, di un rinchiudersi tra quattro mura, se tutto va bene. Lo guardi, lo rimiri nel suo bianco sfavillante, lo accarezzi - cercando di ammaliarlo - tenti di infondergli la tua ammirazione - nessuno riesce a misurare la temperatura meglio di te! - sei il termometro più bello e preciso che conosca!- 

Lui è spento, attende l'innesco e la reposizione sotto l'ascella, per farti ansimare nell'attesa del segnale di aver compiuto il proprio mestiere, e tu in silenzio lo lasci lavorare, trattieni il respiro, cerchi di pensare ad altro, dai suona ti prego dammi la sentenza, dimmi se dovrò chiamare il medico, trasformandomi in monatto 2.0, che fai perché titubi? 

Tintintintitnitni

Ecco il segnale! Dai prendilo, dai guarda il responso! Lo estraggo da lontano e senza occhiali riconosco un 6 tra i numeri, ma potrebbe essere anche un 7 il secondo numero, sono sulla lama, sul confine, per la prima volta tocco con mano che potrebbe capitare anche a me e non solo agli altri...

36,7

Dai Ludwig suonalo, suonalo ancora! 

Sono ancora dall'altra sponda, perché non è detto che il raffreddamento "normale" non possa venire, e non è vero altresì che se hai tosse e starnutisci sei obbligato a trasformarti in un portatore di Covid. 

Sicuramente da questa esperienza qualcosa di positivo l'ho estrapolato: gli altri siamo noi!  

Spazio a tutti! Pure a lui...

 



sabato 12 settembre 2020

Checcèdinuovo!


Ehi bella gente come state? Io meglio ed è per questo che riparto alla grande. Cosa avevo? Niente di fisico, solo un decadimento psichico dovuto a “lei”... 
Ma procediamo con ordine: confesso pubblicamente che da un po’ di tempo invece di leggere m’immergo dentro le serie Tv. Si lo confesso ed è una cosa di cui non vado fiero. 
Ed è capitato che, mentre guardavo la serie Vis a Vis su Netflix, mi sono imbattuto in “lei”, reagendo come Gene Wilder nella “Signora in Rosso”: stessa espressione, stesso stordimento, stessa confusione. Chiarisco subito un aspetto: lungi da me di aver pensato “questa me la porterei a letto!” Sto parlando di un altro aspetto, di un piano più profondo, di un aggrovigliamento derivante dall'età, la mia oramai vicinissima ai sessanta, dal connubio presente in “lei” di doti e beltà, un ipercinetico mix di bellezze conformanti la Bellezza, la quale, lo sappiamo, si può scorgere in un dipinto, in una scultura, in un libro, in un concerto, insomma: l’Arte trovante un pertugio e avvolgente qualcosa o qualcuno/a!
E questo inaspettato coinvolgimento emotivo mi ha spaesato, confuso: non ho timore a dirvi un’altra cosa, sfanculando il politicamente corretto: se fosse stata come la figlia Mariangela del rag Ugo non l’avrei notata, neppure se avesse avuto nel curricula una sterminata lista di premi compreso l’Oscar. Sono sincero altrimenti non sarei qui, forse sbaglio ma accetto i miei limiti, forse per un giorno combatterli.  
Detto questo vi presento Ella: Maggie Civantos di cui non posto nessuna foto, andatavela a cercare! Maggie è fragorosamente bella e recita stupendamente, inoltre è pure impegnata nel sociale e, udite udite, non fa trapelare nulla sulla sua vita privata. Non so come riesca ma è così: nessuno conosce se sia fidanzata e con chi, i suoi gusti sessuali, dove abiti, come viva la sua splendida vita. È fatta così, riservata nel mondo del gossip! Un portento, intelligente, si applica forsennatamente senza glamour ed esposizioni parossistiche. Comprendo Gene e la sua faccia allorché vide per la prima volta Kelly LeBrock - se non ricordate l’espressione e la scena siete dei/delle Chirico - perché l’ho imitata alla grande.
Le puntate sono volate via come il gelato nel reparto asportazione tonsille, ho dormito poco quelle notti, stordendomi ulteriormente rispetto alla mia già compromessa modalità; mi sono documentato, so tutto su di lei, del poco che si sa naturalmente; ma poi, finalmente, mi sono parlato, e questo è il resoconto stenografo:
“Caro epico coglione, che stai facendo? Hai più anni di un dattero e prendi la tramontana ghiacciata in testa come facevano le teenager ai tempi dei Duran Duran? Capisco che stai entrando nel regno glaciale dove tutto ti sarà centellinato, forse, che un bignami di Bellezza, di tutte le bellezze unite, sia molto difficile da trovare, e poi sappiamo bene io e te che la donna che lavora e contemporaneamente manda avanti la famiglia con prole di per sé è Bellissima di default, e anche il marito naturalmente. Scapestrarsi come un pivello davanti ad una rarità è abbietto, insipido, da giullare, da macchietta! Datti una regolata e pensa a quello che hai, e che è già tanto ed abbondante, e vivi l'età oggettivamente reale, senza rompere troppo i coglioni!”
Così parlò quello stronzo che è in me, con ragione e giusta freddezza. E sono ripartito senza più turbamenti insani e malsani. 
Tutto qui! Ve lo volevo comunicare come si fa tra amici! 
Comunque Maggie ora dovrebbe essere ad Ibiza... ops! (dai scherzo!) 
Buona digitazione su Google a tutti! (Non mi raccontate palle che tanto lo so!)
Besos!

venerdì 11 settembre 2020

Ttttravaglio!


venerdì 11/09/2020
La Sinistra per Salvini

di Marco Travaglio

Dopo il “va’ a cagare” di Roberto Saviano a Nicola Zingaretti perché il Pd (con 188 voti a 13) osa tenere posizione del Pci-Pds-Ulivo-Ds-Pd degli ultimi 40 anni sul taglio dei parlamentari, si sono ufficialmente aperte le iscrizioni al nuovo partito “Sinistra per Salvini a sua insaputa” (di Salvini, ma anche della Sinistra medesima). Il tesseramento sarà però riservato ai soli meritevoli, previa rigorosa selezione dei requisiti, di cui anticipiamo qui un breve manuale-decalogo di istruzioni.

1. Al solo sentir nominare Giuseppe Conte, assumere un’espressione infastidita, malmostosa e sarcastica da “Che ci tocca vedere e come siamo caduti in basso, signora mia!”. Praticamente la stessa di Salvini,Maglie e Capezzone.

2. Sul referendum per il taglio dei parlamentari, annunciare un No a prescindere e poi restare sul vago: il problema è un altro, ci serve ben altro, c’è modo e modo, risparmiare è una vergogna (e poi si risparmia poco), con tutto quel che succede nel mondo, quel taglio non aiuta i poveri e i disoccupati e i malati di Sla, insomma non se ne può più. Alla mala parata, buttare lì parole come “populismo”, “antipolitica”, “antiparlamentarismo” e “rappresentanza”, che si portano su tutto. Omaggiare i Padri costituenti del 1948, sperando che nessuno si ricordi che i 945 parlamentari li decise la Dc nel ’63 per moltiplicare le poltrone. E, alle obiezioni di Carlassare, Zagrebelsky, Onida, De Siervo, Zaccaria e altre scartine, opporre i solidi argomenti dell’ultimo giureconsulto reclutato da Repubblica: Billy Costacurta.

3. Rimuovere dai propri scaffali libracci come La Casta di Stella e Rizzo (2007), non sia mai che si notino sullo sfondo nelle dirette tivù. Se interrogati sul punto, negare di averli mai letti e, tanto meno, condivisi. Il silenzio sul referendum dei due autori aiuterà prima o poi a credere che non siano mai stati neppure scritti.

4. Ricordare che Grillo, con i suoi Vaffa contro i condannati in Parlamento, è volgare e violento, mentre Saviano, col suo “va’ a cagare” all’incensurato Zingaretti, è elegante e delicato.

5. Ripetere che i 5Stelle sono di destra come la Lega, Di Maio è uguale a Salvini e il Pd, alleandosi col M5S, è diventato di destra: invece prima, con l’Innominabile, il Jobs Act, la Buona scuola, i tagli alla sanità, le leggi pro-evasori, l’Italicum, il Rosatellum e la Costituzione Boschi- Verdini, era terzinternazionalista. In caso di obiezioni, citare i dl Sicurezza (senza dire che Salvini li ha copiati dai compagni socialisti spagnoli) ed evitare di menzionare Reddito di cittadinanza, dl Dignità, Anticorruzione, blocca-prescrizione, manette agli evasori, rimborsi ai truffati dalle banche, bonus ai bisognosi, cacciata dei Benetton.

Sennò poi la gente pensa che abbiano fatto più cose di sinistra i 5Stelle in 2 anni che la sinistra in 40.
6. Leggere e memorizzare gli editoriali di Molinari, di Giannini, di Damilano, di De Angelis, di Folli, di Franco, di Cassese, dei due Merlo e di due Feltri su tre. Poi, se restano dubbi, usare come bussole Orfini, Zanda, Casini e Violante e Finocchiaro, che portano sempre buono.
7. Nei momenti di perplessità, ripetere alcuni mantra auto-rassicuranti perché auto-avveranti: “Le scuole non riapriranno mai più perché la Azzolina è un’incapace”, “Il Recovery Plan non verrà mai presentato e perderemo tutti e 209 i miliardi del Recovery Fund perché Conte è un cialtrone”, “I boss non li scarcerano i giudici di sorveglianza, ma quel mafioso di Bonafede che ha fatto la vera trattativa Stato-mafia: l’ha detto quel programma dove urlano tutti”, “La Lamorgese è peggio di Salvini”, “Il Pd deve tornare a sinistra con Gori o Bonaccini, così magari rientrano pure i renziani e Calenda, e Bonomi si iscrive”, “I 5 Stelle sono morti”, “Salvini, comunque la si pensi, è un grande politico”, “Di Maio faceva il bibitaro”, “De Benedetti è di sinistra”, “Con Forza Italia si deve dialogare perché è piena di competenti”, “La classe dirigente della Lega al Nord è piena di amministratori validi”, “Il governo ha gestito benino il lockdown, ma era facile”, “I Dpcm sono eversivi”, “Ci hanno nascosto i piani pandemici”, “Le discoteche le ha riaperte il governo”, “Basta bonus a pioggia”, “Vietare i licenziamenti è incostituzionale e danneggia la ripresa”, “Aspettiamoci i forconi, le sommosse, le rivolte sociali e i moti di piazza a settembre, massimo a ottobre”, “Conte cade la sera del 21 settembre, anzi domani”.
8. Nel tempo libero, come hobby, elogiare Draghi e la Cartabia, senza dimenticare Amato, Cassese, Cottarelli e Bertolaso, come “riserve della Repubblica”, pronunciandone i nomi con aria estasiata, occhi trasognati, mani giunte e un filo di bavetta alla bocca. Così la gente penserà che, se cade Conte, tutti si precipiteranno in massa a votare le riserve della Repubblica anziché i titolari Salvini, Meloni&C.
9. Non domandarsi mai come si fa a combattere le destre avendo gli stessi nemici, cioè sparando sullo stesso premier e lo stesso governo su cui sparano anche Salvini e la Meloni: potrebbe affacciarsi qualche dubbio sul concetto di combattere Salvini e la Meloni.
10. Non domandarsi come mai, se questo governo è nemico della sinistra, lo è pure di Confindustria e dei gruppi Fiat-Fca, Berlusconi, De Benedetti, Caltagirone, Riffeser, Angelucci, Romeo e dei loro house organ: potrebbe sopraggiungere qualche dubbio sul concetto di sinistra. E pure di destra.