Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
martedì 12 febbraio 2019
Elezioni Travagliate
lunedì 11 febbraio 2019
L'Abruzzo insegna
Insegna, insegna l'Abruzzo post elezioni. Insegna che non si può andar dietro agli altri perdendo la propria identità, scorrazzando a piacere su fatti, eventi, decisioni come se il passato non appartenesse più al Movimento intero.
Insegna l'Abruzzo che il Caimano è sempre lì pronto a curare e difendere i propri interessi, basti guardare l'ennesimo rinvio processuale frutto dell'ennesima e squallida discesa politica.
Insegna l'Abruzzo che la tenaglia malevola con cui gl'inesperti sono stretti in una morsa letale, comincia a dare i frutti sperati. Dopo mesi di attacchi mediatici sfrontati, frasi subliminali si è instaurato nel senno nazionale l'idea che M5S sia un'accozzaglia di inetti, senza alcuna capacità, senza progettualità, senza maestria politica. Passano inosservate le qualità, onestà su tutto, il privarsi della metà dell'indennità parlamentare, nessuno ne evidenzia i risultati, ultimo di pochi giorni fa, due milioni da destinare alle popolazioni colpite dalle alluvioni.
La tenaglia guidata dal malaffare, dall'ansia dell'inamovibilità, distrugge anni di sacrifici, predispone molti a ricercare la buona politica di un tempo, i suoi tempi, il sottobosco affaristico avviluppante le risorse comuni.
Insegna l'Abruzzo che la lotta è solo agli inizi, che il pericolo di avere a che fare con persone capaci e veramente a servizio della collettività sta per essere spazzato via da chi fa di mestiere quella politica arraffante, infingarda e malevola, che ha portato l'Italia vicino al baratro dell'insolvenza.
Guardateli, sono tutti attorno a noi: giornaloni, media, partiti, opinionisti alla Gruber. A loro il compito di ridicolizzare, di instaurare quel dubbio permettente di riequilibrare antichi equilibri antidemocratici, presentati come novità, stabilità e benessere.
Su tutti vince il Cazzaro Verde cambiante opinione per un consenso basato su razzismo ed ignoranza.
Insegna l'Abruzzo molte cose. Basterebbe porvi attenzione e fermezza. Che Di Maio non ha.
Interessante
lunedì 11/02/2019
SOLO POSTI IN PIEDI
Preziosi e la Juve: virus delle cessioni
di Paolo Ziliani
È l’enigma degli enigmi. E persino La Settimana Enigmistica avrebbe difficoltà a proporlo ai suoi solutori più preparati: nella penultima pagina, quella dedicata alla soluzione dei quesiti, non saprebbe infatti che cosa scrivere, getterebbe la spugna persino Alessandro Bartezzaghi. A quale mistero alludiamo? Per parlarvene, lo faremo come se si trattasse di un caso di “Pilade, agente in borghese”.
Enrico Preziosi, presidente del Genoa, ha appena fatto il colpo della vita. Dopo aver acquistato in estate Piatek dal KS Cracovia per 4,5 milioni, a gennaio lo ha rivenduto al Milan per 35 realizzando in 6 mesi una plusvalenza di 30,5 milioni. Preziosi viene complimentato da tutti ma pochi giorni dopo, a sorpresa, la Juventus comunica di aver ceduto al Genoa Sturaro per 18 milioni. La cosa pare strana: perchè una cifra così alta non è mai stata spesa per nessun giocatore nella storia del Genoa FC e soprattutto perchè Sturaro è un giocatore mediocre, reduce da un lungo infortunio e che nell’ultima stagione ha giocato 12 mezze partite nella Juventus e zero nello Sporting Lisbona. Ma c’è di più. Mentre Piatek costava a Preziosi di stipendio 740 mila euro lordi l’anno (400 netti), Sturaro costa 2,78 milioni l’anno (1,5 netti). Poiché Preziosi dovrà stipendiarlo fino al 2021, per due stagioni e mezzo spenderà dunque 6,95 milioni contro gli 1,85 che avrebbe speso per Piatek: 5,1 milioni in più che vanno ad aggiungersi ai 18 milioni dell’acquisto e che portano il totale-spesa per Sturaro a 23,1 milioni. In pratica, il guadagno fatto con la cessione di Piatek (30,5 milioni) viene ora quasi completamente cancellato: 30,5 (Piatek) meno 23,1 (Sturaro) fa 7,4 milioni, e cioè i soldi che Preziosi si è già impegnato a dare alla Juventus per acquistare un giovane giocatore (Favilli) avuto in prestito biennale ma con obbligo di riscatto fissato a 7 milioni.
In soldoni: considerando che i 30,5 milioni di guadagno fatti da Preziosi cedendo Piatek al Milan finiranno tutti nelle casse della Juventus (che riceve 18 milioni per Sturaro, ne risparmia quasi 7 per lo stipendio che si accolla Preziosi e ne riceve 7 per Favilli: totale 32) al termine di una pregevole triangolazione Milan-Genoa-Juventus, la domanda è: perchè Preziosi, che pur di guadagnare 1 milione venderebbe la madre a un club di serie B cileno, ha acquistato Sturaro? Pensa che Sturaro, 26 anni, sia il nuovo Beckenbauer? Aveva un debito di riconoscenza nel confronti del club di Agnelli oppure cerca di ingraziarselo, perchè nella vita non si sa mai? Oppure è stato colpito da un nuovo, terribile, sconosciuto virus che spinge i presidenti a riversare i propri soldi nelle casse della Juventus? E in questo caso: trattasi di virus contagioso? Pare infatti che Ferrero, presidente della Sampdoria, abbia acquistato dalla Juve (che in estate aveva comprato dal Genoa il portiere Perin, nazionale, per 12 milioni più 3 di bonus: totale 15) il portiere Audero per 20 milioni; pare infatti che Giulini, presidente del Cagliari, abbia acquistato dalla Juve l’attaccante Cerri, 8 presenze e zero gol quest’anno, per 9 milioni, accollandosi l’obbligo di riscatto; tutti emuli di Pozzo, boss dell’Udinese, che in estate aveva sbalordito il mondo acquistando dalla Juve Mandragora (Don Abbondio direbbe: chi era costui?) per 20 milioni.
Ai solutori dell’enigma, ricchi premi e cotillons.


