giovedì 25 giugno 2015

Ecco perché!



Certo che la realtà è di gran lunga superiore all'immaginazione!
Potevate dircelo prima! 
Questa è la Signora Preside Stefania Agresti con già al petto la stella da sceriffo che la legge ricatto in queste ore unta dalla fiducia richiesta dal governo presieduto dall'Egoriferito di Rignano, le appunterà sul petto, visto l'enorme potere acquisito che le verrà concesso, assieme agli altri presidi d'Italia.
Tralasciando la delinquenziale metodologia con cui questa legge diverrà nel 2016 esecutiva, dimenticando che attorno ad essa si è costruito un patibolo su cui, nel caso di non fiducia, nell'immaginario vi saliranno tutti i precari della scuola a cui sarà negato il posto di lavoro, concentriamoci sulla Preside in foto.
Tra l'altro gli alunni della scuola "Del Bani" facente parte del plesso retto dalla preside Agresti hanno partecipato ad un progetto ideato nel 2012 dalla Collezione “Peggy Guggenheim” e dall’Ovs dal titolo “Kids Creative Lab” che quest’anno ha visto la collaborazione del Padiglione Italia e il patrocinio del Progetto Scuola Expo Milano. I bambini dell’elementare di Valdarno hanno realizzato nel giardino della scuola un’opera, “L’albero della vita”, una grande composizione con materiali naturali, che è stata selezionata insieme a quella di altri 18 istituti, uno per Regione. Per la Toscana è stato scelto il plesso guidato dalla signora Stefania Agresti ma non si è trattato di un sorteggio. (fonte il Fatto Quotidiano)

Direte, perché ti stai incentrando su questa preside?

Perché potevano dirlo prima! E' tutto fatto per amore di mamma! 
La legge della figliola si confà alla perfezione alla carriera di mammà! 
Insomma ragazzi! Davanti all'amore figliale s'impone un dietrofront, uno smorzamento dei toni. 

Di chi è madre la signora Preside Stefania Agresti?

Via su!! 
Un po' di immaginazione ...


Modernità



mercoledì 24 giugno 2015

Che lettera!


Se un giorno la nostra nazione venisse spazzata da un moto ondoso economico e rimanessero resti di antiche cibarie frutto di corruttela e se qualcuno tra due secoli cercasse di capire del perché una nazione così importante una volta abitata da eroi, poeti e navigatori fosse decaduta a tal punto di scomparire e trovasse questa lettera, sicuramente esclamerebbe "adesso ho capito! Non hanno dato ascolto a questo saggio scrivente"

La Lettera in questione fu scritta da Luigi Preti (1914-2009) esponente del Partito Socialista Democratico Italiano, già membro dell'Assemblea Costituente ed ex Ministro dei Trasporti e indirizzata a Franco Reviglio a quel tempo Ministro del Bilancio.

Leggetela attentamente.

Oggetto: l'Alta Velocità Ferroviaria.

La data in cui fu scritta: 13 febbraio 1993

Questo è un estratto della stessa:

Comincio col dirti che non è in nessuna maniera accettabile la tesi che l'Alta velocità sarebbe un sostegno allo sviluppo e all'occupazione nonché uno
strumento utilizzabile per ridare ossigeno all'industria nazionale
Se si tratta di aiutare la FIAT, l'IRI e l'ENI che sono i General Contractor per fare guadagnare ad essi qualcosa, può esser compreso da alcuno, ma non da me.
L'industria non si sviluppa con questi lavori di costruzione, ma con imprese destinate a durare. 
D'altro lato, dieci o quindicimila persone eventualmente
impegnate per alcuni anni nei lavori dell'Alta velocità sono ben piccola cosa sul fronte dell'occupazione. Senza contare che altri lavori, intesi a mettere a posto tante
linee ferroviarie in pessime condizioni già esistenti, darebbero almeno lo stesso risultato. (...)
La delibera del 9 dicembre '92 del Bilancio, del Tesoro e dei Trasporti, della quale tu mi invii copia, stabilisce che lo Stato (ossia le Ferrovie) non dovrà pagare di
interessi più di 5.500 miliardi per l'intera costruzione della tratta Torino-Milano-Napoli. 
Gli eventuali superi dovrebbero essere pagati dalla TAV con i proventi della gestione. 
Ciò mi pare assurdo, perché non esistono ferrovie attive in nessun Paese del mondo. ()
Quando io sarò morto e tu, Necci, Tesini e Barucci sarete vecchi, colui che presiederà al momento la TAV dirà che non è umanamente possibile fare ciò che il
documento prevede. Così come io ho sempre detto, pagherà tutto lo Stato dei nostri figli e nipoti. ()

Colpito da...


Avendo iniziato una sana e dannatamente incazzante lettura "Tav sì chi" ossia uno studio sulla porcilaia ruotante dagli anni 90 attorno all'alta velocità, che ti fa venir voglia di partire per Roma con tanto di stoccafisso secco in valigia con cui percuotere a caso il recinto degli orrori che chiamiamo Montecitorio, non perché responsabili bensì discendenti di una squallida casta onnivora, mi ha colpito un brano, che paragona orari di treni avente diversa tipologia e il cui risparmio in termini temporali fa venir voglia di rigettare, visto che in alcuni casi i tempi si sono .. allungati! 
Ve lo propongo:

Nel 1991 e 1992, l’ETR 450 (Pendolino di 2a generazione) garantisce servizi veloci anche sulle tratte Milano-Ancona e Roma-Rimini. La linea Milano-Ancona effettua le fermate di Bologna, Cesena, Rimini, Riccione, Cattolica, Pesaro e Senigallia, il tempo di percorrenza nel primo anno di servizio tra Milano e Senigallia è di sole 3 ore, portato a 3 ore e 18 minuti l'anno successivo.

Nel 2000 Fiat venderà la Fiat Ferroviaria alla francese Alstom con dentro il brevetto del Pendolino, frutto di anni di lavoro dei tecnici ferroviari italiani, e sembra con importanti ordinativi già acquisitivi, garantendo così alla industria ferroviaria francese prospettive di mercato straordinarie.
Nel 2009, il viaggiatore che vorrà raggiungere Senigallia da Milano lo potrà fare con un Eurostar City, senza cambiare treno, in 4 ore e 23 minuti: un'ora e 5 minuti in più del servizio fornito con il Pendolino 18 anni prima. Se lo stesso viaggiatore vorrà metterci meno tempo, potrà prendere a Milano il Frecciarossa alle 15,30,
scendere a Bologna e prendere alle 16,56 un Eurostar City, scendere a Rimini e prendere alle 18,07 un treno regionale e scendere a Senigallia alle ore 19,00; se sarà fortunato con le due coincidenze, impiegherà 3 ore e 30 minuti: 12 minuti in
più che nel 1991.

Nel 2010 la combinazione più breve per lo stesso viaggio sarà sempre la stessa: parte alle 14,25 con il Frecciarossa, cambia e riparte con un Eurocity da Bologna, cambia e riparte da Rimini con un regionale ed arriva a Senigallia alle ore 17,57: 19 minuti in più del 1991. 
Con un solo cambio a Bologna e la combinazione
Frecciarossa e treno regionale, potrà raggiungere Senigallia in 3 ore e 45 minuti: 27 minuti più che nel 1991 con il Pendolino, su linea tradizionale.

Se invece volesse salire a Milano e scendere a Senigallia senza fare alcun cambio, il viaggiatore nel 2010 non troverà alcun treno disponibile.
Con l'orario invernale 2013, utilizzando il Frecciarossa occorrono da 3h13’ a 4h15’ con un cambio su una linea storica. Non sono disponibili treni a percorrenza diretta.

Ciao Tom!


Se ne è andato un amico televisivo di anni lontani anche dalla tecnologia odierna.
Tom il padre della Famiglia Bradford, serie televisiva degli anni 70/80 al secolo Dick Van Patten, è morto ieri all'età di 86 anni.

  
Una serie quella della Famiglia Bradford che univa divertimento a tematiche divenute con gli anni focali nelle famiglie. 
Si rideva, si gustava nel vedere la numerosissima famiglia alle prese con i problemi comuni, le piccole liti, sale della comunità domestica.
Grandi tempi andati, da cercare di rivivere per rivitalizzare comunicatività offuscata da tablet e chat! 
Riposa in pace, Tom!

Mega Idiota Parlante


Kiko Arguello spara stronzate

Cliccate qui sopra e guardatevi il video del famoso Kiko fondatore dei neocatecumenali. 
Un serbatoio di immani cazzate, di vomitevoli frasi agghiaccianti che in pratica colpevolizzano la donna per il femminicidio che l'uomo abbandonato e quindi non più amato potrebbe eventualmente compiere ai suoi danni!
Nel 2015 sentire queste cose fa venire i brividi alla schiena! 
Dette poi da uno che ha un seguito, numeroso e visto che nessuno ha ribattuto a quanto dichiarato dal pazzo, di coglioni e coglionesse! 
Parole che rievocano il mondo islamico fortemente sessista ed ultra tradizionalista. Che hanno fatto ripiombare piazza S.Giovanni indietro di secoli, al tempo che la donna era schiavizzata, reietta e sottomessa.
I cattolici dovrebbero insorgere ad ascoltare un idiota di tale portata. I Vescovi dovrebbero chiudergli porte di sacrestie, di piazze, di radio. 
Un imbecille di tale portata rischia di rovinare lo sforzo di Papa Francesco nel riportare la Chiesa in una sfera evangelica, consona con il progetto del suo Sposo.
Occorre gridare, farsi sentire, combattere personaggi estremi di questa caratura da bassifondi, trascinatore di poveri rintronati che mescolano fede con schizofrenica superiorità improntata a devastare l'ovile. 
Fermatelo! E scrollatevi la polvere dai calzari, emarginandolo! 

Neoincazzatura