Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
martedì 28 ottobre 2025
Salis, Salis!
Salis, finita la luna di miele della sindaca: il centrosinistra diviso sull’inceneritore
DI MARCO GRASSO
È la prima vera incognita per Silvia Salis, stella nascente di ciò che si muove al centro del centrosinistra: la rumenta, versione genovese della monnezza. La neosindaca si sarebbe convinta che Genova ha bisogno di un termovalorizzatore, nonostante la ritrosia di (quasi) tutti i partiti che la sostengono. Una soluzione al problema rifiuti che, oltre a sconfessare la linea del centrosinistra genovese degli ultimi 15 anni, è vista come fumo negli occhi da Avs e M5S (non costruirne faceva parte dei patti pre-elettorali), oltre che da un pezzo del Pd, preoccupato della ricaduta di consenso nei quartieri (popolari) più esposti ai fumi del nuovo impianto: Sestri Ponente, Voltri, Valpolcevera e, secondo uno studio delle correnti, anche la Valbisagno. Nei progetti della società municipalizzata Amiu e della multiutility Iren, il termovalorizzatore dovrebbe sorgere sulla collina di Scarpino, che ospita una discarica che nel 2030 arriverà a fine vita. Il centrodestra fiuta aria di implosione, e il capogruppo Pietro Piciocchi ha già offerto a Salis i voti della destra.
I cassonetti ricolmi di spazzatura da settimane testimoniano l’esistenza di una piccola emergenza rifiuti. I cittadini si lamentano, anche perché pagano una delle Tari più alte d’Italia, e Amiu è stata costretta a scusarsi pubblicamente. La causa immediata della crisi sono alcuni guasti negli impianti di separazione, tutti fuori regione. Quella più profonda, è la mancanza chiusura del ciclo dei rifiuti. La vecchia giunta guidata da Marco Bucci si era spesa per un progetto finito assai male: un impianto di separazione (Tmb) a Scarpino, mai partito perché le fondamenta affondavano nella spazzatura; doveva essere pronto per il 2020, ad oggi ci sono solo le palificazioni, costate oltre 10 milioni di euro, e un conto che non si sa bene chi dovrà pagare. Ma su quelle fondamenta, oggi, c’è chi pensa di costruire un termovalorizzatore, idea che non dispiace al tandem Amiu-Iren ma che i critici considerano antieconomico (perché troppo piccolo) e inquinante (perché in mezzo alla città). Bruciare la spazzatura è un tabù per una parte della maggioranza, perché va in direzione contraria all’implementazione della raccolta differenziata. Corsi e ricorsi della Storia. L’ultimo sindaco di Genova a teorizzare un progetto simile fu Beppe Pericu. Oggi il figlio è avvocato che assiste Iren nelle fusioni societarie, oltre che finanziatore della campagna di Salis. La sorella, architetta e docente universitaria di Design industriale, è assessora all’Ambiente della giunta Salis.
Un po' di chiarezza
30 anni e non sentirli
DI MARCO TRAVAGLIO
Da quando l’autorevole Foglio lo scrisse sette giorni fa, tutti parlano di una sentenza della Cassazione che avrebbe “assolto” B., alla memoria, da quelle brutte dicerie di rapporti con la mafia. C’è pure il virgolettato: “Nessun legame di Berlusconi e Dell’Utri con Cosa Nostra”. Essendo improbabile che il Foglio pubblichi una notizia vera, ma ancor più che la Cassazione processi e assolva un morto, ma ancor più che oggi la Cassazione smentisca la Cassazione che nel 2014 condannò Dell’Utri a 7 anni per concorso esterno in mafia per aver mediato per 18 anni l’“accordo concluso tra gli esponenti palermitani di Cosa nostra e Berlusconi”, ci siamo procurati l’ormai celebre documento. Lo trovate qui accanto: 5 parole (“Dichiara inammissibile il ricorso del Pg”) che non nominano mai B. e i suoi rapporti con la mafia. Né potrebbero farlo: la Cassazione si limita a confermare l’“inammissibilità totale” del ricorso del Pg di Palermo contro la decisione di Tribunale e Corte d’appello di negare la sorveglianza speciale e la confisca dei beni per Dell’Utri chieste dalla Procura. Per i giudici di primo e secondo grado, i pm non hanno provato che B. e Dell’Utri riciclassero capitali mafiosi e che B. riempisse di milioni Dell’Utri per comprarne il silenzio. E per la Corte d’appello, se già il pm impugna su misure di prevenzione, non può ricorrere pure il Pg. La Cassazione sembra condividere, ma le motivazioni non le ha ancora scritte: per ora c’è solo il dispositivo.
Una sola cosa è certa: la sentenza non potrà smentire quella irrevocabile del 2014 non su generici “rapporti”, ma sull’“accordo di reciproco interesse concluso nel 1974 tra Cosa Nostra, rappresentata dai boss Bontade e Teresi, e l’imprenditore Berlusconi” e durato fino all’anno di Capaci e via D’Amelio: “In cambio della protezione assicurata, Berlusconi aveva iniziato a corrispondere, a partire dal 1974, agli esponenti di Cosa nostra palermitana, per il tramite di Dell’Utri, cospicue somme di denaro”. Questo dice l’unica vera sentenza della Cassazione sul tema, infatti non la conosce nessuno. Così B. ha potuto continuare a far politica, anche dopo la condanna a 4 anni per frode fiscale, e perfino salire al Quirinale da Mattarella. Che non è un omonimo, ma il fratello di Piersanti assassinato dalla mafia di Bontate e Teresi finanziata da B.. Ora, rispondendo ai piagnucolii di Marina B., perfino il presidente Anm Cesare Parodi prende per buona la sentenza che non c’è e lamenta che il povero B. sia stato riabilitato in una “vicenda che dura da 30 anni”, indegna per “un Paese civile”. Ma il processo Dell’Utri è finito nel 2014 e il procedimento di prevenzione è durato appena quattro anni. L’unica vicenda indegna che dura da 30 anni è la leggenda del Santo Cavaliere.
L'Amaca
Nuove tecnologie, vecchia idiozia
di Michele Serra
Molti anni fa uno di quei cataloghi (cartacei) dove si vendeva qualunque patacca, a partire dalle mitiche “scimmie di mare”, proponeva per poche lire anche una specie di “binocolo magico” che prometteva di vedere, attraverso le pareti, le donne nude. Come nei baracconi ottocenteschi, la truffa e la credulità procedono sempre a braccetto.
Il nudo femminile, prima che la pornografia diventasse uno dei beni di consumo correnti, era mitizzato. Pierino che guarda dal buco della serratura la ragazza fiorente che si fa la doccia fu, qui da noi, l’icona cinematografica di quello spirito maschile misero e scemo che oggi su Telegram e analoghe fogne del web conosce il suo trionfo.
Ecco finalmente disponibile il vero “binocolo magico”: grazie all’IA qualcuno denuda, ovviamente senza il loro consenso, le donne vere, mettendo il falso nudo a disposizione del bavoso entusiasmo dei Pierini di ogni luogo e di ogni età.
La denuncia, sacrosanta, di Francesca Barra, vittima con molte altre di questo abuso disgustoso, contiene la più inappellabile delle frasi, e al tempo stesso la più grave delle denunce: «Non sono io». Prima rapita, poi falsificata, infine messa a disposizione del non spettabile pubblico.
Il fenomeno in sé non merita ulteriori parole: Barra e le altre denuncianti hanno stra-ragione e hanno orgoglio, chissà mai che almeno uno degli autori del loro rapimento e del loro abuso non venga individuato e, come merita, sputtanato. In aggiunta, viene da dire una cosa triste: niente come le nuove tecnologie può esaltare la vecchia idiozia degli uomini, centuplicandone la miseria e la capacità di offesa.
lunedì 27 ottobre 2025
Addio ad un celato grande!
Non sono a livelli così alti di sommelier musicale, magari! Sono uno che ascolta tanta musica, specie sul far del mattino, pur rimanendo lontano dagli Assante, dai Conte, dai Piacentino. Sono arrivato a Jack DeJohnette, oggi scomparso all'età di 83 anni, tramite l'abbeveramento alla fonte Miles Davis - vi prego non ditemi "e chi è?" - d'accordo che ci stiamo probabilmente estinguendoci, musicalmente siamo già nel baratro, ma non aver mai ascoltato Miles Davis equivale a non essere mai stato sul Monte Bianco, o a veder un tramonto a Tramonti, un'alba sulle Dolomiti, a non aver mai bevuto un Barolo, un Barbaresco, un Amarone, un Sassicaia! Dovrebbero imporlo per certe eccellenze musicali! Dovrebbe esistere una tessera tramite la quale i giovani dimostrassero di aver ascoltato Miles, Armostrong, i Rolling, i Beatles, Bruce, i Led, gli Who, Clapton, Pavarotti, Gary Moore e altri quale segno di buon apprendimento musicale: Jazz, Blues, Rock allampano la crosta del cervello, imbizzarriscono i neuroni, fan scalciare le sinapsi!
Al mattino, a seconda di cosa ribolle in cervice ascolto anche Miles con gioia immensa ed è proprio da quell'ascolto che una volta mi sono ingalluzzito sentendo la batteria, splendida, corroborante, sfavillante, effervescente: erano le mani di Jack a permettere alle mie coclee di agguantare gli dei musicali, con quel ritmo agevolante il trasporto in un campo di grano affacciato sul mare, o dentro una tenda nella notte del deserto, abbacinante ostacoli e fregnacce che ti vorrebbero già prostrato sul far del mattino, recalcitrando tutto quello che si frappone tra te e te!
Jack è stato un grandissimo, snocciolando nettare per adepti e non, il conducente del grande treno del ritmo, che non ferma mai, che non aspetta, che non ti fa adagiare su nessun scranno, se non quello della fragranza, di cui era portatore sano.
Riposa in pace Jack e buon duetto eterno con Miles! Mai vi annoierete!
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