Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
sabato 3 maggio 2025
Parlano tutti ma...
Antifa omeopatici
DI MARCO TRAVAGLIO
Degli “antifascisti immaginari” ritratti da Padellaro non c’è bisogno di fare i nomi, anche perché sono troppi. Ma basta vedere chi s’è infuriato per la definizione, che ovviamente esclude gli antifascisti veri e seri. E include chi dell’antifascismo di maniera e di carriera ha fatto un mestiere a rischio zero e guadagno mille. Come dice Giordano Bruno Guerri, i partigiani doc rischiavano la vita e molti la persero: quelli fuori tempo massimo rischiano al massimo qualche applauso (e royalty). Un’altra cartina al tornasole per riconoscerli è ciò che accadrà il 9 maggio, 80° anniversario della vittoria dell’Urss contro il Terzo Reich. A Mosca la vittoria nella “Grande Guerra Patriottica” sarà celebrata con la consueta parata nella Piazza Rossa, più solenne del solito per la cifra tonda, dove Putin mostrerà al mondo di essere tutt’altro che isolato ospitando i leader di Cina, India, Brasile, Sudafrica, altri Brics e Palestina. Dall’Europa giungeranno solo lo slovacco Fico e il serbo Vucic, subito minacciati dalla rappresentante per la Politica estera Ue, la estone Kaja Kallas, il cui Paese 80 anni fa stava coi nazisti. E non era il solo: era filonazista anche la parte occidentale dell’Ucraina, la Galizia attorno a Leopoli. Lì nel 1941 migliaia di collaborazionisti accolsero come liberatori i soldati hitleriani della Wehrmacht in marcia verso la Russia e da allora aiutarono le SS a rastrellare e depredare gli ebrei ucraini (1,6 milioni), in parte trucidati in loco e in parte deportati nei lager nazisti. Nella sola Leopoli una serie di terribili pogrom ridusse gli ebrei da 100 mila a un migliaio scarso in quattro anni. Vicino a Leopoli era nato l’ideologo nazionalista Stepan Bandera, filo-nazista, razzista e antisemita, fondatore della 14ª divisione Waffen-Grenadier delle SS, criminale di guerra responsabile dello sterminio di decine di migliaia di ebrei, polacchi, ucraini, russi, fuggito nel dopoguerra in Germania con la protezione dell’MI6, poi giustiziato dal Kgb e tuttoggi venerato in Ucraina come eroe nazionale.
Che fa la cosiddetta Europa antifascista e antinazista? Trova il modo di commemorare i 26-28 milioni di morti sovietici che la liberarono da Hitler & complici insieme a mezzo milione di caduti anglo-americani? Non sia mai. Nel 1985 s’è inventata un contro-anniversario nel tentativo di oscurare quello russo: la “Giornata dell’Europa per la pace, l’unità e la solidarietà”, che guardacaso cade il 9 maggio come la Dichiarazione Schuman del 1950 (vuoi mettere con la sconfitta del nazifascismo). Quest’anno il ministro degli Esteri ucraino Sybiha ha invitato i vertici Ue a festeggiare. Indovinate dove? A Leopoli. “Grande idea”, ha esultato il suo omologo polacco Sikorski. E il prossimo anno tutti a Salò.
L'Amaca
Rappresaglia senza fine
di MICHELE SERRA
Il presidente della Comunità ebraica di Roma, Victor Fadlun, ha avuto parole molto dure contro l’esibizione di un gruppo musicale che al concertone del Primo Maggio ha cantato un testo filopalestinese sulle note di Hava Nagila (popolarissimo canto della tradizione ebraica).
Fadlun ha definito quell’esibizione “un insulto e una violenza inaccettabile”. La sensibilità lesa è la sua e nessuno ha il diritto di sindacare sui sentimenti di Fadlun e della comunità che rappresenta. Ma sbalordisce, al tempo stesso, l’incapacità o peggio il rifiuto di percepire che il macello di Gaza è di tali dimensioni, e di così lunga durata, da sconvolgere ogni precedente assetto della questione israelo-palestinese, e ogni precedente opinione sulla stessa.
Con osceno eufemismo, la destra israeliana ha definito a più riprese “migrazione volontaria” la fuga degli abitanti di Gaza dalla smisurata rappresaglia dopo la strage criminale del 7 ottobre; con ancora più osceno cinismo, Trump e i suoi famigli valutano lo smantellamento di Gaza come una lucrosa operazione immobiliare, facendo sembrare la distruzione sistematica di quelle case e di quegli edifici pubblici una specie di demolizione anticipata, in attesa dei nuovi cantieri in una Gaza post-palestinese.
Dentro questo tragico quadro due milioni di esseri umani, compresi le donne e i bambini, compresi gli oppositori di Hamas, hanno zero diritti e un solo dovere: scomparire. L’interruzione a singhiozzo dei rifornimenti di cibo e di medicinali aggravano un quadro già ampiamente imputabile di persecuzione su basi etnico-nazionali.
Il colpo che il governo di Israele ha dato all’immagine di quella Nazione è tremendo, forse irrecuperabile. Molto più preoccupante, per gli ebrei di tutto il mondo, di una canzone sul palco del Primo Maggio.
venerdì 2 maggio 2025
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