martedì 15 aprile 2025

L'Amaca

 

Le parole come petardi
di MICHELE SERRA 

Impressiona lo schiacciamento progressivo del discorso politico (ma forse: di tutti i discorsi) dentro lo schema binario, puerile, istantaneo dei social. Se uno parla di Gaza, subito qualcuno gli strilla: perché non parli dell’Ucraina!? Se uno parla dell’Ucraina, subito qualcuno gli strilla: perché non parli di Gaza!? Una caricatura della dialettica e una caricatura della politica.
Un tempo si aspettavano le prese di posizione dei partiti con una certa solennità.
Erano quasi sempre pompose e incravattate, spesso non dicevano niente che già non si sapesse, ma davano l’idea che qualcuno avesse impiegato almeno un’oretta del suo tempo, magari in apposite riunioni, per buttare giù quella mezza paginetta. Questa ufficialità, anche quando era solo forma, rassicurava, dava l’idea che le parole avessero un peso e una durata. La forma a questo serve: a credere, e far credere, che qualcosa abbia un senso e un peso. Se un medico che deve farti una visita importante per la tua salute ti riceve in bermuda e ciabatte, un poco ci resti male.
Ora le parole scoppiano come piccoli petardi (detti anche miniciccioli, raudi, sfreghini, snappers, cobra), con un fracasso permanente e volatile, tre secondi per dire “Gaza” e sentirsi rispondere “Ucraina”, tre secondi per dire “Ucraina” e sentirsi rispondere “Gaza”. Il primo che appenderà davanti alla sua porta il cartello “oggi non ho niente da dire, forse domani o la settimana prossima”, avrà gettato le basi della rivoluzione.

Altra dimensione

 



Delegazione

 

Rappresentanti delle isole Heard e McDonald, colpite anch’esse dai dazi, sono arrivati a Washington per trattare con CiuffoBiondo!






lunedì 14 aprile 2025

Oh si, accadrà!

 

A volte gioco, forse è azzardato dirlo così, col tempo, raffazzonando dati, ipotizzando scenari allorché le mie particelle scorrazzeranno già da tempo, molto tempo, per l'universo, e questo pensiero m'accomuna al complesso che definiamo spazio, avverto una partecipazione ad un tutt'uno che non riesco ad abbracciare ma che sento e che mi confà positivo agli eventi. 

Cinquecentoventotto anni fa Michelagnolo (lo chiamavano così) scolpiva all'età di 22 anni la Pietà che ammiriamo in San Pietro. Che c'entra coi grandi numeri? 

E' una di quelle bellezze che con dolore tra cinque miliardi di anni si liquefaranno assieme alla Madre Terra, allorché il Sole, terminato l'idrogeno da bruciare, inizierà a consumare l'elio divenendo una gigante rossa enorme che risucchierà Mercurio e probabilmente pure Venere e il nostro pianeta, e se la Terra non si liquefacesse tutto diverrà lo stesso bollente, oceani che assomiglieranno alla pentola con l'acqua in movimento in attesa della pasta! 

Può darsi che da qui a 5 miliardi di anni avremmo già traslocato in un altro pianeta, lontano anni luce, come altresì è possibile, vista l'eclatante stupidità in circolazione oggi, che saremmo da tempo estinti. 

E se ci estinguessimo sono tre i beni che considero anche miei, sono di tutti, e il cui pensiero di dissolvimento mi rattrista già sin d'ora: la Pietà appunto, la Cappella Sistina e la sala trofei del Milan! A parte gli scherzi, è brutto pensare che queste incredibili dimostrazioni di bellezza dell'intero genere umano, ce ne sono anche altre chiaramente ma io tifo per Michelagnolo, un giorno potrebbero evaporare, dissolversi nel nulla! 

Già il fatto che, pensateci, tra centocinquant'anni nessuno si ricorderà più di noi, i nostri pro-pro nipoti non sapranno nulla delle nostre povere gesta, le case, le proprietà attualmente nostre diverranno di chissà chi, giacché, a meno di non aver scritto un poema mitico, di aver creato un quadro estasiante, una scultura da svenimento, tutto il ricordo evaporerà come neve nel vulcano eruttante; in più tra cinque miliardi di anni, esistesse un Gazzettino dell'Universo, si dissolverà questa biglia blu dove, tra idioti e tiranni che guerreggiano senza motivi decenti, la meravigliosa arte umana pregna di meraviglie che, sicuramente, vi fosse una hall of fame intergalattico, sarebbero nella top ten universale. Sia chiaro: non ho visto le altre, ma ammirando le nostre non ho dubbi in merito!   

Pardon!



Mi scuso col giudice, probabilmente residente sulle alture spezzine; tutto nella norma, bene! W il turismo e le navi da crociera! E avanti con i suffumigi salutari!

Con dote

 

Meloni porta a Trump altri 8 mld di armi. In arrivo controllori Nato
DI GIACOMO SALVINI
Giorgia si impegna alla Casa Bianca, poi Cdm per stanare Salvini e piano al vertice all’Aia. A giugno i funzionari da Bruxelles
Giovedì la presidente del Consiglio Giorgia Meloni prenderà un impegno preciso con il presidente americano Donald Trump nello studio ovale della Casa Bianca: l’Italia intende rispettare le promesse fatte agli alleati della Nato al vertice di Newport, in Galles, nel 2014 e aumenterà la spesa per la Difesa fino a raggiungere il 2% rispetto al Pil. L’impegno che la premier Meloni prenderà con Trump (il giorno dopo vedrà a Roma il vicepresidente JD Vance) sarà politico. Ma sarà solo il primo passo di una road map che ai vertici dell’esecutivo hanno tracciato nelle ultime settimane, con una serie di riunioni a Palazzo Chigi condotte dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e i funzionari dei ministeri interessati, su tutti Difesa, Esteri ed Economia. D’altronde gli Stati Uniti da tempo chiedono ai componenti dell’Alleanza Atlantica di raggiungere almeno il 2% e Trump in passato ha anche minacciato di buttar fuori dall’alleanza chi non avesse rispettato questo impegno: l’Italia resta uno degli otto Paesi su 31 – insieme a Paesi come Portogallo, Croazia, Canada, Belgio – a non aver raggiunto il 2%. Ieri lo ha detto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ad Agorà, collegato da Osaka: “Siamo pronti a raggiungere il 2% delle spese militari, presto arriverà l’annucio della presidente del Consiglio”.
Il piano per aumentare la spesa per la Difesa, passando dall’1,53 al 2%, poi sarà presentato in Consiglio dei ministri a inizio maggio. E i prossimi venti giorni serviranno per dirimere la questione che in queste ore agita il governo: lo scontro tra il ministro della Difesa Guido Crosetto che vorrebbe che l’esecutivo mettesse sul piatto 8 miliardi di investimenti reali (facendo quindi più debito) e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che, invece, vorrebbe aumentare la spesa militare decidendo di conteggiare anche quelle che riguardano le capitanerie di porto, i carabinieri e la guardia di Finanza, ma anche le spese per la ricerca, la sicurezza cibernetica, per le operazioni umanitarie fino a quelle su attività civili-militari (come la metereologia).
Secondo le stime fatte ai piani alti di Palazzo Chigi, questo conteggio permetterebbe al governo di investire solo 3 miliardi nuovi rispetto agli 8 attesi per raggiungere il 2%. La premier Meloni e Mantovano sembra che siano più propensi ad assecondare la soluzione del ministro dell’Economia, per raggiungere subito l’obiettivo.
Il piano passerà dal Consiglio dei ministri che dovrà dare il via libera allo scostamento di bilancio, da approvare in Parlamento a maggioranza assoluta. Così la premier metterà Matteo Salvini di fronte alle proprie responsabilità: come farà a esprimere le sue criticità su investimenti che, per la premier, riguardano la sicurezza nazionale e saranno formalmente proposti proprio dal ministro leghista dell’Economia Giorgetti?
In questo modo Meloni spera di neutralizzare le critiche leghiste al riarmo, anche se negli ultimi giorni ha dato ordine ai suoi ministri di parlarne il meno possibile proprio perché teme l’opinione pubblica. Dopo il Consiglio dei ministri, il piano sarà ufficialmente presentato al vertice Nato dell’Aia del 24-26 giugno a cui parteciperà Trump. In quell’occasione il segretario generale dell’Alleanza Mark Rutte chiederà ai componenti dell’Alleanza di alzare l’asticella tra il 3,6-3,7%.
Ma l’Italia in quell’occasione potrà dimostrare di aver dato un segnale agli alleati e di restare agganciata al “gruppo” di testa. Proprio negli stessi giorni, secondo quanto risulta al Fatto da fonti di maggioranza, i funzionari della Nato hanno già previsto una missione in Italia per certificare che quelli di Roma siano investimenti reali nella spesa per la Difesa. Non è un caso che nelle ultime settimane ci siano stati dei contatti informali tra i vertici del governo e quelli della Nato: i “controlllori” dovrebbero arrivare in Italia nell’ultima settimana di giugno.

domenica 13 aprile 2025

Bella notte!


O notte, o dolce tempo, benché nero,
con pace ogn’opra e ogni pensier imbraghi,
grazie che fai ne’ più solinghi luoghi
al chi vuol tua mercé tenere a caro.

Tu mozzi e tronchi ogni stanco pensiero,
che l’affannosa mente affligge e piaghi;
e ‘l pianto asciughi, e ‘l dolor temp’ri e vaghi
col tuo silenzio e col passo leggiero.

Lasso, talor chi nasce a gran tormento
in te, quasi obliando, ogni sua cura
al mondo, al ciel, a sé rende perdono.

Sol tu a chi t’ama mostri il tuo tesoro;
ma chi t’offende, hai sì dura ventura
che vive desto, e ‘l tuo poter non dono.

- Michelangelo Buonarroti