sabato 29 marzo 2025

Ciuc ciuc Molinari!

 




Come fare per insinuare a poco a poco l’idea di un possibile conflitto tra il popolino: prendere un Molinari qualsiasi, istruirlo e lasciare che spernacchi deontologia, intelligenza e dignità!

Muto

 



Calma calma! Ci spiega!

 



Natangelo

 



Prima Pagina

 



Orsini

 

Ma fu l’Ucraina la prima a tradire i patti coi russi
DI ALESSANDRO ORSINI
“Trattare con Putin è impossibile perché Putin non rispetta gli accordi e viola i trattati. La colpa della guerra in Ucraina è soltanto sua”.
Nessuna delle più prestigiose università americane, da Harvard a Cornell University Press, pubblicherebbe mai una monografia accademica con questi contenuti. Quale rivista scientifica pubblicherebbe una tesi del genere? Nessuna. Quando si tratta di spiegazione causale, il metodo delle scienze storico-sociali prevede di includere il punto di vista di tutti gli attori coinvolti nello studio. Il ricercatore deve condurre la sua indagine privo di pregiudizi e con distacco emotivo. Secondo i russi, i primi a violare i trattati sono stati gli ucraini. È vero? Indaghiamo per verificare.
L’Ucraina ha violato il Trattato di amicizia, cooperazione e partenariato russo-ucraino, firmato a Kiev il 31 maggio 1997 da Kuchma e Eltsin iniziando una corsa verso il baratro. Quel Trattato, noto anche come il “grande trattato”, impegnava l’Ucraina a non usare il proprio territorio per nuocere alla sicurezza della Russia e viceversa. Ne consegue che il Trattato russo-ucraino del 1997 proibiva a entrambi di stringere alleanze militari ritenute pericolose dalla controparte. Prima di spiegare quando e come l’Ucraina ha violato il Trattato del 1997, dobbiamo collocarlo nel suo contesto storico e domandarci perché Eltsin avvertì l’esigenza di firmarlo proprio nel 1997. La risposta è agevole per chi conosca la storia dell’espansione della Nato. Il 1997 è l’anno in cui Clinton ordina alla sua segretaria di Stato, Madeleine Albright, di avviare il processo di inclusione nella Nato di Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, compiuto nel 1999. Intuita la manovra, Eltsin si affrettò ad assicurarsi che l’Ucraina non sarebbe entrata nella Nato. Ecco perché il Trattato fu firmato nel 1997.
L’Ucraina ha violato il Trattato di amicizia russo-ucraino il 4 aprile 2008, quando la Nato ha annunciato che l’Ucraina sarebbe diventata suo membro nel summit di Bucarest. Il Trattato di amicizia tra Russia e Ucraina sopravvisse per i successivi undici anni. Scadde il 31 marzo 2019 perché il presidente Poroshenko non volle rinnovarlo. Poi l’Ucraina ha condotto tre esercitazioni militari con la Nato sul proprio territorio nell’estate 2021.
La prima esercitazione militare della Nato in Ucraina, “Sea Breeze”, si è svolta dal 28 giugno al 10 luglio 2021 e ha coinvolto ben 32 nazioni. All’epoca, la Nato si componeva di 30 membri, ma l’Occidente ha voluto invitare anche alcuni Paesi “amici”, come l’Australia. Le esercitazioni si sono svolte nel Mar Nero e a Odessa.
La seconda esercitazione militare della Nato in Ucraina, “Three Swords”, si è svolta dal 17 al 30 luglio a Javoriv, vicino al confine con la Polonia. Questa esercitazione è stata definita dalla Reuters di “ampie dimensioni”. Ha coinvolto anche Stati Uniti, Polonia e Lituania. Poco dopo, il 31 agosto 2021 Lloyd Austin, segretario alla Difesa americano, e Andrij Taran, l’allora ministro della Difesa ucraino, firmarono a Washington il “US-Ukraine Strategic Defense Framework”, un accordo di penetrazione della difesa americana nella difesa ucraina. Il 20 settembre 2021 la Nato ha avviato la sua terza esercitazione militare in Ucraina, “Rapid Trident”, di nuovo a Javoriv, per un totale di dodici Paesi. Il 10 novembre 2021 Antony Blinken, segretario di Stato americano, e Dmytro Kuleba, ministro degli Esteri ucraino, hanno firmato il “US-Ukraine Charter on Strategic Partnership”, un altro accordo di penetrazione della difesa americana nella difesa ucraina. Nel frattempo, l’esercito di Kiev uccideva migliaia di civili russi in Donbass. Il 13 aprile 2022, il Wall Street Journal ha rivelato che la Nato ha addestrato 10.000 soldati ucraini all’anno a partire dal 2014 nell’articolo significativamente intitolato Il successo militare dell’Ucraina: anni di addestramento Nato.
Sotto il profilo politico, il mancato rinnovo del Trattato di amicizia del 1997 da parte di Poroshenko ha posto fine al Memorandum di Budapest. Nel momento in cui Poroshenko ha aperto l’Ucraina alle armi e ai soldati della Nato, i russi hanno ritenuto che il Memorandum di Budapest fosse carta straccia. Da qualunque punto di vista si guardi il problema, la classe dirigente ucraina ha commesso molti errori. La distruzione dell’Ucraina inizia a renderli evidenti. I vincitori distorcono sempre la storia. Figuriamoci gli sconfitti.

Attorno ai balordi

 

Criminali volenterosi
DI MARCO TRAVAGLIO
Che al negoziato trumpiano Ucraina-Russia la cosiddetta Europa preferisca la guerra per procura fino all’ultimo ucraino l’hanno capito tutti. Infatti gli euro-guerrafondai e i loro trombettieri si nascondono dietro una neolingua da Ministero della Verità orwelliano (“La guerra è pace”, “La libertà è schiavitù”, “L’ignoranza è forza”). Il piano di riarmo da 800 miliardi si chiama “Prontezza 2030” (cioè lentezza: però magari Putin, per invaderci, aspetta 5 anni finché siamo pronti). Gli interventisti Macron, Starmer&C. vogliono inviare truppe a Kiev per sabotare i negoziati e spingere Zelensky a non firmare né tregua né pace. Ma non possono ammettere di aver mentito fin qui ai loro popoli (“mai un solo uomo in battaglia per evitare la terza guerra mondiale”): sennò si capisce che stanno mettendo nel mirino di Putin l’intera Europa, mai finora nelle mire di Mosca. Quindi si son dati un nome civettuolo e rincuorante: “volenterosi”. E i soldati che intendono mandare a morire sul fronte ucraino (ovviamente i russi sparerebbero anche a loro) non si chiamano “truppe di guerra”, ma “forza di rassicurazione”, “missione di monitoraggio” e “rafforzamento dell’esercito ucraino” (che è già il primo d’Europa). Raccontano che partiranno solo dopo la tregua o la pace, per difendere gli ucraini da altri attacchi. Ma è chiaro che è una balla: i soldati sono fatti apposta perché la tregua e la pace non arrivino. Se arrivano, non sono certo i “volenterosi” a decidere chi fa il peacekeeping. È uno dei punti più controversi del negoziato: difficilmente i vincitori russi accetteranno di ritrovarsi gli eserciti Nato al confine, visto che hanno invaso l’Ucraina proprio per evitarlo.
Se Mosca firmerà una tregua e una pace – come sa chi ha studiato i negoziati di Istanbul del marzo-aprile 2022 e la dottrina militare russa, che non muta ogni due per tre come quella Nato – sarà solo in cambio di un’Ucraina neutrale e ampiamente smilitarizzata: quella che Nato, Ue, Usa e Kiev avevano promesso nei primi anni 90 a Eltsin, tradendo poi continuamente i patti con golpe bianchi ed espansioni a Est ben prima che arrivasse Putin. È un ricatto basato sulla legge del più forte? Sì, almeno per chi guarda solo l’ultimo fotogramma ignorando tutto il resto del film, cioè la storia degli ultimi 30 anni. Ma è l’unica condizione per chiudere la guerra. L’alternativa è farla proseguire con lo stesso esito disastroso (per gli ucraini e per l’economia europea) di questi tre anni. A meno di non pensare che i territori occupati (oltre il 20% del Paese), dati per persi pure da Zelensky, siano riconquistabili con 20-30 mila soldati inglesi, francesi, canadesi, australiani, polacchi e baltici. E allora chiamiamoli col loro nome: non “volenterosi”, ma “pazzi criminali”.