domenica 29 dicembre 2024

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Natangelo

 


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Riassumendo

 





Differenti commenti

 



Selvaggia e il Codacons

 

L’associazione di Carlo Rienzi che vince solo per se stessa
DI SELVAGGIA LUCARELLI
Come il Fatto aveva anticipato pochi giorni fa, il Codacons e Chiara Ferragni hanno raggiunto un accordo che consente alla influencer cremonese di evitare il probabile processo per truffa aggravata. L’associazione in difesa dei consumatori riceverà un risarcimento da destinare a chi, tra gli acquirenti del Pandoro, aveva denunciato Ferragni.
Ferragni devolverà poi ulteriori 200 mila euro a favore di un ente scelto d’intesa con Codacons. Quest’ultimo ritirerà le querele che con ogni probabilità, a gennaio, sarebbero costate il rinvio a giudizio per Ferragni. Insomma, il paradosso è che si tratta di un accordo di indubbio vantaggio per Codacons e Ferragni, ma è da vedere quanto lo sia per le vere vittime di questa vicenda: i consumatori. L’associazione di Carlo Rienzi infatti, come accaduto con Fedez per altre questioni, aveva scomodato la legge. Nel caso del Pandoro era stato depositato un esposto in 104 procure e presso i comandi regionali della Guardia di Finanza. Dopo la donazione di 1 milione da parte di Ferragni all’Ospedale Regina Margherita, ormai un anno fa, Codacons aveva rilasciato il seguente comunicato: “Da Chiara Ferragni arrivano oggi vergognose lacrime di coccodrillo per ripulire la sua immagine pubblica dopo la multa dell’Antitrust sul caso Balocco. Non scuse e mai più beneficenza da chi finge di pentirsi e tenta di ricattare i giudici con promesse di donazioni finalizzate a ottenere una riduzione della sanzione Antitrust”. Neanche un anno dopo, con estrema coerenza, Codacons accetta i risarcimenti, una donazione e ritira le querele. Querele costate quasi un anno di indagini alla procura di Milano, impegnando uffici e dipendenti pubblici che, a quanto pare, hanno lavorato inutilmente. Rienzi e Ferragni si occuperanno insieme di temi sociali e l’impegno del Codacons sul tema violenza contro le donne “si concluderà con un importante evento nazionale cui parteciperà anche la stessa Chiara Ferragni”. Insomma, come era accaduto con Fedez, Rienzi dà il via a una raffica di denunce e di comunicati stampa roboanti, per poi trovare accordi extragiudiziali e utilizzare la visibilità dei Ferragnez per eventi pubblici (indimenticabile quello a Taranto per l’Ilva con Fedez e Rienzi in posa, indossando t-shirt spiritose).
Morale: la Ferragni di turno risolve (legittimamente) le sue beghe legali pagando, Rienzi ottiene soldi per l’associazione e un sacco di pubblicità (facendosi anche risarcire le spese legali) e i famosi cittadini, quelli che il Codacons dovrebbe tutelare, pagano il lavoro delle procure. Trovandole spesso intasate, quando ne hanno bisogno, grazie a chi le scomoda per nulla. Bisognerà fondare un’associazione che ci difenda dal Codacons, prima o poi.

Daniela vs l'Omone

 

Crosetto e gli “infami”: il potere messo a nudo in poche parole
DI DANIELA RANIERI
L’arroganza, di solito, nei potenti si accompagna alla debolezza. O meglio: alla consapevolezza dell’impotenza. Chiaro esempio di ciò, l’uso di Meloni e dei suoi sottoposti di querelare (in sede civile, per fare un po’ di soldini) giornalisti e scrittori critici (non certo una caratteristica dei – si fa per dire – post-fascisti: questo giornale si sta ancora difendendo da decine di querele intentate dal Renzi senatore o presidente del Consiglio).
Ma c’è una speciale suscettibilità del potente quando viene colto in fallo nella sua cattiva coscienza: l’altro giorno il ministro della Guerra Crosetto, dopo aver postato su X una foto delle sue vacanze in montagna (“Finalmente a casa”), s’è visto rispondere da un signore: “Sarebbe opportuno che pensasse anche a chi, grazie alle vostre armi, una casa non l’ha più, una famiglia non l’ha più. Quando chiedete più tasse, usatele per fare del bene e non distruggere il SSN”. Impeccabile. Praticamente un editoriale, senza un insulto, oggettivo, informato. Crosetto, con grande senso delle istituzioni, risponde così all’utente, che non è un troll e si firma con nome e cognome: “Non so se lei sia più infame o ignorante. Ciò detto anche una persona squallida come lei merita di passare un Buon Natale: auguri”. A un altro, ugualmente civilissimo, dà dello “sfigato” e del rosicone, sottintendendo che lui, il riccone, è in vacanza sui monti mentre il poveretto sbava davanti alle foto delle vacanze di lorsignori; a un altro dice di stare “a cuccia”.
È infame il dissenso, in questa cosiddetta democrazia. Non è infame, invece, che almeno 130 giornalisti (secondo Reporters Sans Frontières) siano stati uccisi dall’esercito israeliano perché raccontavano la verità; che 4 neonati a Gaza siano morti di freddo a Natale; che i complici occidentali di Netanyahu presenti alla riapertura di Notre-Dame trasformata in un centro commerciale continuino a foraggiare materialmente e a sostenere moralmente il genocidio dei palestinesi (piano con le parole: i sionisti messianici potrebbero offendersi, mentre sparano in testa ai bambini), buffonata ipocrita che di cristiano non aveva nulla se non la scocca kitsch e alla quale infatti Papa Francesco ha rifiutato di presenziare.
I complici degli aguzzini si adontano e danno di matto, esibendosi in insulti da bulli da bar, se persino un comune e civile cittadino li mette a nudo nella loro miseria.