lunedì 9 dicembre 2024

Metti che Aldo...

 

Da Dagospia

Metti che il Tar della Lombardia decida che la Prima della Scala non sia più una prerogativa della Rai ma vada messa a gara. Metti che Pier Silvio Berlusconi, per ragioni puramente di prestigio e di milanesità, metti che Piero Maranghi, per passione melomane, decidano di mettersi di traverso nei confronti di Viale Mazzini.

 

Metti che la Prima venga messa a reddito e diventi una passerella costosissima (ora i prezzi vanno da 3.200 a 130 euro). Metti che non ci siano più Bruno Vespa e Milly Carlucci (quella di «Ballando con le stelle», la più rissosa trasmissione della Rai) a recitare la lezioncina imparata a memoria e a fingere di essere dei grandi esperti.

milly carlucci e bruno vespa prima alla scala 2022 4milly carlucci e bruno vespa prima alla scala 2022 4

 

Metti che a spiegare un po’ meglio le cose ci siano Alberto Mattioli e Speranza Scapucci (insomma due del ramo, brillanti e competenti). Metti che non si parli di Enzo Miccio, Vittorio Brumotti, Dvora Ancona e Bruno Barbieri. Metti che Roberto D’Agostino sia nel Palco reale al posto di Ignazio La Russa (uno che dice «Liliana Segra») a celebrare «l’ultimo capodanno dell’umanità».

 

Metti che Alessandro Baricco, dopo aver dichiarato di non amare particolarmente l’opera («Mi sono detto che è l’ultima volta che la guardo: se non mi piace nemmeno stasera non ci riprovo più») sia ancora presente per non lasciare il posto a Chiara Valerio e al suo clan.

 

alberto mattioli 1 foto di baccoalberto mattioli 1 foto di bacco

[…] Metti che il nuovo sovrintendente della Scala, Fortunato Ortombina, sia un fan sfegatato di Maria De Filippi o di Corrado Augias o non si perda una puntata di «Almanacco di bellezza» di Sky Classica, come la mettiamo? Metti che Warner Bros-Discovery faccia l’en plein, portandosi a casa Sanremo e Scala: il Festival per la pubblicità e la Prima per la reputazione. Metti che Beatrice Venezi non diriga mai un’opera alla Scala. Metti che il Teatro alla Scala, visto in televisione, resista come un divino anacronismo.

Questuante




Bene ma non troppo!

 


E dunque siamo, con tutti i distinguo del caso, arrivati al "e i suoi non lo riconobbero." 

L'ideatore, il folle pensatore, colui che travolse, o meglio cercò di travolgere il sistema, è arrivato ai saluti finali, a causa degli ultimi tempi anonimi, stucchevoli, remunerati senza scopo. 

Il Movimento, o quel che resta di esso, ha deciso per l'addio al suo fondatore, dimenticandosi, ma questo lo vedremo nel tempo, che ciò che fu non ritornerà mai più: l'epoca del Vaffa è irripetibile, lo sedersi al desco comune pericolosamente livellante. 

Ciò che è divenuto il Movimento dovrà mantenere una linea chiara, precisa sulla buona politica; intrigarsi troppo pidinamente equivarrebbe ad evaporare. 

Servono nomi certi, preparati ed indefessi; idee chiare, zero fraintendimenti, no totale a guerre ed armamenti. 

Altrimenti sarà sera e notte fonda. Per la gioia di molti che, guardando improvvide, per loro, decisioni dal basso, non si capacitano ancora che possa esistere una realtà ove il professionismo del politichese non esista. E per questo continuano a sbroccare, mentre i Lupi, i Casini, i Salvini proseguono nella loro missione devastatrice del sistema, tra agii e prebende.  

Bruno, tiè!

 



Bologna!

 


Bologna e le mortadelle illuminate!!! Quanto voglio bene a questa città!

domenica 8 dicembre 2024

Chissà…



Chissà se avrà pensato nel suo Pensiero “e questi chi sono, cosa vogliono da me?!” l’Altissimo durante l’inaugurazione di Notre Dame, rimessa in piedi in soli cinque anni dal terribile incendio che l’avviluppò  senza alcuna deferenza. 
Effettivamente vedersi davanti uno spocchioso francesino con zia al seguito, abile manipolatore di decisioni democratiche che, meglio dei gabolatori dei piazzali degli autogrill nascondenti la campanellina agli astanti somari, ha inficiato la vittoria della sinistra con governicchi patacca utili solo a proseguire nella presa per il culo europea ai sani e puri di cuore, che la strega Ursula agevolerà pure nel prossimo lustro; il Biondone Instabile neo padrone della Biglia Blu che al tempo dell’incendio voleva mandare i canadian air per spegnerlo infischiandosene del crollo totale che la massa d’acqua avrebbe provocato, con al seguito il Toxicum Miliardario Marziano attualmente in cerca di uno stipendio di 56 miliardi di dollari annui, eclatante esempio di concordanza con la padrona di casa, la carità cristiana; l’Aizzante Ricercatore di Ordigni per scatenare la Terza e definitiva guerra mondiale, non in mimetica, e scodinzolante con chicchessia per procacciarsi razzi ed affini; la nostra Ducetta elargitrice di dorate vacanze albanesi alle Forze Armate, che gliene fregava meno della valenza di un discorso di Donzelli della riapertura di Notre Dame, perché era lì solo ad elemosinare uno sguardo, un sorriso dello psicolabile con in testa uno scoiattolo per noti fini di propaganda del gestore Sechi; Insomma: quel “E questi cosa vogliono?” vorrei tanto che sia stato pensato! 
Bene, benissimo ha fatto Papa Francesco a lasciar che “i morti seppelliscano i morti” ossia che la gentaglia di cui sopra che ha pedissequamente insonorizzato le sue parole, deridendole pure, sul privilegiare il dialogo alle pallottole, non meriti nessun riguardo. 
Così dunque sacro e profano proseguono nel mescolamento di intenti, disuguagliando  sempre più gli strati sociali, con prima classe lontana oramai anni luce dalla normalità della vita, come ad esempio la prima della Scala ogni anno testé ci rammenta, e, mannaggia alla tradizione, la povertà semplice della Mangiatoia invece, ad ogni giro temporale, parrebbe stridere con il buco col vuoto attorno che è l’affanno predatorio dicembrino, tant’è che, si mormora, qualcuno dall’alto del fascio potere, abbia contattato le gerarchie di rosso vestite per un cambio di location del presepe, il Twiga ad esempio, perché no? Se nessuno ha assaltato i palazzi romani per l’aumento di un euro e ottanta centesimi delle pensioni minime, vuole dire che ci possiamo bere, belando, di tutto!

Nessuna meraviglia



Non mi meraviglio oltremodo. D’altronde basta guardarsi intorno per comprendere appieno la situazione.
Un abbraccio alle tante coclee sfinite!