domenica 8 dicembre 2024

Vai di Romania!

 

Vacanze romene
di Marco Travaglio
Per la serie “dicesi ‘ingerenza russa’ ogni elezione vinta da chi non piace alla Nato”, ricapitoliamo il caso Romania. Anche perché i prossimi potremmo essere noi. Governati da 30 anni da partiti corrotti e screditati, i romeni votano alle Presidenziali e al primo turno arriva primo l’outsider nazionalista indipendente Calin Georgescu, il meno atlantista e guerrafondaio sul conflitto ucraino al confine. Come in tutte le elezioni, dall’Ue agli Usa. Ma, anziché farsene una ragione e cambiare postura, Ue e Usa gridano ai brogli di Putin tramite Tik Tok: avendo contro tutte le tv e i giornali governativi, Georgescu ha preferito fare campagna su quel social anziché coi segnali di fumo. La Consulta ordina il riconteggio, che però dà lo stesso esito: elezioni regolari. Allora il presidente uscente Klaus Iohannis declassifica per la Corte cinque file dei servizi segreti, ovviamente segreti, per dimostrare che, sì, Georgescu ha preso il 23% perché il 23% dei votanti ha scelto lui, ma solo perché i russi hanno investito ben 400 mila euro per i suoi spot su Tik Tok. E si sa che, appena vedi uno su Tik Tok, cadi in stato di ipnosi e corri a votarlo. Anche gli altri candidati erano su Tik Tok e Georgescu l’han votato soprattutto contadini e anziani, non proprio fan del tiktokismo, ma lasciamo andare. E i sondaggi che danno Georgescu al 63% al ballottaggio? Semplice: Putin, con la sola forza del pensiero o rispondendo alle telefonate dei sondaggisti al posto del campione, ha taroccato pure quelli.
Poi, stanco morto, s’è distratto un attimo: infatti, sette giorni dopo le Presidenziali, i romeni han votato alle Parlamentari e lì, non essendoci Georgescu, han vinto i partiti governativi. Quindi o i truccatori russi dormivano, o TikTok funziona solo alle Presidenziali. Infatti le Parlamentari sono valide, mentre le Presidenziali vengono annullate dalla Consulta due giorni dopo averle avallate e due giorni prima del ballottaggio, mentre i residenti all’estero stanno già votando. Purtroppo la sentenza nessuno può leggerla perché non esiste: le prove dei brogli russi sono o non sono segrete? Brogli occidentali non possono esisterne, poiché mai Nato e Ue interferirebbero in un’elezione, tanto meno nel Paese a cui gli Usa vogliono donare la più grande base Nato d’Europa: non sarebbe da loro (anche se alla vigilia del voto il Dipartimento di Stato ha avvisato che non tollererà cambi di politica estera a Bucarest). Ora, appena si rivota, Georgescu rischia di prendere ben più del 63%, a meno che non lo arrestino o lo mettano fuorilegge. Quindi si rivoterà a oltranza finché il popolo non si deciderà a votare come gli ordinano quelli che non interferiscono. Ma ci sono anche soluzioni più pratiche: abolire Tik Tok, o i telefonini.

L'Amaca

 

Il complotto dei complottisti
DI MICHELE SERRA
Recenti elezioni nell’est Europa (l’ultima in Romania, invalidata dalla Corte costituzionale) secondo fonti diverse sarebbero state fortemente manipolate dalla disinformazione sistematica di siti russi e dal massiccio invio di rubli ai candidati amici.
Non che le ingerenze esterne siano, in politica, una novità rilevante. L’intera Europa, nel Novecento, è stata il campo di battaglia di americani e russi. Ma troneggiava, al centro della scena, l’ideologia. Capitalismo contro comunismo. Usa contro Urss. Qui lo scontro è meno evidente, anche meno decifrabile. Nel caso in questione, il complotto contro le libere elezioni in Georgia e Romania sarebbe stato ordito da complottisti. Sono gli stessi siti e le stesse centrali politiche che da anni raccontano la democrazia europea come semplice copertura dei poteri forti, le migrazioni come strumento della sostituzione etnica programmata da Soros, i Paesi occidentali come luogo della corruzione dei costumi allo scopo di negare Dio e distruggere la Patria e la Famiglia, e in ogni pagina della storia vedono solo la foglia di fico che copre un complotto; sono poi proprio loro quelli che avrebbero complottato per falsare le elezioni.
Forse chi vede complotti ovunque non sa, alla fine, a quale altro metodo affidarsi, e dunque complotta a sua volta. O anche: vede complotti ovunque perché solamente quello è il suo livello di lettura del mondo. Al di fuori di quello schemino, non sa spiccicare parola. Difatti si legge che, secondo la Lega, il voto in Romania è stato annullato “perché il risultato non è gradito a Bruxelles, al politicamente corretto e a certi potenti come Soros”.

Nessuno ne parla!

 



sabato 7 dicembre 2024

Verissimo





Grande commento!


di Francesca Fornario

Anche oggi rassegna stampa delle notizie (mancanti) nelle prime pagine.

Il Sole 24 Ore, unico che in prima pagina - non gridando allo scandalo ma buttandola lì, quasi a dire "Daje, raga", ci informa che: 

- In 10 anni il patrimonio dei miliardari è più che raddoppiato: +121%.
- Gli azionisti Stellantis, 2020-23, hanno intascato 11,7 miliardi di dividendi. Nel mentre vendite a picco: -2,24 milioni di vetture su sette che se ne vendevano. 

Aggiungo i dati che mancano sulla prima pagina del Sole per contestualizzare:
- Nel mentre che raddoppiavano i patrimoni dei miliardari, qui triplicavano i poveri: da 1,9 a 5,6 milioni (9,4% del totale).
- "Vendite a picco" si traduce in "Operai in cassa integrazione, e licenziati". (Il Fatto la spiega meglio del Sole: "Maserati, Elkann visita la fabbrica senza operai").Le famiglie operaie in povertà in Italia non erano mai state così tante: oggi sono 16,5% sul totale delle famiglie povere (che sono quasi una famiglia su 10. In povertà assoluta. Per la precisione l'8,4 per cento sul totale delle famiglie). 

Una volta la Fiat, intesa come macchina, se la compravano gli operai. Non scrivete che si è bloccato l'ascensore sociale: è stato progettato per andare solo in discesa, e funziona alla grande.

Del resto, un po' su tutti i giornali, piccolo richiamo: l'Istat che come sempre dimezza le stime di crescita del governo. Menzione speciale per Messaggero e Gazzettino che lanciano la notizia a tutta pagina e vedono il bicchiere mezzo pieno: "Il Pil frena ma spread ai minimi. Giorgetti: Strada giusta, continuiamo così". (Giorgetti l'ex Msi poi nel partitio sovranista che voleva cancellare la Fornero, uscire dall'Euro, suonarle alle elites finanziarie di Bruxelles e ai bamnchieri ecc ecc. Esatto, Giorgetti già ministro dello sviluppo economico di Draghi promosso da Meloni al ministero dell'Economia, lui).

Il ge no ci dio sempre solo sul Manifesto: "Le ceneri di Ga za. Bombe, carestia, famiglie distrutte: non è rimasto più niente", con la struggente vignetta di Maicol & Mirko che ogni giorno dice tutto quello che i giornali non dicono. Un teschio che recita "non abbiamo più guange da porgere". L'altro ieri era il figlio: "Papà, posso aiutarti a distruggere il mondo? Almeno stiamo un po' insieme"). 

Avvenire apre sulla nuova normativa flussi che renderà i ricongiungimenti familiari - già complicatissimi - ancora più difficili (siamo o non siamo il paese della famiglia tradizionale?).
Menzione per La Verità, che anticipa che Biden, dopo il figlio, potrebbe graziare Fauci per aver mentito sulle origini del virus davanti al Congresso, negando che fosse "sfuggito" dal laboratorio Statunitense di Wuhan, ipotesi ormai appare la più verosimile (altrimenti, perché la grazia?). 

Il resto è tutto un ong che rosicano per la stretta sui migranti e strali contro il Papa troppo progressista, evabbé, facciamoci scavalcare a sinistra dal Papa, che peggio di così).

(Ma quindi, di cosa parlano gli altri giornali? Gongolano perché la Rai sovranista rischia di farsi scippare il Festival di Sanremo. Non si parla d'altro al bar).

copertine nei commenti. teniamoci stretti.

Ok John!

 



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