Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
lunedì 27 maggio 2024
domenica 26 maggio 2024
Grazie!
Qull'ombrello...
L'Amaca
Quelle parole di sette secoli fa
Capisco le buone intenzioni della prof di Treviso che, su richiesta dei genitori di due alunni musulmani, li ha esonerati dallo studio della Commedia. Ma non ne condivido la scelta. La cultura serve a contestualizzare la storia e l’arte, collocando ogni evento e ogni opera nella sua epoca. Atti ed eventi degli uomini diventano, fuori contesto, incomprensibili: un mishmash senza senso. Dante scrisse la Commedia più di settecento anni fa, in un mondo totalmente differente dal nostro e in una lingua appena nascente. Ficcò Mohammed all’Inferno (insieme a tanta altra gente, brava e meno brava) in buona sintonia con la natura giudicante e guerriera, certo non ecumenica e tollerante, del cristianesimo dell’epoca, in un’Europa fresca reduce da due secoli di Crociate. Se, per paradosso, un’opera di uguale struttura, che adottasse lo stesso vaglio etico, vedesse la luce oggi, al suo autore verrebbe consigliato un buon psicanalista, e nessun editore vorrebbe pubblicarla: non perché sconveniente, ma perché non avrebbe alcun senso. Certo, non dev’essere facile spiegare Dante a studenti musulmani. Ma se a scuola si insegnano la dominazione araba nel Mediterraneo, le Crociate, l’imperialismo delle potenze cristiane europee, l’espansione ottomana, e tutte le sopraffazioni e le violenze delle quali è fatta la storia, non è per esaltarle o per condannarle: è per conoscerle. Per sapere da dove veniamo, da quali avvenimenti, da quali credenze, da quali parole, da quale gente. Così come non esiste una messa all’indice degli eventi storici, per quanto abominevoli, non può e non deve esistere un indice delle opere dell’ingegno.
Ieri sera...
Non ero mai andato ad un loro concerto. Ieri sera finalmente l'ho gustato: un'esperienza unica, il nettare. del duro Rock. Una band immortale, con Angus paladino del riff. Musica esagerata, soprattutto nel volume. Oltre centomila fans adoranti per qualcosa che sfonda il muro della temporalità.
Gli AC DC sono qualcosa di unico, irripetibile.
Unico neo: a Campo Volo - Reggio Emila - organizzano solo per far soldi. Abbiamo lasciato l'enorme parcheggio sul prato dopo quattro ore! Quattro ore ad attendere per il caos generato dalla presenza di migliaia di auto. Ma era prevedibile almeno che tu organizzatore, assieme al comune, abbia deciso di battertene gli zebedei, la conferma nell'assenza di cartelli numerati che agevolassero l'identificazione della propria auto; ho visto personalmente gente che vagava ancora alle 4 del mattino alla ricerca del mezzo per tornare a casa.
Peccato perché poteva essere una serata speciale, quasi come i venditori di birra che hanno incassato cifre lontane ogni logica.
Concludendo: grandissimi AC DC! Viva il Rock!