venerdì 24 maggio 2024

Daniela in punta di fioretto

 

Giorgia, Lollo&C. cazzari si nasce
PAROLE AL VENTO - C’è chi dice che ministri e parenti di Meloni sono troppo ridicoli per essere fascisti, ma anche il regime lo era. Dalla “sana alimentazione” nella Carta alla “banda musicale” di via Rasella
DI DANIELA RANIERI
A chi dice che ministri e/o parenti di Giorgia Meloni sono troppo ridicoli e ciarlieri per essere fascisti, ricordiamo che anche il fascismo era ridicolo e ciarliero (Gadda su Mussolini: “Primo ministro delle bravazzate… Maresciallo del cacchio, primo Racimolatore e Fabulatore ed Ejettatore delle scemenze e delle enfatiche cazziate”), anche se forse non così tanto.
Ogni giorno passa una sfilata carnascialesca di scappati di casa; altro che la schiera promessa di geni incompresi, intellettuali controversi, vati, poeti e profeti che dal Colle Oppio (ma pure da Milano 2 e dai capannoni della Lega), dopo 70 anni di ostracismo dei “governi della sinistra”, avrebbe rifatto grande l’Italia a passo romano.
Il nostro preferito è Francesco Lollobrigida, ministro cognati causa. L’altro giorno da Pescara (ci avete fatto caso? Lollobrigida è sempre in trasferta, a inaugurare qualcosa o a cianciare in qualche convegno, come quegli impiegati pubblici che sono sempre “fuori stanza”), ha scandito con tono stentoreo che, tramite l’apposito capogruppo di FdI alla Camera Foti, vuole modificare l’art. 32 della Costituzione, quello che dice che “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”, aggiungendoci quel suo pallino della “sovranità alimentare”. Perciò: la suddetta Repubblica “garantisce la sana alimentazione del cittadino. A tal fine… tutela i prodotti simbolo della identità nazionale”. Lollo da Tivoli emenda i Padri Costituenti, che hanno pensato alla salute pubblica e si sono dimenticati il Barolo dop e la mozzarella di bufala campana. Secondo Lollo “i poveri mangiano meglio” (infatti lui, gourmet sopraffino, consuma i suoi pasti alla Comunità di Sant’Egidio). Una volta dal Tg1 delle 20 si collegò con la Iss, la Stazione spaziale internazionale, per annunciare l’invio a bordo di tre chili di fusilli: “Scegliere di portare la pasta italiana è una sfida alla space economy! Avremo una stazione sulla luna e su altri pianeti, senza rinunciare al grano dei nostri agricoltori!”. Sul più bello saltò il collegamento con la Iss, segno che pure le correnti gravitazionali si sono ribellate alla mega-cazzata siderale. Come dimenticare quando chiese a Trenitalia, che obbedì celermente come avrebbe fatto con chiunque di noi, di fermare un treno ad alta velocità a Ciampino per non fare tardi all’imprescindibile inaugurazione di un giardinetto a Caivano (a Lollo piace inaugurare, come quando, da assessore regionale, inaugurò il sacrario di Affile dedicato a Rodolfo Graziani, gerarca fascista e criminale di guerra). Poi respinse l’accusa di aver usato un’espressione neo-nazista, “sostituzione etnica”, ammettendo di essere un ignorante (d’altronde s’è laureato in una università online, a proposito di merito). Giorni fa ha detto che gli animali “non sono esseri senzienti”, quindi si possono mangiare (per sillogismo, possiamo mangiare pure alcuni ministri), ma del resto i texani della Garbatella approvarono in commissione Bilancio un emendamento che consentiva di sparare ai cinghiali anche in città e, in caso, di consumarli in loco.
Il ministro dell’Interno Piantedosi, che passerà alla Storia per il decreto che ha spezzato le reni ai rave, dopo la strage di Cutro rimproverò i genitori dei bambini morti, “irresponsabili” che non fanno abbastanza per il riscatto del loro Paese. Poi per gli sbarchi triplicati diede la colpa agli italiani, troppo “attrattivi” per i migranti (Crosetto ai mercenari della Wagner, prima che il loro capo si ribellasse a Putin diventando il leader spirituale dei liberali atlantisti e candidandosi de facto a editorialista del Foglio).
Il presidente del Senato La Russa sostiene che i nazisti uccisi in via Rasella fossero “una banda musicale di semi-pensionati” (con sei bombe a mano attaccate alla cintola per le percussioni) e propose una “mini-naja di 40 giorni” per ragazzi che vogliano “partecipare alla vita militare” e “imparare cos’è l’amore per l’Italia”, convertibile in “punti per l’università” (avremo chirurghi incapaci di operare perché si sono mini-arruolati per la Patria).
Menzione d’onore per la ministra al Twiga Daniela Santanchè, imputata per truffa aggravata allo Stato, difesa dalla Meloni fino alla eventuale condanna: solo allora verrà promossa a più alta carica istituzionale.
Il ministro della presunta Giustizia Nordio, col favoreggiamento di tutta la destra compreso Renzi, vuole abolire intercettazioni, trojan e reato di abuso d’ufficio (perché le condanne sono poche; fossero state molte, avrebbero detto che era da abolire perché non serve da deterrente); per lui i magistrati sono psicopatici fino a prova contraria (il “test Minnesota”, superato dal ministro stesso, a riprova della sua precisione).
Vale due parole Valditara, ministro dell’Istruzione e financo del Merito, secondo cui gli studenti devono imparare l’umiliazione (ma voleva dire “umiltà”: mica tutti devono sapere l’italiano): sua l’idea del liceo del Made in Italy per “valorizzare e promuovere le eccellenze italiane”, un flop epocale con meno iscritti di una bocciofila di paese (e ora chi manderà la carne chianina su Marte, come sognato da Lollobrigida?).
Notevole Sangiuliano, ministro della Cultura dopo anni di ostracismo (era direttore di un Tg nazionale, praticamente viveva nelle catacombe), che allo Strega vota i libri che non legge, voleva offrire il Colosseo (o Pompei) a Zuckerberg e Musk per azzuffarsi in una location antica romana e crede che Dante sia “il fondatore del pensiero di destra in Italia”, insieme a Montesano e Pino Insegno, s’intende.
Di questi bamboccioni s’è circondata Giorgia, che si faceva chiamare “il Presidente” e ha ripiegato sul più casual “Giorgia” perché lei è “del popolo”, cosa che ad alcuni fa pensare a Evita (Peron), mentre il riferimento più adatto è alle troniste di Maria De Filippi. Ciò perché “il palazzo non mi isolerà”, ma è lei il palazzo! Intanto, si è comprata una villona da 1 milione di euro, altro che “attico a New York” di Saviano, stigmatizzato per anni da Giorgia e peraltro mai posseduto dallo scrittore.
Mussolini per Gadda era il “Capocamorra”: sebbene FdI sia piena di arrestati per camorra e ’ndrangheta, diciamo che Meloni è la Capocazzara.

Non lascia prigionieri

 

Bibi a sua insaputa
di Marco Travaglio
Poi dicono che non bisogna leggere i giornali. Ma scherziamo? Sul Corriere , per dire, c’è una straziante intervista di Bruno Vespa che compie 80 anni e narra le atroci persecuzioni politiche subìte nei suoi primi 62 anni di Rai: “Se fossi stato di sinistra avrei avuto una carriera più facile”. Essendo un democristiano entrato in Rai nel 1962 e andato in onda ogni giorno da allora a oggi, è facile immaginare le angherie che subì dalla Rai democristiana fino alla direzione del Tg1, poi da quella ulivista che gli affidò Porta a Porta e glielo moltiplicò per quattro, poi in quella di B. a cui riservò agguati come il Contratto con gli Italiani, giù giù fino a quella meloniana che gli aggiunse le cinque serate settimanali di 5 Minuti. Un vero calvario.
Ma, sul Corriere, c’è soprattutto l’editoriale di Paolo Mieli contro il procuratore Khan della Corte dell’Aja, che ha osato chiedere l’arresto di tre capi di Hamas per il pogrom del 7 ottobre (e fin lì tutto bene), ma anche di Netanyahu e del suo ministro della Difesa Gallant per i crimini di guerra a Gaza. Non abbiamo mai creduto granché nella Corte dell’Aja, che per trent’anni s’è scordata dei crimini di guerra di Usa, Nato&C. in Serbia, Afghanistan, Iraq, Libia, Donbass ecc. Ma non possiamo non notare che, popolarissimo quando chiese l’arresto di Putin per la deportazione in Russia di migliaia di bambini ucraini (peraltro vivi), ora Khan è nel mirino di Israele, dunque degli Usa, dunque di Mieli&C. perché fa altrettanto con Netanyahu, che i bambini palestinesi di Gaza li fa uccidere a migliaia. Fiumi d’inchiostro per denunciare che Mosca non riconosce l’Aja, ma non per dire che i “buoni” Usa, Israele e Ucraina fanno lo stesso (e ci mancherebbe, coi crimini che commettono). Secondo Mieli, la richiesta d’arresto di Khan è “irrituale” perché ora c’è “un molo predisposto dagli Usa per i sussidi alimentari e farmaceutici a Gaza”: un vero sollievo, per i 35 mila e più morti ammazzati. Segue un amorevole consiglio a Bibi: “sottoporsi al giudizio e all’arresto” per mostrare “di che pasta è fatto”, “partecipare a ogni seduta del processo e portare tutte le prove della non intenzionalità di Israele nel massacro che si è compiuto a Gaza”. Ecco, il massacro “si è compiuto” da solo, all’insaputa di Netanyahu e ci sono “tutte le prove”: basta portarle. Non so Mieli, ma io suggerirei a Bibi di farsi prestare l’avvocato da Scajola.
Ps. Le autorevoli Iene mi accusano di voler occultare ciò che ho detto su Forti ad Accordi e Disaccordi (infatti la puntata integrale è sulle piattaforme Discovery e Tv Loft). Se hanno dovuto rimuovere il video dal loro servizio è perché l’hanno rubato senza avere il permesso di Discovery e Loft né pagare i diritti che ora verseranno. Vergogniamoci per loro.

L'Amaca

 

Nella festosa cornice
DI MICHELE SERRA
L’arrivo del detenuto Forti nel carcere di Verona è approdato sui media con accenti festosi e surreali, con tanto di selfie, apprezzamenti sul cibo, anzi sul food, e visita amichevole, con grandi manate sulle spalle,dell’ennesimo fascistone, un deputato meloniano grande e grosso, dunque sperabilmente un bonaccione. Ottima l’accoglienza del personale. Non è stato reso noto se abbia avuto luogo il tradizionale drink di benvenuto. Perché il detenuto Forti sia stato platealmente adottato da Fratelli d’Italia e dunque dal governo, l’ho già scritto, per me è un mistero insondabile. Non esiste ragion politica, o logica elementare, che possa spiegarlo. Si aggiunge al mistero primario quello collaterale: il rumoroso gaudio cameratesco con il quale la vicenda si sta sviluppando. Siamo pur sempre di fronte a una condanna all’ergastolo per omicidio, al dramma della detenzione — condizione tra le più penose per qualunque essere umano — , a un caso giudiziario delicato, controverso e doloroso. Parlarne con discrezione e riserbo, e gestire il tutto al riparo dalle pacche sulle spalle e dalle foto celebrative con Giorgia, non sarebbe più savio e, se posso permettermi, anche più educato? Pare che i detenuti non dello stesso rango siano rimasti sgradevolmente colpiti. Come biasimarli?
Si paventano i prossimi sviluppi. La partecipazione a un reality? Un libro a quattro mani con l’avvocato Taormina? Un sottosegretariato? Una ospitata a Sanremo, ora che il festival è stato infine liberato dal giogo comunista, così tipicamente incarnato da Amadeus? Noi siamo qui, in serena attesa. La vicenda è così bizzarra che comincia, quasi, ad appassionarci.

giovedì 23 maggio 2024

Trentaduesimo



Eroi mai dimenticati.

Prima Pagina

 


Ci avevate creduto?

 


Risposta all'attacco

 

Rei con fessi
di Marco Travaglio
Il Fatto che chiama “assassino” un assassino continua a fare scandalo fra i bugiardi incalliti, sinceramente indignati per un giornale che dice la verità. Dopo gli scudi umani meloniani e lo zoo del Chico Forti Fan Club, anche i due presunti comici di Floris hanno gabellato il nostro trafiletto a pag. 14 su Di Maio che annunciava l’estradizione per un editoriale innocentista del direttore, divenuto colpevolista perché ora c’è la Meloni. La prova schiacciante è che, riportando un’agenzia, definivamo Forti “ex produttore ed ex velista… imprenditore trentino… condannato all’ergastolo per omicidio premeditato”. E, com’è noto, gli imprenditori trentini ex velisti ed ex produttori condannati per omicidio sono innocenti perché le tre professioni sono incompatibili con qualsiasi delitto. Risate, applausi, spot, alé!
Intanto, su Italia1, anche le autorevoli Iene ci davano lezioni di coerenza. Pulpito quantomai credibile: denunciano tutti, anche chi frega qualche spicciolo, ma in 27 anni non si sono mai accorte che il loro padrone frodava centinaia di milioni al fisco e finanziava la mafia, oltre a stipendiarle. Gli argomenti della lezione sono inoppugnabili. 1) Un ministro che annuncia l’estradizione di Forti equivale alla premier che lo riceve con tutti gli onori. 2) L’estradizione del pregiudicato perché sconti il residuo pena in Italia, dopo che si è dichiarato colpevole e la Corte d’appello di Verona ha fatto propria quella di Miami senza trovarvi nulla di men che fondato e l’ha trasformato in assassino anche per la giustizia italiana, è un’assoluzione. 3) Forti si dichiara innocente, dunque è innocente: anche se aveva il movente, aveva comprato la pistola intestandola a un altro, era sul luogo del delitto, era fino a poco prima con la vittima di cui ha cancellato le tracce facendo lavare l’auto (ma non il gancio con la sabbia della spiaggia del delitto), ha mentito per depistare l’indagine e si è sempre opposto a divulgare gli atti del processo. Quindi anche Riina, Provenzano&C., i nazisti a Norimberga, Pacciani, la Franzoni e ora la Pifferi, essendosi detti innocenti, lo sono. Si attendono campagne delle Iene anche per loro e non solo per Rosa e Olindo, che invece sono innocenti perché hanno confessato. 4) Forti è innocente perché lo dice un fratello della vittima: infatti nei processi per omicidio, prima di emettere la sentenza, si chiede sempre il permesso ai parenti del morto fino al terzo grado e, se uno non è d’accordo, si lascia perdere. 5) Forse Forti è stato condannato “solo” come mandante dell’omicidio, ergo non si può chiamarlo “assassino” (ma neppure Hitler o Riina). 6) Le sentenze definitive diventano provvisorie se non piacciono alle Iene. 7) L’ultima frontiera dell’audience è spacciare gli omicidi per suicidi e i suicidi per omicidi.