giovedì 29 febbraio 2024

Finalmente!

 

Finalmente qualcuno che scrive non seguendo il servile codazzo slurp slurp di molti pennivendoli, evidenziando tra l'altro verità che mi potrebbero indurre, felice come sono, ad acquistare altri due abbonamenti del suo giornale, serio e, soprattutto, libero.
I nuovi sonnambuli
di Marco Travaglio
Dice Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue e badante di Joe Biden, che “dobbiamo muoverci velocemente” contro una fantomatica “minaccia di guerra” fabbricando nuove armi sempre più distruttive, “come è già stato fatto con i vaccini”. E nessun infermiere porta via questa squilibrata che paragona farmaci che hanno salvato tante vite umane a strumenti di morte che ne stermineranno altrettante. Intanto, a Roma, il nuovo Trio Lescano Mantovano-Belloni-Guerini lancia l’ennesimo allarme su una “campagna ibrida russa contro l’Italia” e non solo: “76 Paesi del mondo andranno al voto” e sono tutti “a rischio di interferenze” targate Putin, noto per truccare le elezioni dell’intero globo terracqueo, ma solo dove vince chi non dovrebbe. E telecomanda pure la protesta dei trattori. Ma anche lì non c’è traccia di personale sanitario che si prenda cura di questi acchiappafantasmi. Per capire la follia che annebbia le menti delle classi intellettuali e dirigenti europee basta unire i puntini degli ultimi due anni: più armiamo l’Ucraina e sanzioniamo la Russia, più la Russia avanza in Ucraina e l’Europa si dissangua, i ceti medi e bassi si impoveriscono, crollano i partiti bellicisti e crescono quelli pacifisti e i multipolari, ma purtroppo anche i fascisti e gli ultranazionalisti, votati da chi si sente ancor più solo e meno protetto dinanzi a regole e austerità asimmetriche valide per lui, ma non per i miliardi e le armi inviati a getto continuo a Kiev, che già fa concorrenza sleale sui cereali.
Nello splendido libro I sonnambuli. Come l’Europa arrivò alla Grande Guerra, Cristopher Clark smonta la storia scritta dai vincitori che incolpa in esclusiva gli imperi di Germania e Austro-Ungheria per la Prima guerra mondiale e le conseguenti tragedie del comunismo, del fascismo e del nazismo: “Lo scoppio della guerra non è un giallo di Agatha Christie, alla fine del quale si scopre il colpevole con la pistola ancora fumante accanto a un cadavere. In questa storia… ciascun personaggio principale ne ha in mano una. I tedeschi non erano i soli imperialisti… in preda a ossessioni paranoiche. La crisi che portò alla guerra nel 1914 fu il frutto di una cultura politica condivisa” : destre nazionaliste, liberaldemocratici e socialisti rivoluzionari. Tutti “sonnambuli apparentemente vigili, ma incapaci di vedere, tormentati dagli incubi ma ciechi di fronte alla realtà dell’orrore che stavano per portare nel mondo”. Oggi i sonnambuli vestono i panni degli “euroatlantisti” che ci trascinano spensieratamente verso la terza guerra mondiale, portano i voti con le orecchie ai fascisti e poi, appena escono i sondaggi o si aprono le urne, danno la colpa a Putin per non doversi guardare allo specchio.

L'Amaca

 

Una questione di donne
DI MICHELE SERRA
Il commento più stravagante alla sconfitta della destra in Sardegna è del ministro Lollobrigida, che fa notare, con fierezza, che “la prima donna presidente della Sardegna, così come la prima donna segretaria del Pd, hanno seguito l’esempio della prima donna presidente del Consiglio, che è Giorgia Meloni”. Come è evidente e come è noto, Todde e Schlein sarebbero ancora a casa a esercitarsi nel punto croce se non avessero colto al volo il varco aperto valorosamente da Giorgia, buttandocisi a capofitto e imitandola spudoratamente.
A sostegno del cognastro (cognato-ministro) va detto che la larga maggioranza dei commenti politici post-elettorali non brillano per acutezza o per profondità dell’analisi. Si tratta, in genere, di frasette estorte da qualche microfono e trasformate in ipse dixit, stante la famelica necessità mediatica di virgolettare anche le imprecazioni o gli sbadigli. Ma proprio questa costante minaccia di finire confezionati in qualche pastone, in qualche lancio d’agenzia, in qualche trafelato servizio di tigì, dovrebbe e potrebbe suggerire ai politici molta prudenza, o addirittura una sana astinenza. Va bene il bisogno di visibilità, ma spesso essere visibili, nonché udibili, può diventare imbarazzante.
Vero è che, se non aprissero bocca, poche ore dopo si leggerebbe sui più autorevoli siti e giornali che “X accusa il colpo e si è chiuso in un silenzio eloquente”, mentre magari X, allegrissimo, è a pesca con gli amici, con i quali chiacchiera di tutto, tranne di politica. Ma è un rischio da correre: almeno non ci si può rimproverare di avere collaborato con il carnefice buttando nel famoso tritacarne mediatico quattro parole a vanvera.

mercoledì 28 febbraio 2024

Idiozia sconfinata



Leggere queste notizie da una parte fa male al cuore, dall’altra infonde la consapevolezza che in molte strutture, come ad esempio il British Board of Film Classification, vegetino una pletora di sontuosi imbecilli. Innalzano a film per minori di 12 anni solo se accompagnati da genitori una dei film più belli di sempre, che personalmente ricordo di aver visto per tre domeniche consecutive, tra lo scoramento di mio padre, solo perché gli spazzacamini vengono definiti “ottentotti”, termine dispregiativo con cui i bianchi europei definivano i popoli nomadi dell’Africa meridionale. E allora? Siete a conoscenza voi imbelli albionici della quantità di immagini, di messaggi, di interazioni che roteano nella cervice di un undicenne? Avete mai visto i programmi a loro dedicati nella fascia pomeridiana, di una bassezza culturale imbarazzante? E gli spot per acquistare scarpe da 400 euro quelli non sono vergognosi, non dovrebbero essere calmierati? Fate pena idioti!

Buona giornata!




L'Amaca

 

È una questione di aritmetica
DI MICHELE SERRA
Todde non è Toninelli potrebbe essere lo slogan (un po’ sommario, come tutti gli slogan) che aiuta a non considerare i cinquestelle solo come una gigantesca “bolla” destinata a scoppiare. L’idea che quel mondo sia solo un magma improvvisato di populisti sempliciotti, con venature filo-russe e complottiste (aiuto, le scie chimiche!) ha buone pezze d’appoggio: ma è riduttiva, e dunque ingannevole.
Quel mondo — fino dal suo sorgere — è una specie di grande vasca di compensazione dei delusi di sinistra e di destra. Nonché il risultato di una rivoluzione anagrafica: trentenni contro la gerontocrazia italiana (andate a rivedere, se non ci credete, l’età media degli eletti “grillini” alle politiche del 2013). I flussi elettorali dicono che i voti grillini provenienti da destra sono rientrati ben presto a casa loro, catalizzati da Meloni. Rimangono, detto per sommi capi, quelli cosiddetti di sinistra.
La legittima diffidenza per Conte (che ha governato con Salvini) non è automaticamente applicabile al suo elettorato. Né a una parte, non piccola, del personale politico del movimento, che in dieci anni ha imparato a fare politica e conoscerne la complessità. Come costruire un’alternativa politica a questo governo di destra, forse di estrema destra, senza i cinquestelle, non è nemmeno una questione politica: è una banale questione aritmetica. La Sardegna questo ha detto.
Poi, ovviamente, ognuno la pensa a suo modo, ed è libero di immaginare che esistano altre strade. Capissimo quali, sarebbe di grande aiuto al dibattito.

Puntinismo e puttanieri

 Bugiardi, pazzi e criminali

di Marco Travaglio
In principio erano le armi a Kiev per sconfiggere la Russia e le sanzioni per mandarla in default. Poi le settantatré malattie di Putin per condurlo alla tomba. Poi il golpe di Prigozhin, o chi per esso, per rovesciarlo come lo zar. Poi la prima controffensiva ucraina, la seconda e la terza, una più irresistibile dell’altra. Poi l’Armata Rotta che ha finito gli uomini, le divise, le munizioni, i missili, i carri armati, le navi e tutto il resto, “combatte con le pale del 1869” e “le dita al posto delle baionette” e batte in ritirata. Ora che l’avanzata russa in quel che resta dell’Ucraina spazza via gli ultimi brandelli di balle dei media europei e soprattutto italiani, ne servono disperatamente di nuove. Ed ecco pronto il fornitore ufficiale, Zelensky, che annuncia liste di putiniani da zittire (si pensava fossero i pacifisti, poi si è saputo che sono russi da espellere: in pratica è furibondo perché i russi sono filo-russi) e ripete che Putin è pronto a invadere l’Europa. Nessuno sa con quali mezzi, uomini e soprattutto motivi, visto che fatica pure a prendersi l’intero Donbass e attaccò l’Ucraina proprio perché non era ancora entrata nella Nato e non rischiava la guerra atomica. Ma sono quisquilie: ci vuole un Recovery bis da centinaia di miliardi per la guerra alla Russia. Cioè: siccome è morto Navalny, facciamo morire altre decine di migliaia di ucraini. Macron si porta avanti col lavoro: “Inviare truppe di terra in Ucraina perché la Russia non vinca questa guerra”, anche se purtroppo “non c’è ancora consenso”. Che costui, spirito guida dei nostri centrini, fosse il politico più stupido d’Europa era noto: ora si sa che è anche il più folle. Con l’aria e i sondaggi che tirano, l’idea di mandare al macello migliaia di giovani europei in una guerra già persa per salvare la faccia tosta sua e di altri leader morenti gonfierà vieppiù i consensi della Le Pen e di tutte le destre dell’Ue. Così alle Europee del 7 giugno vedrà che bel consenso avrà la sua guerra in un continente definitivamente fascistizzato grazie a lui e a quelli come lui.
L’unica opzione che questi manigoldi escludono a priori è negoziare prima che la sconfitta di Kiev e Nato diventi disfatta, con un compromesso che salvi il salvabile (i pezzi di Ucraina ancora in piedi e gli ucraini ancora vivi). Quello che si stava facendo due anni fa in Turchia subito dopo l’invasione russa. Il 28 marzo 2022 un pericoloso putiniano dichiarò: “Lo status neutrale e non nucleare dell’Ucraina siamo pronti ad accettarlo: se ricordo bene, la Russia ha iniziato la guerra per ottenere questo. Poi servirà discutere e risolvere le questioni di Donbass e Crimea. Ma capisco che è impossibile portare la Russia a ritirarsi da tutti i territori occupati: questo porterebbe alla Terza guerra mondiale”. Il suo nome era Volodymyr Zelensky.