domenica 26 giugno 2022

Amaca

 

La differenza che pesa di più
DI MICHELE SERRA
Le donne ricche potranno sempre abortire in sicurezza, ovunque vivano. Il censo le mette in salvo più di ogni legge. Saranno le donne povere (che negli Usa sono una moltitudine, e con scarsi appigli nel Welfare) a rimanere triturate, nel corpo e nello spirito, dalla sentenza della Corte Suprema, lasciata a bella posta da Trump come una bomba a tempo, che esplodesse anche dopo la sua sconfitta. Due volte golpista, con l’assalto a Capitol Hill e con la manomissione della Corte Suprema.
Quando si dice “destra reazionaria”, ben al di là del velame religioso, ideologico, culturale, perfino oltre la eterofobia maschile che riduce le femmine a fattrici, si dice esattamente di questa spudorata indifferenza alla sperequazione sociale. Tirare una riga sopra l’aborto assistito equivale a tirarla sul Welfare, sull’assistenza pubblica, sulla speranza di autodeterminazione di chi nasce nel bisogno. Chi si batte con passione, in America e altrove, sulla lesione dei diritti delle donne, farà bene a sottolineare che per le donne povere l’offesa è doppia: perché donne, e perché prive dei mezzi per diventare madri, oppure non diventarlo, decidendolo e non subendolo.
Nessuna differenza rende più differenti della povertà, nessuna condizione è più indifesa e discriminata. La P di povertà non figura nel sempre più lungo elenco delle categorie che si sentono escluse, e questa mancanza, finalmente, comincia a sembrare madornale perfino alla sinistra americana meno attenta alle questioni sociali: come se nel vasto campo dei diritti negati non ci fosse anche quello di condurre una vita dignitosa. Tra le americane povere e le americane ricche la differenza, da domani, aumenta. Chissà che anche questa sentenza brutale non aiuti a recuperare la P tra le lettere degne di tutela.

Comprensione




Finalmente ho capito cosa significa parlare in corsivo, come Elisa Esposito, in foto, per così dire, insegna: una cantilena quasi irritante, una nenia evocante il mai dimenticato Bernardo, il servo di Zorro. Non mi tocca, né m’induce a qualsivoglia giudizio, perché di censori qui non ve ne sono. Volete parlare in corsivo? Liberissimi di farlo! Non però per le mie coclee! (Ps: signorina Esposito, una domanda forse un po’ personale: alla sua “veneranda” età quanto tempo passa al trucco? Glielo dico in corsivo: aee quaendoa avreai quaraentaenni chae faeraei? Doadici orae di truccoae al dì? Scusi l’impertinenza!

Cosmo relativo



Stamani ho mancato l’appuntamento, essendo uscito di casa alle 5:15. Domani anticiperò di mezz’ora per gustare lo spettacolo del cielo di questi giorni, ovvero i cinque pianeti allineati in ordine di vicinanza al Sole, Saturno a dire il vero si sta defilando, ma fa lo stesso. Un evento che riporta all’infinita nostra piccolezza, relativo e pure insignificante perché dipendente dal nostro punto di vista, che non conta nulla, come invece vorremmo far credere a noi stessi, tanto smargiassi da considerarci padroni del tutto. Ma non è così. Viaggiando a velocità incredibile su questo sassolino sperduto, ci attanagliamo su irrilevanze svianti da quell’evanescenza che se inglobata potrebbe farci gustare ogni momento della nostra esistenza, tra l’altro pure quantificabile: uno zero virgola con otto zeri e poi 5172 e altri numeri in rapporto ai tredici miliardi e passa dell’universo del quale, tra l’altro, ne riusciamo vedere solo un infinitesima parte, circa 93 miliardi di anni luce. 
Insomma lo spettacolo della pre alba di questi giorni anche se effimero e riferito al nostro punto di vista, meriterebbe attenzione solo per farci partecipi di quest’incredibile ingranaggio, composto dagli stessi elementi base, dove tutto è progettato per finire, il Sole tra cinque miliardi di anni, per far posto e spazio a nuovi ammassi stellari. La Vita appunto.

sabato 25 giugno 2022

Travaglio!

 

Scusate, avevo ragione
di Marco Travaglio
Una vecchia barzelletta sul razzismo racconta di Michael Jackson che, a furia di schiarirsi la pelle, diventa bianco, corre allo specchio e commenta compiaciuto: “Sono bianco da un minuto e già ’sti sporchi negri mi stanno sul cazzo”. Mutatis mutandis, è l’urlo liberatorio di Di Maio & dimaietti che, un minuto dopo la scissione, già sputavano sul loro passato e si scusavano per i loro meriti. Di Maio aveva già iniziato, rinnegando le sacrosante critiche a Mattarella e Draghi, la visita ai Gilet gialli (molto opportuna se non fosse stato ministro), persino la normale richiesta di dimissioni al sindaco arrestato Uggetti (ora lo incoraggerebbe a riunire la giunta nell’ora d’aria). Intanto digeriva senza un ruttino le controriforme draghiane che ammainavano non solo le bandiere del M5S (Spazzacorrotti, Superbonus, pace, ambiente), ma persino le sue (dl Dignità). E faceva pappa e ciccia con Giorgetti, Brunetta e altri nemici del suo Rdc e del salario minimo. Ora completa l’opera oltraggiando la memoria di Casaleggio con la battutaccia “Uno non vale l’altro”, segno che in 13 anni non ha mai capito il suo “Uno vale uno”: che non si riferiva a candidati, ministri e sindaci, ma agli iscritti che, nella “democrazia partecipativa”, si esprimono sulle scelte fondamentali.
Alla compagnia s’è aggiunta Lucia Azzolina, ex buona ministra, ora in stato confusionale: per 17 mesi ha denunciato i disastri del successore Bianchi, dai tagli alla scuola alla sanatoria dei precari (lei, per averla rifiutata, è sotto scorta); ora va con chi dipinge Conte come un islamista radicalizzato perché non è abbastanza filogovernativo e presto sarà alleata di chi la insultava per il rossetto rosso e i banchi a rotelle. Troverà pure Anna Macina, la sottosegretaria dimaiana alla Giustizia che un anno fa avallò come ottimo compromesso la schiforma Cartabia modello base: quella che demoliva la blocca-prescrizione di Bonafede ammazzando con l’improcedibilità i processi d’appello oltre i 2 anni. I ministri si fidarono e la votarono. Poi Gratteri, Scarpinato, Anm e Csm spiegarono la catastrofe. E Conte dovette imbastire una trattativa in salita con Draghi per sventare la minaccia almeno per i reati più gravi. Ora la giureconsulta dice “mai più gogne” come una renzian-forzista qualsiasi, esalta il bavaglio detto “presunzione d’innocenza” e accusa i 5Stelle di violare il “fine rieducativo della pena” perché vogliono in carcere i condannati al carcere (la pena, per rieducare, dev’essere finta). È l’antipasto del prossimo Salvaladri Cartabia per liberare i condannati sino a 4 anni. Finora il M5S poteva bloccare queste porcate. Oggi, grazie ai dimaiani, può solo restare a guardare. Oppure uscire e tornare fra la gente. E sarà sempre troppo tardi.

venerdì 24 giugno 2022

Ricorrenza




Ombre e canicola

 

Restando nell'ombra onde evitare sbandamenti dovuti al caldo, il refrigerio, minimo, che ne deriva mi permette di evidenziare alcune storture sociali oramai calcificatesi dentro i meandri immondi di questa società. Ed inizio dal più eclatante ma, ahimè, il più ibernato: i giovani ed il lavoro, ovvero imbarazzo e tristezza mescolati dalla gentaglia che si approfitta di loro. Affiorano infatti delle proposte di assunzione che meriterebbero un Tso obbligatorio per i proponenti: dodici ore al giorno per 6 giorni alla settimana per un totale di 700 euro di stipendio. Ci rendiamo conto di come sia vergognosa questa realtà? 

E non mi si venga a dire che i giovani non hanno voglia di soffrire, che un tempo i riccastri di oggi fecero gavetta, perché il vaffanculo sarebbe immenso! 

Siamo difronte all'abisso e facciamo finta di nulla! 

I giovani vengono schiavizzati, chi dovrebbe andare in pensione trova modo e maniera per rimanere a rompere i coglioni, il mondo del cosiddetto turismo, fatte naturalmente delle eccezioni che per fortuna ancora emergono, si è trasformato in uno strizza carte di credito, con prezzi di una vergogna tale da mettere a repentaglio il buon nome, ammesso che vi sia ancora, di questa strampalata nazione.

Stabilimenti balneari, ristoranti sul mare, commercio turistico rappresentano una corsa all'oro 2.0, un continuo tentativo ad avvicinarsi, senza superarlo, al limite ove, prima o poi succederà, s'inneschi una reazione a catena di sdegno e di ribellione, che personalmente spero si realizzi. 

Se sei uno qualunque fatichi a realizzare i tuoi sogni, piccoli che siano. 

Questa è la realtà di questo paese assolato e desolatamente attraversato da enormi differenze sociali.   

Stralcio