giovedì 9 giugno 2022

Solita musica e coppola!

 


Palermo: patto di FI col boss “Potente io, potenti pure voi”
GLI ARRESTI - In cella Pietro Polizzi, in lizza al Comune, e il ras Agostino Sansone I pm: “Voto di scambio”
DI SAUL CAIA
Un macigno piomba sulla coalizione di centrodestra di Roberto Lagalla a quattro giorni dalle elezioni comunali di Palermo, con Forza Italia che già grida vittoria (“Il professor Lagalla è il più preparato e farà il botto, vedrete”, ha detto Marcello Dell’Utri). Eppure ieri un candidato azzurro, Pietro Polizzi, è stato arrestato con l’accusa di voto di scambio politico-mafioso. Secondo la Dda di Palermo coordinata da Paolo Guido, Polizzi avrebbe chiesto l’aiuto elettorale di Agostino Sansone, già condannato in via definitiva per mafia nel 2003, e sorvegliato speciale all’obbligo di soggiorno per tre anni. A mediare sarebbe stato Gaetano Manlio Porretto, anche lui arrestato, che avrebbe organizzato un incontro tra il mafioso e il politico lo scorso 10 maggio nel quartiere di Passo di Rigano.
Sansone appartiene a una famiglia di costruttori, ritenuta da diversi collaboratori di giustizia e da sentenze passate in giudicato, una delle “più fedeli e fidate sodali di Totò Riina”, il Capo dei Capi.
Dall’incontro emerge l’interesse di Sansone a fissare, con l’intermediazione di Polizzi, “un appuntamento con un terzo” soggetto. Un individuo “non meglio specificato” negli atti. Ma per farlo serve tempo, perché in mezzo ci sono le elezioni. “Il 2 giugno non mi devi domandare niente perché non ti ci accompagno – dice Polizzi –, il 12 dobbiamo aspettare, bordello c’è!” “Me lo immagino!”, risponde Sansone. “Il 14, 15 ci andiamo, che problema abbiamo!”, spiega il candidato. L’oggetto della conversazione è un personaggio, di cui gli indagati non fanno il nome e sul quale gli inquirenti stanno già lavorando, che secondo Polizzi sarebbe “fortissimo” su “tutta Palermo”. A quel punto, il candidato “abbassa il tono della voce e scandendo lentamente le parole” rivolge a Sansone “una espressione – scrive il gip Alfredo Montalto – che icasticamente sintetizza l’essenza del vero e proprio patto di scambio politico-mafioso: ‘Se sono potente io siete potenti voi altri!’”. Polizzi, aggiunge il gip, sarebbe stato “ben consapevole dello spessore mafioso” di Sansone, e con fiducia lo informava che avrebbero raggiunto un “successo elettorale”. “Nel senso che ce la facciamo! Perché con mio zio Eusebio ho fatto un sacco di cose ‘duoco’ (lì, ndr) all’Ast, quando hai bisogno all’Ast… la moglie è candidata di Miccichè”, dice Polizzi. “All’Uditore forse…”, domanda Porretto. “Tutta Palermo, a lei devi votare!”, risponde Polizzi.
Il riferimento è a Eusebio Dalì, vicedirettore dell’Azienda Sicilia Trasporti (Ast), e alla moglie Adelaide Mazzarino, candidata con Forza Italia in tandem con Polizzi (né Dalì né Mazzarino sono indagati). Nel corso del loro incontro, i tre fanno riferimenti ai trascorsi della famiglia Sansone, più volte coinvolta in inchieste giudiziarie, che però, parafrasando un tipico proverbio siciliano, si sarebbe inabissata per poi riemergere (“siamo stati iunco… ci siamo calati alla china!”). “Un cristiano solo non vale neanche una lira!”, dice il boss a suggellare l’unità di intenti. Polizzi si sarebbe interessato anche della cognata di Sansone, compagna del fratello Giuseppe Sansone, condannato per mafia a 11 anni e 8 mesi di reclusione.

L'Amaca

 

Viva Elisa abbasso Cirillo
DI MICHELE SERRA
Uno fa lo sfoglio quotidiano delle notizie, e si imbatte in femminicidi annunciati a Vicenza, risse sanguinarie a Rimini, teen-ager nazisti che bullizzano una scrittrice africana a Lucca, attentati e guerre prima e dopo i pasti, il miserevole politico russo che scimmiotta il miserevole prete Cirillo e definisce «depravati» gli occidentali e in quanto tali da eliminare in massa, le lacrime da coccodrillo degli americani davanti alle bare dei loro bambini, insomma il solito, ricco florilegio di cose abominevoli che l’informazione sente il dovere di fornire ai suoi clienti.
Poi, per caso, attraversando i gironi infernali però senza Dante, dunque senza nemmeno l’ausilio della bellezza, si clicca su Elisa che canta, a Milano, Whole Lotta Love dei Led Zeppelin quasi meglio degli Zeppelin, anzi, la dico tutta, forse meglio degli Zeppelin, e ci si domanda: ma appartengono alla stessa specie, Elisa e gli squallidi assassini, le squallide mattanze, la squallida sopraffazione di cui sopra? Sì, appartengono alla stessa specie, che poi sarebbe la nostra.
Come è possibile che l’essere umano possa dare e togliere con la stessa disinvoltura, la stessa frequenza? Nello stesso secchio peschiamo merda e arte, meschinità e meraviglia. Siamo prodigiosamente intonati (Elisa) e ridicolmente stonati (Cirillo). Siamo la voce umana che regge il ritmo del cielo e siamo il pope che bestemmia Dio. Siamo l’eros spavaldo di Whole Lotta Love (un sacco di amore) e siamo la lugubre religione della guerra. Elisa che canta divinamente gli Zeppelin a un inorridito Cirillo: sarebbe lo scontro finale tra noi e noi.

mercoledì 8 giugno 2022

Sviluppo sano




Percentuali



Dualipa ci informa sul totale degli spettatori che ad oggi hanno visto il suo spettacolo… mumble mumble… visto che ha già una calcolatrice potrebbe moltiplicarlo per 0,34%, quelli cioè che sono andati per sentirla cantare…di fronte…gulp!

Pusillanimi a venti decimali

 


Prendo ad esempio quest'idiota senza alcuna dignità, per portare in risalto la nostra povera ed esigua piccolezza, infinitesimale, da pulci senza alcuna importanza, granelli insignificanti nell'incommensurabile ingranaggio universale. 

Sapete che alcune cifre possono risollevarci il morale, resettando le nostre scialbe ed insulse scale di valori che questo modus operandi obbrobrioso che definiamo capitalismo, pregno di consumismo, alterano sistematicamente facendoci perdere il senso logico della vita? 

Volete un esempio? Ecco il primo numero: 193.333.333,33. Centonovantatremilioni e spiccioli: sono quante volte la nostra esistenza media, 75 anni, è contenuta dentro all'età stimata dell'universo, ovvero tramutandolo in decimali: 0,00000000517241379310. Ora con una posizione così infinitesimale mi domando come imbecilli tipo questo Medvedev possano ancora venire ascoltati e addirittura agevolati nella loro squallida esistenza, senza che qualcuno, inteso gruppo umano, trovi la forza per estirparlo dalla comunità. Ma di cretini come questo russo ce ne sono a bizzeffe in giro, a partire da chi opprime il suo simile, vuoi nei campi agricoli o dentro un bar sfavillante in luoghi inaccessibili ai più. 

Come si possa permettere a pochi di ostacolare una serena esistenza alla totalità degli esseri umani attualmente in vita su questo sassolino, è un mistero che ci porteremmo via con noi, allorché l'astro che ci riscalda aumenterà di centinaia di volte il suo volume per estinguersi trascinando nell'oblio l'intero sistema da lui dipendente, cosa questa che avverrà tra un miliardo e mezzo di anni, ovverossia quando degli attuali umani non vi sarà più ricordo neppure in archivi informatici e protetti così detti eterni, immagazzinanti dati a detta loro per sempre, in realtà caduchi e finiti come tutto ciò che ci circonda. 

Poche persone avranno una microscopica possibilità di resistere al passare dei millenni e,  guarda caso, tutti riferiti all'arte, unica chance per elevarsi sul tempo e sulla storia. 

Per tutti gli altri, anche per quel burattino di Medvedev che vorrebbe ritornare nelle grazie del killer russo, quell'enorme decimale dovrebbe essere faro illuminante la strada maestra coltivante bellezze tramutabili in novità riempenti ogni secondo di questa microscopica fessura che chiamiamo vita.

Orsù davanti allo specchio pro die: "la mia vita ha una valenza sulla storia dell'universo pari allo 0,00000000517241379310" 

Buona giornata pregna a tutti!  

Le liste di Alessandro

 

Vai con le liste. Dai ladri di biciclette ai celiaci: così si risolleva l’editoria
di Alessandro Robecchi
Mozzarella, pomodori, lo yogurt, mezzo chilo di pane, due etti di prosciutto, uova, pancetta e un po’ di frutta, vedi tu cosa trovi. Ah, è finito il sale, mi raccomando, e già che ci sei, i cereali per la colazione. Questa è la lista che il Copasir mi ha lasciato attaccata al frigorifero, e poi se n’è andato a lavorare. Fa un lavoraccio, poverino, passa il suo tempo a smentire di aver compilato tutte le liste attribuite al Copasir che girano – in primis quella dei putiniani. Molto stressante.
La lista comunque è incompleta (quella dei putiniani, non quella sul frigo). Manca Putin, per esempio, che non è un dettaglio, manca il papa e, siccome dai sondaggi continua a risultare che il 50-60 per cento degli italiani è contrario all’invio di armi all’Ucraina (il che equivale ovviamente a essere putiniani), mancano più o meno una ventina di milioni di nomi. Compreso (lo dico, me ne assumo la responsabilità) il signor Fernando del terzo piano, che ha espresso le sue perplessità sul Donbass mentre aspettava l’ascensore, che tra l’altro lascia spesso aperto al suo piano (maledetto), per cui è già in due liste: quella dei putiniani d’Italia e quella degli stronzi che bloccano l’ascensore.
Può anche darsi che la pubblicazione di liste di proscrizione sia un buon metodo per superare la crisi dei giornali in Italia: pubblicando molte liste di personaggi sgraditi, e facendole sempre più lunghe, chiunque vorrà controllare la presenza di amici e parenti. “Ehi, Gino, ho visto che sei nella lista dei manciniani d’Italia, che sostengono il Ct della Nazionale”. “Dannazione – risponde Gino –, come l’avranno saputo!”.
Attenzione, la cosa potrebbe prenderci la mano. Sempre leggendo i giornali, si potrebbe stilare una lista di quelli favorevoli alle liste, oppure una lista di quelli contrari alle liste, o ancora comporre liste con il famoso metodo “a cazzo”, da pubblicare quando c’è carenza di liste: la lista dei celiaci, la lista dei pescatori di frodo, la lista di chi possiede animali a pelo lungo (notoriamente sostenuta dalla lobby di produttori di spazzole). A questo punto – suggerimento al direttore, mi permetto – non ha senso combattere l’uso e abuso degli elenchi di persone da cacciare dal consesso civile e dalla tivù, meglio passare al contrattacco. Per esempio, compilare e pubblicare la lista di deputati e senatori che hanno votato il Jobs act, oppure la lista degli evasori fiscali, o addirittura la lista dei domestici di Gianluca Vacchi che non tengono il tempo nei suoi balletti su Tik Tok. Pensiamoci, aumenterebbe l’occupazione, perché il Copasir dovrebbe assumere migliaia e migliaia di compilatori di liste: “Lista di quelli che ieri non avevano la bicicletta e oggi ce l’hanno. L’avranno rubata? Nel dubbio, ecco i loro volti”. È anche possibile pensare a un sistema di incentivi: se nella stessa settimana uno compare in tre liste distinte (che so, putiniani, possessori di auto Gpl e tiratori con l’arco) potrà godere di un piccolo sussidio sotto la voce “sostegno all’editoria”.
Tutto questo in attesa della pubblicazione (sarebbe l’ora!) di un elenco piuttosto corposo: la lista di quelli che guadagnano 3 euro l’ora, che conterrebbe milioni di nomi e facce di gente che delle liste di putiniani non sa che farsene, se ne sbatte allegramente, non capisce nemmeno di cosa cazzo state parlando, perché troppo impegnata a mettere insieme il pranzo con la cena e a tirare l’anima coi denti. Bon, pazienza, basterà raccontargli che è colpa di Putin e andrà tutto benissimo.

martedì 7 giugno 2022

A due passi da casa...

 

A qualche decina di chilometri da dove abito, vive e gode una delle più osannate spelonche di riccastri dediti allo schiavismo 2.0: Portofino.
A leggere un articolo apparso sulla Stampa, e pensate che questo giornale è di proprietà di quella famigliola sabauda che sullo sfruttamento di inferiori ha fatto una colossale fortuna, erutta in me una forma strana, ansiogena, placidamente sottomessa a ciò che potrei sintetizzare in "rincoglionamento estremo", ovvero una mefitica presentazione di tutto quanto contribuisca a fare dell'umanità un'esperienza da non ripetere nei miliardi di anni futuri. Ad esempio: lo stipendio mensile di uno schiavo chiamato cameriere ammonta alla vendita di 236 bottigliette d'acqua che da queste parti paghi solo 5 euro, e di conseguenza essendo da 0,5 lt se ne deduce che il litro d'acqua costi 10 euro!! Mavaffanculo! (e uno!)
Andiamo avanti: una pallina di gelato 3,50 euro, piatto di pappardelle al pesto 24 euro, il parcheggio giornaliero 37 euro! Mavaffanculo! (e due!)
Il mega yacht Skyfall, celebre perché vi hanno girato scene dell'ultimo 007, per affittarlo per una settimana a giugno: 310mila euro!! Mavaffanculo! (e tre!)
Ridatemi il distanziamento! Voglio tornare a stare da solo! Si lo ammetto: mi sto tramutando in un orso, non voglio socializzare più con nessuno, aborro l'idea di chiedere anche solo l'ora ad uno di quegli zotici insipidi che sfoggiano il loro status di rigonfi di dollaroni per rendersi visibili al fine di credersi vivi!
Sono squallidamente attonito e mi domando perché, perché, nessuno insorga, nessuno prenda a calci per il culo questa tregenda che chiamiamo estate, con idioti rincoglioniti quale sono io, in preda a pertosse per l'eclatante disparità che si respira, e dall'altra parte agiati per eredità o per malaffare - certo che ci sono pure chi ha fatto i soldi onestamente, ci mancherebbe! Ma sembrerebbe al momento non pervenuta la loro presenza - che vivono la loro superficialità estrema usurpando la libertà degli altri.

Voglio restare lontano da questi inani smanianti di esporre la loro opulenza! Ringrazio il cielo che si rintanino in enclave sigillate, lontano dai miei occhi; perché non li sopporto più, non per invidia sia chiaro! Perché li ritengo stranieri, stranieri del cuore. E io soffro di un principio xenofobo post pandemico.