venerdì 14 gennaio 2022

Tiè e non break!



Al tie break ma finalmente la giustizia ha trionfato! Va a ciapa’ i ratt!

Crisanti cristallino

 

Crisanti parla come tutti dovrebbero fare in questa ecatombe pandemica. Senza peli sulla lingua, ricordando che i morti di oggi si sono infettati nelle feste natalizie, quando il Dragone non ebbe il coraggio di chiudere ristoranti ed affini.
Questa è l'intervista di oggi sul Secolo XIX
l'intervista di Francesco Rigatelli
«Draghi vuole fare come Boris Johnson senza dirlo. E i presidenti di Regione tentano di non finire vittima dello scaricabarile dei contagi, dei ricoveri e dei morti per evitare di chiudere e non perdere consensi».
Per Andrea Crisanti, professore ordinario di Microbiologia all'Università di Padova e all'Imperial College di Londra, «la coda della pandemia sta tirando fuori tutta l'ipocrisia della politica italiana, in cui i problemi si nascondono sotto il tappeto e non si prevengono mai, figurarsi se si affrontano. Guarda caso prima che la variante Omicron sconvolgesse i piani vaccinali, mettendo in luce il ritardo delle terze dosi, nessuno si preoccupava di come venivano conteggiati i positivi».
Per il presidente del Veneto Zaia vanno contate solo le persone con sintomi, non ha senso?
«Dimentica il concetto di malattia trasmissibile, per cui chi è infetto può trasmettere. La verità è che le Regioni stanno facendo di tutto pur di non diventare rosse dopo che il governo non ha chiuso per tempo ristoranti e locali di ritrovo. A questo punto lasciar correre è una strategia comprensibile, ma lo si ammetta chiaramente. Invece il governo fa finta di nulla. Almeno Johnson ci mette la faccia mentre fa correre il virus con un prezzo da pagare di 15 mila morti pur di arrivare all'immunità di gregge. E ce l'ha quasi fatta».
E in Italia?
«Il prezzo di vite sarà simile. Il Green pass del resto non è una misura di sanità pubblica, ma solo una spinta alla vaccinazione. Il concetto veicolato anche dal premier che il certificato garantisca ambienti sicuri non è vero. Ed è un argomento a cui si attaccano i vari no- vax e no- pass».
Un ambiente di vaccinati con tre dosi non è meglio di uno con non vaccinati?
«È un po' meglio, ma non dà garanzie».
Non garantisce di non finire in ospedale?
«Sì, ma il Green pass resta inutile».
Non spinge alla vaccinazione?
«Sì, ma non blocca il contagio».
Però la strada scelta da Draghi e dalle Regioni potrebbe funzionare?
«Sì, copiano l'Inghilterra senza avere il coraggio di spiegarlo alla gente».
Nel frattempo Omicron farà tanti morti?
«Si punta sul fatto che generi meno malattia e arrivi al picco entro gennaio, ma in realtà alla fine avrà un impatto uguale a Delta, se non peggiore».
E allora perché anche lei non vede male la linea inglese?
«In Italia si arriva tardi come al solito. Omicron andava fermata subito chiudendo i ristoranti e rimandando le scuole. Ora è troppo tardi e l'unica è aspettare che passi. Anche un lockdown rimanderebbe solo il problema. Meglio arrivare a 300 mila contagiati al giorno, far circolare i non vaccinati per contagiarli tutti e puntare all'immunità di gregge».
Fino alla prossima variante?
«Chi lo sa, ma la stabilizzazione di Omicron per cui si insegue l'immunità di gregge è solo una speranza. Non è detto che Delta sparisca, le due varianti potrebbero convivere e restare pericolose».
Endemizzazione, raffreddorizzazione... tutte speranze senza basi?
«Omicron è meno virulenta, ma più trasmissibile e nel complesso al momento può fare ben più danni del raffreddore. Inoltre, non è detto che sostituisca Delta da cui il dubbio sull'endemizzazione».
Se il quadro è questo perché le Regioni dovrebbero far finta di non vederlo?
«Restare in zona gialla porta voti e nessun presidente di Regione vuol perdere consensi».
E gli ospedali?
«I morti non votano purtroppo».
Il mondo scientifico non si oppone?
«Tutte le associazioni di categoria denunciano da giorni la situazione drammatica degli ospedali. Il Cts all'inizio era incompetente, poi è stato rimpolpato, ma resta appiattito sulla politica. In Inghilterra gli scienziati sono rimasti molto più indipendenti. Sull'obbligo, sulle chiusure, sulle scuole, sui tamponi rapidi e sulle quarantene non si è sentito nulla di scientifico».
Cosa avrebbe dovuto dire?
«Che l'obbligo va fatto per tutti e che imporlo in ritardo agli over 50 non impatta sulla dinamica in corso. E che i ristoranti andavano chiusi per tempo o che si deve ammettere di perseguire l'immunità di gregge con un costo di ricoveri e morti».

Ferri nel travaglio

 

I Ferri del mestiere

di Marco Travaglio

“Noi i nostri li cacciamo, i partiti i loro li coprono”. Ogni volta che Davigo ricorda l’impunità di gregge della politica, opposta al maggior rigore dei magistrati, le vergini violate del garantismo all’italiana insorgono come un sol uomo. Salvo poi fare di tutto per dargli ragione. Era accaduto un mese fa col doppio salvataggio di Renzi (Open) e Giggino ’a Purpetta (camorra) nella giunta del Senato. È riaccaduto giovedì alla Camera col salvataggio quasi unanime di Cosimo Ferri (contrari solo i 5Stelle e gli ex). Ferri è un magistrato in aspettativa, già leader di Magistratura Indipendente e presidente dell’Anm, prestato alla politica (che per fortuna non l’ha più restituito): sottosegretario tecnico alla Giustizia in quota FI nel governo Letta jr. e in quota Alfano-Verdini nei governi Renzi e Gentiloni, deputato Pd dal 2018 e poi Iv, è un presenzialista degli scandali: il suo nome saltò fuori, senza conseguenze penali per lui, in Calciopoli, nella P3 e nei traffici di B. con l’Agcom per cacciare Santoro. Poi fu beccato a far campagna elettorale, da via Arenula, per due amici alle elezioni del Csm. Si scoprì che nel 2013 aveva accompagnato il giudice Amedeo Franco a casa di B. per rinnegare la condanna definitiva, peraltro firmata anche da lui e in veste di relatore. Nel 2019 i pm di Perugia che indagavano su Luca Palamara per corruzione lo sorpresero all’hotel Champagne di Roma col magistrato inquisito, con Luca Lotti e con 5 membri del Csm, in una cena per decidere i nuovi procuratori di Roma (dov’era imputato Lotti) e Firenze (dove l’Innominabile aveva già mezza famiglia nei guai).

Sapete che fine han fatto i commensali del Champagne? Palamara è stato radiato dalla magistratura e i 5 consiglieri del Csm han dovuto dimettersi. Invece Lotti resta deputato del Pd (“autosospeso”, qualunque cosa significhi, dal 2019) e Ferri di Iv. Siccome Ferri resta magistrato, il Csm ha aperto un procedimento disciplinare in base alle intercettazioni indirette della famosa cena (il bersaglio del trojan era Palamara). Ma siccome è pure un politico, la casta gli ha eretto un impenetrabile muro protettivo: tutti i partiti di destra, centro e sinistra (eccetto il M5S) hanno negato al Csm l’autorizzazione a usare le captazioni in base alla privacy (come se si parlasse di malattie, e non di Procure) e – udite udite – al fumus persecutionis. Invano il grillino Saitta ha provato a far notare ai colleghi che è difficile perseguitare Ferri indagando Palamara: per non farsi perseguitare, bastava non andare a quella cena o fuggirne non appena fu chiaro che si stavano pilotando nomine di procuratori in barba alla separazione dei poteri. Ma è stato tutto inutile. La casta non si processa. Anzi la cosca.


giovedì 13 gennaio 2022

Grandissimo Adriano!!!




Similitudini




Solo su queste tristi lande

 


Da quale altra parte del globo, a parte le palesi dittature, può accadere che un magnate a cui concessero e tutt'ora concedono di detenere un enorme potere mediatico attraverso le "sue" televisioni ed i "suoi" giornali, decida, pur essendo pregiudicato, pagatore di tangenti alla mafia negli anni passati, fabbricatore di leggi per protezione, corruttore di parlamentari per i propri scopi, di correre per la carica più più alta dello stato, simbolo dell'unità nazionale, e di prepararsi a questa sfida comprando una pagina intera del "suo" giornale per lodarsi e autocelebrarsi? 

Risposta: probabilmente solo qui, in questa triste e sofferente terra italica! 

Ma leggiamo il brodino scritto su quell'opuscolo comico diretto da uno che un tempo è stato condannato perché strisciava ad minchiam la carta di credito di mamma Rai: 

1. Una persona buona e generosa - dipende da cosa s'intenda per buona e generosa. Se pensiamo al tornaconto allora ci può stare. Tutto quello che fa infatti, a parer mio, lo esegue solo per pulirsi la coscienza o per arrivare ad uno scopo. 

2. Il padre di cinque figli e nonno di quindici nipoti - e questo che ciufolo c'entra? I papà e i nonni italiani quindi avrebbero pure loro il lasciapassare per il Quirinale? Si è dimenticato delle minorenni e delle "cene eleganti". Perché?

3. Un amico di tutti, nemico di nessuno - Come no! Nemico di nessuno? Neanche di Biagi, di Santoro, di Luttazzi, quelli dell'editto bulgaro???

4. Tra i primi contribuenti italiani - e qui standing ovation! I conti esteri in paradisi fiscali, l'acquisto dei film per la casa madre e il conseguente nero; la guardia di finanza sempre di casa; l'evasione che gli costò il posto alla Camera! Che gran comico! 

5. Tra i primi imprenditori italiani per la creazione di posti di lavoro - ah si! Il famoso milione di posti di lavoro, tanto vero e reale al pari della parentela di Ruby con Mubarak! 

6- Il più giovane imprenditore italiano nominato Cavaliere del Lavoro - qualcuno ha tentato di levarglielo dopo la condanna. Senza naturalmente riuscirci.     

7. Un self-made man, un esempio per tutti gli italiani - Come no! Chissà come trovò i primi soldi per iniziare a costruire! Chissà da dove gli arrivò il malloppo ops.. il prestito! E come circuì la proprietaria della mega villa di Arcore, rimasta orfana, depredandola di tale ricchezza acquistata per spiccioli. A proposito: sapete vero come si chiamava l'avvocato della poveretta? No? Era Cesare Previti! Un esempio per tutti gli italiani.. ma và a ciapà i ratt!

8. L'inventore e costruttore delle città "sicure" con tre circuiti stradali differenziati - Vedasi il punto precedente. Riuscì a far deviare le rotte dell'aeroporto vicino a Milano 2, mandandole a disturbare interi paesini che persero la tranquillità. Un esempio. Davvero! 

9. Il primo editore d'Italia e il più liberale - Seconda sganasciata epica! Se non avesse pagato la tangentona miliardaria all'amico Cinghialone defunto, col caxxo che sarebbe diventato quel che è tutt’ora. E la legge Gasparri sulla telecomunicazione? E quel poveretto che ancora oggi attende le frequenze occupate da Rete 4? Il più liberale! Si, si! Come no! Vedasi come sopra lo stop a Biagi, Santoro e Luttazzi. E il Tg di Emilio! Sempre un esempio luminoso! 

10. Il fondatore della Tv commerciale italiana - Direi piuttosto il plagiatore dello spirito informativo mediatico. 

11. Il fondatore con Ennio Doris della "Banca del futuro" - Ho rispetto per il compianto Doris. Non mi capacito come abbia potuto convivere col diavolo. 

12. Il Presidente di Club che ha vinto di più nella storia del calcio mondiale - E qui mi fermo, perché col cuore non si scherza. M'addolora il fatto di essere stato usato per fini commerciali ed usurpatori. Ma i ragazzi... 

13. Parlamentare europeo in carica - lo ricordano ancora a Bruxelles quando diede del Kapo al tedesco all'opposizione. Lo ricordano come noi ricordiamo Scaramacai. 

14. Il fondatore del centrodestra liberale, cristiano, europeista e garantista - Ennesimo tripudio! Liberale per lui e gli adepti; cristiano per Testa a Pera Ruini; europeista assieme a Bossi, integerrimo amatore delle beltà dell’Unione. E garantista. Molto garantista, vedasi le leggi confezionate per le sue malefatte. 

15. Il più votato parlamentare italiano con più di 200 milioni di voti -  Tale e quale al suo amico Putin. 

16. Il presidente del Consiglio che ha governato più a lungo nella storia della Repubblica - Bunga Bunga al nostro longevo sovrano e ai suoi innumerevoli sudditi. (ad esempio Tajani) 

17. Il presidente del Consiglio che in solo sei mesi ha ridato una casa ai terremotati dell'Aquila (2009) - A questo giro non rispondo, per decenza e rispetto dei terremotati. Per la sua smodata fame di auto incensamento, fece spostare il G7 dalla Maddalena, sperperando una quantità di denari pubblici che solo Bertolaso, allora a capo della Protezione Civile, fu in grado di sperperare. Per il resto fatevi un giretto da quelle parti. Ma non dite a quelli del luogo di essere suo amico. Mi raccomando! 

18.  Il presidente del Consiglio che mise fine alla Guerra Fredda realizzando l'accordo di Pratica del mare tra George Bush e Vladimir Putin (2002) - Scusate ma debbo prendere un ansiolitico. E mi è venuto persino l'affanno. E mi sono slogato la mandibola! Eccezionale! Un ometto eccezionale! 

19. Il leader occidentale più apprezzato e più applaudito (8 minuti) nella storia del Congresso americano. - Dopo questa mi sono pure imbragato con un mega pannolone! E mi si sono inaridite le ghiandole lacrimali! 

20. L'italiano più competente nella politica internazionale, ascoltato e apprezzato, autorevole e umano, capace di intessere e coltivare le amicizie personale più profonde con i più importanti leaders mondiali - Standing ovation! Mi sovviene al proposito "la culona inchiavabile", la stessa che fece attendere sull'uscio del summit, probabilmente perché intento a telefonare a qualche epico bagascione; e poi il baciamano a Gheddafi, la barzelletta della mela al sapore di culo. Ed infine la risata tra Angela e Sarkosy che disse tutto a tutti! Veramente un leader unico e che fece tanto bene alla nazione! 

21. E soprattutto l'eroe della libertà che, con grande sprezzo del pericolo, è sceso in campo nel '94 per evitare a tutti noi un regime autoritario e illiberale.Come tutti i fuochi d'artificio che si rispettino, ecco il gran finale! L'erotomane scese in campo solo per un motivo: salvare le sue aziende dall'imminente tracollo finanziario. Trovando allocchi in enorme quantità, riuscì nell'intento alla grande! Vien da chiedersi il motivo per cui in un'occasione Forza Italia prese la maggioranza in Sicilia! Chissà come mai... 

Ed infine, scusate il francesismo, ma rispondo d'impeto alla domanda finale che il Minzo ci propone: 

e quindi, chi come lui? Stokkkazzo!!!!       

  

Grande Antò!

 

Bunga Bunga, la voluttà di Lega e Fratelli d’Italia

di Antonio Padellaro

Il premio supermasochista dell’anno viene assegnato, in forma collettiva, alla piazza torinese No-vax sferzata dalla tramontana che assiste senza battere ciglio (in molti casi congelati) al discorso del professor Ugo Mattei, uno dei leader del movimento. Basato non sui microchip che notoriamente vengono iniettati col vaccino per tenerci sotto controllo. E neppure circostanziato sui dimostrati effetti terapeutici anti-Covid della candeggina inoculata, che risulta essere anche un straordinario antidoto all’ossido di grafene con cui Big Pharma cerca di avvelenarci. No, ai cinquemila eroi, rigidi come stoccafissi norvegesi contati dall’illustre studioso (cinquecento secondo la Questura) è stata somministrata una dotta lezione di diritto costituzionale comparato sulle violazioni della dittatura sanitaria e sulla conseguente istituzione di un Cln per organizzare la nuova resistenza al nazivaccinismo. Vivo compiacimento tra gli assiderati.

Mentre il premio Tafazzi, dedicato all’autolesionismo compulsivo, vede come vincitori, ex aequo, Matteo Salvini e Giorgia Meloni che non riescono a sottrarsi, forse con una certa voluttà, ai desideri di un anziano frequentatore di bunga bunga sempre più deciso a farsi eleggere al Quirinale estorcendogli i voti (un po’ come l’avvenente bielorussa con i bancomat del principe di Linguaglossa).

Infine, menzione speciale Famolo Strano al professor Matteo Bassetti, fortemente determinato a rivoluzionare i palinsesti televisivi con una proposta rivoluzionaria. Basta dunque con i tg e i talk show che da due anni a questa parte affrontano l’argomento pandemia, uffa che noia, sempre con le medesima scaletta, i medesimi servizi, i medesimi pareri, le medesime polemiche. Ragion per cui l’infettivologo di successo propone di rivoluzionare i bollettino quotidiano dei contagi “con un report ogni 2-3 giorni ma commentato”. Ma non computando tra i contagiati, per esempio, “chi viene ricoverato per un braccio rotto e si scopre infetto”. Per nostro colpevole difetto non riusciamo a comprendere quale sia l’incidenza sul totale, dei pazienti doppiamente sfigati. Siamo però convinti che dopo questa clamorosa uscita il prof raddoppierà le apparizioni televisive.