mercoledì 22 dicembre 2021

Buoni propositi


Buon anno

Giovanni De Mauro

Tornare a viaggiare lontano, lontano. Andare alle isole Lofoten. Divertirmi di più. Pensare in grande e agire in piccolo. Cambiare casa senza cambiare quartiere. Comprare meno dischi. Disdire quel contratto. Vedere finalmente il film Popeye – Braccio di ferro di Robert Altman. Non essere frettolosa. Fare ordine nelle password. Lavorare a maglia tutto l’anno per confezionare maglioni e sciarpe da regalare a Natale del 2022. Vedere tanti, ma proprio tanti, tanti paesaggi diversi. Fare più attenzione. Concedermi qualche giorno di relax. Imparare a osservare. Piantare un ulivo. Andare a un concerto. Dedicarmi ai colori. Riciclare di più e sprecare di meno. Organizzare spettacoli pazzeschi in un piccolo teatro di quartiere. Sciare parecchio. Fare un viaggio in barca a vela. Trasferirmi in una casa con una lavastoviglie. Ricominciare. Leggere Tacito e Plutarco. Più film, meno serie. Smettere la raccolta differenziata e vivere in libertà finalmente. 42,195 chilometri. Diventare la regina delle verticali sulla testa. Dormire in un ryokan. Lavorare meno e giocare di più. Preparare una serie di copertine all’uncinetto. Pistol squat. Imparare a montare le cose. Leggere almeno un romanzo di fantascienza di Nnedi Okorafor. Passare più tempo nella natura. Realizzare quello dell’anno scorso. Sempre forza Lokomotiv Prenestino (verde e gialla). Il contrario del senso dell’umorismo. Roma-Ostia, non aggiungo altro. Spegnere il computer almeno una settimana all’anno. Godermi lo spettacolo dei miei figli che crescono. Diffondere i libri di bell hooks. Bere più vino. Risparmiare i nervi, e arrabbiarmi solo quando ne vale la pena. Leggere finalmente la Recherche di Proust. Non prendere un gatto. Andare a Mosca. Approfondire. Come ogni anno, questi sono i buoni propositi della redazione di Internazionale. E i vostri?

Meditativa

 


Accettante

 



Questa storia conferma oltremodo che la politica, come l’intende il Cazzaro, sia pura arte da saltimbanchi, oscurante definitivamente i grandi della risata nazionale.
Il grande clown di questa nuova narrazione si chiama Filippo Accetta ed è quello a destra del totem del nulla. Già capo degli ex detenuti e degli ambulanti, ad inizio agosto Accetta diventa pure leader dei No Vax - te pareva - riuscendo a coniugare, stressandoli, i pochi neuroni a disposizione con i molteplici incarichi, visto che non poteva chiederne in prestito qualcuno al suo leader, essendo quest’ultimo al riguardo in perenne deficit.
Ad agosto il segretario provinciale della Lega, Vincenzo Figuccia, organizzò una cena assieme al compendio dell’inettitudine nonché Cazzaro Magnum, ed Accetta vi partecipò con entusiasmo, e, probabilmente all’epoca, già aveva in mente il fantastico piano che ieri l’ha portato in galera: ha pagato infatti 450 euro per lucrare una finta vaccinazione, per lui e per i suoi due figli, quando si dice l’amore di un padre!
Filippo Accetta, che pare abbia accettato l’evidenza di essere un inarrivabile imbecille, è accusato di corruzione, peculato e falso. Pure l’impavida infermiera Anna Maria Lo Brano è stata sbattuta in gabbia, la telecamera nascosta ha rivelato infatti che codesta novella madame Curie svuotava le siringhe contenenti il vaccino dentro a del cotone, inserendo la siringa vuota nelle braccia degli adepti di questa nuova idiozia.
Ed ora ecco alcune dichiarazioni di Filippo Accetta, che come detto, dovrebbe aver accettato di essere un imbecille:
«Non mollate, bisogna resistere — è l’ultimo post prima dell’arresto — che a giorni ne sentiremo delle belle, la verità è vicina credetemi, la gente come noi non molla».
«Popolo sveglia, apritevi gli occhi, come ve lo devo dire… non basta con gli adulti, ora pure con i bambini se la prendono, dobbiamo solo resistere, la verità verrà a galla».
Sperando che venga buttata via la chiave, porgo cristianamente i migliori
auguri
di Buone Festa a Filippo Accetta, Anna Maria Lo Brano, Vincenzo Figuccia ed infine pure a lui, il bignami della fesseria, il rabdomante mai domo ad immergersi in ineguagliabili figure di merda, il Cazzaro per antonomasia.
A tutti loro, naturalmente, aggiungo l’oramai classico “vaffanculo” in modalità jingle bells!

Daje Marco!

 

Mente sapendo di smentire
di Marco Travaglio
La notizia più esilarante fra quelle, già spassosissime, sulla corsa al Quirinale è che c’è ancora qualcuno che parla con Zerovirgola. Memori delle rocciose prove di affidabilità fornite nei suoi primi e ultimi 10 anni di carriera politica, diversi leader o presunti tali di destra, di centro e di sinistra trattano con lui sul futuro capo dello Stato che, ça va sans dire, dev’essere “condiviso”. Con chi? Ma con lui. Il fatto che lo Statista di Rignano non abbia mai mantenuto la parola data in vita sua, è un dettaglio trascurabile, in una classe politica affetta da una coazione a ripetere a livelli sadomaso. Stiamo parlando di uno che si fece eleggere segretario del Pd col programma di Grillo e poi realizzò il programma di B.. Uno che giurò fedeltà al governo Letta e poi lo rovesciò nello spazio di un mattino, anzi di untweet (“Enricostaisereno”). Uno che promise a Gratteri il ministero della Giustizia e poi ci piazzò Orlando. Uno che fece il Patto del Nazareno con B. impegnandosi a condividere il successore di Napolitano e poi si elesse da solo Mattarella, mentre l’altro che sperava in Amato restò con un palmo di naso, anzi di nano. Uno che giurò di ritirarsi per sempre dalla politica se avesse perso il referendum, poi lo straperse ed è ancora lì (anche se, coerentemente, si occupa soprattutto di affari). Uno che trattò con Di Maio per il governo 5Stelle-Pd, poi andò da Fazio e disse che non ci pensava proprio. Uno che un anno dopo propose il governo 5Stelle-Pd contro Salvini e, appena nacque il Conte-2, si scisse dal Pd per farsi un partito dopo aver detto peste e corna di tutte le scissioni, e prese a trescare con Salvini per buttar giù Conte e riportare su Salvini, fallendo solo a causa del Covid.
Ci riuscì 14 mesi dopo, mentre fingeva di trattare sul Conte-3, poi prese a dire che il governo Draghi l’aveva inventato lui (per la gioia di Draghi, immaginiamo): come uno che scassa la sua macchina e poi si vanta perché arriva lo sfasciacarrozze o un piromane che incendia il suo palazzo e poi si pavoneggia per l’intervento dei pompieri. Uno che chiedeva a tutti i politici di esibire il loro estratto conto perché chi sta in Parlamento non deve fare affari, poi corse a incassare da Bin Salman e si mise a piagnucolare perché i pm rovistavano nel suo conto corrente e i giornali ne parlavano. È per questo pedigree che l’altro Matteo, la cui affidabilità è quasi altrettanto proverbiale, tratta con lui sul Colle. E lo fa pure quel gran genio di Miccichè: “Renzi mi ha detto che voterà Berlusconi”. L’altro ovviamente l’ha negato. Ora, visti i precedenti, non si sa se abbia mentito quando gliel’ha detto o quando l’ha smentito. Ma è probabile che, violando pure il principio di non contraddizione, abbia mentito sia la prima sia la seconda volta.

L'Amaca

 

Giù le mani dal mio avatar
di Michele Serra
È in atto, tra gli appassionati della realtà virtuale, un vivace dibattito sulle molestie sessuali nel metaverso, che come certamente saprete non è una parte del corpo, come il metacarpo e il metatarso, ma il suo preciso contrario: è l’incorporeità perfetta, il luogo dove, attraverso i nostri avatar, possiamo sanguinare senza sanguinare, esserci senza esserci, morire senza morire. Pare che negli Stati Uniti (dove, se no?) una utente abbia denunciato che il suo avatar sia stato molestato da un altro avatar. E si domandano (non gli avatar, ma i loro emissari in carne e ossa) come difendersi.
Meno impressione, fino a qui, avevano suscitato le carneficine e le amputazioni nei videogame, spesso molto realistici e molto antropomorfi. Anche lì si tratta di corpi virtuali violati: ma si sa che la guerra non è fonte di disonore, il sesso sì.
Si intende che ognuno passa il suo tempo come meglio crede, ed evidentemente ci sono persone per le quali la serenità del proprio avatar è un problema serio.
Suggerirei però, in una breve pausa del Game, di andare a chiederlo in un accampamento di profughi, in una coda per il pane, in una baraccopoli: scusi signora, lei che cosa pensa del problema dei palpeggiamenti nel virtuale? Scusi signore, non crede che il mio avatar abbia diritto a una maggiore protezione, quando gira solo soletto per il metaverso? È bello potersi concedere dei lussi, a patto di saperlo, che sono lussi. Il dibattito sui palpeggiamenti nel metaverso vale, quanto a lusso, come il bagno nello champagne e lo psicanalista per il gatto.

martedì 21 dicembre 2021

Dedicato al Ribaldo



E tu Ribaldo irraggiungibile, da sempre questuante per portare risorse ai tuoi adepti riccastri, tu monito di come ci si possa ridurre ad inseguire fregnacce fini a sé stesse, tu somaro della socialità e della comunanza d’intenti, che commenti in merito agli oltre mille morti sul lavoro del 2021? Donaci il tuo parere, tralascia per un istante le giaculatorie di sgravi, di risorse per i tuoi proni, ed illuminaci attorno al lavoro nero, all’evasione, al fatto che nove aziende edilizie su dieci operino fuori dalla legalità! Parla codardo, dì qualcosa di serio, di sano, di dignitoso!

Semplicità



Mi era sfuggita, lo ammetto, la fuga da casa dei Ferragnez dopo la forte scossa di terremoto in Lombardia di alcuni giorni fa. Come testimonia la foto, la moglie del “ragnato” è uscita di casa così in fretta e furia da apparire trasandata! E lui ha indossato le prime cose che ha trovato. Un esempio eclatante di come semplicità e umiltà si coniughino alla perfezione in questa famigliola da sempre dedita alla riservatezza, mai sopra le righe, mai avviluppata all’ostentazione! Pare spopoli la loro serie su Prime (chi la guarda è un Facci!) e speriamo che il “ragnato” nuovamente si presenti in Lamborghini per fare una segretissima carità, come è consuetudine di questa affabile coppia trasudante amore e felicità! (chi li segue è una Maglie!)