Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
venerdì 19 novembre 2021
Fuori dall’allocchismo
Il parlamento abbruttito e depotenziato nell’era del Dragone rende l’idea di come questa restaurazione dell’uomo forte piaccia tanto ai giornalucoli di proprietà della ribalda tecno-pluto-rapto-finanzacrazia. Il silenzio imperante difronte a questo vulnus costituzionale rende l’idea di quanto sia becera e condivisa codesta infima politica. Pensando alla proroga dello stato di emergenza passato sotto il consueto silenzio, alle decine di richieste di fiducia viene da chiedersi con sgargiante naturalezza: ma se tutto questo l’avesse fatto Conte, cosa sarebbe successo, a quali immani proteste avremmo assistito? Quello che oltremodo sconquassa è il mortificante silenzio di coloro che volevano aprire il parlamento come una scatola di tonno e che invece se ne stanno silenti ed in compagnia di Al Tappone ad aspettare il bonifico mensile! Vomitevole fine di un movimento che a parole avrebbe potuto far nascere qualcosa di nuovo e che invece ora è pronto a votare un Casini qualsiasi per il Quirinale! Bleah!
A volte non mi trattengo...
Accade ancora, come sempre accadrà, che la malefica normalità generante lontananza di intenti, di compartecipazione incuta, nei paesi cosiddetti civili, quel freddo e gelido distacco tipico delle nazioni cosiddette evolute, in sintesi: se ho la pancia piena mi sbatto i ciufoli dei tuoi problemi!
Il circo di paese che si fa chiamare Onu, un carrozzone indegno, insapore e pure acidulo nella sua insensatezza, oltre che a indire riunioni alla "cazzo&campana" nulla può nei confronti di bestie ed orchi come è tra i peggiori il dittatore bielorusso, che non nomino apposta per spregio e ludibrio, il quale va a braccetto con l'altra canaglia, potente, potentissima per il quale quasi ogni giorno scruto siti e giornali al fine di rassicurarmi in merito al fatto che non sia ancora stato trovato nulla di migliorativo circa l'ovvia conclusione biologica della vita e che quindi, spero prima possibile, quell'assassino si leverà finalmente dai coglioni per disperdersi nel vento, m'auguro pure tempestoso.
Guardo le mani, il volto di questo bambino spinto dal bastardo bielorusso verso i bastardi polacchi e mi chiedo: possibile di aver agevolato come allocchi questa spirale di morte e insensibilità? Possibile che acconsentiamo che ci accalappino ancora coi jingle bells fatati per strisciare carte alla faccia della maggioranza del mondo, in palese e perenne difficoltà, a cui da arci-stolti neghiamo pure i vaccini perché costano e li vendono a sei sette volte il loro prezzo perché quelle tre aziende là, con bilanci da stato, se lo regalassero non potrebbero superare il muro dei cento miliardi di lucro alla faccia dell'umanità? Ma che cazzo di mondo è questo? Dove sei "Che"?
Grande Amaca
L’amaca
Nessuna misura di distanziamento
di Michele Serra
Il lancio del libro natalizio di Bruno Vespa è, a tutti gli effetti, una solennità romana. Una specie di festa del consociativismo, quella regola non scritta, eppure tra le più applicate, che raggruppa in un unico enorme sciame politici di destra, sinistra e centro, cardinali, generali, magistrati, dame, giornalisti, direttori e presidenti di questo e di quello, spioni in chiaro e spioni criptati, chiunque si senta parte di quella cerchia vasta, cangiante eppure eterna, che è il potere: il famoso Palazzo. A parte le Brigate Rosse e il Ku Klux Klan, non credo esistano altre forze politiche che non abbiano celebrato, presentando il nuovo libro di Vespa, il riconoscimento della propria esistenza tra quelli che contano.
Per capire quanto sia colloso quell’ambiente, e quanto certo della propria inamovibilità (i governi passano a decine, Vespa li passa in rassegna), si ascoltino le parole, non si capisce quanto autoironiche, quanto rassegnate, del segretario del Pd Enrico Letta, invitato per la prima volta e formalmente grato per l’ammissione in quell’empireo per altro popolosissimo, con decine di amici e centinaia di amici degli amici. Non proprio un club esclusivo, e addio alle regole di distanziamento.
Peccato, considero Letta persona stimabile e munito di risorse proprie, non debitrici del pappa e ciccia (si dice anche: culo e camicia) che è la Roma vespiana. Ma ormai è fatta, ci è andato pure lui, forse ci tornerà, e come direbbe Bergoglio, chi sono io per giudicarlo?
Sono un privilegiato: non faccio politica e pur essendo romano ho vissuto la mia vita, umana e professionale, quasi tutta a Milano. Ogni volta che esce il nuovo libro di Vespa, me ne rallegro assai.
giovedì 18 novembre 2021
L'Amaca
Il complotto dei complottisti
di Michele Serra
Il complottista? È colui che complotta. E perché complotta? Complotta per dimostrare che il complotto esiste per davvero. Dunque lo costruisce pezzetto per pezzetto, attingendo ai suoi fantasmi (se è un po’ fuori di testa) oppure falsificando consapevolmente la realtà, se è un eversore o un depistatore o un destabilizzatore, tre categorie che nel nostro Paese hanno una lunghissima tradizione.
Questo viene da pensare leggendo dell’impresa della deputata (Gesù, deputata…) Sara Cunial, nota per essere una No Vax della prima ora e per poco altro di rilevante. La deputata avrebbe accompagnato in un carcere italiano due funzionari americani per “interrogare”, ovviamente senza alcun diritto e al di fuori di qualunque regola, un detenuto, ingegnere informatico, ritenuto in possesso di informazioni utili sul cosiddetto Italygate, il fantomatico piano dei “poteri forti” per derubare Trump della vittoria elettorale.
Per inseguire le frottole paranoiche di QAnon, fino a un anno fa molto ben piazzate alla Casa Bianca, c’è dunque chi si dà da fare non solo su Telegram, non solo manipolando il comprendonio altrui (e abusando del proprio). Esce dalla trama virtuale e cerca con ogni mezzo di darle forma reale, come se la realtà stessa dovesse adattarsi al videogame costruito nelle infinite ore trascorse a navigare in quel mare di dicerie, malanimo, superstizione che sarebbe, poveri noi, la “controinformazione” dei nostri giorni. Il complotto dei complottisti ha uno scopo preciso: boicottare la realtà, perché la realtà è il loro peggiore nemico. Invincibile, si spera.
Preludio
Direi che come inizio, il nuovo libro di Andrea Scanzi non sia niente male....
"Quel pelato codardo e vigliacco -
Una delle cose più paradossali dei fascisti è che rimpiangono un tizio caricaturale brutto come la fame e ridicolo come Gasparri nudo con le Crocs che, oltre ad aver fatto tutti i disastri che ha fatto, morì scappando con l’amante, abbandonò la famiglia e si finse tedesco (e pure ubriaco) dentro una camionetta nazista pur di non farsi beccare dai partigiani. Un gigantesco senza palle e vigliacco, che ha vissuto da dittatore assassino per più di vent’anni per poi mostrare il suo vero volto: quello di inguaribile e conclamato egoista codardo. Davvero un bel punto di riferimento, sì."
Andrea Scanzi - Sfascistoni
mercoledì 17 novembre 2021
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