venerdì 12 novembre 2021

Vergognoso!

 


Solidarietà a Marco

 

Non ci fanno paura
di Marco Travaglio
Alle 19.36 del 7 gennaio 2017, un mese dopo aver perso referendum e governo e 13 mesi prima delle elezioni politiche, il segretario del Pd Matteo Renzi inoltra all’amico Marco Carrai un’email che gli ha inviato Fabrizio Rondolino, giornalista prima dalemiano poi berlusconiano infine renziano, nonché marito della produttrice tv Simona Ercolani, che mentre vince a man bassa appalti Rai, lavora pure lei alla sua campagna elettorale. Nel messaggio d’accompagnamento, Rondolino scrive a Renzi: “Eccoti un primo appunto sulla struttura di propaganda antigrillina che ho preparato con Simona in questi giorni… Ps. Se già non lo usi, ti consiglio questo sistema di posta criptata…”. Ed ecco il suo appunto che Renzi gira a Carrai, facendolo proprio senza prenderne minimamente le distanze: “Non dobbiamo controargomentare sulle loro proposte, dobbiamo distruggere chi le ha avanzate” con campagne “‘allusive’ e intrinsecamente diffamanti: a) i disastri delle amministrazioni grilline, da Roma al più piccolo dei comuni amministrati: scandali, dimissioni, inchieste giudiziarie”; “b) character assassination: notizie, indiscrezioni, rivelazioni mirate a distruggere la reputazione e l’immagine pubblica di Grillo, Di Maio, Di Battista, Fico, Taverna, Lombardi, Raggi, Appendino, Davide Casaleggio (e la sua società), Travaglio e Scanzi”.
Perciò “è necessario creare una piccola, combattiva redazione ad hoc, che lavori esclusivamente sul progetto nella massima riservatezza: vanno individuati almeno 2 giornalisti d’inchiesta e un investigatore privato di provata fiducia e professionalità (a costo medio-alto)” e “vanno coinvolti… gli ex grillini fuoriusciti o espulsi”. Raccolta la merda, per spararla nel ventilatore “va creato un sito specifico, non riconducibile al Pd né tantomeno a MR, da costruire su un server estero non sottoposto alla legislazione italiana, che raccoglie e pubblica tutto il materiale… da rilanciare poi sui social network (attraverso una rete di fake che agiscono su cluster specifici)” e far “riprendere dai media tradizionali” grazie a “una serie di interlocutori, nei giornali e nelle tv, con cui costruire un rapporto personale e fiduciario”. Interlocutori che non mancano: in altre email agli atti dell’inchiesta Open Renzi vanta un “accordo Agnoletti- Orfeo”, il primo suo portavoce e il secondo Ad e Dg della Rai (ora direttore del Tg3 in procinto di guidare con Fuortes la nuova Direzione Approfondimenti e talk), un “accordo con Brachino-Confalonieri” per Mediaset e vuole avvicinare il direttore di La7 Salerno. Il tutto per “conoscere le scalette” e dare “uno sguardo particolare su Gruber, Floris, Formigli, Giletti, Minoli”.
Sulle tv, il progetto collima con la Struttura Delta di B. in Rai; sui social, il sistema è la fotocopia della “Bestia” leghista, oggetto di strali anche dai renziani almeno fino al Patto dei 2 Matteo; sui quotidiani, a parte i pluricitati globetrotter Annalisa Chirico e Jacopo Iacoboni, c’era l’imbarazzo della scelta, visti i battaglioni di penne scatenate nella campagna elettorale pro Renzi e anti M5S senza bisogno di ordini. Nei mesi seguenti furono colpiti via via Grillo Fico, Raggi, Appendino, Taverna, Casaleggio, Di Maio, Di Battista.
Ora immaginate che accadrebbe se questo piano per “distruggere” e “diffamare” gli avversari politici con la “character assassination”, i “fake”, i dossieraggi di “investigatori privati” da “un server estero non sottoposto alla legislazione italiana”, usando vertici e appaltatori Rai e giornalisti da riporto, fosse uscito da un’email di Casaleggio o Casalino per ordine di Grillo o Conte: le piazze si riempirebbero di politici e supporter che invocano dimissioni e strillano al golpe populista, alla macchina del fango grillina; e rotolerebbero teste ovunque, dalla Rai all’Ordine dei giornalisti. Invece tutto tace. Anche fra i cacciatori di fake news russo-grilline che accusavano falsamente il M5S e la Casaleggio di fare ciò che invece fanno i loro amici renziani. Anche alla Rai, dove tutti sanno cosa facevano (e fanno) i renziani, occupando tutto l’occupabile e cacciando le poche voci stonate dal coro (Gabanelli, Giannini, Giletti).
Quanto a noi, pubblichiamo le carte di quest’indagine come di tutte le altre (su B., Salvini, Pd, Raggi ecc.). E siamo abituati a subire dossieraggi. Nel 2006, interrogato sullo scandalo della Security Telecom, il giornalista Guglielmo Sasinini confessò di aver redatto per il suo capo Luciano Tavaroli almeno 61 dossier su altrettanti personaggi ostili, incluso il sottoscritto. Nello stesso anno fu trovato l’archivio segreto del Sismi di Niccolò Pollari, con migliaia di schede compilate dal suo fido analista Pio Pompa, e anche lì, accanto a quelle di pm, politici e altri presunti nemici di B. da “disarticolare” con “azioni traumatiche”, ne saltò fuori una a mio nome. Figurarsi se oggi ci lasciamo impressionare o intimidire dai traffici dei renziani che volevano “distruggere” noi e han distrutto solo se stessi. Ci limitiamo a notare la perfetta continuità fra berlusconismo e renzismo, le due peggiori jatture che abbiano infestato la vita pubblica negli ultimi 30 anni. E ad augurarci che si estinguano al più presto, senza che nessuno osi più avvicinarli per accordarsi su governo, Quirinale e Rai. Continueranno a colpirci con i dossier? Finiranno come i Sasinini, i Pompa e i Rondolini: con un pugno di mosche. Non abbiamo nulla da nascondere, noi.

Buongiorno

 

BUONGIORNO
I poveri coscritti
di Mattia Feltri
Giorgio Agamben e Massimo Cacciari sulle limitazioni alla libertà personale dicono cose anche sensate, perché sono limitazioni drammatiche e non si sa come uscirne. La sensatezza evapora un po' se si legge della loro partecipazione al primo think tank contro la dittatura sanitaria, tenuto mercoledì a Torino sulle seguenti basi scientifiche: il green pass segue i metodi di Goering, i nuovi congiurati sono George Soros e Bill Gates, il piano è stato ordito da politica, tecnica e finanza. Alè, manca soltanto Ufo Robot. Lo so, il sarcasmo è brutto, soprattutto se rivolto a due del livello di Agamben e Cacciari, ma da mesi lamentano la ghettizzazione del loro dissenso nel dibattito pubblico (Cacciari lo dice soprattutto in tv, curiosa idea di ghetto) e poi il dissenso lo esprimono, cito alla rinfusa dall'uno e dall'altro, sostenendo che la situazione è giuridicamente e moralmente abnorme, da sempre i regimi dispotici introducono discriminazioni contenute poi dilaganti, è un sistema di sorveglianza permanente, la scienza serve la politica come quando la servì per il manifesto sulla razza, siamo in prossimità delle leggi razziali fasciste, siamo in una condizione peggiore di quella dei cittadini dell'Unione sovietica sotto Stalin. Ma se davvero la pensano così, se davvero scorgono rinascite naziste e bolsceviche, forse la conseguenza logica sarebbe di lasciare le università e gli studi televisivi e unirsi alle piazze di resistenti che ripetono la loro lezione. O sennò torniamo ancora lì: lungi da colpi e da conflitti / comodamente d'ingrassar soffrite / baritonando ai poveri coscritti / armiamoci e partite.

giovedì 11 novembre 2021

Piagnistei inchiappettanti

 

Leggete questo articolo dal Fatto Quotidiano e cercate di arrivare in fondo, senza nausearvi


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Cause e codicilli

 


Porta tutti in tribunale! W la democrazia, W il libero pensiero, W il diritto d'opinione! Ora scusate ma devo andare a controllare la cottura della porchetta!

Questo è quello che ha postato poc'anzi:


Andremo in tribunale per chiedere giustizia.
A questo proposito in tanti mi chiedono: "Matteo, procederai civilmente contro chi sta dicendo il falso su di te?" Certo, rispondo. Purtroppo sono indietro con le azioni civili. Quindi datemi del tempo. In questa settimana, ho dovuto firmare cinque azioni civili sulle quali ero rimasto indietro:
· Il direttore Massimo Giannini, alcuni suoi collaboratori e il quotidiano “La Stampa” per alcuni articoli pubblicati nel 2021, segnatamente: 7 marzo, 8 marzo, 9 marzo, 6 novembre, 7 novembre.
· Il direttore Marco Travaglio e “Il Fatto Quotidiano” per alcuni articoli pubblicati recentemente, segnatamente: 28 settembre, 6 ottobre, 24 ottobre, 29 ottobre.
· Il dottor Marco Lillo per le sue affermazioni in una trasmissione radiofonica del 2017 per la quale egli è già stato condannato a risarcire mio padre con 30.000€.
· La dottoressa Fiorenza Sarzanini, con la quale è già aperto un contenzioso civile a Firenze, per l’articolo pubblicato il 26 settembre.
· Il mio vicino di casa, che ha registrato il video diventato poi virale nel quale accusa i miei figli di aver violato le regole del lockdown e di aver violato le leggi in complicità con gli agenti che lavorano con me. Essendo una vicenda che colpisce la mia famiglia intendo andare fino in fondo per rispetto della dignità dei miei figli.
Nulla può cancellare il dolore per ciò che stiamo vivendo, ma tutti devono sapere che noi non attacchiamo la giustizia: noi crediamo nella giustizia. E quindi andiamo nei tribunali per chiedere che sia fatta giustizia.

Implorazione

 

Signori gestori di stabilimento, vi imploro: non iniziate la solita lagna tipica delle categorie privilegiate che vedono i propri agii incompatibili con la forma attuale di capitalismo, ammetto che sia anomala propendendo più di abbatterla che migliorarla - e in questo caso, nefasto per voi, gli stabilimenti tornerebbero a gestione statale, giammai direte voi - un capitalismo, un imprenditorialismo che s'appoggia all'instabilità delle attività - ricordate no la becera ricerca del posto fisso da tanti di voi deprecata e ridicolizzata - che per migliorare devono sottostare ai periodici cambi di comando, attraverso delle gare legali e controllate. Ma questo a voi non sta bene, paciosi come siete, abituati dai buffetti dei politici, tutti, che si sono avvicendati in tolda, persino Conte vi sostenne agevolando la proroga delle concessioni al 2033, probabilmente perché aveva a fianco quel Cazzaro amichetto del ras del Papeete. Ma ce lo chiede l'Europa, si proprio lei, quella che a volte v'aggrada e quando viene a disturbare l'orticello sabbioso.. apriti cielo! 

Vi imploro di non iniziare la cantilena piagnucolante da qui al 2023, anno in cui si dovrebbe andare in gara: tremebonde analisi di licenziamenti, famiglie sul lastrico, arrivo dei cinesi, fustigazioni, futuri calci nelle gengive mentre ci distenderemo nei lettini noleggiati dal nemico, che verrà di notte, come la Befana, portando marosi e tempeste. 

Siate consapevoli che il sistema che vi permette di ingurgitare grandi incassi sul demanio, che è di tutti, è conformato al determinato, si ad un tempo determinato oltre il quale si rifarà una sana gara ripulente ed energizzante. D'altronde è la stessa metodologia che applicate ai vostri subalterni, giusto?      

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